Conclusione del Forum cinese sullo sviluppo a Pechino
Alla fine del Forum cinese sullo sviluppo (China Development Forum, CDF), tenutosi a Pechino per due giorni, è stato chiaro che il governo cinese punta a incrementare gli investimenti esteri per fronteggiare la guerra commerciale con gli Stati Uniti, promettendo al contempo la resilienza dell’economia nazionale e opponendosi al crescente protezionismo a livello mondiale. Quest’anno, il forum ha visto la partecipazione di oltre 80 leader di grandi multinazionali, inclusa una significativa rappresentanza dagli USA. Le sessioni hanno coperto argomenti come le tendenze economiche globali, le politiche per il clima e la gestione dell’intelligenza artificiale, inaugurate dal primo ministro Li Qiang.
Durante il suo discorso, Li Qiang ha voluto tranquillizzare gli investitori riguardo alla stabilità del mercato cinese nonostante i dazi imposti dall’amministrazione Trump, sottolineando che il governo cinese ha preparato piani per eventuali shock imprevisti, principalmente esterni. Anche il ministro delle Finanze Lan Foan ha ribadito l’attenzione del governo al monitoraggio della situazione economica globale e interna, con l’obiettivo di facilitare gli investimenti esteri in settori chiave come finanza, internet, telecomunicazioni, salute ed educazione.
Il co-presidente del forum e CEO di Siemens, Roland Busch, ha elogiato le aperture mostrate durante l’evento, sottolineando l’importanza della collaborazione internazionale. Similmente, l’ex presidente del Brasile e attuale presidente della Nuova banca di sviluppo dei BRICS, Dilma Rousseff, ha commentato che non ci sono vincitori in una guerra commerciale. Sean Stein, presidente del Consiglio d’affari USA-Cina, ha accolto positivamente il rinnovato impegno della Cina per la stabilità macroeconomica.
Il forum ha anche posto grande enfasi sull’innovazione tecnologica e la transizione energetica. Amin Nasser, CEO di Aramco, ha evidenziato i progressi significativi della Cina in scienza e tecnologia, mentre Patrick Pouyanné, CEO di TotalEnergies, ha visto nel ritiro degli USA dall’Accordo di Parigi un’opportunità per la Cina e l’Europa di guidare la politica climatica globale. Inoltre, Li Yongjie, vice rappresentante per il commercio internazionale della Cina, ha invitato le aziende straniere a collaborare nel campo dell’intelligenza artificiale.
Il forum ha attratto numerosi dirigenti di aziende statunitensi, tra cui Tim Cook di Apple e Stephen Schwarzman di Blackstone. Anche rappresentanti di Pfizer, Mastercard, e altri hanno partecipato, incontrando il vicepremier He Lifeng, che ha descritto l’economia cinese come estremamente resiliente e vitale. Il senatore USA Steve Daines ha visitato il forum, segnando la prima visita di un politico statunitense in Cina dall’insediamento di Trump, evidenziando gli sforzi di Pechino per riaprire un dialogo di alto livello con Washington.
Durante il forum sono stati discussi anche i dazi imposti da Trump e le contromisure della Cina, inclusi dazi su prodotti come carbone, petrolio e automobili, oltre a restrizioni commerciali su aziende statunitensi, in risposta ai dazi USA su merci cinesi.
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