Taxi: legali i trasporti transfrontalieri

(foto cc Samuel Negredo)

I tassisti italiani hanno il diritto, per 90 giorni in un anno civile, di trasportare persone dall’Italia in Svizzera e, su prenotazione, di venirle a prendere. Non sono invece autorizzati a trasportare passeggeri sul solo territorio svizzero (trasporti interni). Le autorità ticinesi preposte ai controlli sono responsabili dell’osservanza di queste disposizioni.

Questa la risposta del governo di Berna all’interpellanza inoltrata dal deputato della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri in merito alla presenza in Ticino di tassisti italiani. La regolamentazione in vigore è prevista dagli accordi bilaterali del 1999 con l’intenzione di agevolare, a favore dei cittadini degli Stati membri della Comunità europea e della Svizzera, la prestazione di servizi sul territorio delle parti contraenti, segnatamente a liberalizzare la prestazione di servizi di breve durata e a garantire le stesse condizioni di vita, di occupazione e di lavoro di cui godono i cittadini nazionali.

Quanto alle difficoltà riscontrate, secondo l’interpellante, dai tassisti ticinesi che offrono gli stessi servizi, il Consiglio federale ha assicurato di volersi impegnare affinché i tassisti svizzeri possano esercitare la propria attività legalmente anche all’estero. Nel caso in cui dovessero essere riscontrate disparità di trattamento da parte delle autorità italiane preposte ai controlli, le autorità federali svizzere potrebbero intervenire, sulla base di circostanziate notifiche, presso le autorità italiane.

Il mancato uso di un odocronografo da parte dei tassisti italiani non costituisce un pregiudizio. Il Consiglio federale precisa che la Convenzione sulla circolazione stradale conclusa a Vienna l’8 novembre 1968 impone alle parti contraenti di lasciar circolare sul proprio territorio tutti i veicoli che rispondono ai requisiti minimi in essa definiti. La Svizzera non può quindi chiedere ai conducenti italiani che effettuano trasporti transfrontalieri di persone a titolo professionale di equipaggiare il proprio veicolo con un odocronografo. Essi devono comunque osservare le disposizioni concernenti la durata massima di guida giornaliera e settimanale ammessa, le pause, i periodi di risposo quotidiani e il giorno di riposo settimanale. Per consentire alle autorità svizzere preposte ai controlli di verificare il rispetto di tali prescrizioni, i tassisti italiani devono tenere un libretto di lavoro. Il Consiglio federale ritiene che queste disposizioni siano sufficienti e adeguate.

Red.