Libia: Rendimenti Stellari! Il Fondo Sovrano Lia Guadagna 2 Miliardi di Dollari nel 2025

La divisione di investimenti diretti si divide in tre categorie principali: depositi a termine per 24,9 miliardi di dollari, azioni per 12,9 miliardi e fondi di investimento per 3,8 miliardi.

La Libyan Investment Authority (LIA), il fondo sovrano della Libia, ha recentemente pubblicato i dettagli sulla gestione diretta del suo portafoglio finanziario per l’anno 2025, mostrando un valore di mercato degli asset gestiti direttamente pari a 41,7 miliardi di dollari. Secondo il report della LIA, il portafoglio ha guadagnato complessivamente circa 2 miliardi di dollari, corrispondenti a un tasso di rendimento annuale del 4,79%. La suddivisione degli investimenti diretti comprende depositi a termine per 24,9 miliardi di dollari, azioni per 12,9 miliardi e fondi di investimento per 3,8 miliardi. Inoltre, la LIA ha segnalato la presenza di 9,1 miliardi di dollari in liquidità non investita, risultato della maturazione di strumenti finanziari e titoli successivamente liquidati e depositati in conti bancari soggetti a blocchi internazionali.

La LIA ha spiegato che queste risorse non sono state reinvestite nel periodo precedente e che l’ente è attivamente impegnato nel loro riutilizzo. Gli investimenti vengono effettuati in strumenti a basso rischio conformemente alla risoluzione 2769 (2025) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che permette al fondo di investire le somme bloccate in depositi vincolati e titoli a reddito fisso a basso rischio, mantenendo inalterato il regime di congelamento. L’ente ha precisato che i dati rilasciati si riferiscono esclusivamente agli investimenti finanziari diretti. Altri beni gestiti tramite filiali sono stati valutati in 28,2 miliardi di dollari nell’ultima analisi condotta da Deloitte nel 2019. La LIA ha inoltre annunciato che sta preparando un piano per rivalutare complessivamente gli asset delle filiali al 2025, con l’intento di aggiornare i valori di mercato e includerli nei bilanci consolidati del gruppo.

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Il tema dei fondi bloccati è strettamente collegato alla situazione politica della Libia. Il paese, ricco di risorse petrolifere e situato nel cuore del Mediterraneo, ha vissuto un lungo periodo di instabilità a seguito della caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011. Durante il conflitto civile di quell’anno, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto il blocco di beni e asset libici all’estero, con lo scopo dichiarato di prevenire l’utilizzo delle risorse sovrane per alimentare ulteriormente il conflitto o per essere sottratte al controllo pubblico. Nei successivi anni di transizione politica, il blocco sulla LIA è rimasto sostanzialmente invariato, data anche la frammentazione istituzionale e la competizione tra diversi centri di potere che hanno mantenuto vivi i timori internazionali riguardo all’utilizzo e alla gestione del fondo. La risoluzione 2769 rappresenta un cambiamento parziale, permettendo per la prima volta un reinvestimento “conservativo” di parte delle riserve bloccate per preservarne il valore, senza tuttavia sbloccarle completamente. In questo contesto, la LIA afferma di voler incrementare la trasparenza e la rendicontazione, anche attraverso l’elaborazione di bilanci consolidati secondo standard internazionali.

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