“Non siamo più ciò che eravamo; oggi rappresentiamo qualcosa di diverso: inizialmente eravamo rivolti a circa 110 milioni di persone, ora ci rivolgiamo a oltre 220 milioni.”
Il 2025 è stato definito un “anno eccezionale” per Mfe, nonostante la sfida rappresentata dai colossi del web che “operano quasi senza restrizioni”. Così ha affermato Piersilvio Berlusconi nel suo intervento durante l’incontro natalizio con i giornalisti. “Siamo estremamente soddisfatti sotto il profilo tecnico e finanziario; non avremmo potuto sperare in risultati migliori”, ha proseguito esponendo i dati del gruppo. “Non siamo più ciò che eravamo; oggi rappresentiamo qualcosa di diverso: inizialmente eravamo rivolti a circa 110 milioni di persone, ora ci rivolgiamo a oltre 220 milioni. I nostri collaboratori sono aumentati da 5.244 a oltre 13.000. I ricavi totali sono cresciuti da quasi tre miliardi a più di sette miliardi di euro. Il risultato operativo è passato da 356 milioni a 729 milioni”.
Berlusconi ha inoltre ricordato che “abbiamo iniziato a lavorare su un piano di integrazione con ProSiben per sviluppare sinergie che ci consentiranno di migliorare i risultati fino a 315 milioni di euro. Sono ottimista e spero in un ulteriore miglioramento, anche se si tratta già di una cifra significativa”. Questi risultati sono ancora più notevoli se considerati nel contesto europeo descritto dall’amministratore delegato di Mediaset.
Il settore dei media in Europa, ha spiegato, “è sotto pressione sia per la difficile congiuntura economica sia per la feroce concorrenza dei giganti del web che operano quasi senza restrizioni. Noi, come operatori televisivi e editori – e non parlo di stampa – dobbiamo trovare il modo di resistere e sopravvivere a questi giganti che hanno una portata globale e che operano in Europa e nei singoli Paesi con vantaggi rispetto a noi, il che non è poco”. Parlando poi della sua azienda, Berlusconi ha evidenziato che “siamo l’unica multinazionale italiana nel settore dei media e per il terzo anno consecutivo abbiamo superato la concorrenza del servizio pubblico, soprattutto in termini di contatti pubblicitari. Stiamo crescendo, in controtendenza rispetto alla maggior parte degli altri broadcaster”.
Il modello crossmediale è uno degli assi strategici per Mfe. L’amministratore delegato ha sottolineato che “in principio nessuno ci credeva, gli altri broadcaster ci osservavano perplessi. Oggi, raggiungendo settimanalmente 96,5 milioni di italiani, siamo l’editore con la più ampia copertura, superando persino i colossi del web come YouTube, Netflix e Prime Video. Questo modello funziona e fa la differenza dal punto di vista commerciale”.
Articoli simili
- Corte Suprema USA Evita i Ricorsi sui Dazi di Trump: Cosa Significa?
- Bper e Banca Popolare Sondrio: il terzo colosso bancario italiano, ricavi previsti oltre 7 miliardi!
- BlackRock: Rick Rieder tra i Favoriti per la Presidenza della Fed, Rivela il Financial Times
- Germania: Sewing (Deutsche Bank) Annuncia la Fine dell’Alta Inflazione!
- Tribunale Rigetta Ricorso Vivendi: Svolta Legale per Tim!