Posta sotto pressione: il podcast dei sindacati rivela lo stress dei dipendenti!

UilPoste rivela attraverso un podcast le pressioni subite dai giovani consulenti finanziari e la risposta dell’azienda

Le pressioni commerciali all’interno di Poste Italiane sono nuovamente al centro delle denunce, questa volta portate avanti dai sindacalisti di UilPoste. Attraverso un innovativo canale di comunicazione, un podcast disponibile su Spotify, rivelano le condizioni di stress cui sono sottoposti i dipendenti impegnati nella vendita dei prodotti. Nell’episodio del 8 novembre, il sindacato lancia un serio avvertimento: «Questo episodio del podcast di UilPoste rappresenta una denuncia precisa e dettagliata contro un sistema che degrada la professionalità dei lavoratori a semplici numeri su uno schermo», come descritto sul loro sito web.

La critica si concentra principalmente sulla pressione eccessiva imposta ai consulenti finanziari. È stato sottolineato come le aree di consulenza siano state trasformate in luoghi altamente stressanti, dove l’ossessione per il raggiungimento degli obiettivi di vendita minaccia di sopraffare i diritti e la dignità dei lavoratori. L’atmosfera lavorativa è dominata dall’incessante monitoraggio di risultati, con schermi che mostrano continuamente grafici e percentuali, rendendo ogni giorno una gara contro il tempo. A subirne le maggiori conseguenze sono «i giovani lavoratori, spesso sotto i 29 anni e alla loro prima significativa esperienza lavorativa, che si trovano in una posizione di notevole vulnerabilità». Non va inoltre dimenticato che la pressione per il raggiungimento degli obiettivi di vendita affligge anche i clienti.

Esiste l’“Osservatorio nazionale paritetico sulla proposizione commerciale”, il cui compito è monitorare e prevenire le pressioni commerciali. «Tuttavia, si è riunito solo due volte dalla sua fondazione: una nel 2019 e recentemente il 24 novembre», ha ricordato il segretario generale di UilPoste, Claudio Solfaroli Camillocci. Durante l’ultima riunione, l’azienda ha confermato che verranno effettuate le dovute verifiche sulle problematiche specifiche, con una nuova convocazione prevista entro il primo trimestre del 2026.

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In merito alle pressioni commerciali denunciate dal sindacato e alle sporadiche riunioni dell’Osservatorio, abbiamo richiesto un commento a Poste Italiane. «La questione della proposizione commerciale è stata regolamentata e costantemente sorvegliata negli anni», hanno spiegato da Poste. «In particolare, nel 2013 è stato firmato un protocollo tra l’azienda e le organizzazioni sindacali per stabilire le modalità con cui condurre l’attività commerciale, nel rispetto della dignità dei lavoratori e in linea con il codice etico aziendale, anche nei riguardi dei clienti». Hanno poi aggiunto: «Il protocollo è stato integrato nel contratto collettivo nazionale di lavoro vigente, firmato nel luglio del 2024, confermando l’attività dell’Osservatorio paritetico in materia di proposizione commerciale. Tra le iniziative promosse dall’Osservatorio vi è l’istituzione di un indirizzo email anonimo, attraverso il quale i dipendenti possono segnalare comportamenti non conformi ai principi stabiliti congiuntamente tra azienda e sindacati».

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