Bastien ha scelto di vivere per strada : Tutti mi prendono per pazzo

Ogni giorno, chi attraversa la passerella del palazzo di giustizia di Lione si imbatte in Bastien. Seduto con un grande zaino accanto e un cartello che recita “Troppo brutto per la prostituzione”, strappa spesso un sorriso ai passanti. Ma dietro quella frase ironica si nasconde una storia che pochi si immaginerebbero: Bastien, 39 anni, ha scelto volontariamente di vivere in strada.

Una vita senza legami

«Se domani voglio partire, parto. Non ho vincoli, né obblighi». È con queste parole che Bastien riassume la sua personale idea di libertà. Dal maggio 2022, si stabilisce quasi ogni giorno su quel ponte tra il Vieux Lyon e la Presqu’île per chiedere qualche spicciolo. Ma per lui non è una situazione subita, bensì una scelta consapevole.

La “malattia del viaggiatore”

Con alle spalle solo uno zaino e tanta voglia di muoversi, Bastien ha girato l’Italia per sei anni, vivendo per strada anche lì. «Ho la malattia del viaggiatore», racconta ridendo. Prima di approdare a questa vita, lavorava come forain, una sorta di ambulante da fiera, che gli permetteva di spostarsi di continuo. Poi, una relazione sentimentale lo aveva spinto a mettere radici, ma presto si era reso conto che quella non era la sua strada.

Così, nel 2013, ha lasciato tutto con in tasca appena 300 euro e una tenda. In Italia si è inventato di tutto: ha imparato a fare spettacoli con le bolle di sapone, ha creato piccole sculture con lattine che rivendeva per riuscire a mangiare. Una vita fatta di espedienti, sì, ma anche di incontri, esperienze e libertà.

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“Non potrei vivere chiuso in un appartamento”

Per molti, una casa è sinonimo di stabilità. Non per Bastien. La sola idea di avere bollette da pagare, spese fisse e un affitto lo soffoca. «Con uno stipendio minimo, dopo aver saldato tutto, cosa resta? Quasi niente», osserva. Lui preferisce gestire le sue giornate senza vincoli, consapevole che ci saranno periodi migliori e altri più difficili, ma libero da qualunque obbligo.

Nel tempo, ha trovato i suoi metodi per affrontare le difficoltà: ha acquistato un piccolo pannello solare portatile per ricaricare il telefono e, per dormire, ha trovato un angolo riparato grazie alla gentilezza di alcuni residenti che gli hanno offerto uno spazio dove non patire troppo freddo. Anche per le docce riesce a cavarsela grazie a qualche amico.

Il calore dei cittadini di Lione

Se Bastien riesce a mantenere un equilibrio nella sua quotidianità, lo deve anche alla solidarietà di chi lo circonda. I commercianti del Vieux Lyon, ad esempio, non mancano di portargli qualcosa da mangiare di tanto in tanto. «Il quartiere è fantastico, ho davvero fortuna. Ogni giorno incontro persone diverse. Ed è proprio questo che mi piace», racconta.

Nonostante viva e si sposti da solo, non si sente isolato. Anzi, preferisce tenersi lontano dalle derive che purtroppo spesso colpiscono chi vive per strada: droghe, dipendenze, situazioni pericolose. Bastien ha altri progetti, magari tornare un giorno in Italia, dove ha lasciato molti amici.

Per ora, però, resterà ancora un po’ a Lione, ma già sa che presto la sua “voglia di partire” tornerà a farsi sentire. Quale sarà la prossima tappa? Marsiglia, Lille, o forse Tolosa. Nemmeno lui lo sa con certezza. Ed è proprio questa incognita a rendere il viaggio così affascinante.

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