Elkann: «Fondamenta stabili, valutiamo nuove opportunità con calma»
«Il 2025 è stato un anno di sfide, tuttavia abbiamo guadagnato in resilienza. Il nostro portafoglio include ora meno entità, ma la nostra attenzione si concentra sulle maggiori, dove percepiamo un valore superiore. Il nostro interesse si rivolge alla gestione delle aziende, non soltanto alla loro acquisizione».
John Elkann, a capo di Exor e principale azionista, durante la conference call con gli analisti finanziari riguardante i risultati finanziari del 2025, descrive la nuova configurazione della holding che comprende partecipazioni in Stellantis (15,5%), Ferrari (21%), Philips (19%) e Cnh (26,9%).
La robustezza della holding
Elkann evidenzia la robustezza finanziaria della holding: «Disporre di quasi 4 miliardi di liquidità ci rende particolarmente solidi in un contesto incerto». Queste risorse significative, che verranno impiegate senza fretta, potranno essere destinate anche a settori attualmente esterni al core business dell’azienda.
Exor, come ha enfatizzato Elkann, continua a investire in tecnologia, lusso e sanità, ma rimane aperta a esplorare anche altre opportunità grazie a un bilancio solido e a una robusta liquidità, risultato di recenti disinvestimenti e di quelli in programma. «Non escludiamo di approfittare di occasioni più vantaggiose se dovessero presentarsi, ma sempre con prudenza. In momenti come questi è essenziale essere cauti e pazienti. E noi intendiamo essere sufficientemente pazienti per preservare il capitale e per sfruttare l’opportunità più vantaggiosa», dichiara Elkann dopo l’annuncio della vendita del gruppo editoriale Gedi al gruppo greco Antenna. Questa non è stata l’unica cessione realizzata da Exor, che ha anche venduto il settore Difesa di Iveco a Leonardo e sta pianificando di cedere l’intero ramo dei veicoli commerciali alla Tata Motors indiana entro l’estate. Sono state alienate anche le partecipazioni in Lifenet e Nuo, portando la liquidità disponibile per investimenti a oltre 3,5 miliardi di euro. «In un contesto incerto, abbiamo un bilancio solido come una roccaforte», sottolinea Elkann, pensando a «un nuovo investimento significativo, per dimensione e ambizione, simile a quello fatto in Philips».
Focus sulle grandi aziende
Dopo un 2025 complesso, oggi Exor «è pronta a gestire un altro anno impegnativo come sarà il 2026. Abbiamo ridotto il numero di società nel nostro portafoglio», afferma Elkann, «e desideriamo concentrarci principalmente su quelle di maggiori dimensioni, dove vediamo più valore». In particolare per Stellantis, «il 2026 sarà un anno decisivo»: «durante il Capital Markets Day del 21 maggio presenterà le sue prospettive future», dice il CEO di Exor e presidente di Stellantis, «con l’obiettivo di chiarire come intenda migliorare come impresa. Il 2025 è stato arduo, in un contesto difficile. Stellantis si è riorganizzata e, sotto la guida di Antonio Filosa, sta affrontando le sfide interne ed esterne». Tra le partecipate che hanno mostrato maggiore crescita nel 2025 Elkann menziona la società di investimenti Lingotto.
Il Nav scende a 33 miliardi
La complessità del mercato in cui opera la holding della famiglia Agnelli si riflette nei risultati finanziari di Exor. L’azienda ha chiuso il 2025 con una perdita di 3,7 miliardi, riportando a fine anno un valore lordo degli attivi di 37,1 miliardi di euro e un valore netto degli asset (Nav) di 33,2 miliardi, con una diminuzione del 13% rispetto all’anno precedente. Il valore netto degli attivi per azione è calato dell’8,1%, nonostante un aumento del 5,4% dell’indice Msci World. Ai soci verrà proposto un dividendo di 0,49 euro per azione, per un totale di circa 100 milioni.
Alla fine del 2025 Exor dispone di 4,2 miliardi in cassa e, con i proventi attesi da ulteriori dismissioni nell’anno, «è ben posizionata per sfruttare opportunità di investimento significative», si legge nella nota. La performance di Exor è stata influenzata dalle difficoltà delle principali partecipate, parzialmente compensate dall’impatto positivo della performance eccellente della società Lingotto, dal contributo positivo di Iveco e dalle aziende non quotate, oltre che dal programma di riacquisto di azioni proprie. Lingotto ha superato i 10 miliardi di dollari di asset under management e ha generato rendimenti solidi per Exor, grazie principalmente agli investimenti nei mercati pubblici. L’estensione della scadenza del debito offre ulteriore flessibilità finanziaria, con un rapporto tra debito e valore degli asset al 6,9%, «ben al di sotto dell’obiettivo del 15%».
In Borsa, il titolo Exor ha registrato una diminuzione del 2,3% nella sessione del 24 marzo.
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