Annuncio della Cancelliera Britannica
La Cancelliera delle finanze britannica, Rachel Reeves, ha esposto oggi il suo atteso budget alla Camera dei Comuni, un momento fondamentale sia per l’economia sia per la politica del governo laburista. Reeves ha descritto il budget come “un piano per abbassare il costo della vita, ridurre debiti e mutui, e guidare il Regno Unito verso una crescita più robusta e equa”, sottolineando l’impegno a “non tornare all’austerità” e a migliorare i servizi pubblici “dopo anni di regresso”. In particolare, la Cancelliera ha annunciato una serie di iniziative fiscali e sociali. In termini di costo della vita, Reeves ha confermato l’eliminazione del programma Energy Company Obligation (Eco), affermando che “costa alle famiglie 1,7 miliardi di sterline all’anno” e che per il 97% delle famiglie in difficoltà energetica “ha portato a spese maggiori dei risparmi ottenuti”. Questa decisione porterà a una riduzione di 150 sterline (circa 171 euro) sulle bollette energetiche medie a partire dal prossimo aprile. Inoltre, Reeves ha rivelato la fine del limite ai sussidi per il secondo figlio, una politica introdotta dai conservatori che, secondo la Cancelliera, “ha spinto centinaia di migliaia di bambini nella povertà” e che ora aiuterà a “sollevare dalla povertà 450.000 bambini”.
Da un punto di vista fiscale, Reeves ha ribadito di rispettare le promesse elettorali del partito laburista. “Non aumenterò la National Insurance, le aliquote dell’imposta sul reddito, né l’IVA”, ha dichiarato la Cancelliera. Tuttavia, il budget presentato oggi include un aumento del 2% delle aliquote sui redditi provenienti da proprietà, risparmi e dividendi, applicati a un livello più alto rispetto ai lavoratori, oltre all’introduzione dal 2028 di una “mansion tax”, un sovrapprezzo annuale di 2.500 sterline (circa 2.845 euro) per le case del valore superiore ai 2 milioni di sterline (circa 2,2 milioni di euro) e di 7.500 sterline (circa 8.537 euro) per quelle oltre i 5 milioni di sterline (circa 5,6 milioni di euro). Per quanto riguarda il lavoro, la Cancelliera ha accettato in toto le raccomandazioni della Low Pay Commission: il salario minimo per le persone tra i 18 e i 20 anni aumenterà da 10 a 10,85 sterline (da circa 11,3 a 12,3 euro), mentre il “living wage” crescerà da 12,21 a 12,71 sterline l’ora (da circa 13,89 a 14,46 euro). Contemporaneamente, Reeves ha annunciato 4,9 miliardi di sterline (circa 5,6 miliardi di euro) di efficienze entro il 2031, attraverso l’eliminazione di enti intermedi, riduzioni del personale amministrativo e un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico.
Le reazioni politiche sono state immediate. La leader conservatrice, Kemi Badenoch, ha descritto il budget come “una completa umiliazione”, accusando Reeves di “aver infranto tutte le sue promesse” e chiedendo le sue dimissioni. “Ha aumentato le tasse di 40 miliardi di sterline l’anno scorso e oggi colpisce nuovamente lavoratori, pensionati, risparmiatori e investitori”, ha dichiarato Badenoch. Anche Nigel Farage, leader del partito populista Reform Uk, ha criticato il budget come “un attacco all’aspirazione e al risparmio”. Sharon Graham, segretaria generale del sindacato Unite, ha criticato la Cancelliera per aver “lasciato indenni i miliardari” e per aver scaricato i costi della crisi su lavoratori e famiglie.
Gli analisti della City hanno mostrato scetticismo riguardo alla sostenibilità del piano. L’ex membro della Banca d’Inghilterra, Michael Saunders, ha notato che il budget “non include misure significative sul lato dell’offerta” e che l’eccessiva dipendenza da aumenti fiscali “ha un basso tasso di successo storico”. L’Ufficio per la responsabilità di bilancio ha segnalato crescenti pressioni sulla spesa, in particolare per i costi del sistema di asilo e l’obiettivo del governo di ridurre drasticamente le traversate della Manica. Tuttavia, durante una conferenza stampa dopo la presentazione del budget, Reeves ha ribadito che l’obiettivo del piano è chiaro: “Ridurre il costo della vita, diminuire il debito e, soprattutto, abbassare le liste d’attesa del Servizio sanitario nazionale”. Una strategia che sarà al centro del dibattito nelle prossime settimane riguardo alla stabilità e alla direzione futura del governo laburista.
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