Frontalieri al valico, poco più di 1 persona a vettura. A novembre avanti coi sondaggi

Frontalieri (Foto InfoInsubria)

Si sta avvicinando la seconda fase del sondaggio-inchiesta “face to face” con domande poste direttamente ai frontalieri in ingresso in Svizzera. L’obiettivo della ricerca, condotta dal Dipartimento del territorio, è di ottenere informazioni dettagliate riguardo alle abitudini di mobilità dei conducenti, in particolar modo dei lavoratori e degli studenti pendolari che, quotidianamente, valicano le principali frontiere del Canton Ticino.

Come l’hanno presa i diretti interessati? E, soprattutto, si andrà avanti o è finita? “Da quanto mi risulta – dice Eros Sebastiani, responsabile di frontalieri.it – a novembre si svolgerà un sondaggio che entrerà molto di più nello specifico. Per ora si sono limitati a chiedere dove si era diretti e a vedere quante persone c’erano su ogni veicolo. Il risultato è eloquente: oggi ci sono 1,2 persone per veicolo e l’obiettivo è di arrivare a 2,1”. Vuol dire diminuire di quasi il 50% il traffico veicolare dalle strade intasante di Mendrisiotto e Malcantone. Come? “In Svizzera c’è il progetto – aggiunge Sebastiani – di togliere altri posteggi nelle aziende: alcune imprese infatti si stanno già portando avanti per evitare di diminuire i lavoratori e anche in Italia qualcosa si muove. Sono presidente della Commissione trasporti di Viggiù, dove operano 1.000 frontalieri: nei prossimi giorni distribuiremo un sondaggio per capire come organizzare car-pooling, pulmini o altri mezzi”. Un sistema di trasporto in collaborazione che fino alla fine del secolo scorso era particolarmente sviluppato mentre oggi è rimasto in pochi, pochissimi casi.

E mentre si cercano soluzioni, i frontalieri hanno vissuto il sondaggio al valico come una schedatura: “Mi fa rabbrividire – dice Claudio Farinelli – Ma la mia domanda è: siamo obbligati per legge a rispondere alle domande? Lo chiedo perché conoscendo l’intento del sondaggio (nuove tasse per il transito, l’inquinamento, i parcheggi dei frontalieri, ecc…) e per come ci stanno trattando in questo periodo, non sono sicuro di avere uno spirito particolarmente collaborativo”. Qualcuno se la prende con chi dovrebbe difendere i lavoratori italiani: “Ma possibile – si chiede Marco Frigerio – che non ci sia un sindacalista o un politico che alzi la voce?”. E ancora: “E’ una cosa assolutamente inutile e inspiegabile – aggiunge Sebi Cass – se non per intimidire. Hanno le residenze, gli indirizzi di lavoro, i nomi delle nostre ditte, le date di nascita e lo storico dei nostri contratti. Dedurre i percorsi sarebbe banale”. Altri infine la mettono giù ironicamente: “Sono già pronti gli autoadesivi da applicare ai mezzi? Che so “Magnaramina a bordo” oppure “Ratto on board”.

Nicola Antonello