Dettagli scarsi sugli investimenti dell’ente pensionistico degli infermieri autonomi nel bilancio 2025
Un aspetto è chiaro: il portafoglio di Enpapi, l’ente di previdenza per gli infermieri autonomi, è diventato più fluido dopo una serie di riorganizzazioni degli investimenti negli anni recenti. Tuttavia, il bilancio del 2025 non fornisce dettagli sulla composizione degli asset o sulla loro distribuzione geografica (Enpapi, contattata dalla rivista “Plus24”, non ha voluto rivelare tali dettagli). Di conseguenza, è difficile capire la vera natura del patrimonio dell’ente, così come il suo rendimento modesto (1,87%) non permette di discernere se si tratti di un rendimento lordo di mercato o di un altro tipo di indicatore finanziario. In breve, manca trasparenza, un elemento fondamentale per la sicurezza futura dei pensionati. Ma procediamo con ordine.
Alla fine del 2025, Enpapi presenta un patrimonio totale di 1,386 miliardi di euro, con una diminuzione graduale degli investimenti meno liquidi e un incremento delle attività liquide. Stando al bilancio, il portafoglio investito include 366 milioni in fondi immobiliari (27,68%), 551 milioni in fondi azionari e obbligazionari (41,69%), 199,9 milioni in obbligazioni (15,12%), 141,8 milioni in fondi di private equity, infrastrutture ed energie rinnovabili (10,73%) e 44,2 milioni in partecipazioni (3,34%), oltre a una polizza Swiss Life e delle riserve di liquidità.
L’ente sottolinea come il riequilibrio del portafoglio abbia portato a una riduzione progressiva delle attività illiquide che, secondo un’analisi look-through (ossia esaminando nel dettaglio il contenuto reale di uno strumento finanziario), oggi costituirebbero circa il 38% del patrimonio investito, con l’obiettivo di scendere al 30% entro il 2029. Parallelamente, la componente liquida del portafoglio avrebbe superato il 60%.
Durante il 2025, Enpapi ha anche aumentato gli investimenti in titoli di Stato italiani, acquistando circa 200 milioni di euro in BTp, con ulteriori acquisti nei primi mesi del 2026. Questa strategia è motivata sia dall’aumento dei rendimenti offerti dal debito pubblico italiano sia dal desiderio di ridurre il profilo di rischio del portafoglio e di aumentare la stabilità dei flussi di reddito.
Come menzionato in precedenza, alcuni elementi limitano la chiarezza dell’analisi. “Il bilancio – spiega Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – aggrega i fondi azionari e obbligazionari in una sola voce, senza dettagliare la loro composizione. Questo non permette di capire l’effettiva esposizione dell’ente ai mercati azionari rispetto a quella nei fondi obbligazionari. Inoltre – prosegue l’analista – la distribuzione geografica degli investimenti non è specificata, sebbene il bilancio mostri alcuni investimenti direttamente identificabili, come i BTp italiani e le partecipazioni in società nazionali, non è disponibile una ripartizione del patrimonio tra Italia, Europa, Nord America, Asia e mercati emergenti.”
Nel bilancio è presente anche un altro elemento di difficile interpretazione: il contenzioso in corso relativo alla polizza Swiss Life e le difficoltà nel trasferimento di alcuni asset sottostanti (non specificati nel dettaglio). “In generale – conclude Cagnetta – il bilancio mostra la continuazione del processo di riequilibrio del portafoglio iniziato negli ultimi anni e una riduzione progressiva degli investimenti illiquidi. Tuttavia, una maggiore trasparenza nella rappresentazione dell’asset allocation, distinguendo le diverse componenti dei fondi, la distribuzione geografica e l’allocation degli asset della polizza Swiss Life, permetterebbe una valutazione più accurata del profilo di rischio e della diversificazione del patrimonio dell’ente.”
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