L’incertezza commerciale non frena la sospensione delle previsioni per il 2025; Mercedes e Volkswagen sono preoccupate per la volatilità del mercato e le tensioni geopolitiche
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Nell’ambito commerciale, un miglioramento potrebbe essere all’orizzonte dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ridotto la pressione sui dazi automobilistici. Questo, insieme ai ricavi del primo trimestre che, pur essendo diminuiti del 14% a 35,8 miliardi di euro, si sono attestati intorno alle attese, con un calo delle consegne del 9% a 1,217 milioni di unità, ha sostenuto le azioni di Stellantis a Piazza Affari. Inizialmente, le azioni hanno mostrato un incremento del 3% raggiungendo un picco di 8,651 euro per azione, ma successivamente hanno oscillato più volte prima di stabilizzarsi con guadagni più modesti. La volatilità rimane elevata, e la questione delle tariffe non è completamente risolta, tanto che la compagnia ha sospeso le sue proiezioni per il 2025 a causa dell’incertezza legata ai dazi.
Una situazione simile ha colpito anche i grandi rivali tedeschi: Mercedes ha registrato una diminuzione degli utili del 43% e ha deluso le aspettative, ritirando anche lei le previsioni per il 2025 a causa della volatilità e dell’incertezza scatenate dalle politiche di Trump, una mossa anticipata dalla General Motors statunitense. Inoltre, Volkswagen ha riportato un aumento dei ricavi del 2,8%, ma una riduzione del 37% degli utili operativi, citando dazi, volatilità del mercato e tensioni geopolitiche come principali rischi. L’amministrazione americana ha annunciato l’introduzione di misure per mitigare l’impatto dei nuovi dazi sull’industria automobilistica, basate sul numero di auto vendute e sul prezzo, evitando la sovrapposizione di dazi su acciaio, alluminio e merci provenienti da Canada e Messico e introducendo sconti fino al 15% sul valore dei veicoli assemblati localmente.
Resta da vedere se l’iniziativa di Trump porterà tranquillità sul mercato e sui titoli automobilistici, ma secondo gli analisti di Intermonte, «la notizia è positivamente marginale, nonostante il contesto rimanga incerto e i dazi persistano». Le misure sono state pensate per alleggerire il carico per due anni, «consentendo il tempo necessario per riorganizzare le catene di approvvigionamento. Rispetto al piano originale, l’impatto è certamente positivo, anche se difficile da quantificare», hanno aggiunto gli analisti di Equita.
Dal canto suo, Stellantis ha accolto con favore le nuove disposizioni, come ha confermato anche il presidente John Elkann, e si sta impegnando attivamente con le autorità per quanto riguarda le tariffe doganali, adottando nel contempo strategie per mitigarne gli effetti. Nel frattempo, le previsioni sono state sospese in attesa di una situazione più chiara e stabile. Tuttavia, l’azienda ha precisato che la sospensione non implica che gli obiettivi annuali non possano essere raggiunti, ma è dovuta piuttosto all’incertezza nel settore commerciale. «I risultati sono conformi alle aspettative e il livello delle scorte rimane sostanzialmente stabile. L’azienda prevede di investire nella capacità produttiva negli Stati Uniti e di ridurre le importazioni a partire da aprile. La ripresa è posticipata, ma le valutazioni rimangono non particolarmente basse», hanno commentato gli analisti di Citi, mantenendo una valutazione “neutrale”.
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