Reazioni divergenti tra Europa e Stati Uniti riguardo all’ipotesi di dazi meno severi. Nel frattempo, aumenta il prezzo del petrolio a seguito delle dichiarazioni di Trump su possibili tasse aggiuntive per l’importazione di petrolio dal Venezuela. L’euro scende sotto 1,08 dollari
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Nonostante le speculazioni su possibili ‘dazi light’ e il balzo di Wall Street, le borse europee non mostrano segni di ripresa, chiudendo deboli nella prima sessione settimanale. I mercati transatlantici hanno mostrato reazioni contrastanti alle notizie che suggeriscono dazi meno pesanti del previsto da parte dell’amministrazione Trump, previsti teoricamente per il prossimo 2 aprile e che potrebbero interessare solo alcuni paesi. Parallelamente, si intensifica la situazione relativa al petrolio, con il presidente degli Stati Uniti che propone tasse aggiuntive su chi importa petrolio dal Venezuela, causando un incremento del prezzo del greggio di oltre 1,5%. Gli investitori sono anche attenti agli sviluppi a Riad, dove continuano le negoziazioni guidate dagli USA per la pace tra Russia e Ucraina. Dal punto di vista macroeconomico, nella zona euro l’indice Pmi manifatturiero è aumentato a 48,7 punti, il livello più alto degli ultimi 26 mesi, mentre l’indice dei servizi è sceso a 50,4 punti. Negli Stati Uniti, l’indice dell’attività manifatturiera è calato a marzo, indicando una contrazione del settore. Il dato preliminare è sceso a 49,8 punti (da 52,7 a febbraio), al di sotto delle previsioni che erano di 51,5 punti. Invece, il settore dei servizi USA continua a espandersi, con l’indice Pmi a 54,3 punti rispetto ai 51 di febbraio, superando le aspettative di 51,5.
In questo contesto, i principali indici europei chiudono in calo: il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi e il DAX 30 di Francoforte, con l’indice Pmi manifatturiero tedesco che raggiunge il massimo degli ultimi 31 mesi e l’indice dei servizi che scende a 50,2 punti. Situazione simile anche per l’IBEX 35 di Madrid e l’AEX di Amsterdam.
Un forte rialzo caratterizza gli indici di Wall Street, influenzati dalle notizie che prevedono dazi meno restrittivi e limitati a pochi paesi. Il Dow Jones sale dell’1,42% a 42.583,32 punti, il Nasdaq cresce del 2,27% a 18,188,59 punti e lo S&P 500 aumenta dell’1,76% a 5.767,57 punti.
Venerdì, il presidente Trump aveva tentato di tranquillizzare gli investitori parlando di «flessibilità» riguardo i dazi. Anche il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, aveva rassicurato gli investitori durante la settimana, affermando che i dazi avrebbero effetti negativi solo nel breve termine. Durante la settimana sono previste diverse pubblicazioni di dati che forniranno un quadro dell’economia statunitense, tra cui l’inflazione Pce di febbraio, la seconda stima del Pil del quarto trimestre, la fiducia dei consumatori di marzo, le vendite di case di febbraio, il Pmi manifatturiero di marzo e gli ordini di beni durevoli di febbraio. In questo contesto, il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq operano in territorio positivo.
A Piazza Affari, con uno stacco cedole dello 0,1%, Banca Mediolanum si distingue dopo l’inizio della copertura del titolo da parte degli analisti di Jp Morgan con un rating “Overweight” e un prezzo obiettivo di 17,4 euro. La maggior parte degli altri titoli del settore mostra buone performance. Sul podio anche Telecom Italia, con Vivendi che venerdì, dopo la chiusura dei mercati, ha annunciato la vendita di azioni sul mercato riducendo la sua partecipazione al 18,37% nel capitale dell’azienda. Il mercato specula sulla possibilità che il colosso francese ceda ulteriori quote del gruppo telecomunicazioni, in particolare a Poste Italiane. Acquisti anche su Stellantis, seguita da Stmicroelectronics nel giorno dello stacco cedola. Dividendi anche per Eni mentre si registrano realizzazioni su Leonardo – Finmeccanica. Il settore del lusso è debole con Brunello Cucinelli e Moncler. Fuori dal paniere principale, la Juventus Fc chiude in calo, dopo una partenza sprint, a seguito del cambio in panchina: dopo l’esonero di Thiago Motta, la società bianconera ha scelto l’ex Lazio e Verona Igor Tudor per cercare di concludere il campionato in zona Champions. Da segnalare anche la performance di Pozzi Milano che ha completato l’acquisizione del 90% del capitale sociale della francese Venditio.
Sul mercato valutario, l’euro si indebolisce e scende sotto quota 1,08 dollari, ma sale a 162,53 yen (da 161,31 venerdì). Il rapporto tra il dollaro e la yen giapponese si attesta a 150,61 (da 149,02). Il prezzo del petrolio registra un forte aumento con il Wti a 69 dollari al barile e il Brent a 73 dollari. In calo invece il gas naturale ad Amsterdam a 42 euro al megawattora. L’oro si mantiene sui massimi storici sopra i 3.000 dollari l’oncia, mentre gli esperti del World Gold Council evidenziano che gli Stati Uniti potrebbero rimpatriare l’oro a causa dei timori sui dazi, per garantire una robusta riserva interna, per possibili verifiche dell’oro e per porre fine alla globalizzazione.
Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco si stabilizza a 111 punti base, invariato rispetto alla chiusura di venerdì. Alla fine della sessione, il rendimento del BTp decennale benchmark si è attestato al 3,88%, mentre quello del Bund tedesco è rimasto stabile al 2,77 per cento.
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