Immigrazione di massa: le proposte del governo svizzero

Il governo svizzero in riunione (foto admin.ch)

Cominciano a prendere forma i provvedimenti con cui il governo svizzero intende attuare quanto chiesto dall’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Gli adeguamenti legislativi elbaorati dal Consiglio federale comprendono tetti massimi e contingenti annuali per tutti gli stranieri e prescrivono di dare priorità, nell’ambito del reclutamento, alla forza lavoro già presente in Svizzera.

L’ammissione per i cittadini dell’UE e dell’AELS continuerà ad essere disciplinata dagli accordi sulla libera circolazione, che dovranno essere adeguato al mandato costituzionale. L’esito degli eventuali negoziati con l’UE è dunque importante per questo avamprogetto di legge, che per i cittadini di Stati terzi si orienta invece all’attuale legislazione prevedendo dei contingenti e la priorità ai lavoratori indigeni.

Secondo la proposta del Consiglio federale, i tetti massimi sono applicati ai soggiorni per fini lavorativi di più di quattro mesi, ossia ai permessi di dimora e ai permessi di soggiorno di breve durata. Vi sottostanno pure i frontalieri, i famigliari, gli immigrati che non lavorano, nonché i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente. L’avamprogetto di legge prevede che sia il Consiglio federale a fissare i tetti massimi e i contingenti. Si è rinunciato a definire in anticipo un obiettivo di riduzione rigido per preservare gli interessi generali dell’economia. Il Consiglio federale si baserà sui rilevamenti del fabbisogno dei Cantoni e sulle raccomandazioni di una commissione dell’immigrazione.

L’avamprogetto prescrive inoltre la verifica sistematica della preferenza ai lavoratori già presenti sul territorio, ad eccezione però delle professioni in cui vige una penuria comprovata di manodopera specializzata, dove si rinuncia a una verifica approfondita. Questa soluzione tiene conto delle differenti situazioni del mercato del lavoro nei singoli settori.

Negoziare con l’Unione europea per adeguare l’Accordo di libera circolazione

Il Consiglio federale ha inoltre adottato il mandato per negoziare l’adeguamento dell’ALC con l’UE di modo che in futuro la Svizzera possa regolare e limitare autonomamente l’immigrazione nel rispetto degli interessi generali dell’economia. Al contempo, la via bilaterale va assicurata quale base per le relazioni con l’UE. Il mandato negoziale prescrive il perseguimento parallelo di entrambi questi obiettivi.

Il mandato è stato accolto favorevolmente nel quadro delle consultazioni presso le commissioni della politica estera e quelle delle istituzioni politiche delle Camere federali, la Conferenza dei Governi cantonali e le parti sociali. Nei prossimi mesi il Dipartimento federale di giustizia e polizia e il Dipartimento federale degli affari esteri condurranno consultazioni approfondite con l’UE. Per avviare dei negoziati è necessario il consenso dell’UE e di tutti gli Stati membri.

Ulteriori misure accessorie

Al fine di garantire anche in caso di una limitazione dell’immigrazione che le imprese svizzere possano trovare in futuro la forza lavoro necessaria, occorre ottimizzare l’impiego del potenziale già presente sul territorio svizzero. In data odierna il Consiglio federale ha discusso misure volte a impiegare meglio il potenziale di manodopera presente sul territorio nell’ambito dell’iniziativa del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) sul personale qualificato. Il DEFR intensificherà, in collaborazione con i Dipartimenti, i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro, i relativi lavori e presenterà una relazione al riguardo entro fine giugno 2015. In questo contesto il Consiglio federale ha discusso una ventina di misure, adottate dai diversi dipartimenti nei settori delle assicurazioni sociali, della fiscalità, della salute, delle infrastrutture o della sicurezza, che mirano a mobilizzare il potenziale di forza lavoro presente sul territorio, in particolare le donne e i lavoratori più anziani.

A complemento dell’iniziativa sul personale qualificato, il Consiglio federale ha inoltre deciso di adottare quattro misure supplementari tese a migliorare le prospettive professionali di tutti i residenti nel nostro Paese, promuovendo il ricorso alla manodopera locale, in particolare nelle categorie più fragili sul mercato del lavoro. L’obiettivo di tali misure è garantire a chi cerca lavoro un vantaggio in fatto d’informazioni rendendo noti agli uffici regionali di collocamento (URC) i posti in concorso presso l’Amministrazione federale prima della loro pubblicazione, verificare un eventuale aumento del credito per l’integrazione degli immigrati, ampliare l’offerta formativa nel settore medico e migliorare l’integrazione professionale delle persone con handicap. Il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti competenti di garantire la comunicazione dei posti in concorso agli URC prima della pubblicazione, di procedere con i lavori esplorativi e di avanzare delle proposte di attuazione delle altre tre misure entro la fine del 2015 o l’inizio del 2016.

Migliorare l’accesso al mercato del lavoro per le persone del settore dell’asilo

Le persone del settore dell’asilo residenti in Svizzera fanno pure parte del potenziale di manodopera presente in Svizzera che potrebbe essere impiegato meglio. Il Consiglio federale intende perciò eliminare gli ostacoli amministrativi affinché i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente possano trovare più facilmente un lavoro. È ad esempio prevista l’abolizione dell’obbligo di autorizzazione per l’esercizio di una professione sostituendolo con una semplice procedura di notifica.

La procedura di consultazione relativa agli avamprogetti di legge dura dall’11 febbraio al 28 maggio 2015. La valutazione globale dell’attuazione della nuova disposizione costituzionale sarà possibile soltanto quando sarà noto l’esito dei negoziati per l’adeguamento dell’ALC e saranno integrate le misure accessorie.

Red./Comunicato