L’addio di Tardivo e Garbarino porta alla possibile introduzione di Landolfo e un altro membro. Incertezze persistono a causa delle indagini in corso a Roma
La Fondazione Crt si appresta a introdurre due nuovi membri nel suo consiglio di indirizzo, uno dei quali sarà nominato già nella riunione di domani, mentre il secondo sarà selezionato a breve. Questi cambiamenti sono volti a colmare il vuoto lasciato dalle recenti dimissioni di due consiglieri. Questo processo rappresenta un ulteriore sviluppo nella strategia avviata sotto la presidenza di Anna Maria Poggi, che punta a distanziarsi dalle controversie legali che hanno coinvolto la Fondazione nel passato recente.
Inoltre, uno degli obiettivi primari di questa ristrutturazione, fortemente voluta dalla presidente, è quello di migliorare l’equilibrio di genere all’interno del consiglio. Attualmente, delle 22 persone che compongono il consiglio, solamente sei sono donne. Per questo motivo, si è optato per una candidatura femminile per sostituire Giuseppe Tardivo, che ha rassegnato le proprie dimissioni a gennaio. La candidata proposta per il suo posto è Chiara Landolfo, la cui scelta rispecchia i criteri rigorosi recentemente adottati per la selezione dei consiglieri. Landolfo, che vanta oltre 15 anni di esperienza come funzionaria europea in ambito amministrativo e di controllo, potrebbe ora portare la sua expertise all’interno del consiglio.
Per quanto riguarda la seconda nuova nomina, questa servirà a rimpiazzare Paolo Garbarino, anch’esso dimessosi di recente a seguito delle implicazioni nel cosiddetto filone romano dell’inchiesta “patto occulto”. Garbarino, ex rettore dell’Università del Piemonte Orientale, ha preferito anticipare qualsiasi decisione giudiziaria. Il candidato che lo sostituirà dovrà essere scelto da una lista presentata dalle province di Biella e Vercelli. Si spera che almeno due dei tre candidati proposti siano donne, per favorire un maggiore bilanciamento di genere nel consiglio.
È importante notare che questi cambiamenti potrebbero non essere gli ultimi. Nel consiglio siedono ancora Alice Colombo ed Elisabetta Mazzola, anch’esse sotto indagine nel procedimento romano per supposta ostruzione alla vigilanza. Sebbene il giudice non abbia ancora preso una decisione riguardo la loro situazione, il clima rimane teso e il rischio di un rinvio a giudizio persiste, complicando ulteriormente la situazione.
Nei prossimi tempi, si chiariranno meglio le dinamiche future. Questi recenti sviluppi nella governance della Fondazione Crt sono cruciali per superare definitivamente le controversie legate all’inchiesta sul “patto occulto”, denunciata oltre due anni fa da Fabrizio Palenzona e Andrea Varese (rispettivamente ex presidente ed ex segretario). Una volta concluso questo capitolo, la Fondazione, che possiede risorse significative, potrà guardare a un futuro promettente, con prospettive di dividendi in aumento, grazie anche a investimenti chiave come quello in UniCredit, che ha recentemente promesso 50 miliardi di euro in dividendi ai suoi soci nel prossimo quinquennio.
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