Provvedimento attuato in seguito a una segnalazione del Codacons
La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) ha imposto la sospensione della distribuzione non autorizzata di cripto-attività chiamate ‘memecoin $CORONA’, indirizzata al pubblico italiano e veicolata anche attraverso il sito web www.getcoronamemes.com. Tale offerta è stata realizzata senza presentare alla Consob il documento informativo (white-paper) previsto dalla normativa Micar. Si continua dunque a rafforzare l’attività di vigilanza nel campo delle cripto-attività, sfruttando le competenze conferite dal regolamento europeo Micar.
Inoltre, sono stati interdetti sei portali che fornivano servizi legati alle cripto-attività in assenza delle necessarie autorizzazioni previste da Micar: ‘Spazio Finanziario’, ‘HTXcoin-az’, ‘Stock Credit Wallet’, ‘Paycraftv.top’/’Paycraftn.top’, ‘CoinBank Exchange’. La Consob ha anche bloccato quattro siti di brokeraggio finanziario illegale: ‘Capitalgates’, ‘Tux’, ‘AquillaFX’. Complessivamente, come si evince dal comunicato, sono stati oscurati undici siti in questa settimana, portando a 1.247 il numero totale di siti bloccati dalla Consob dal luglio 2019, quando l’ente ha acquisito il potere di oscurare i siti web degli intermediari finanziari non autorizzati. Le operazioni di blocco sono attualmente in corso da parte dei provider di servizi internet operanti in Italia e potrebbero richiedere alcuni giorni per via di questioni tecniche.
La Consob avverte gli investitori sull’importanza di esercitare la massima prudenza nelle decisioni di investimento, adottando misure di senso comune fondamentali per proteggere i propri risparmi. Ricorda inoltre che sul proprio sito www.consob.it, nella sezione in evidenza ‘Occhio alle truffe!’, sono presenti informazioni utili per riconoscere le iniziative finanziarie fraudolente.
La decisione di interrompere la diffusione della moneta digitale ‘$corona’, associata all’immagine del fotografo Fabrizio Corona, è stata presa a seguito di un reclamo presentato dal Codacons. Corona ha promosso questa criptovaluta attraverso i suoi canali social, sostenendo che sarebbe stata più duratura rispetto ad altre. «Tuttavia, le fasi iniziali del lancio sono state caratterizzate da forti fluttuazioni di valore e da accuse di manipolazione del mercato dovute a sospette attività immediate prima del suo debutto ufficiale – si legge nel reclamo del Codacons – Il fatto che un portafoglio abbia acquistato token prima dell’annuncio dell’indirizzo suggerisce l’accesso a informazioni privilegiate, indicando un possibile caso di insider trading. La successiva vendita rapida dei token ha causato un tracollo del valore, lasciando gli investitori con asset notevolmente deprezzati, una situazione tipica degli schemi di Pump & Dump».
Il Codacons ha espresso preoccupazioni anche riguardo al “Progetto Corona”: «Essenzialmente, le persone sono invitate a investire denaro tramite un broker specifico, con la promessa di alti ritorni economici – afferma l’associazione nell’esposto – A questo scopo, devono unirsi al gruppo VIP, creando un account con il broker attraverso un link di affiliazione e versando un deposito minimo di 300 euro (che verrà subito raddoppiato a 600). Tuttavia, il broker raccomandato sembra non essere autorizzato in Europa. Nonostante le dichiarazioni di Fabrizio Corona circa la cessazione del progetto dopo le prime denunce, ci sono prove che suggeriscono la continuazione dell’attività in altre forme». Per queste ragioni, il Codacons ha quindi chiesto alla Consob e alla Banca d’Italia di «effettuare tutti i controlli necessari per verificare le condotte descritte e, in caso di illeciti, applicare le sanzioni appropriate e inibire tali comportamenti».
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