Moderata attività a Wall Street. Pakistan indica USA e Iran vicini a un’intesa. Ripresa del prezzo dell’oro a 4.400 $/oncia
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le piazze finanziarie europee terminano la giornata con variazioni limitate, vicine alla parità, mentre le tensioni geopolitiche in Medio Oriente influenzano i mercati di petrolio e gas. Dopo un’iniziale impennata, che aveva visto il prezzo del Brent raggiungere i 90 dollari a seguito delle tensioni fra USA e Iran, il prezzo del petrolio ha poi eliminato i guadagni iniziali, chiudendo con un lieve incremento, in seguito alle dichiarazioni del Pakistan che suggeriscono un imminente accordo tra Washington e Teheran, potenzialmente in grado di mitigare le tensioni che affliggono i mercati energetici.
In un periodo di scambi ridotti tipico di agosto, il FTSE MIB di Milano e il DAX 40 di Francoforte hanno chiuso con modesti guadagni, non lontani dai loro massimi, mentre il CAC 40 di Parigi e il FTSE 100 di Londra hanno registrato leggere perdite. Anche Wall Street mostra poco dinamismo, con lievi cali: il Dow Jones Industrial ha perso lo 0,34%, chiudendo a 53.791,97 punti, l’S&P 500 è sceso dello 0,35% a 7.725,76 punti e il Nasdaq ha subito un calo dello 0,60%, attestandosi a 26,445.45 punti.
Secondo l’agenzia di stampa Irna, Mohsin Reza Naqvi, ministro dell’Interno del Pakistan, è giunto a Teheran per una serie di discussioni con il governo iraniano. Inoltre, vari media riportano che Majed al-Ansari, ministro degli Esteri del Qatar, ha confermato che i dialoghi tra Oman e Iran riguardo la navigazione nello Stretto di Hormuz sono in uno stadio avanzato. Il ministro ha espresso il desiderio di una rapida riapertura dello stretto, alimentando speranze di un accordo che faciliti il transito nella regione.
Le fluttuazioni nei prezzi dell’energia continuano a incidere sull’inflazione mentre, dagli USA, si attende il rilascio dell’indice dei prezzi al consumo previsto per il 12 agosto, che chiarirà le prospettive future e aiuterà a prevedere le prossime mosse della Federal Reserve sul fronte dei tassi di interesse. Attualmente, secondo il Cme Fedwatch tool, vi è una probabilità poco inferiore al 50% che la Fed possa aumentare i tassi di interesse di 25 punti base a settembre.
Sul mercato azionario di Milano, i titoli del settore petrolifero hanno registrato rialzi, con Eni in evidenza sul Ftse Mib e Saipem che trae vantaggio anche da voci di una possibile commessa in Kuwait. In leggero calo, invece, Tenaris. I titoli di Azimut, Brunello Cucinelli e Prysmian hanno beneficiato di acquisti, con Equita che ha aumentato il prezzo obiettivo per Prysmian a 181 euro per azione, rispetto ai 178 euro precedenti, sottolineando la logica strategica dell’accordo con Atkore che rafforza la presenza di Prysmian nel mercato americano dell’elettrificazione. Tra i titoli meno performanti, si segnala Stellantis. Fuori dal listino principale, The Italian Sea Group registra un’altra seduta positiva, con il gruppo Baglietto che conferma l’interesse per gli asset produttivi dell’area spezzina di Tisg, come riportato da Il Sole 24 Ore.

L’oro ha raggiunto i suoi massimi degli ultimi due mesi, superando i 4.400 dollari per oncia nel mercato spot (il livello più alto dallo scorso 5 giugno), prima di ritracciare leggermente. Attualmente, il prezzo si attesta intorno ai 4.390 dollari per oncia. Secondo gli analisti di Pepperstone, la spinta agli acquisti del metallo prezioso è data da un miglioramento del posizionamento, flussi di mercato favorevoli, rendimenti reali più bassi, una curva dei rendimenti più accentuata e aspettative di un allentamento monetario da parte della Fed, oltre agli acquisti da parte delle banche centrali.

Sul fronte valutario, l’euro si mantiene stabile a 1,154 dollari (da 1,1541 del giorno precedente). L’euro/yen si attesta a 183,6 (da 183,5), mentre il dollaro/yen è a 159,1 (da 158,9). Il prezzo del gas Ttf ad Amsterdam rimane stabile a circa 60 euro al megawattora.
Il differenziale di rendimento tra i BTp decennali italiani e i Bund tedeschi ha chiuso in leggero rialzo sul mercato secondario Mts, attestandosi a 79 punti base, con un incremento marginale rispetto al closing di ieri a 78 punti. Il rendimento del BTp decennale, invece, ha visto una leggera diminuzione, chiudendo al 3,94% rispetto al 3,96% della sessione precedente.
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