Una volta acquistati è cruciale valutare se convenga mantenerli fino alla scadenza
Per rimanere competitiva sul mercato, la Cassa Depositi e Prestiti ha incrementato i tassi di interesse dei nuovi Buoni Postali per adeguarli all’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato seguito allo scoppio del conflitto nel Golfo. Questo aggiustamento aumenta il costo del finanziamento per la Cdp, ma rappresenta un’opportunità per gli investitori: è infatti possibile ottenere un rendimento maggiore restituendo i Buoni precedentemente acquistati e sostituendoli con emissioni più recenti e vantaggiose.
Dopo aver acquistato un Buono, è fondamentale che l’investitore valuti se sia più conveniente portarlo a termine o meno. Talvolta, persino un lieve aumento dei tassi può giustificare il riscatto anticipato del Buono, nonostante la perdita degli interessi maturati fino a quel momento.
Facciamo qualche esempio pratico. Consideriamo un Buono Ordinario che prevede un rendimento crescente fino al termine dei 20 anni di scadenza. Il Buono messo in vendita dal giugno scorso, al termine dei vent’anni, offre un rendimento annuo lordo del 2,5%. Se oggi l’investitore decidesse di sostituirlo con un Buono 3×4 con premio, otterrebbe un rendimento annuo alla scadenza del 2,87%, riducendo la durata dell’investimento da 20 a 12 anni.
Analizzando situazioni precedenti, senza estendere il periodo di investimento, la convenienza massima si otterrebbe riscattando oggi i Buoni Ordinari emessi 8 anni fa (aprile 2018), che a scadenza (aprile 2038) offrirebbero un rendimento lordo annuo di solo l’1,5%. Investendo nella nuova emissione del Buono 3×4 con premio, con il capitale accumulato finora (10.288 euro su un investimento iniziale di 10.000 euro), l’investitore otterrebbe, sempre in 12 anni, un totale di 13.933 euro netti, con un guadagno aggiuntivo di 887 euro rispetto ai 13.046 euro che avrebbe ottenuto mantenendo il Buono originale fino alla scadenza.
Questi calcoli possono essere effettuati rapidamente consultando i siti internet delle Poste Italiane e della Cdp o parlando con un consulente presso l’ufficio postale. È interessante notare che nel 2018 sono stati emessi oltre 2,6 miliardi di euro in Buoni ordinari, rappresentando il 13% del totale, nonostante i bassi rendimenti offerti.
Va considerato che, se l’investimento fosse stato indirizzato verso un BTp di pari scadenza (IT0005496770), che attualmente offre un rendimento effettivo lordo a scadenza del 3,98% (3,54% netto), nel 2038 l’investitore ipotetico incasserebbe ben 15.618 euro. Ciò rappresenta un guadagno aggiuntivo di 1.685 euro (rispetto al Buono 3×4) e 2.572 euro (rispetto al Buono ordinario originale). Su un investimento iniziale di 10.000 euro, non è una cifra trascurabile. Pertanto, è essenziale monitorare l’andamento futuro dei tassi dopo l’acquisto di un Buono postale.
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