La multinazionale tedesca annuncerà un appello e sostiene di «non condividere il giudizio espresso dalla giuria», evidenziando come la decisione sia in contrasto con le evidenze scientifiche e le valutazioni delle autorità di regolamentazione globali
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Un nuovo pesante fardello giuridico grava su Bayer nella Borsa di Francoforte. L’azione del colosso tedesco dell’agrochimica e farmaceutica ha subito una perdita fino al 7%, posizionandosi come ultimo nell’indice Dax, a seguito di una sentenza di un tribunale americano che ha ordinato il pagamento di 2,1 miliardi di dollari (circa 1,9 miliardi di euro) per una controversia legata all’erbicida a base di glifosato Roundup. La decisione, divulgata nel corso del weekend, include 65 milioni di dollari di danni compensativi e 2 miliardi di dollari di danni punitivi a favore del querelante che accusa il glifosato di essere la causa del suo cancro. Il verdetto è stato pronunciato dalla giuria di un tribunale in Georgia.
Bayer ha dichiarato che farà appello alla sentenza. L’azienda tedesca ha espresso il proprio disaccordo rispetto al giudizio della giuria, rimarcando come la decisione sia in contraddizione con le prove scientifiche e le valutazioni delle autorità di regolamentazione a livello internazionale. Per esempio, la Commissione Europea ha recentemente esteso l’autorizzazione all’uso del glifosato per altri dieci anni, fino alla fine del 2023, nonostante le critiche da parte delle organizzazioni ambientaliste. «Siamo fiduciosi di possedere argomentazioni convincenti che possano ribaltare questo verdetto in appello, o quantomeno di poter ridurre la somma dei danni punitivi, giudicati eccessivi e incostituzionali», ha comunicato Bayer, ricordando che in precedenza, il risarcimento danni era stato ridotto del 90% rispetto alle decisioni iniziali.
I problemi con Roundup, che contiene glifosato, sono iniziati nel 2018 quando Bayer ha acquisito il gruppo agrochimico americano Monsanto per oltre 60 miliardi di dollari. In quello stesso anno, fu emessa una prima sentenza sfavorevole che ha scatenato una serie di cause legali negli USA, costando già diversi miliardi al conglomerato. Al 31 gennaio 2025, dei circa 181.000 reclami presentati riguardo al glifosato, circa 114.000 sono stati risolti amichevolmente o non rispondono ai criteri di soluzione per vari motivi. Di conseguenza, le azioni hanno subìto una pressione costante dal 2018 e da allora hanno perso circa tre quarti del loro valore. In aggiunta, dallo scorso anno, gli azionisti di Bayer ricevono solo un mini-dividendo. A causa del debito elevato, infatti, il gruppo ha annunciato nel febbraio del 2024 che distribuirà il dividendo minimo legale per i prossimi tre anni, pari a 11 centesimi per azione.
Gli analisti di Jp Morgan ritengono che la sentenza della Georgia potrebbe incoraggiare gli avvocati di altri querelanti, anche se non modifica sostanzialmente la situazione per il gruppo, che dipenderà molto dai cambiamenti legislativi nei vari stati e dall’eventuale appello alla Corte Suprema degli Stati Uniti. In particolare dopo l’assunzione di Bill Anderson come presidente nel giugno 2023, come riportato dai media, Bayer sta intensificando le attività di lobbying per introdurre modifiche legislative a livello statale, focalizzate sulla questione se la normativa federale sugli avvertimenti per la vendita degli erbicidi sia preminente rispetto a quella statale. Per l’Environmental Protection Agency americana (EPA), il glifosato non è considerato cancerogeno, quindi ha approvato l’etichetta del prodotto senza avvertenze. Tuttavia, in alcuni stati questa regola non è applicabile, quindi i querelanti che attribuiscono al glifosato la causa dei loro tumori sollevano l’assenza di avvertenze citando la legge del loro stato. Gli analisti di JPMorgan hanno notato che il parlamento della Georgia ha già approvato un emendamento che rende inutile l’avvertimento sui rischi del glifosato oltre a quanto stabilito dall’EPA, ma la legge deve ancora essere firmata dal governatore dello stato. Sarà cruciale vedere cosa succederà in Missouri, dove è pendente circa l’80% delle cause relative al glifosato. Bayer spera anche in una futura sentenza di principio dalla Corte Suprema USA, che definisca una volta per tutte se la legislazione federale sugli avvertimenti relativi alla vendita di erbicidi prevalga su quella statale. Non è ancora chiaro se e quando la Corte Suprema tratterà il caso.
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