Online i clienti dei “padroncini”
A leggere l’elenco dei committenti ticinesi che hanno fatto capo ai servizi di “padroncini” o lavoratori distaccati italiani pubblicato dall’edizione odierna del domenicale Il Caffè viene da chiedersi da dove venga quel 70% di voti raccolti in Ticino dall’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Sì, perché in questa lista, più lunga dell’elenco telefonico – quasi 700 pagine -, si ritrova quasi tutto il Ticino.
Guardando un po’ meglio ci si accorge di una cosa singolare: fra i clienti dei padroncini, ci sono anche numerosissimi fautori dell’iniziativa. A prima vista sembrerebbe insomma che in Ticino vi siano molte persone che dicono una cosa, ma ne fanno un’altra. In questo caso, naturalmente, il buon risultato ottenuto dall’iniziativa dell’Unione democratica di centro (Udc) si spiega facilmente.
Fra i clienti di padroncini elencati dall’articolo del Caffè ci sono i nomi di alcuni importanti esponenti della Lega dei Ticinesi, come Attilio Bignasca, che attraverso la sua impresa, la Bilsa, nel 2012 per posare delle piastrelle a Morbio si è avvalso del lavoro di un padroncino. Lo scomparso consigliere di Stato Michele Barra è ricorso a padroncini italiani per diversi lavori nel campo dell’edilizia, e lo stesso vale per la ditta Cpa, amministrata dalla consigliera nazionale leghista Roberta Pantani, rivoltasi a una ditta italiana per lavori di pavimentazione a Lugano.
Fra gli esponenti di spicco dell’Udc che hanno fatto capo a servizi di artigiani italiani c’è l’ex banchiere Michele Moor, che tre anni fa si rivolse a una ditta di Brescia per lavori all’impianto di di sicurezza della filiale di Locarno della banca Wegelin & Co, ora scomparsa. L’ex presidente dell’idc Paolo Clemente Wicht, fa potare le sue piante da un giardiniere italiano, mentre il deputato Orlando Del Don si rivolge a imprese italiane per il montaggio di pareti mobili e gli impianti telefonici della sua Clinica diurna. Assiduo cliente di ditte italiane è il titolate della Medacta Alberto Siccardi.
Bisogna però dire che gli elenchi pubblicati dal Caffè risalgono al 2011 – 2012. Sicuramente, già nel 2013 ci sono stati dei ripensamenti, e a partire da quest’anno le diverse personalità dell’Udc e della Lega dei Ticinesi che in passato hanno commesso l’errore di fa capo ad artigiani italiani per far eseguire dei lavori, costi quel che costi, si rivolgeranno esclusivamente a ditte ticinesi, dopo aver verificato che queste ultime non impieghino frontalieri.
Red.