Pressioni dell’Industria Automobilistica sul Governo Britannico
Gruppi leader del settore automobilistico nel Regno Unito, tra cui Bmw, Jaguar Land Rover (JLR), Nissan e Toyota, hanno fatto pressione sul governo britannico per moderare l’introduzione dei requisiti di vendita di veicoli a emissioni zero (ZEV). Questi gruppi sostengono che il mantenimento delle normative precedenti avrebbe comportato costi proibitivi, mettendo a rischio sia l’occupazione che gli investimenti futuri. Documenti rivelati dall’organizzazione Fast Charge e riportati dal quotidiano “The Guardian” indicano che le compagnie hanno avvisato Downing Street che i requisiti ZEV avrebbero portato a “livelli critici” di spese, sviando risorse dall’innovazione e dalla ricerca e sviluppo, minacciando altresì migliaia di posti di lavoro nel settore manifatturiero britannico.
Bmw ha evidenziato come, dopo la Brexit, produrre veicoli nel Regno Unito sia diventato significativamente più complicato, e che ulteriori limitazioni potrebbero impattare negativamente su circa 8.000 posti di lavoro diretti e fino a 50.000 lungo la catena di fornitura. JLR ha lamentato che il sistema di crediti ZEV avrebbe finito per sovvenzionare i concorrenti internazionali, in particolare quelli cinesi. Toyota ha menzionato la possibilità di dover affrontare “centinaia di milioni di sterline” in sanzioni, mentre Nissan ha richiesto “maggior flessibilità” per evitare di compromettere gli investimenti nello stabilimento di Sunderland. Il governo conservatore precedente aveva richiesto un aumento graduale della quota di veicoli elettrici venduti, sotto pena di pesanti multe. Tuttavia, dopo intensi sforzi di lobbying, il nuovo governo laburista ha introdotto a aprile delle nuove disposizioni che permettono la vendita di un numero maggiore di auto a benzina e ibride, decisione questa che ha suscitato critiche da parte degli attivisti per il clima.
Ben Nelmes, CEO di New Automotive, un’organizzazione che promuove la transizione verso il veicolo elettrico, ha affermato che gli obiettivi del 2024 sono stati già raggiunti e che la politica ZEV “è un potente catalizzatore di cambiamento”, sottolineando la necessità di accelerare la transizione. Mike Hawes, direttore generale della Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT), ha difeso le richieste del settore, descrivendo le “sfide senza precedenti” in un contesto di concorrenza globale, e ha lodato l’azione del governo, che avrebbe prevenuto una “decarbonizzazione a spese della deindustrializzazione”. Un portavoce di Bmw ha confermato il supporto dell’azienda agli obiettivi climatici, ma ha precisato che “saranno i consumatori a determinare la velocità della transizione”. Nissan ha espresso apprezzamento per l'”approccio pragmatico” del governo, mentre JLR e Toyota, contattate dal “Guardian”, hanno declinato di commentare ulteriormente.
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