Rimpatrio dei soldi italiani in Svizzera: “Si pagherà mediamente l’11% di sanzione”

Con la firma dell’accordo fra Italia e Svizzera stavolta dovrebbe essere la volta buona e anche l’ultima per rimpatriare i soldi italiani “nascosti” nelle banche svizzere e che finora non sono stati dichiarati al fisco tricolore. Chi è in questa condizione è arrivato all’ultimo giro. Sono attesi per marzo i regolamenti della Voluntary disclosure, la nuova legge della collaborazione volontaria che permetterà agli italiani di riportare a casa i miliardi presenti nei caveau di Lugano e dintorni. Certo, dovrà, pagare una multa ma, in cambio, si chiuderà un occhio sul penale. Il termine è previsto per settembre 2015 ma, vista la ristrettezza dei tempi, è praticamente scontata la proroga fino a fine anno.

Quel che è certo è che questa potrebbe essere l’ultima possibilità. Poi scatterà il penale, fra cui il nuovo reato di autoriciclaggio e soprattutto il moltiplicatore delle sanzioni dell’agenzia delle entrate. Vista la delicatezza e l’attualità del tema FinecoBank ha presentato lo studio “Voluntary disclosure: i perché, le tecnicità, la visione” con l’obiettivo di non limitarsi ad evidenziare approfondimenti tecnici, ma illustrando le motivazioni che rendono necessario valutare tale possibilità.

Per la prima volta si è parlato anche di numeri. Quanto pagheranno gli evasori? Verranno stangati anche i semplici frontalieri che, magari, hanno preferito lasciare i soldi nella sicura Svizzera piuttosto che rischiare di portarli in Italia con la possibilità di vederseli mangiare negli scandali bancari degli ultimi anni (dai bond argentini a Convertendo, passando per il crac Parmalat)? “Ogni caso sarà valutato a sé – spiega Vincenzo Renne, commercialista con studio a Varese e Milano – ma la sanzione dipende sostanzialmente da tre fattori: la fonte dei capitali, la loro consistenza e le imposte sui redditi esteri non dichiarati. Nella maggior parte dei casi prevediamo che si pagherà solo l’11%, in caso vada a buon fine l’accordo fiscale fra Italia e Svizzera. Ma si può salire di molto, soprattutto se i soldi depositati arrivano da evasione. In cambio, però, rimpatriando con la Voluntary si potranno utilizzare e si eviterà il penale”. Già perché dopo l’Agenzia delle entrate, chi non aderirà potrebbe vedersela direttamente con la Guardia di finanza. E, stando alla principale novità in merito di reati, l’autoriclaggio potrebbe costare da uno 1 a 8 anni di reclusione. Una mazzata. “Il mondo è cambiato – afferma il commercialista Francesco Renne – e dopo gli Usa, anche gli altri paesi Ocse hanno chiesto una revisione completa degli scambi fiscali coi paradisi fiscali per motivi economici e di anti-terrorismo. A quel punto la Svizzera ha deciso di passare a un regime di collaborazione che ne evitasse l’isolamento. Certo, nel breve periodo potrebbe perdere molti investimenti, ma entrando nel mercato ufficiale, scommette sulla sua capacità attrattiva che va ben oltre la segretezza promessa finora”.

Insomma, fra pochi mesi, con ogni probabilità in Italia potrebbe rientrare un tesoretto di miliardi su cui le banche hanno messo gli occhi: “FinecoBank – dice Pietro Lamboglia, group manager di Varese – è un player di riferimento per gli investitori per tutelare e accrescere il patrimonio nel medio e lungo periodo”.

Il conto alla rovescia è iniziato e, oltretutto, con l’inizio del 2018 in Svizzera finirà il segreto bancario. Per chi non si sarà sistemato, l’effetto provocato dalla “Lista Falciani” sembrerà un buffetto.

Nicola Antonello