SpaceX, IPO scatena boom record: 100 miliardi in arrivo per lo spazio

l’espansione del gigante creato da Elon Musk apre nuove opportunità ma aumenta il pericolo di dipendenze

L’Ipo di SpaceX, focalizzata su commesse per la difesa e infrastrutture spaziali e che ha segnato l’avvio dell’estate 2026, ha attirato un’ondata di capitali verso l’economia spaziale che per la prima volta quest’anno punta a superare i 100 miliardi di dollari. Lo evidenzia il nuovo rapporto di Space Capital, società di investimento in private capital, che avverte però anche del rischio di valutazioni gonfiate per molte società del settore fino alla soglia dello “unicorno” (oltre 1 miliardo di dollari). Chad Anderson, amministratore delegato di Space Capital, rileva che «quanto avvenuto nel 2021, che allora appariva un mercato particolarmente vivace, oggi sembra un fenomeno relativamente contenuto rispetto a quanto stiamo osservando».

L’effetto è scaturito dall’Ipo storica di SpaceX, lanciata a un prezzo record di 135 dollari, che ha spinto gli investitori a rivedere al rialzo le valutazioni di molte imprese del comparto spaziale, spesso oltre le reali prospettive di mercato.

Grafico finanziario con razzo che decolla per rappresentare un'IPO spaziale
L’IPO record di SpaceX ha rialzato le valutazioni del settore.

Inoltre, il progressivo smantellamento o il ridimensionamento del ruolo di punta del razzo Falcon 9 ha indirizzato flussi di investimenti verso alternative a SpaceX, come Stoke Space Technologies e Blue Origin LLC, entrambe protagoniste di forti incrementi nella produzione e nei finanziamenti. Blue Origin, la società statunitense fondata da Jeff Bezos nel 2020, ha dichiarato di aver raccolto almeno 10 miliardi di dollari da investitori esterni nei suoi 26 anni di attività. A guidare questa crescente ondata di capitali — sottolinea l’analisi di Space Capital — è l’elevato interesse del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e degli Stati federali verso reti satellitari autonome e altre infrastrutture spaziali.

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Linea di produzione di razzi e componenti industriali in un capannone
Ridimensionamento del ruolo del Falcon 9 spinge investimenti verso alternative.

Ciononostante, dietro la corsa agli investimenti si nasconde il rischio di una bolla illusoria. Anderson mette in guardia sul fatto che alcune imprese stanno ottenendo finanziamenti con valutazioni molto elevate ma prive di basi solide, spesso perché dipendono in misura eccessiva da SpaceX. Numerose realtà del settore si trovano infatti a fare affidamento sui servizi e sulle capacità infrastrutturali dell’azienda aerospaziale statunitense per portare avanti i propri progetti.

Un esempio emblematico è Amazon, che ha siglato un accordo per l’utilizzo di tre razzi Falcon 9 per il suo progetto di costellazione satellitare Project Kuiper. Anche concorrenti come Eutelsat e OneWeb ricorrono ai vettori di SpaceX per lanciare i propri satelliti. Secondo un’analisi di Reuters, la quota di missioni legate a Starlink sul totale dei lanci Falcon 9 è passata dal 54% del 2020 a circa il 79% registrato finora nel 2026.

Reuters segnala inoltre che sette società spaziali hanno ricevuto comunicazioni secondo cui la capacità di lancio dei Falcon 9 è già prenotata fino al 2028-2029. Questo livello di concentrazione, pur stimolando la crescita complessiva del settore, potrebbe creare un effetto domino: un’eventuale difficoltà operativa o commerciale di SpaceX rischierebbe infatti di riverberarsi rapidamente su una larga fetta dell’ecosistema spaziale.

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