Panorama. Il successo finanziario del video on demand incrementa il settore: la competizione è, tuttavia, intensa. Focus sui parchi a tema e crociere
Nell’ultima relazione trimestrale di Walt Disney spicca un grafico particolarmente rivelatore, che indica un cambio di rotta decisivo per il core business del colosso dell’intrattenimento: lo streaming video.
Il report dettaglia la performance finanziaria del settore dello streaming diretto al consumatore (DTC) combinato del gruppo, che include piattaforme come Disney+, Hulu, Disney+ Hostar e Espn+. Importante è il dato dell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2023-2024 (terminato a settembre), durante il quale il segmento ha registrato un reddito operativo di 321 milioni di dollari. Questo risultato consente a Disney di chiudere l’anno fiscale con un reddito operativo complessivo di 134 milioni. Il cambiamento è significativo, considerando che nel 2022-2023 il settore aveva accumulato una perdita di 2,6 miliardi di dollari e aveva raggiunto il pareggio solo nel secondo trimestre dell’anno appena concluso. Di conseguenza, come anticipato dal CEO Robert Iger, lo streaming video ha iniziato a contribuire positivamente alla redditività dell’azienda.
Il successo deriva da una combinazione di fattori. Un primo elemento è l’aumento dei ricavi (escludendo Espn+, lo streaming è cresciuto del 15%) grazie all’espansione delle entrate pubblicitarie (+14%) e dei ricavi da abbonamenti. In particolare, il 10% di tale aumento è attribuibile all’incremento dei prezzi al dettaglio, mentre un ulteriore 6% è dovuto alla crescita del numero di abbonati. Nell’ultimo trimestre, i sottoscrittori di Disney+ sia in Nord America sia a livello globale sono aumentati di 4,5 milioni, raggiungendo un totale di 122,7 milioni. Hulu ha visto un aumento di 0,9 milioni di nuovi utenti, portando il numero totale di abbonati a 52 milioni.
Un altro fattore chiave, in linea con la strategia aziendale, è il controllo dei costi. I costi operativi per Disney+ e Hulu sono stati di 17,7 miliardi nel 2023-2024, leggermente inferiori ai 17,8 miliardi dell’anno precedente. Sebbene la riduzione sia modesta (-1%), è significativa in un contesto di crescita del business, dimostrando una gestione efficace delle spese.
Tuttavia, il panorama è tutt’altro che privo di sfide. Il mercato dello streaming, sempre più consolidato, è caratterizzato da una forte concorrenza. “Piattaforme come YouTube”, spiega Augusto Preta, fondatore di It media consulting, “possono erodere le quote di mercato, sia con contenuti premium che con produzioni autogestite dagli utenti”. Inoltre, esistono concorrenti storici come Netflix. Quest’ultimo dispone di numerose risorse per sfidare il Magic Kingdom, tra cui l’uso di tecnologie avanzate e l’intelligenza artificiale per affinare l’esperienza utente e personalizzare l’offerta. Netflix, inoltre, grazie alla sua presenza in diversi mercati e all’obbligo di investire in produzioni locali, riesce a diversificare efficacemente la sua offerta. Successi come “Squid Game” o “La Casa di Carta” dimostrano la capacità di Netflix di trasformare offerte locali in fenomeni globali. Certamente, Disney vanta un’importante libreria di film e serie animate, e l’esperienza nella gestione della televisione tradizionale rappresenta un valore aggiunto non trascurabile in un mercato dove il modello pubblicitario Avod sta guadagnando terreno.
Per quanto riguarda l’analisi finanziaria da parte degli investitori individuali, è cruciale esaminare vari aspetti, come l’Arpu (Average Revenue Per User). Nel 2023-2024, l’Arpu di Disney+ (USA e Canada) e di Disney International (ex Hotstar) è aumentato rispettivamente del 13% e dell’11%, mentre Hulu ha registrato un incremento dell’1% (solo Svod) e del 5% (Live Tv più Svod).
Oltre allo streaming, Walt Disney organizza le sue attività in tre grandi aree: Entertainment, Sports ed Experiences. La sezione Entertainment comprende la televisione tradizionale e la produzione di film e serie TV, mentre il segmento Sports riguarda le trasmissioni e il video on demand sportivi. Il segmento Experiences si occupa dei parchi di divertimento e delle crociere a tema, sia a livello domestico che internazionale.
Parlando di parchi a tema e crociere, questi hanno visto una crescita del 5% nel 2023-2024, con un aumento del 7% nei ricavi dai parchi e del 3% dalle crociere, grazie anche ad un incremento nel prezzo medio delle crociere. Tuttavia, il merchandising è in calo. Malgrado l’aumento dei costi, il reddito operativo del segmento è cresciuto a 9,3 miliardi (+318 milioni rispetto all’anno precedente), mentre la redditività operativa del segmento Sports ha subito una leggera flessione a causa di maggiori spese in programmazione e produzione.
In conclusione, i risultati dell’ultimo trimestre di Walt Disney hanno superato le aspettative sia in termini di ricavi che di utile per azione (Eps) rettificato, facendo salire il titolo in borsa dell’11% subito dopo la pubblicazione dei risultati. Le previsioni a lungo termine dell’azienda suggeriscono un incremento dell’Eps rettificato per i prossimi anni, sebbene alcuni analisti avvertano dei rischi legati a variabili esterne come i recenti uragani negli USA. Nonostante ciò, l’azienda rimane ottimista sulla sua capacità di integrare e creare sinergie tra i diversi segmenti del suo business. Tuttavia, gli investitori dovrebbero procedere con cautela, dato l’attuale alto livello di quotazione del titolo.
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