Le rilevazioni Istat indicano un incremento significativo nelle vendite di beni di consumo non durevoli, con un aumento del 13,1%, e di beni intermedi, cresciuti del 4,7%.
Le statistiche recentemente diffuse dall’Istat relative al commercio estero dell’Italia, attualmente disponibili solo per i Paesi extra Ue, mostrano che nel primo trimestre del 2025 l’Italia ha esportato merci per un valore di 76,3 miliardi di euro. Questo rappresenta un aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo quanto riferisce la Farnesina attraverso una nota ufficiale. Nel medesimo trimestre, l’Italia ha importato beni per un valore di 65,2 miliardi di euro, con un incremento dell’11,7% rispetto al primo trimestre del 2024. Il saldo commerciale con i Paesi extra Ue è risultato positivo, ammontando a 11,2 miliardi di euro. Escludendo il settore energetico, che ha registrato un deficit di 13,2 miliardi di euro, l’avanzo commerciale sale a 24,4 miliardi di euro. Geograficamente, l’aumento delle esportazioni ha interessato principalmente i seguenti partner commerciali extra Ue: Paesi Opec (+16,8%), Medio Oriente (+13,7%), Paesi Mercosur (+12,8%), Stati Uniti (+11,8%), Svizzera (+11,2%), Regno Unito (+8,5%), India (+5,6%) e Giappone (+2%). Invece, si è registrata una diminuzione delle esportazioni verso i Paesi Asean (-1,6%), Cina (-11,2%), Turchia (-18,3%) e Russia (-18,7%).
A livello di categorie di beni, l’incremento delle esportazioni è stato principalmente sostenuto dalle maggiori vendite di beni di consumo non durevoli, che hanno visto un aumento del 13,1%, e di beni intermedi, con un incremento del 4,7%. L’aumento delle importazioni ha interessato tutte le categorie di beni, con incrementi notevoli per i beni di consumo durevoli (+30,5%), non durevoli (+26,1%) e beni intermedi (+10,9%). Analizzando il solo mese di marzo 2025, rispetto a marzo 2024, le esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue hanno mostrato una crescita del 7,5%. Questo aumento è stato principalmente determinato dalle maggiori vendite di beni di consumo non durevoli (+20,7%) e beni strumentali (+10,4%). Anche le importazioni italiane verso i Paesi extra Ue hanno mostrato un incremento dell’8,7%, principalmente a causa di maggiori acquisti di beni di consumo, sia durevoli (+33,6%) che non durevoli (+32,4%).
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