Serie A a Livello Globale: 10 Fondi d’Investimento Competono per la Crescita!

Tra gli investitori italiani in gara troviamo Nextalia, Clessidra e il gruppo Fsi. Prevista entro novembre la relazione di Jp Morgan ai club sul mandato esplorativo con tre alternative possibili

La ricerca di un investitore finanziario minoritario nella piattaforma dei diritti audiovisivi internazionali della Serie A entra in una fase critica. Questa piattaforma è legata alla Lega Serie A e si occupa della gestione e dello sviluppo della commercializzazione dei diritti del principale campionato italiano sui mercati internazionali.

L’incarico è attualmente gestito dall’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, e dal presidente Ezio Simonelli. L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio che mira a potenziare significativamente l’attività internazionale della Lega, attraverso un piano industriale decennale volto a trasformare la piattaforma in una media company di portata globale.

L’ambizione è notevole: triplicare le risorse destinate all’espansione internazionale e incrementare la presenza fisica della Lega nei mercati esteri. Si prevede di aggiungere tre nuove sedi operative in America Latina, Asia e Africa, oltre agli attuali uffici in Nord America e Medio Oriente. Il punto di riferimento per questa espansione è costituito da altri importanti campionati europei, in particolare la Liga spagnola, che vanta una presenza più estesa con 11 uffici e 44 rappresentanti nei mercati principali.

Mappa mondiale con uffici segnati per espansione internazionale della Lega
Piano di espansione internazionale della Lega: nuove sedi previste in tre continenti.

Il principale fattore di crescita sarà l’incremento del valore dei diritti internazionali della Serie A. Attualmente, questi diritti generano circa 260 milioni di euro di ricavi e 209 milioni di euro di Ebitda. L’obiettivo è di aumentare gradualmente il valore dei diritti fino a raggiungere i 500-520 milioni di euro. Per questo scopo, la Lega ha incaricato Jp Morgan di esplorare diverse opzioni, tra cui il finanziamento dell’operazione attraverso entità specializzate, la creazione di un’agenzia di distribuzione o l’attrazione di un fondo di investimento minoritario.

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Grafico che mostra l'aumento dei ricavi dei diritti TV internazionali
L’obiettivo è portare i diritti internazionali da 260 a oltre 500 milioni di euro.

La combinazione di crescita dei diritti, espansione geografica e flussi di cassa prevedibili ha suscitato l’interesse di alcuni dei principali attori internazionali del private capital, che hanno presentato le loro offerte finali venerdì scorso. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, dopo una serie di incontri a Lissone, l’advisor Jp Morgan ha ridotto l’elenco dei potenziali acquirenti a un gruppo di circa dieci soggetti e consorzi.

Tra i partecipanti si annovera General Atlantic, un fondo americano specializzato in investimenti in aziende con alto potenziale di crescita. Anche Bain Capital, uno dei principali operatori globali di investimenti privati, è in lizza, offrendo una strategia diversificata che spazia dal private equity al credito e ad altri asset alternativi.

Tra i contendenti figura anche Carlyle, che si è presentata in partnership con l’italiana Nextalia. Questo consorzio potrebbe beneficiare dell’esperienza internazionale di Carlyle e della profonda conoscenza del mercato italiano da parte di Nextalia. Inoltre, c’è Oaktree, un gruppo di private capital californiano già legato al calcio italiano attraverso la proprietà dell’Inter.

Tra i candidati vi sono anche Partners Group, un gestore di investimenti svizzero specializzato nei mercati privati, e Apollo, uno dei maggiori gruppi mondiali di investimenti alternativi, attivo anche nel credito privato. Un candidato di diverso profilo è l’imprenditore americano Mark Attanasio, co-fondatore di Crescent Capital Group e noto nel mondo dello sport professionistico statunitense.

A completare l’elenco ci sono il gruppo USA Bright Path Sport Partners e l’italiana Fsi, che ha già esaminato il dossier in precedenza mostrando interesse. Tra i nomi menzionati si trova anche Clessidra.

Molti di questi gruppi partecipano all’operazione tramite le loro divisioni di credito. Un punto chiave sarà la valutazione della piattaforma, stimata indicativamente intorno ai 4 miliardi per il 100%. Si prevede la vendita di una quota del 10-15%. In base ai multipli di mercato, la transazione potrebbe oscillare tra oltre 10 volte l’Ebitda delle media company e le 20 volte di altre piattaforme come quella dei diritti della Formula 1, con una media intorno alle 15 volte.

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Un altro aspetto importante sarà la governance: si tratta di una minoranza qualificata, con una rappresentanza nel consiglio di amministrazione per influenzare le decisioni strategiche nelle diverse aree geografiche in cui verranno negoziati i diritti della Serie A. Nei prossimi giorni sarà selezionato, tra i 10 gruppi in gara (che diventano nove considerando la partnership tra Carlyle e Nextalia), il candidato con cui proseguire le trattative in esclusiva.

A meno che non si opti per un diverso modello decisionale, l’assemblea dei club di Serie A, a cui Jp Morgan dovrebbe presentare entro novembre il risultato del mandato esplorativo con le varie opzioni disponibili, non richiederà l’unanimità, ma il consenso di 14 presidenti su 20.

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