Il CEO parla alla conferenza finanziaria europea di Morgan Stanley 2025: «Commerzbank? Ora è tempo di pazienza»
«Non escludiamo la possibilità di un’ulteriore offerta se riteniamo che ci sia un valore aggiunto» nell’operazione su Banco Bpm, tuttavia, da quando è stata annunciata l’offerta, «abbiamo assistito a sviluppi più negativi che positivi». Così ha affermato Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, durante la sua partecipazione alla conferenza finanziaria europea di Morgan Stanley 2025. Questo commento fa riferimento all’approvazione ricevuta da Banco Bpm per procedere con l’Opa su Anima, anche senza l’approvazione della BCE per l’uso del Danish Compromise.
«Grazie al Danish Compromise, l’investimento in Anima» garantirebbe «un rendimento superiore al 15% senza un significativo impiego di capitale. Senza il Danish Compromise, il rendimento scenderebbe all’11% e richiederebbe miliardi di capitale», ha spiegato Orcel.
In quest’ultimo scenario, «ciò che acquisiremmo sarebbe molto meno capitalizzato di quanto previsto inizialmente» e quindi «questo rappresenterebbe un fattore negativo, non positivo». Senza il Danish Compromise, Orcel ha sottolineato che ci sarebbe «una notevole diminuzione del rendimento sull’investimento». L’amministratore delegato ha inoltre indicato di attendersi le ultime autorizzazioni all’operazione «entro la fine di questo mese», permettendo così «di avviare il periodo di offerta tra la prima settimana di giugno e l’inizio di luglio».
Qualsiasi decisione riguardo la revisione dei termini dell’offerta o il suo ritiro potrà essere presa fino a due giorni prima della conclusione della stessa, e quindi, ha continuato, «sarebbe completamente irrazionale da parte nostra discutere adesso di cosa fare prima di arrivare vicini alla chiusura. Decideremo in quel momento se ci sono le condizioni per procedere con l’operazione e se ci sono motivi per rivedere il prezzo – ha concluso -. In tal caso agiremo di conseguenza, altrimenti no».
Per quanto riguarda Commerzbank, per UniCredit «la pazienza è cruciale in questo momento». Attualmente, la banca ha ottenuto il via libera dalla BCE per aumentare la sua partecipazione fino al 29,9%, «e questo è un aspetto positivo», ha precisato Orcel. «Stiamo attendendo altre approvazioni, alcune delle quali stanno impiegando più tempo del previsto», ha aggiunto, notando che «potrebbe volerci qualche mese».
«Per ottenere tutte le approvazioni potremmo arrivare all’estate o all’inizio dell’autunno», ha osservato ancora, specificando che «una cosa è detenere il 30%, un’altra è procedere con un’eventuale fusione», per la quale sarà necessario anche «avviare discussioni con il governo tedesco, una volta formato».
A quel punto sarà importante valutare il valore dell’operazione: «Da quando abbiamo iniziato a investire, il valore della banca si è raddoppiato, quindi la transazione è ora diversa – ha sottolineato Orcel -. La questione non è tanto se il valore si è raddoppiato, ma se tale aumento è giustificato o meno». UniCredit, nel frattempo, può contare su una «significativa» plusvalenza implicita sulla sua quota.
Se le condizioni per la fusione e acquisizione non saranno favorevoli, la banca potrà «mantenere la sua posizione» fino al 2027 e beneficiare dei piani di Commerzbank, se verranno realizzati, oppure «vendere, esercitando le nostre opzioni put e restituendo il capitale agli azionisti».
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