Libia: Rischio Svalutazione Dinaro Senza Riforme, Avverte Esperto El Bouri

Analisi della situazione economica e politica in Libia

La Libia, un paese ricco di risorse petrolifere, continua a essere teatro di una divisione politica e militare. Da un lato troviamo il Governo di Unità Nazionale guidato dal primo ministro Abdulhamid Dabaiba, con base a Tripoli e riconoscimento internazionale. Dall’altro canto, il cosiddetto Governo di Stabilità Nazionale, sotto la guida di Osama Hammad, è stato nominato dalla Camera dei Rappresentanti e si trova a Bengasi, vicino al generale Khalifa Haftar, figura preminente della Cirenaica. Questo equilibrio precario tra le potenti famiglie Dabaiba e Haftar e il persistente ruolo degli ex Gheddafi all’interno delle strutture statali, segnala una situazione di stallo che le Nazioni Unite cercano di risolvere annunciando una nuova “road map” per una transizione politica completa.

Un recente rapporto della Banca Centrale della Libia mette in luce un significativo squilibrio finanziario. Nel corso dei primi sette mesi dell’anno corrente, le entrate in dollari provenienti dalla vendita di petrolio e dalle royalties hanno totalizzato 13,9 miliardi di dollari, mentre le spese e gli impegni in valuta estera hanno raggiunto i 19,1 miliardi di dollari. Questo deficit di 5,2 miliardi di dollari evidenzia un problema persistente nella gestione delle finanze pubbliche, aggravato dalla divisione politica del paese. El Bouri, esperto bancario, sottolinea l’importanza di una soluzione politica per superare queste difficoltà finanziarie. La coesistenza di due governi, uno a Tripoli e l’altro a Bengasi, impedisce la creazione di un bilancio statale unificato, essenziale per stabilizzare l’economia nazionale.

La Banca Centrale, secondo l’analisi di El Bouri, si trova paralizzata da una lotta di potere che impedisce il suo funzionamento efficace come ente neutrale e indipendente. Le leggi proposte dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk-Bengasi sono spesso ignorate o accettate solo parzialmente dai due governi rivali, a causa di una mancanza di legittimità e di quorum nelle decisioni. La Banca Centrale opera con due approcci finanziari distinti per i due esecutivi: il governo di Tripoli si finanzia principalmente tramite le entrate petrolifere, mentre quello di Bengasi ricorre all’emissione di debito pubblico. Questo scenario riflette un aumento esponenziale della spesa pubblica e una profonda sfiducia tra le amministrazioni. Senza una politica fiscale unificata, la Banca Centrale continuerà a essere bloccata in questo stato di tensione persistente.

Leggi l\'articolo :  Ex Ilva e DRI Taranto: sindacati urgono partiti a garantire fondi nella Manovra!

Articoli simili

Vota questo post

Lascia un commento