Marocco 2025: 12 milioni di ettari diventeranno proprietà statale, riforma epocale!

Trasformazione Gestionale dei Beni Fondiari Pubblici in Marocco

Il Marocco sta intensificando il processo di rinnovamento nella gestione dei suoi beni fondiari pubblici, considerandoli cruciali per il sostegno agli investimenti, l’infrastruttura e i vasti piani di sviluppo nazionale. Seguendo un 2025 caratterizzato da un ampliamento notevole delle risorse fondiarie dello stato e un miglioramento nella standardizzazione legale dei terreni, il 2026 è visto come un anno chiave per finalizzare le riforme iniziate dalla Direzione dei domini dello Stato (Dde), l’ente responsabile per la gestione del patrimonio immobiliare statale nel Regno alawita. Come riportato nel loro rapporto annuale, l’obiettivo principale per il 2026 è completare il nuovo Codice demaniale, una misura legislativa pensata per riformulare il framework legale che governa i beni immobiliari statali. Questa riforma mira a sincronizzare la gestione dei terreni pubblici con le necessità di sviluppo economico, attrazione di investimenti e modernizzazione amministrativa, implementando metodi più efficaci per la mobilitazione del suolo a beneficio di progetti produttivi e infrastrutturali.

Questa riforma fa parte del Piano d’Azione Strategico 2022-2026 della Dde, un periodo durante il quale si è vista una significativa modernizzazione del settore. Le autorità marocchine mirano a trasformare il patrimonio fondiario pubblico in un motore di crescita economica, aumentandone la sicurezza giuridica e rendendolo più accessibile per investitori, amministrazioni e operatori economici. I dati del 2025 dimostrano l’ampiezza di questo processo: il patrimonio del demanio privato dello Stato è arrivato a quasi 12 milioni di ettari alla fine dell’anno, rispetto ai circa 5,5 milioni di ettari del 2024, mostrando un incremento del 119 percento. Questo aumento è stato possibile grazie alle campagne di registrazione e accatastamento dei terreni, che hanno rinforzato il controllo legale dello Stato su aree precedentemente non formalizzate amministrativamente. La strategia di regolarizzazione ha anche portato notevoli miglioramenti in termini di sicurezza giuridica, con circa il 30 percento dei beni fondiari statali muniti di un titolo definitivo e più del 69 percento in fase di registrazione alla fine del 2025.

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Parallelamente alla regolarizzazione dei terreni, il governo marocchino ha potenziato la mobilizzazione dei terreni pubblici per favorire gli investimenti. Nel 2025, la Dde ha supportato 308 progetti, che hanno richiesto l’uso di circa 32 mila ettari di terreno pubblico, con un investimento totale previsto di 71 miliardi di dirham (circa 6,5 miliardi di euro). Il settore agricolo ha visto l’assegnazione di 2.190 ettari per partenariati produttivi, risultando in 38 progetti con un investimento totale di 466 milioni di dirham (circa 43 milioni di euro). Altre aree sono state allocate ad amministrazioni pubbliche per lo sviluppo di infrastrutture e servizi.

Per il 2026, l’attenzione sarà rivolta anche alla preparazione del nuovo piano strategico 2027-2030, che mira a consolidare i progressi fatti e a rafforzare ulteriormente il ruolo dei beni fondiari pubblici come strumenti di sviluppo territoriale. Tra le priorità vi sono l’accelerazione della registrazione dei terreni, il miglioramento della governance fondiaria e una maggiore rapidità nella disponibilità di aree necessarie per i grandi progetti economici. Un altro aspetto fondamentale della strategia è la digitalizzazione, con la Direzione dei domini dello Stato che punta a completare la trasformazione digitale della gestione fondiaria tramite il sistema informativo Amlacs, che nel 2025 ha visto l’introduzione di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale per migliorare la qualità dei dati e ridurre i tempi di gestione.

I risultati tecnologici già ottenuti sono significativi: alla fine del 2025, il 97 percento dei titoli fondiari era digitalizzato, il 94 percento delle richieste di registrazione trattate e l’80 percento delle procedure amministrative relative al demanio erano state digitalizzate. Gli indicatori di conformità mostrano altresì un avanzamento, attestandosi rispettivamente al 76 e all’88 percento.

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