Prospettive Economiche e Fiscali per il Settore Bancario
“I mercati azionari non offrono garanzie di crescita futura. È previsto un incremento della pressione fiscale per le banche entro il 2026”, afferma il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, in una recente intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”.
Patuelli sottolinea la necessità di nuove misure di supporto per le imprese e il risparmio a partire dal 2026, quando si esauriranno gli effetti positivi dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “Si potrebbero considerare, per esempio, incentivi per gli investimenti in obbligazioni bancarie o societarie a lungo termine”, propone. Egli continua spiegando che “le banche non sono fonti inesauribili di prosperità. Il 2025 è stato un anno di transizione per i tassi di interesse, che sono scesi dal 3% al 2%, causando una diminuzione dei margini di interesse nella maggior parte delle banche, spesso bilanciata dall’aumento delle commissioni legate al risparmio gestito, favorito da una tendenza generalmente positiva dei mercati azionari globali”.
Riguardo ai tassi di interesse, Patuelli anticipa che “nel 2026 ci sarà un forte impulso politico da parte dell’amministrazione americana per ridurli in vista delle elezioni di medio termine dei primi di novembre, cruciali non solo per gli USA, ma per l’intero scenario globale. Di conseguenza, da una parte abbiamo una tendenza al ribasso dei tassi, mentre dall’altra vi è un’incertezza marcata sul fatto che i mercati azionari possano continuare a performare bene. Le commissioni sul risparmio gestito, perciò, non possono essere considerate una fonte sicura di entrate”, conclude l’intervista.
Articoli simili
- Scopri il Legame Invisibile tra Gestori di Fondi e Banche Madri!
- Dazi e Rischi di Recessione! Patuelli (Abi) Avverte sulle Guerre Commerciali
- Borsa: Come i Più Abbienti Guadagnano di Più! Scopri il Segreto degli Audaci
- Scopri le Modifiche Unilaterali in Banca: il Silenzio è Rotto!
- FMI Rivela: Italia, USA, Cina, Francia, UK e Giappone a Rischio Fiscale Moderato!