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	<title>infoinsubria &#187; Frontalieri</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Frontalieri con conti svizzeri: è ora di mettersi in regola</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 13:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA["voluntary disclosure"]]></category>
		<category><![CDATA[Conti bancari in Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo pilastro]]></category>

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Tira un&#8217;aria nuova nelle banche svizzere. Se ne sono accordi anche molti ex frontalieri: in più di un caso chi per esempio ha cercato di effettuare un prelevamento ...]]></description>
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<p><strong></p>
<div id="attachment_7752" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2010/12/Frontalieri-dogana-11.jpg"><img class="size-medium wp-image-7752" title="Frontalieri-dogana-1" src="/wp-content/uploads/2010/12/Frontalieri-dogana-11-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text"> (foto Infoinsubria)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Tira un&#8217;aria nuova nelle banche svizzere. Se ne sono accordi anche molti ex frontalieri: in più di un caso chi per esempio ha cercato di effettuare un prelevamento importante in una banca di Lugano ha incontrato difficoltà se non era in grado di dimostrare che il conto era regolarmente dichiarato al fisco italiano.</strong></p>
<p><span id="more-40174"></span>Sono le prime conseguenze delle nuove norme sull’evasione e sul riciclaggio approvate dal governo italiano lo scorso anno, che inaspriscono le sanzioni per chi detiene irregolarmente conti all’estero, rendendo complici anche le banche di eventuali irregolarità. Per evitare di venir arrestati magari al sabato facendo la spesa a Como, i funzionari di banca svizzeri sono così diventati estremamente prudenti.</p>
<p>Tanto più che la Svizzera si è impegnata, a partire dal 2018, ad introdurre lo scambio automatico di informazioni fiscali con gli altri paesi dell’Unione europea. Il fisco italiano, a certe condizioni, potrà quindi chiedere informazioni sugli averi depositati in Svizzera dai propri soggetti fiscali.</p>
<p>Le nuove norme prevedono però anche la possibilità di regolarizzare la propria situazione, attraverso la cosiddetta “voluntary disclosure” (VD), ovvero la dichiarazione volontaria. Questa normativa consente a tutti i soggetti che sono fiscalmente residenti in Italia, di far emergere, regolarizzare e quindi, se desiderato, rimpatriare i capitali detenuti irregolarmente all’estero.</p>
<p>Si tratta insomma di una sorta di condono, con due caratteristiche assolutamente nuove e innovative rispetto alle normative simili degli anni passati:</p>
<p>1) la dichiarazione volontaria è nominativa, ovvero viene effettuata dal contribuente, quindi non è anonima;</p>
<p>2) le imposte evase vengono totalmente pagate senza alcuna riduzione.</p>
<p>Per i frontalieri ed ex frontalieri con delle situazioni irregolari si tratta di una possibilità rimettere a posto le cose, e di evitare problemi più gravi in futuro. Non c’è più molto tempo per farlo: la scadenza è fissata per il 30 settembre 2015 e al momento non sono previste proroghe.</p>
<p>Per chiarire in modo più preciso le implicazioni delle nuove normative per il frontalierato, abbiamo posto alcune domande ad Andrea Bottoni  commercialista a Viggiù  e specializzato nella soluzione degli specifici problemi fiscali in cui sono confrontati i frontalieri.</p>
<p><strong>Cosa c’entrano i frontalieri con la “dichiarazione volontaria”?</strong></p>
<p>Innanzitutto va ricordato che anche i frontalieri sono soggetti fiscalmente italiani e come tali sono obbligati a pagare le imposte italiane su:</p>
<p>1) salari e stipendi per attività lavorativa in Svizzera. Fanno eccezione i frontalieri residenti in una fascia di 20 chilometri dal Cantone in cui lavorano (va verificata l’appartenenza alla fascia del singolo comune italiano);</p>
<p>2) guadagni di capitali, ovvero interessi attivi derivanti da conti correnti, dividendi, cedole e altri tipi di interessi percepiti su investimenti finanziari;</p>
<p>3) plusvalenze derivanti dalla compravendita di titoli, obbligazioni e altri strumenti finanziari, incluso oro e valuta.</p>
<p>Oltre alle imposte da pagare, i soggetti fiscalmente residenti in Italia sono obbligati a compilare il quadro RW per tutte le attività finanziarie detenute all’estero (conti correnti, investimenti, oro, ecc.) e tutti i beni (auto, immobili, ecc.). Tale obbligo vige dal 1990.</p>
<p>Per tale secondo obbligo vige un esonero da verificare annualmente per coloro che sono frontalieri al 31.12 di ogni anno e lo sono stati per almeno la metà dell’anno stesso.</p>
<p>Molti frontalieri ed ex frontalieri sono però poco informati sugli obblighi ai quali sono sottoposti e negli anni passati li hanno ignorati. La situazione è ancora più grave per gli ex frontalieri, ovvero soggetti che hanno cessato la loro attività prima del 2014 e che hanno continuato a detenere in Svizzera denaro o altri beni. Per tali soggetti i rischi sono maggiori in quanto non hanno più, di fatto, nessun esonero.</p>
<p><strong>Quali sono i beni che potrebbero essere interessati dalla dichiarazione volontaria?</strong></p>
<p>Gli obblighi dichiarativi riguardano due tipologie di informazioni:</p>
<p>1) redditi prodotti (stipendi, interessi attivi, plusvalenze) che devono essere tassati in Italia;</p>
<p>2) le attività, ovvero tutti i beni (depositi, saldi dei conti correnti, immobili, auto, gioielli, denaro, automobili, opere d’arte, oro, ecc.) che di per sè sono presumibilimente in grado di produrre un reddito.</p>
<p>La VD consente di regolarizzare entrambe le tipologie, sanando definitivamente il rapporto con il fisco italiano a tutto il 31.12.2013, fermo restando l’obbligo di produrre la dichiarazione per l’anno 2014 e successivi.</p>
<p><strong>Dalla sua esperienza i frontalieri ed ex frontalieri sono consapevoli della problematica?</strong></p>
<p>Personalmente mi occupo di problematiche fiscali relative ai frontalieri da diversi anni. Ritengo che ad oggi ancora molti frontalieri non siano consapevoli della problematica, soprattutto quelli residenti nella fascia dei 20 chilometri, i quali tendono a confondere l’esonero dalla tassazione italiana degli stipendi percepiti in Svizzera (cosa vera) con tutti gli altri adempimenti previsti. E quindi, erroneamente, ritengono di essere nel giusto e di non dover regolarizzare alcunché. In diversi casi è facile riscontrare inadempimenti, a volte di rilevanza minima, a volte più importanti. Le situazioni che più facilmente sono da regolarizzare riguardano:</p>
<p>- il secondo pilastro incassato sia come capitale che sotto forma di rendita;</p>
<p>- le procure rilasciate ad altri soggetti sui conti correnti;</p>
<p>- gli interessi percepiti sia sul conto salario che sui conti deposito/risparmio e su altri investimenti;</p>
<p>- alcuni tipi di rendite (prepensione, assicurazioni private, ecc.)</p>
<p><strong>Cosa deve fare un frontaliere per sapere se la sua posizione è regolare?</strong></p>
<p>Deve necessariamente far esaminare la propria posizione da un consulente fiscale italiano al fine di verificare attentamente se e quali inadempimenti vi siano da regolarizzare e se vi siano le condizioni per usufruire della procedura della “voluntary disclosure”.</p>
<p><strong>Quali sono i vantaggi della “voluntary disclosure”?</strong></p>
<p>Senza entrare nel merito politico se sia giusto od opportuno aver legiferato tale norma, è certo che per sanare gli inadempimenti fiscali la VD sia una opportunità da valutare attentamente. In particolare accedendo alla VD un contribuente ottiene i seguenti vantaggi:</p>
<p>1) Le sanzioni previste vengono ridotte rispetto a quelle ordinarie. In alcuni casi le differenze sono notevoli.</p>
<p>2) Con la VD il fisco italiano richiede il pagamento delle imposte e delle sanzioni dal 2009 (in alcuni casi anche solo dal 2010) al 2013, e ritiene “condonato” il periodo precedente;</p>
<p>3) Aderendo alla VD si regolarizzano i capitali detenuti in Svizzera, e, di conseguenza, non si avranno problemi in futuro qualora tali capitali vengano utilizzati in Italia per qualsiasi motivo oppure semplicemente depositati su conti correnti italiani;</p>
<p>4) La VD prevede una depenalizzazione da tutta una serie di reati penali legati all’evasione fiscale e al riciclaggio;</p>
<p>5) Con la VD è anche possibile, a mio parere, risolvere alcune questioni che oggi non sono chiare. Mi riferisco in particolare alla tassazione del secondo pilastro come capitale, e all’annosa questione delle procure di firma sui propri conti correnti detenuti in Svizzera rilasciate da tanti frontalieri (che sono esonerati dalla compilazione del quadro RW), a parenti o altri soggetti che non sono frontalieri e per i quali, quindi, l’esonero non è certo che venga applicato. Su tale ultimo punto si è in attesa di delucidazioni da parte dell’Agenzia delle entrate.</p>
<p><strong>Cosa si rischia se non si regolarizza la posizione con il fisco italiano?</strong></p>
<p>La sottoscrizione dell’accordo Italia-Svizzera dello scorso 23 febbraio ha radicalmente cambiato le prospettive future facendo di fatto decadere il segreto bancario. Tale accordo, che produrrà effetti nei prossimi anni, in linea di principio consentirà uno scambio automatico di informazioni economiche e finanziarie sensibili che potranno essere utilizzate dal fisco italiano per effettuare accertamenti sui contribuenti italiani, anche frontalieri.</p>
<p>Le conseguenze di carattere sanzionatorio possono essere anche rilevanti. Per fare un esempio, la mancata compilazione del quadro RW può essere sanzionata, per la Svizzera, oggi, dal 6% fino al 30% dell’importo omesso per ogni anno e, essendo oggi ancora considerato un paese “black list” (per la normativa che definisce gli anni accertabili), potenzialmente possono essere accertati fino a 10 annualità.</p>
<p><strong>Cosa succede con i conti svizzeri una volta regolarizzata la situazione?</strong></p>
<p>La regolarizzazione consente ai frontalieri ed ex frontalieri di decidere serenamente, una volta regolarizzata la propria posizione, se il capitale resta in Svizzera o viene rimpatriato, ma soprattutto consente di firmare senza nessun rischio la dichiarazione che gli istituti di credito elvetici stanno richiedendo in questo periodo per “sbloccare” l’utilizzo dei conti correnti e degli altri strumenti bancari (carte di credito).</p>
<p><strong>MA/Studio Bottoni, via Roma 33, Viggiù, +39 0332 488 910</strong></p>
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		<title>Sempre grave l’operaio caduto a Ruvigliana</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2014 16:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Incidente sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lugano]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ ancora in prognosi riservata l’operaio 49enne di origini bergamasche ma abitante da anni nel Comasco che venerdì scorso era caduto da un’impalcatura mentre stava lavorando in un cantiere a Ruvigliana, nei pressi di Lugano. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2014/04/Cantiere-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-36989" title="Cantiere-3" src="/wp-content/uploads/2014/04/Cantiere-3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>E’ ancora in prognosi riservata l’operaio 49enne di origini bergamasche ma abitante da anni nel Comasco che venerdì scorso era caduto da un’impalcatura mentre stava lavorando in un cantiere a Ruvigliana, nei pressi di Lugano. Le sue ferite erano apparse subito molto gravi.<span id="more-36988"></span></strong></p>
<p>Permangono molto serie le condizioni dell’operaio frontaliere che venerdì mattina è rimasto vittima di un grave infortunio mentre stava lavorando su un cantiere di Ruvigliana, nei pressi di Lugano. Come rivela la Provincia di Como, il 49enne piastrellista di origini bergamasche ma che da anni risiede nel Comasco, è caduto da un’altezza di 4-5 metri mentre stava montando la copertura provvisoria di una piscina. La dinamica esatta dell’incidente è ancora al vaglio della Polizia svizzera che per il momento non ha rilasciato altre precisazioni.</p>
<p><strong>MB</strong></p>
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		<title>Inquinamento: la colpa è dei frontalieri?</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Dec 2013 13:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Traffico]]></category>

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Dopo l’allarme lanciato dal governo del Canton Ticino sull’ eccessivo inquinamento da polveri fini, sui blog elvetici si è scatenata la polemica: la colpa è dei 60 mila frontalieri che ogni giorno, a bordo delle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_35629" class="wp-caption alignleft" style="width: 253px"><a href="/wp-content/uploads/2013/12/Schermata-12-2456641-alle-12.17.35.png"><img class="size-full wp-image-35629" title="Schermata 12-2456641 alle 12.17.35" src="/wp-content/uploads/2013/12/Schermata-12-2456641-alle-12.17.35.png" alt="" width="243" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">Il traffico di transito nel meridione del Ticino è fra i più alti della Svizzera (USTRA)</p></div>
<p>Dopo l’allarme lanciato dal governo del Canton Ticino sull’ eccessivo inquinamento da polveri fini, sui blog elvetici si è scatenata la polemica: la colpa è dei 60 mila frontalieri che ogni giorno, a bordo delle loro vetture, appestano l’aria. Tutto falso, dicono gli specialisti, o meglio solo in parte vero. L’eccessivo inquinamento è dovuto anche al clima. Mancano le precipitazioni e i venti continuano a soffiare troppo debolmente.<span id="more-35628"></span></strong></p>
<p>Da quasi una settimana, nel Canton Ticino, le emissioni di polveri fini superano abbondantemente i limiti di legge. Nella Svizzera meridionale, l’allarme smog è ormai diventato una consuetudine, sia d’inverno, sia d’estate. Le autorità cantonali hanno invitato la popolazione a ridurre gli spostamenti con le auto private, servendosi piuttosto dei mezzi pubblici. E’ stato raccomandato, inoltre, di diminuire la temperatura dei termosifoni. Tutte strategie che dovrebbero riportare l’inquinamento entro i limiti di tolleranza: 75 microgrammi di polveri fini al metro cubo.</p>
<p><strong>Colpa dei frontalieri?</strong></p>
<p>Ma ecco che sui blog elvetici (come riferisce il CdT) si scatena la polemica. “La popolazione ticinese dovrebbe vivere al freddo e rinunciare all’auto quando ogni giorno 60 mila frontalieri varcano il confine appestando l’aria con i loro mezzi?” Insomma, la colpa sarebbe dei frontalieri. A smentire una lettura sin troppo sbrigativa ci pensano gli esperti del Dipartimento cantonale dell’ambiente: il clima secco e venti troppo deboli, non permettono di ripulire l’aria. Bellinzona getta acqua sul fuoco ma non smentisce che sia il traffico privato uno dei fattori inquinanti più importanti compreso il transito dei molti frontalieri. D’altra parte, se è vero che i frontalieri “danno” il loro contributo, è anche vero che il Ticino continua ad essere uno dei cantoni con il tasso di automobili, per nucleo familiare, fra i più alti della Svizzera.</p>
<p>MB</p>
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		<title>Petizione per salvare la S10 TILO</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 20:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Como Albate Camerlata]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[pendolari]]></category>
		<category><![CDATA[S10]]></category>
		<category><![CDATA[TILO]]></category>

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Un gruppo di frontalieri italiani scrive al governo regionale ticinese e al Consiglio di amministrazione di TILO per chiedere il mantenimento del collegamento ferroviario tra Chiasso-Como-Albate Camerlata. Il Consiglio di stato ticinese, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<div id="attachment_34400" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a href="/wp-content/uploads/2013/09/Schermata-09-2456555-alle-21.57.17.png"><img class="size-medium wp-image-34400" title="Schermata 09-2456555 alle 21.57.17" src="/wp-content/uploads/2013/09/Schermata-09-2456555-alle-21.57.17-300x295.png" alt="" width="300" height="295" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Alla stazione di Alabate Camerlata il Tilo S10 non si fermerà più? (YT)</p></div>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Un gruppo di frontalieri italiani scrive al governo regionale ticinese e al Consiglio di amministrazione di TILO per chiedere il mantenimento del collegamento ferroviario tra Chiasso-Como-Albate Camerlata. Il Consiglio di stato ticinese, ha, infatti, deciso, dal prossimo 15 dicembre, di sospendere il servizio perché troppo costoso e troppo poco sfruttato.<span id="more-34399"></span></strong></p>
<p>Troppo oneroso continuare a finanziare la linea S10 di TILO fra Chiasso e Como Albate Camerlata. Perciò, il Consiglio di Stato ticinese (il governo regionale) ha deciso, recentemente, di sospendere il collegamento, attivo dal 2008. Gli utenti, qualche centinaio, sono troppo pochi per assicurare la redditività della linea. Inoltre, la Lombardia ha disatteso alle promesse, non realizzando, a Albate Camerlata, i parcheggi del Park and Ride. Una situazione non più sostenibile che il CdS non è più disposto a sopportare. Dunque, a partire dal cambio di orario del 15 dicembre prossimo, il collegamento sarà sospeso. <strong><a href="http://www.activism.com/it_CH/petizione/no-alla-cancellazione-della-tratta-chiasso-albatecamerlata-per-il-tilo/44956" target="_self">Una decisione contestata, però, da un gruppo di frontalieri che qualche settimana fa ha lanciato una raccolta di firme.</a></strong> In tre settimane, secondo uno dei promotori dell’iniziativa, sono già state oltre 400 le adesioni e altre continuano ad arrivare. “Un chiaro segno -dicono i promotori- che la linea è molto apprezzata e che sarebbe un grave peccato sospenderla”. Questo significherebbe obbligare i pendolari a prendere la macchina e costringerebbe i molti giovani, che vengono in Ticino a studiare all’USI e alla Supsi, a investire delle ore per arrivare in tempo alle lezioni. Insomma, senza la linea sarebbero in molti a perderci: i frontalieri che non avranno più un collegamento rapido ed efficiente e il Canton Ticino che dovrà sopportare ulteriore traffico.</p>
<p><strong>MB</strong></p>
<p><a href="&lt;a href=&quot;http://www.activism.com/it_CH/petizione/no-alla-cancellazione-della-tratta-chiasso-albatecamerlata-per-il-tilo/44956&quot;&gt;No alla cancellazione della tratta Chiasso-AlbateCamerlata per il TILO&lt;/a&gt;" target="_self"><strong>La Raccolta di firme per salvare la S10 continua e ognuno può aderirvi anche on-line.</strong> <strong>Aderisci!</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Traffico transfrontaliere: nessun disincentivo, solo sensibilizzazione</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2012/05/22569/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 10:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[matteo quadranti]]></category>
		<category><![CDATA[Traffico]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il Consiglio di Stato segue attentamente l’evolversi della situazione legata al traffico transfrontaliere ed intende considerare tutti gli aspetti legati alle dinamiche che riguardano al frontiera&#8221;. Niente disincentivi alle aziende che non favoriscono la moderazione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2011/01/traffico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8765" title="traffico" src="/wp-content/uploads/2011/01/traffico-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>&#8220;Il Consiglio di Stato segue attentamente l’evolversi della situazione legata al traffico transfrontaliere ed intende considerare tutti gli aspetti legati alle dinamiche che riguardano al frontiera&#8221;. Niente disincentivi alle aziende che non favoriscono la moderazione del traffico.</strong></p>
<p><span id="more-22569"></span>E`quanto il Governo ticinese sostiene rispondendo ad un atto parlamentare di Matteo Quadranti incentrato sui temi legati alla mobilità attraverso la frontiera in relazione ai lavoratori italiani occupati in Svizzera. Il Consiglio di Stato precisa che sul tratto di A2 compreso fra Mendrisio e Lugano, l’ufficio federale delle strade intende valutare, dopo un periodo di prova, l’introduzione della limitazione variabile della velocità massima consentita (a 100 o 80 km/h) quale misura accompagnatoria del cantiere nella galleria melide-Grancia. Si tratta di una misura già introdotta con successo su alcuni tratti della rete autostradale nazionale dove si è dimostrato che consente un aumento della capacità di trasporto del 10% durante le ore di punta.</p>
<p>Per quanto concerne il trasporto pubblico e la mobilità aziendale il Governo sta profondendo sforzi importanti anche in ottica transfrontaliera. Il prolungamento della linea TILO fino a Como-Albate nel 2009, il nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese, il potenziamento della linea Bellinzona-Luino-Malpensa rientrano in questa strategia.Importanti sono pure i contributi al trasporto pubblico su gomma per le linee Como-Chiasso, Ponte Tresa-Luino, Capolago-Porto Ceresio e Lugano-Menaggio.</p>
<p>Molto in Ticino si sta facendo nel campo della sensibilizzazione per quanto concerne la mobilità aziendale allo scopo di razionalizzare l’insieme dei tragitti pendolari e professionali.</p>
<p>Per ridurre i disagi nel Mendrisiotto e nel Luganese è in corso uno studio d’opportunità promosso dall’Ustra. Vi sono vagliate diverse varianti per potenziare la capacità dell’autostrada a sud di Lugano ma la soluzione potrà intervenire solo a lungo termine e previo studio di impatto ambientale.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2012/01/Matteo-Quadranti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17431" title="Matteo-Quadranti" src="/wp-content/uploads/2012/01/Matteo-Quadranti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quadranti ha, dal canto suo, proposto l’introduzione di disincentivi alle aziende che non intendono partecipare attivamente a misure di riduzione del traffico aziendale. Una soluzione che il Governo non condivide ritenendo che prima di introdurre disincentivi o misure dissuasive nei confronti di aziende che non adottano un piano di mobilità aziendale, occorra puntare sulla sensibilizzazione e sulla promozione.</p>
<p><strong>Red.</strong></p>
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		<item>
		<title>Frontalieri, avanti tutta!</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 11:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua a lievitare il numero dei lavoratori frontalieri presenti in Svizzera. Sono, infatti, 256.036 i lavoratori domiciliati all’estero che ogni giorno varcano il confine: +1,7% rispetto al trimestre precedente, 5,2% in più rispetto allo stesso ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2012/03/frontalieri-freccia-300x116.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18899" title="frontalieri-freccia-300x116" src="/wp-content/uploads/2012/03/frontalieri-freccia-300x116.jpg" alt="" width="227" height="110" /></a>Continua a lievitare il numero dei lavoratori frontalieri presenti in Svizzera. Sono, infatti, 256.036 i lavoratori domiciliati all’estero che ogni giorno varcano il confine: +1,7% rispetto al trimestre precedente, 5,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Sono 53&#8242;417 i frontalieri occupati in Ticino.</strong></p>
<p><span id="more-22302"></span>È nuovamente aumentato il numero dei frontalieri in Svizzera. E` quanto risulta dai dati diffusi oggi dall&#8217;Ufficio federale di statistica che registra una variazione rispetto al trimestre precedente dell&#8217;1.7%.</p>
<p>La situazione è analoga per quanto concerne il Ticino dove, a fine aprile i frontalieri erano 53.417, quindi 1.8%  in più rispetto ai tre mesi precedenti.  Rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno la variazione è stata importante e pari al 5.5%.</p>
<p>La stessa dinamica si è registrata anche nella regione del Lemano (86.696 frontalieri con un aumento del 2.6%) e in quella che gravita attorno a Basilea, dove lavorano 64758 frontalieri.</p>
<p>Il Dipartimento federale dell&#8217;interno ha reso nota anche la situazione dell&#8217;impiego in Svizzera nei primi tre mesi dell&#8217;anno. Secondo i dati dell&#8217;Ufficio federale di statistica l’impiego presenta un lieve aumento. Così come nei trimestri precedenti, l&#8217;indicatore delle prospettive d&#8217;impiego e il numero di posti liberi hanno registrato una regressione rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Rimangono invece quasi invariate le difficoltà di reclutamento di personale qualificato.</p>
<p><strong>Com.</strong></p>
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		<title>Frontalieri: in Ticino sono 54’000</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 11:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2012/03/frontalieri-freccia-300x116.jpg"><img class="size-full wp-image-18899 alignleft" title="frontalieri-freccia-300x116" src="/wp-content/uploads/2012/03/frontalieri-freccia-300x116.jpg" alt="" width="227" height="110" /></a>Nuovo balzo in avanti della presenza di lavoratori frontalieri in Svizzera e, in particolare, nel Canton Ticino. I dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica e relativi all’ultimo trimestre 2011 registrano 53&#8242;936 frontalieri attivi nella Svizzera italiana, con un incremento del 4,9% rispetto ai tre mesi precedenti. L’11,7% in più dell’analogo periodo del 2010.</strong></p>
<p><span id="more-18891"></span></p>
<p>Secondo i risultati della statistica dei frontalieri dell&#8217;Ufficio federale di statistica (UST), nell’ultimo trimestre del 2011 i frontalieri di nazionalità straniera che lavoravano in Svizzera erano 259&#8242;000. Si tratta di un aumento pari all&#8217;11,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Poco meno di 54&#8242;000 (53&#8242;936) di loro lavorano in Ticino dove l’aumento rispetto al trimestre precedente è pari al 4,7%</p>
<p>A livello elvetico la progressione è stata più marcata rispetto a quella dei due anni precedenti (2009: 2,4%; 2010: 4,8%). Un incremento analogo è stato osservato l&#8217;ultima volta nel 2006 (+9,2%). Nell&#8217;arco di cinque anni, il numero di frontalieri è passato da 194&#8242;000 unità nel 2006 a 259&#8242;000 nel 2011, con un aumento del 33,3%. Nello stesso periodo, il numero di occupati (secondo i risultati della statistica delle persone occupate) è salito da 4,349 milioni a 4,732 milioni (+8,8% tra il terzo trimestre 2006 e il 2011). Generalmente, gli anni che presentano una forte crescita del numero di frontalieri corrispondono a fasi in cui aumenta anche il numero di occupati.</p>
<p>Su base annua, l&#8217;incremento dei frontalieri varia notevolmente a seconda del grande gruppo delle professioni (ISCO-08). Tra gli impiegati d&#8217;ufficio e di commercio si è registrato un aumento straordinario del 18,2% rispetto all&#8217;anno precedente e ciò nonostante il numero di dipendenti della categoria sia diminuito dell&#8217;11,5%. Ciò starebbe a significare che il settore amministrativo attinga vieppiù dal mercato estero per la ricerca del proprio personale. Il che ha un effetto negativo sull’occupazione di personale svizzero o domiciliato.</p>
<p>Circa quattro quinti di tutti i frontalieri si concentrano nelle tre grandi regioni principali: circa un terzo di essi lavora nella Regione del Lemano (33,7%), un quarto nella Svizzera nordoccidentale (25,6%) e un quinto in Ticino (20,8%). E se nella Regione del Lemano il numero di frontalieri in termini assoluti è il più elevato, la situazione si relativizza quando si prendono in considerazione le loro quote sul numero di occupati. Nella Regione del Lemano, circa un occupato su 10 è un frontaliere (9,9%), analogamente a quanto succede nella Svizzera nordoccidentale (10,0%). Una quota più importante di frontalieri si registra in Ticino, e corrisponde al 24 % degli occupati.</p>
<p><strong>Com./Red.</strong></p>
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		<title>Sviluppo economico transfrontaliero: passaporto di crescita per l&#8217;Insubria</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 21:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Insubria]]></category>
		<category><![CDATA[economia transfrontaliera]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Losa]]></category>
		<category><![CDATA[Franz Bernasconi]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo economico transfrontaliero]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Mini]]></category>

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Frontalieri e Pil vanno a braccetto. Più gira l&#8217;economia e più aumenta l&#8217;impiego di manodopera italiana in Canton Ticino. La propaganda politica si sgonfia quando a parlare sono i numeri. ...]]></description>
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<div id="attachment_4841" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a href="/wp-content/uploads/2010/06/Insubria-Mappa.png"><img class="size-medium wp-image-4841" title="Insubria-Mappa" src="/wp-content/uploads/2010/06/Insubria-Mappa-300x294.png" alt="" width="300" height="294" /></a></strong><p class="wp-caption-text">La Regio Insubrica</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Frontalieri e Pil vanno a braccetto. Più gira l&#8217;economia e più aumenta l&#8217;impiego di manodopera italiana in Canton Ticino. La propaganda politica si sgonfia quando a parlare sono i numeri. I numeri inequivocabili presentati ieri durante la serata-dibattito “Quale sviluppo transfrontaliero”, organizzata nel tardo pomeriggio di lunedì, 14 novembre, al Palazzo dei Congressi di Lugano. </strong></p>
<p><span id="more-15645"></span>Qui l&#8217;associazione Carlo Cattaneo ha invitato a confrontarsi economisti, studiosi e imprenditori: l&#8217;analisi è partita dalle anticipazioni su una ricerca triennale condotta dall&#8217;Ufficio di statistica cantonale: “Nella nostra area – ha spiegato il responsabile, Fabio Losa – non si può parlare di una vera e propria cooperazione, perché essa si limita soltanto alla presenza di frontalieri. I problemi riguardano la scarsa conoscenza delle potenzialità economiche del Ticino, mentre le realtà elvetico-insubriche sono bloccate dalla diffidenza del sistema che si trova in Italia”.</p>
<p>Eppure, nonostante la sua frammentazione e l&#8217;insufficiente rapporto con il mondo della ricerca, il Cantone sta superando brillantemente la crisi: aumentando considerevolmente il numero di aziende a tecnologia media (più 18% contro il meno 19% confederale) e alta (più 100% contro più 28%).</p>
<p>“Un&#8217;evoluzione – ha sottolineato Valentina Mini, responsabile dell&#8217;Osservatorio del mercato del lavoro all&#8217;università della Svizzera italiana – che comprende un aumento nel terziario, delle donne, del part time e del livello di formazione fra i lavoratori”. Lo hanno illustrato con due casi pratici Franz Bernasconi, della Precicast di Novazzano e Piero Luraschi, vicedirettore dell’Ente ospedaliero cantonale. In estrema sintesi i due hanno dichiarato come senza frontalieri le loro realtà non potrebbero esistere e portare ricchezza e qualità alla vita dei ticinesi. Antonio Franzi della Camera di commercio di Varese ha infine avanzato la proposta di migliorare la sinergia in uno degli ambiti dove l&#8217;Insubria eccelle: l&#8217;università, con sette atenei in un raggio di 30 chilometri con Varese come centro.</p>
<p>Uno sviluppo su base accademica che la zona transfrontaliera di Ginevra sta effettuando su larga scala. Sul lago Lemano, come ha detto il Consigliere di Stato ginevrino Carlo Lamprecht, la chiamano “agglomerazione”. “Nel 2030 saremo 1,2 milioni contro gli 800mila abitanti moderni. Dobbiamo prepararci al meglio a questo sviluppo enorme”. E in Insubria? Negli ultimi anni si è preso molto più tempo a litigare sulle poltrone e la propaganda elettorale. Basterà un presidente del Consiglio insubrico come Mario Monti (nato e cresciuto a Varese) per superare definitivamente l&#8217;ultimo triennio da “guerra fredda”?</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Blocco dei ristorni: abuso di autorità?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 16:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insubria]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
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Il ministero pubblico di Lugano ha avviato accertamenti per verificare se la decisione del governo di Bellinzona di bloccare il 50% dei ristorni delle imposte alla fonte dei ...]]></description>
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<div id="attachment_12093" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2011/07/Lugano-Palazzo-di-giustizia.jpg"><img class="size-medium wp-image-12093" title="Lugano-Palazzo-di-giustizia" src="/wp-content/uploads/2011/07/Lugano-Palazzo-di-giustizia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il Palazzo di giustizia di Lugano</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il ministero pubblico di Lugano ha avviato accertamenti per verificare se la <a href="/2011/06/ristorni-se-non-paga-il-ticino-paghera-berna/">decisione del governo di Bellinzona di bloccare il 50% dei ristorni</a> delle imposte alla fonte dei frontalieri prefiguri il reato di abuso di autorità.</strong></p>
<p><span id="more-12092"></span>L’ipotesi che la decisione del consiglio di Stato ticinese di non rispettare l’accordo sull’imposizione dei frontalieri possa costituire un reato era stata avanzata dall’ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi in una intervista rilasciata al quotidiano di Bellinzona La Regione. L&#8217;avvocato Bernasconi aveva definito la decisione del governo ticinese una “pagliacciata”.</p>
<p>Ora è stato reso noto che su invito la Procura federale, sollecitata da un privato cittadino, ha a sua volta invitato la magistratura ticinese a vagliare l’eventualità che vi siano gli estremi per aprire una procedura a carico del governo. Secondo il codice penale svizzero (art. 312), l’abuso di autorità si verifica se i membri di una autorità od i funzionari abusano della loro carica per procurare a sé o agli altri un indebito profitto o per procurare danno ad altri.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
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		<title>Ristorni: se non paga il Ticino pagherà Berna</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 18:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lega dei Ticinesi]]></category>
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Ha vinto la linea dura della Lega dei Ticinesi, che ignorando le manifestazioni di solidarietà dei cugini lombardi, ha ottenuto il blocco di metà dei ristorni delle tasse dei frontalieri dovuti ai comuni italiani ...]]></description>
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<p><strong></p>
<div id="attachment_11723" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2011/06/Consiglio-di-Stato-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-11723" title="Consiglio-di-Stato-1" src="/wp-content/uploads/2011/06/Consiglio-di-Stato-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il governo ticinese (foto L. Holländer)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Ha vinto la linea dura della Lega dei Ticinesi, che ignorando le manifestazioni di solidarietà dei cugini lombardi, ha ottenuto il blocco di metà dei ristorni delle tasse dei frontalieri dovuti ai comuni italiani di frontiera. “Dell’Italia non ci fidiamo,” aveva detto Giuliano Bignasca dopo il voto del Parlamento italiano che chiedeva la normalizzazione delle relazioni con la Svizzera.</strong></p>
<p><span id="more-11722"></span>E ora per ottenere la normalizzazione, il governo ticinese ha deciso a maggioranza di versare solo metà della somma dovuta all’Italia. L’altra metà sarà depositata su di un conto vincolato, fino all’apertura di negoziati con l’Italia che portino a una revisione dell’accordo sulla doppia imposizione e sull’impiego delle tasse prelevate ai frontalieri, accordo vecchio ormai di 30 anni  e che va riveduto.</p>
<p>La linea intransigente è stata portata avanti soprattutto dai due ministri leghisti Marco Borradori e Norman Gobbi, mentre la presidente del governo Laura Sadis (liberale-radicale) e il socialista Manuele Bertoli erano per il rispetto degli accordi. Chi ha fatto pendere l&#8217;ago della bilancia in favore del blocco sembra sia stato il neo eletto esponente del Partito popolare democratico Paolo Beltraminelli, che per votare ha dovuto rientrare precipitosamente dalle vacanze (che sta trascorrendo &#8211; ironia della sorte &#8211; proprio in Italia).</p>
<p>Dal punto di vista strettamente giuridico, per quel che riguarda i rapporti con l’Italia, la decisione del governo ticinese non ha comunque nessun rilievo. L’articolo 54 della Costituzione svizzera stabilisce lapidariamente che “gli affari esteri competono alla Confederazione.” Controparte del trattato con l’Italia che definisce quanto debba venir versato è la Confederazione. Il governo federale ha già ripetutamente segnalato che, pur condividendo le richieste ticinesi, intende rispettare gli accordi in vigore fino a quando non siano stati modificati nell’ambito di normali trattative.</p>
<p>La decisione odierna è una decisione dura nei confronti di Roma solo dal punto di vista propagandistico . Servirà sicuramente a soddifare la platea leghista, che potrà dire: “a ghem fai vedé chi ca sem”. Dal punto di vista giuridico la decisione pone il Ticino in conflitto non con l’italia, ma con  Berna.  Infatti nei prossimo giorni la ministra delle finanze ticinese Laura Sadis dovrà incontrarsi con l’omologa federale Eveline Widmer-Schlumpf per definire come procedere.</p>
<p>Paolo Beltraminelli intanto sembra sia tornato in Sardegna per terminare le vacanze. Speriamo che possa riposarsi in pace, senza essere importunato da un arresto da parte della Guardia di finanza per violazione di trattato internazionale.</p>
<p><strong>Mario Besani</strong></p>
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