Intelligenza Artificiale: AMD vs Nvidia, la Battaglia si Accende sul Fronte Cinese!

Tecnologia. Il gigante statunitense punta a soluzioni integrate per competere con il leader dei chip, ma l’incertezza sul blocco dell’export verso Pechino pesa sulla situazione

Nel panorama delle aziende impegnate nella corsa all’oro dell’Intelligenza Artificiale (IA), una in particolare si distingue per le sue ottime performance. Dall’introduzione di ChatGPT (30/11/2022), il suo valore in borsa è cresciuto di oltre il 120%, superando quello dell’indice Nasdaq nello stesso lasso di tempo. Stiamo parlando di Advanced Micro Devices (AMD), un’azienda americana nel settore dei semiconduttori. Tuttavia, di recente, le azioni di questa compagnia high-tech hanno subito un calo. “In generale,” afferma Silvio Bona, un analista tecnico indipendente, “sul lungo termine, le azioni hanno registrato massimi e minimi crescenti.” Un picco significativo si è verificato a novembre 2021 con un valore di 161,9 dollari, seguito da un picco storico di oltre 211,4 dollari a marzo 2024. Per quanto riguarda i livelli più bassi, questi sono passati da 55,9 dollari in ottobre 2022 a 78,2 dollari in aprile 2025. Attualmente, il titolo mostra una configurazione rialzista, che tuttavia ha mostrato segni di rallentamento nell’ultimo periodo.

Ma nonostante i singoli valori, c’è effettivamente un rallentamento. La ragione principale è da attribuire all’escalation della guerra commerciale intrapresa da Washington contro Pechino, soprattutto nel settore delle tecnologie avanzate per l’IA, dove AMD è molto attiva e cerca di mantenere la storica competizione con Intel e di sfidare Nvidia, il leader dei chip.

In questa ottica, durante l’ultima presentazione dei dati trimestrali, un tema chiave è stato l’esportazione di prodotti verso la Cina. Durante la conference call con gli analisti, è stata evidenziata una svalutazione di magazzino di 800 milioni di dollari, legata alle scorte di un particolare prodotto (il microchip MI308) destinato a Pechino, ma bloccato a causa delle nuove restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Senza questo onere, il margine lordo non-GAAP sarebbe stato superiore di circa 11 punti percentuali. Gli analisti hanno cercato chiarimenti sui tempi per la concessione delle licenze di esportazione, ma il CEO Lisa Su e il CFO Jean Hu hanno ammesso che il processo è ancora in corso e che attualmente non c’è una chiara visibilità.

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Pochi giorni dopo la trimestrale, si è aperta una trattativa tra le autorità statunitensi e i principali produttori di semiconduttori, inclusa AMD. Il risultato? Un accordo piuttosto insolito e giuridicamente fragile, secondo cui la ripresa delle vendite di chip IA in Cina può avvenire solo versando il 15% dei ricavi provenienti da Pechino al governo americano. Questo compromesso potrebbe permettere ad AMD di riattivare la catena commerciale, sebbene con margini più stretti rispetto al passato. Per ora, le licenze di esportazione del MI308 sono ancora in fase di revisione. La Casa Bianca ha dato il suo assenso di principio, indicando che l’amministrazione non sembra intenzionata a bloccare completamente il mercato cinese, ma piuttosto a mantenerlo sotto controllo. Lisa Su ha confermato che la domanda cinese per i prodotti AMD rimane forte e che sono competitivi, ma ha ammesso che non c’è ancora visibilità sui volumi e sui tempi di ripresa.

In questo contesto, le incertezze sono numerose. È incerto quanto velocemente arriveranno le autorizzazioni per le spedizioni effettive e l’impatto economico della tassa del 15% sui ricavi, che potrebbe erodere la marginalità nel settore dell’IA, oggi essenziale per la crescita. Inoltre, di recente, Pechino ha vietato l’RTX Pro 600D di Nvidia, un chip progettato specificamente per il mercato cinese. Anche se non riguarda direttamente AMD, questo aumento dello scontro potrebbe complicare ulteriormente le operazioni di AMD nel mercato in questione. Nei prossimi trimestri sarà cruciale valutare se la ripresa delle vendite in Cina avverrà effettivamente e se sarà in grado di compensare i ritardi accumulati e ristabilire la traiettoria di crescita del gruppo.

La prudenza degli analisti è una conseguenza diretta dei numeri economici, che – influenzati dalla situazione in Cina – non hanno soddisfatto il mercato. I ricavi dell’ultimo trimestre sono stati di 7,69 miliardi di dollari, con un aumento del 31,7% su base annua, un valore superiore alle previsioni. Tuttavia, l’utile per azione diluito non GAAP è stato di 0,48 dollari, inferiore alle attese di mercato. L’outlook per il terzo trimestre prevede un fatturato di 8,7 miliardi di dollari (+/- 300 milioni) e un margine lordo non GAAP intorno al 54%, considerando che non ci saranno ricavi dall’esportazione del chip MI308 verso Pechino. Questi numeri non sono stati ben accolti dagli investitori, che hanno fatto scendere il titolo del 6,4% nella sessione successiva alla pubblicazione dei dati trimestrali.

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Oltre alle questioni legate alla Cina e al conto economico, quale è la strategia industriale dell’azienda? AMD suddivide le sue attività in tre aree principali: Data Center, Client & Gaming e soluzioni Embedded. Queste ultime includono, per esempio, GPU o CPU combinate con software per eseguire operazioni specifiche, spesso come parte di sistemi più ampi che gestiscono singole funzioni. Nel settore dei videogiochi e dei client, troviamo tecnologie per videogiochi e soluzioni per PC, tra le altre cose. I Data Center, invece, comprendono vendite di CPU, GPU o SoC progettati per operare nei grandi centri dati.

La strategia di AMD, in generale, è orientata verso l’offerta di soluzioni integrate. Questo approccio permette di generare maggiori ricavi da un’unica offerta commerciale e di rafforzare il rapporto con il cliente (che spesso è anche co-sviluppatore della tecnologia). Nella divisione PC, l’integrazione è già parzialmente realizzata. Il cuore dell’offerta sono i cosiddetti chip Ryzen (giunti alla generazione 8000) e la famiglia Ryzen AI 300. Queste soluzioni combinano tre componenti fondamentali: la CPU, che gestisce le istruzioni generali; la GPU, che realizza e accelera i calcoli complessi; e infine la NPU, un’unità neurale dedicata all’elaborazione dell’IA in locale, permettendo di eseguire operazioni basate sull’IA senza la necessità del cloud. Dal prossimo anno, ci sarà un maggiore focus sui PC con IA integrata, soprattutto nei laptop.

Per quanto riguarda il settore dei videogiochi, AMD persegue una doppia strategia. Da un lato, offre le schede grafiche Radeon, pensate per i giocatori che cercano le massime prestazioni e spesso abbinate ai processori Ryzen in PC fissi e portatili potenti. Dall’altro, c’è il business dei chip su misura: l’azienda realizza i processori che alimentano le principali console di gioco, come PlayStation e Xbox, garantendo contratti stabili e di lunga durata.

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Una visibilità sui ricavi contraddistingue anche la divisione embedded, dove, tra le altre cose, vengono proposti i chip derivanti dall’acquisizione di Xilinx. Per quanto riguarda i centri dati, AMD vuole offrire insieme la CPU Epyc e la GPU Instinct. A queste può essere aggiunta, se necessario, la stessa DPU. In questo contesto, viene creato un sistema unico, che costituisce un supercomputer supportato dall’IA. Inoltre, AMD potrà fornire altre soluzioni, ad esempio per la memoria e i collegamenti di rete.

In altre parole, l’obiettivo è fornire ai clienti un centro dati chiavi in mano e scalabile. Attualmente, la strategia è ancora in fase di sviluppo. Nel 2026, l’azienda americana prevede di lanciare sul mercato il sistema attraverso la piattaforma Elios.

Ma quali sono i multipli di Borsa? Secondo Seeking Alpha, il P/E non GAAP corrente è di 46,1, mentre quello previsto per il 2025 è di 40,8. Il PEG non GAAP prospettico è di 1,3, e il Price to Cash Flow è di 48,8. Questi valori, secondo Seeking Alpha, indicano una quotazione elevata. Di conseguenza, l’investitore fai-da-te dovrebbe procedere con cautela.

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