“Rispettare e applicare le regole non è un’azione contro qualcuno. Non applicheremo le regole in maniera differente per determinate persone. Abbiamo mantenuto un buon rapporto con l’Antitrust americano fin dall’inizio del mandato di Trump. Aspettative diverse non sono quindi giustificate, al contrario.”
Teresa Ribera, vicepresidentessa della Commissione europea, in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” ha espresso il suo punto di vista riguardo le pressioni dei giganti del Big Tech su Donald Trump affinché Bruxelles allenti le regolamentazioni o le indagini sui loro gruppi: “Siamo tenuti per legge a garantire un campo di gioco equo, mercati funzionanti e la protezione dei consumatori da eventuali abusi. Questo è importante tanto per i consumatori europei quanto per quelli americani. In un’economia globale – prosegue – ci sono soggetti che hanno un ruolo cruciale nel promuovere l’efficienza, migliorare la qualità della vita e l’accesso all’informazione. È fondamentale che i benefici derivanti siano accessibili a tutti e che si possano prevenire concentrazioni di mercato che potrebbero trasformarsi in monopoli dannosi sia per i consumatori sia per i concorrenti”. Si tratta di un equilibrio delicato: “Rispettare e far rispettare le regole non è contro nessuno. Non le applicheremo in modo diverso per alcuni. Abbiamo collaborato efficacemente con l’Antitrust americano sin dall’inizio del primo mandato di Trump. Aspettative diverse sono quindi incoerenti, al contrario”.
In occasione dell’insediamento di Trump, non è stato inviato alcun invito ai rappresentanti dell’Unione Europea: “Sono una donna che crede nella pace e nella cooperazione. Ritengo che lo stato di diritto, la diplomazia, la cortesia e l’educazione siano fondamentali. Ognuno è libero di invitare chi desidera a un evento importante. È vero che siamo abituati a partecipare a questi eventi e penso sia un gesto gentile e saggio rendere omaggio alle democrazie. Tuttavia, Trump ha il diritto di invitare chi preferisce e non dovremmo farne un problema eccessivo. Piuttosto – osserva Ribera – possiamo ricordare a tutti, inclusi gli americani, che noi europei siamo tra i più impegnati nella difesa della libertà, dei diritti e della cooperazione in questo mondo così piccolo, che richiede la collaborazione di tutti. Saremmo più che lieti di rispondere a inviti che ci chiedono di lavorare insieme”. Trump si oppone fermamente agli accordi globali sulla tassazione delle multinazionali, promossi dall’UE: “Abbiamo cercato modi per finanziare le esigenze di tutti, basandoci sui principi che risalgono alla Rivoluzione francese. È cittadino chi contribuisce ai beni comuni. Ritengo che affrontare l’enorme accumulo di ricchezza delle multinazionali con un approccio coordinato sia ancora valido. Certo, questo è stato uno dei primi punti sollevati da Trump. Per ora, è un peccato. Va riconosciuto che c’erano preoccupazioni anche con l’amministrazione precedente. Ma è importante continuare a lavorare su questi temi”.
L’UE rappresenta il pilastro del multilateralismo. Trump, d’altra parte, preferisce lavorare esclusivamente da governo a governo: “Questa può essere una delle sue preferenze, ma ci sono anche argomentazioni valide a favore della difesa di un ordine internazionale basato sulla cooperazione. Sono stati necessari decenni per garantire migliori opportunità di pace e prosperità, lavorando insieme ai medesimi tavoli con regole condivise. Certamente non è perfetto. Ma il mondo non è fatto solo da uno, due o tre Paesi”. Giorgia Meloni è stata invitata all’inaugurazione di Trump ma non parla a nome dell’UE: “I Trattati indicano chi ha le responsabilità, credo sia importante rispettarli per mantenere uniti. Ci sono poi le famiglie politiche, quindi un leader può sentirsi più a suo agio con un altro della stessa famiglia politica. Tuttavia, la voce e gli interessi dell’UE non sono rappresentati da qualcuno che, sebbene rispettato e probabilmente molto più vicino politicamente a Trump rispetto ad altri leader, non ne esprime la posizione ufficiale. Anche le procedure – conclude Ribera – sono importanti per la legittimità, altrimenti rischiamo di minare le nostre capacità e il nostro sistema”.
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