USA posticipano al 2027 nuovi dazi sui chip cinesi: ecco perché!

Una Mossa Strategica nel Commercio Internazionale

Gli Stati Uniti hanno deciso di posticipare l’imposizione di nuove tariffe sui semiconduttori importati dalla Cina fino a giugno 2027. La notizia è stata divulgata ieri dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli USA, che ha specificato che per i prossimi 18 mesi non verranno applicate tariffe aggiuntive sui chip cinesi. L’applicazione delle nuove tariffe avverrà il 23 giugno 2027, e i dettagli sugli importi saranno resi noti non meno di 30 giorni prima di tale data. Questa decisione è il risultato di un’indagine durata un anno, iniziata nel dicembre del 2024, che ha rilevato come l’approccio della Cina al dominio del mercato dei semiconduttori sia “irragionevole” e pregiudizievole per il commercio degli Stati Uniti. L’indagine ha messo sotto la lente di ingrandimento i chip tradizionali prodotti in Cina, che trovano applicazione in prodotti di consumo diffuso quali veicoli e apparecchiature mediche.

Una volta che saranno implementate, le nuove tariffe si aggiungeranno al dazio attuale del 50 percento, già in vigore sui chip cinesi, che è stato raddoppiato dall’amministrazione del presidente Joe Biden nel gennaio di quest’anno, basandosi sui risultati di un’indagine precedente. Il differimento delle tariffe giunge in un periodo di relativa distensione nelle relazioni tra Washington e Pechino, successivo all’incontro di fine ottobre in Corea del Sud tra Donald Trump e Xi Jinping. Durante questo incontro, i due capi di stato hanno stabilito una pausa commerciale di un anno. Nonostante ciò, Trump ha annunciato che visiterà la Cina in aprile e ha avviato un’ulteriore indagine per incentivare il rientro della produzione di semiconduttori negli USA. In agosto, aveva persino suggerito la possibilità di imporre tariffe fino al 100 percento sui chip cinesi, benché finora non siano state adottate misure concrete in tal senso.

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