Nuove restrizioni USA colpiscono l’industria cinese dei microchip da oggi!

Aggiornamento delle Restrizioni Commerciali USA

Il 2 dicembre segna l’entrata in vigore delle nuove misure restrittive degli Stati Uniti nei confronti delle aziende produttrici di semiconduttori e software, la maggior parte delle quali sono basate in Cina. L’elenco aggiornato comprende 140 nuove entità, incluse Semiconductor Manufacturing International Corp e varie società affiliate a Huawei. Altre importanti imprese cinesi del settore, come Beijing Naura, Acm Research e Piotech, sono state inserite nella lista. L’attuale amministrazione statunitense, guidata da Biden, ha anche imposto limitazioni all’esportazione di chip di memoria ad alta larghezza di banda (Hbm), essenziali per i rapidi scambi di dati tra processori, che supportano calcoli avanzati in ambito di intelligenza artificiale. Tra i principali produttori mondiali di Hbm figurano Sk Hynix, Samsung Electronics e Micron. Le nuove regolamentazioni includono altresì circa venti tipologie di macchinari per la produzione di semiconduttori e tre categorie di software utilizzati nella progettazione e fabbricazione di tali componenti.

Implicazioni delle Nuove Politiche

Il recente aggiornamento del 2 dicembre rappresenta il terzo significativo intervento della politica USA nei confronti dell’industria dei chip cinese, proibendo alle compagnie americane di inviare prodotti alle entità inserite nell’elenco senza specifiche licenze di esenzione. Il Dipartimento del Commercio USA ha spiegato che queste azioni fanno parte di una strategia per proteggere l'”ecosistema nazionale dei semiconduttori” nell’ambito della sicurezza nazionale del paese. “Queste misure rappresentano il culmine di una strategia mirata dell’amministrazione Biden-Harris, realizzata in collaborazione con alleati e partner internazionali, per limitare la capacità della Cina di diventare autosufficiente nella produzione di tecnologie avanzate, che potrebbero rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, ha affermato Gina Raimondo, segretaria al Commercio, in una dichiarazione ufficiale.

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Risposta della Cina

In risposta, il ministero del Commercio cinese ha criticato le ultime restrizioni imposte dagli USA all’industria dei microchip cinese, definendole un esempio di “coercizione economica” e una violazione delle leggi di mercato internazionali. “Gli Stati Uniti agiscono in modo contraddittorio, ampliando costantemente l’interpretazione di ‘sicurezza nazionale’ e abusando delle regolazioni sul controllo delle esportazioni per esercitare un comportamento unilaterale e prepotente”, si legge nel comunicato del ministero.

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