Petrolio su, Borse giù: Scopri gli Effetti del Vertice Trump-Xi!

Il petrolio degli Stati Uniti ha registrato un incremento vicino al 3%, raggiungendo circa 104 dollari per barile, mentre il Brent ha toccato i 108 dollari.

I valori del petrolio hanno mostrato un aumento, e le principali piazze finanziarie globali hanno subito notevoli cali oggi, 15 maggio, a seguito di un incontro a Pechino tra il presidente USA, Donald Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, che non ha portato a conclusioni di rilievo. A Wall Street, l’indice S&P 500 ha subito una perdita superiore all’uno percento nelle prime fasi di mercato, interrompendo il recente trend positivo dei titoli tecnologici che aveva spinto l’indice a nuovi record. Il Nasdaq, con una forte concentrazione nel settore tecnologico, ha visto una flessione dell’1,4 percento, con i titoli dei semiconduttori che hanno risentito negativamente sia negli USA che nei mercati asiatici. Contemporaneamente, il rendimento dei titoli di Stato USA a 10 anni è cresciuto, superando il 4,57 percento, il livello più alto dal 22 maggio dell’anno precedente. Questo incremento nei rendimenti obbligazionari, unito al rialzo dei prezzi energetici, ha sollevato nuove preoccupazioni sull’inflazione, diminuendo l’interesse degli investitori verso gli asset più a rischio.

Il prezzo del petrolio statunitense ha visto un incremento quasi del 3%, posizionandosi intorno ai 104 dollari per barile, mentre il Brent ha superato i 108 dollari. I mercati hanno risposto alle affermazioni incerte di Trump riguardo lo stretto di Hormuz e il conflitto con l’Iran. Dopo un primo ciclo di discussioni con Xi a Pechino, il presidente americano ha dichiarato in un’intervista a “Fox News” che gli USA “non necessitano” che lo Stretto rimanga aperto, nonostante la rapida diminuzione delle riserve energetiche. Successivamente, parlando ai giornalisti, Trump ha espresso il desiderio condiviso con Xi di porre fine al conflitto con l’Iran. Anche i mercati asiatici hanno chiuso con forti perdite. L’indice Kospi della Corea del Sud ha perso oltre il 6 percento, mentre il Nikkei 225 giapponese ha registrato un sensibile arretramento. In Giappone, il rendimento dei titoli di Stato decennali ha toccato il livello più alto dal 1997, a seguito della pubblicazione dei dati sull’aumento dei prezzi alla produzione in aprile, spinti dai rincari di petrolio e derivati.

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