Aggiornamento sulla Situazione di Tim e le Prossime Mosse
La disputa legale che coinvolge Tim e lo Stato italiano riguardante il canone di concessione del 1998 “è prossima alla conclusione e prevediamo di risolverla entro fine anno”
Alla metà dell’anno, Tim “si trova esattamente dove avevamo previsto” e “è fermamente sul percorso giusto per raggiungere gli obiettivi annuali”, ha dichiarato Pietro Labriola, Amministratore Delegato di Tim, durante la presentazione dei risultati semestrali del 2025. “Non possiamo permetterci errori. Siamo ottimisti riguardo a risultati migliori” ha aggiunto, precisando però che non intendono modificare le previsioni per il 2025 in modo da “ricostruire la fiducia del mercato”.
Labriola ha inoltre annunciato che il litigio sul canone di concessione del 1998 con lo Stato italiano “è in fase di definizione e ci aspettiamo di concluderlo entro l’anno”. Tim ha ottenuto 995,4 milioni di euro dalla vendita a un consorzio di banche leader del credito completo relativo alla restituzione del canone (capitale, rivalutazione e interessi legali). “Stiamo finalizzando i dettagli dell’accordo con Poste Italiane, che è puramente commerciale e non legato al loro status di azionisti”, ha spiegato l’Ad di Tim, sottolineando che l’accordo è focalizzato su “lo sviluppo della nostra piattaforma clienti e della strategia correlata”. “Poste Italiane è un attore principale in Italia e quindi stiamo valutando di proseguire con loro con grande energia a partire dall’autunno. Prima di avanzare su altri fronti, attendiamo l’approvazione dell’Antitrust e successivamente potremo esplorare ulteriori sinergie insieme”, ha aggiunto.
Tim ha chiuso il primo semestre del 2025 con ricavi totali del gruppo pari a 6,6 miliardi di euro, con un incremento del 2,7% su base annuale. L’Ebitda after lease del gruppo è cresciuto del 5% raggiungendo 1,7 miliardi di euro. Il secondo trimestre ha confermato la traiettoria di crescita del gruppo, con un aumento dei ricavi e dei margini in linea con le aspettative, supportato da una solida performance sia nel mercato domestico che in quello brasiliano. Il debito netto After lease del gruppo al 30 giugno 2025 rimane stabile a 7,5 miliardi di euro. Con un rapporto debito netto/Ebitda after lease organico inferiore a 2,1x, Tim si conferma come l’operatore di telecomunicazioni quotato con la struttura finanziaria più robusta in Europa. Il risultato netto nel primo semestre del 2025 attribuibile ai soci della controllante mostra una perdita di 132 milioni di euro, migliorata rispetto alla perdita di 646 milioni di euro nel primo semestre del 2024. Basandosi sui risultati del primo semestre e sulle azioni già intraprese, Tim prevede una notevole accelerazione della crescita nella seconda metà del 2025 e conferma tutte le previsioni comunicate al mercato per l’anno fiscale. Per il secondo semestre, Tim anticipa una generazione di cassa positiva, coerente con le indicazioni date al mercato.
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione di Tim ha preso atto delle dimissioni annunciate da Eugenio Santagata, Chief Public Affairs, Security & International Business Officer, e da Adrian Calaza, direttore finanziario (CFO). Le dimissioni di Santagata saranno effettive dal 31 agosto, e sia il Consiglio che l’Amministratore Delegato hanno espresso profonda gratitudine per il significativo contributo manageriale fornito nel corso degli anni per il rilancio del gruppo, augurandogli successo nelle sue future sfide professionali. Calaza, invece, rimarrà in carica fino alla presentazione dei risultati del terzo trimestre (6 novembre) e in azienda fino al prossimo 31 dicembre per assicurare il supporto necessario all’Amministratore Delegato e al nuovo CFO. Il Consiglio è stato inoltre informato che, a partire dal primo ottobre, Piergiorgio Peluso rientrerà nel gruppo come advisor dell’Amministratore Delegato e assumerà il ruolo di direttore finanziario subito dopo la presentazione dei risultati del terzo trimestre. Infine, si comunica che dal 23 giugno scorso Leonardo de Carvalho Capdeville è stato nominato Chief Technology Officer, riportando direttamente all’Amministratore Delegato, e che, da oggi, è considerato un key manager.
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