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	<title>infoinsubria &#187; Ticino</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Roulottes fisse: in Ticino troppi limiti e allora…</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2014 15:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Molti turisti provenienti dal nord delle Alpi, vorrebbero sostare con le loro roulottes durante diversi mesi nei campeggi del canton Ticino. Tuttavia, le disposizioni cantonali limitano al 30% i posti fissi. La ...]]></description>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_37034" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2014/04/Schermata-04-2456774-alle-17.10.36.png"><img class="size-medium wp-image-37034" title="Schermata 04-2456774 alle 17.10.36" src="/wp-content/uploads/2014/04/Schermata-04-2456774-alle-17.10.36-300x185.png" alt="" width="300" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Un camping in riva al Lago Ceresio (Lugano)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Molti turisti provenienti dal nord delle Alpi, vorrebbero sostare con le loro roulottes durante diversi mesi nei campeggi del canton Ticino. Tuttavia, le disposizioni cantonali limitano al 30% i posti fissi. La conseguenza è che molti turisti proseguono verso sud.<span id="more-37033"></span></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>I gestori dei campeggi ticinesi sono seccati. Con l’approssimarsi della stagione estiva sono sempre più numerosi i turisti, provenienti dal Nord delle Alpi, che vorrebbero affittare per diversi mesi se non addirittura per alcuni anni, un posto fisso in uno dei campeggi della regione. Tuttavia, la legge cantonale pone limiti molto severi alle roulottes stanziali. Ciò significa che molti si dirigono verso i campeggi del Lago di Como dove invece non ci sono particolari problemi a ottenere un posto fisso.</p>
<p>Campeggi o baraccopoli?</p>
<p>Il Cantone Ticino ha messo limiti stretti a questo tipo di turismo per il timore, che alla lunga, i campeggi si trasformino in “baraccopoli”. E’ consuetudine, infatti, che davanti alle caravan fisse spuntino verande, grill, tendaggi, antenne paraboliche. Una situazione poco edificante soprattutto per la tutela del paesaggio.</p>
<p>Il rischio “campo nomadi” è minimo, risponde un gestore. Il regolamento applicato nei campeggi del TCS ad esempio, prevede che a fine stagione, tutto venga smontato impedendo che le roulottes si trasformino in residenze secondarie. “Ciò che invece è grave -afferma sempre lo stesso gestore, intervistato da Tio.ch- è la perdita in termini economici”. Infatti, l’affitto di un posto fisso vale fino a 3 mila franchi l’anno (2500 euro). Con la crisi attuale per il settore dei campeggi sarebbe una bella boccata d’ossigeno. Ma tant’è. Nell’impossibilità di stabilirsi nel cantone a sud delle Alpi, molti turisti svizzeri, tedeschi e olandesi, proseguono verso altre località come ad esempio i campeggi sul Lago di Como, dove, sembra, non esistano particolari limiti a parcheggiare, anche per lungo tempo, il proprio caravan.</p>
<p><strong>MB</strong></p>
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		<title>Allarme smog in Lombardia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 06:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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Giornata senz’auto a Milano e in 13 comuni dell’hinterland, dove il traffico veicolare sarà bandito dalle 10 alle 18. L’iniziativa, prevista da tempo, coincide con un peggioramento della qualità dell’aria: ...]]></description>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_8856" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="/wp-content/uploads/2011/01/Milano-Sonietta46.jpg"><img class="size-medium wp-image-8856" title="Milano-Sonietta46" src="/wp-content/uploads/2011/01/Milano-Sonietta46-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Duomo (foto cc Sonietta46)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Giornata senz’auto a Milano e in 13 comuni dell’hinterland, dove il traffico veicolare sarà bandito dalle 10 alle 18. L’iniziativa, prevista da tempo, coincide con un peggioramento della qualità dell’aria: dal 13 novembre la concentrazione di polveri sottili ha ininterrottamente superato i limiti di guardia.</strong></p>
<p><span id="more-15760"></span>Lo stop alle auto sarà accompagnato dalla possibilità di usare i mezzi pubblici con un biglietto ordinario singolo per tutto il giorno e tramite il biglietto cumulativo anche nei comuni dell’hinterland attraversati dalla metropolitana. <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os_hAc8OgAE8TIwMDJ2MzAyMPIzdfHw8_Y28jQ_1wkA6zeD9_o1A3E09DQwszV0MDIzMPEyefME8DdxdjiLwBDuBooO_nkZ-bql-QnZ3m6KioCADL1TNQ/dl2/d1/L2dJQSEvUUt3QS9ZQnB3LzZfQU01UlBJNDIwT1RTMzAySEtMVEs5TTMwMDA!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie+new/mobilita%2C+ambiente%2C+arredo+urbano%2C+verde/20_novembre_domenica_piedi">Il Comune di Milano e quelli dell&#8217;area metropolitana hanno previsto una serie di iniziative</a>, come l&#8217;ingresso gratuito nelle piscine e in molti musei, feste e giochi di strada per bambini e tanti altri appuntamenti.</p>
<p>Pochissime le eccezioni previste al divieto. Chi si reca a Milano dovrà quindi posteggiare in un posteggio situato al capolinea di una linea di trasporti pubblici e continuare con questi, oppure procurarsi un’auto elettrica, una bicicletta o un veicolo in car sharing. Sono previste numerose offerte speciali.</p>
<p>Nessun provvedimento è stato previsto a Como, che presenta la stessa situazione di Milano. In novembre la concentrazione di polveri sottili dovuta all’entrata in funzione dei riscaldamenti, al traffico e all’alta pressione in novembre ha oltrepassato la soglia di 50 microgrammi per metro cubo d&#8217;aria per ben otto volte. Quest’anno le giornate fuorilegge sono già 53, contro 42 lo scorso anno. Un po’ migliore la ssalute dell’aria a Varese, che secondo i dati raccolti dall’<a href="http://ita.arpalombardia.it/ITA/qaria/doc_DatiRete.asp">Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Lombardia (Arpa)</a> si trova al di fuori dall’area maggiormente inquinata.</p>
<p>Anche a Chiasso nella scorsa settimana i valori limite delle polveri sottili è stato ripetutamente superato, come risulta dai rilevamenti effettuati dall’<a href="http://www4.ti.ch/dt/da/spaas/temi/oasi/tema/tema/">Osservatorio ambientale della Svizzera italiana (Oasi)</a>. Un po’ migliore la situazione di Mendrisio, mentre l’inquinamento risulta moderato nel Luganese e nel piano di Magadino.</p>
<p>L&#8217;inquinamento formato dalle polveri sospese in aria, con diametro aerodinamico inferiore ai 10 micrometri (PM10) è caratteristico dei mesi invernali, quando la situazione meteorologica (in particolare l&#8217;inversione termica) impedisce il ricircolo dell&#8217;aria e favorisce l&#8217;arricchirsi delle sostanze inquinanti nell&#8217;atmosfera. Le polveri sottili sono dannose per la salute in quanto le loro dimensioni sono tali da essere respirabili. Più è piccola una particella e più essa riesce a penetrare nel sistema respiratorio fino a raggiungere gli alveoli polmonari.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
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		<title>Ticino: iniziativa per salari minimi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 18:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[In Ticino salari al di sotto di 2000 franchi al mese non sono una rarità. Lo hanno denunciato i responsabili del sindacato Unia nel corso di una conferenza stampa indetta per presentare il lancio dell’iniziativa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2011/01/Trasfor-Molinazzo-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-8806 alignleft" title="Trasfor-Molinazzo-1" src="/wp-content/uploads/2011/01/Trasfor-Molinazzo-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>In Ticino salari al di sotto di 2000 franchi al mese non sono una rarità. Lo hanno denunciato i responsabili del sindacato Unia nel corso di una conferenza stampa indetta per presentare il lancio dell’iniziativa popolare per un salario minimo di Fr. 4000 al mese.</strong></p>
<p><span id="more-8802"></span>Il segretario Saverio Lurati e il responsabile per il settore metalmeccanico dell’Unia Rolando Lepori hanno illustrato le loro affermazioni con diversi casi concreti. Per esempio quello della Ticomel di Mendrisio, una fabbrica che produce componenti per l’elettronica, dove per la prima assunzione verrebbe offerto un salario lordo di Fr. 2100.-. Tolti i contributi, si scivola sotto i Fr. 2000. Oppure la Diamond di Losone, che con 250 dipendenti produce fibre ottiche. Una ditta attiva in un settore di punta, ma con dei salari tutt’altro che tali, almeno a giudicare dalle informazioni fornite dai sindacalisti: Fr. 2230.- al mese per le prime assunzioni.</p>
<p>Si tratta ovviamente di salari con i quali in Ticino non si può vivere, e che vengono offerti soprattutto ai frontalieri, che in queste ditte rappresentano fino al 90% delle maestranze. Siamo dunque di fronte a casi di dumping salariale? Perché non si chiede l&#8217;intervento dell’autorità di sorveglianza sul mercato del lavoro? Non servirebbe a nulla, perché in queste ditte i salari erano già a questi livelli prima dell’entrata in vigore dei bilaterali, e quindi, secondo la nozione di dumping salariale prevista dalle misure di accompagnamento, è tutto regolare.</p>
<p>Un caso particolare è poi quello della Trasfor, che a Molinazzo di Monteggio produce trasformatori e induttori per navi e treni. La ditta, che impiega circa 300 dipendenti, attraverso l’associazione padronale di cui fa parte, ha sottoscritto la convenzione collettiva di lavoro del settore metalmeccanico, e deve quindi versare i salari stabiliti contrattualmente a livello svizzero. In occasione della cena aziendale di Natale, la direzione della ditta ha chiesto agli operai presenti di accettare di lavorare due ore e mezza in più alla settimana senza compensazione salariale, per far fronte alle difficoltà create dalla rivalutazione del franco. Presi di sorpresa, gli operai hanno accettato.</p>
<p>Questo modo di procedere non ha però incontrato l’approvazione dei sindacati. Per sottolineare il proprio disaccordo, il sindacato Unia ha inscenato una piccola dimostrazione davanti ai cancelli, mentre Ocst ha criticato l’operato della ditta in un comunicato. Nei prossimi giorni è previsto un incontro con la direzione.</p>
<p><strong>Non ha senso cercare di far concorrenza alla Cina o all’India</strong></p>
<div id="attachment_8807" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><strong><strong><a href="/wp-content/uploads/2011/01/Saverio-Lurati-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-8807" title="Saverio-Lurati-2" src="/wp-content/uploads/2011/01/Saverio-Lurati-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Il segretario dell&#39;Unia Saverio Lurati</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>Secondo i sindacalisti dell’Unia, le situazioni menzionate non rappresentano che la punta dell’iceberg, e dimostrano l’urgenza di stabilire un minimo salariale legale al di sotto del quale non sia possibile scendere. Una obiezione inevitabile sarà quella della diminuzione di competitività per il settore produttivo che questa richiesta comporta. Per Saverio Lurati l’industria ticinese non deve cercare di far concorrenza alla Cina o all’India a livello salariale, ma piuttosto cercare di sviluppare la produzione di beni ad alto valore aggiunto.</p>
<p>Per il Ticino, la rivendicazione di un salario minimo acquista un significato particolare. Il livello salariale ticinese è infatti in fondo alla classifica nazionale. I salari degli uomini sono inferiori del 15% alla media svizzera; quelli delle donne del 20%. Un divario che per gli iniziativisti non ha nessuna giustificazione, visto che il costo della vita in Ticino non si scosta da quello svizzero.</p>
<p><strong>Michele Andreoli</strong></p>
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		<title>Intervista con Dario Galli, presidente della Regio Insubrica (VIDEO)</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2010/05/senza-il-ticino-la-regio-muore/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 07:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista con Dario Galli, presidente di turno della Regio Insubrica, sul futuro della Comunità di lavoro transfrontaliera Regio Insubrica. Vedi anche  la trascrizione completa dell&#8217;intervista.
Intervista: Michele Andreoli, riprese: Vito Robbiani
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista con Dario Galli, presidente di turno della Regio Insubrica, sul futuro della Comunità di lavoro transfrontaliera Regio Insubrica. <a href="http://wp.me/pU63f-11U">Vedi anche  la trascrizione completa dell&#8217;intervista.</a></p>
<p>Intervista: Michele Andreoli, riprese: Vito Robbiani</p>
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		<title>Il Ticino lascerà la Regio Insubrica?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 07:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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La possibilità è stata fatta balenare dal membro del Governo ticinese Marco Borradori al termine dell&#8217;ultima riunione dell&#8217;Ufficio presidenziale della Comunità di lavoro. &#8220;La Regio deve cambiare, altrimenti tanto vale lasciarla&#8221;,  ha commentato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3377" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><strong><a href="/wp-content/uploads/2010/05/cartina.jpg"><img class="size-medium wp-image-3377" title="cartina" src="/wp-content/uploads/2010/05/cartina-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">La Regio Insubrica</p></div>
<p><strong>La possibilità è stata fatta balenare dal membro del Governo ticinese Marco Borradori al termine dell&#8217;ultima riunione dell&#8217;Ufficio presidenziale della Comunità di lavoro. &#8220;La Regio deve cambiare, altrimenti tanto vale lasciarla&#8221;,  ha commentato il capo del Dipartimento del territorio uscendo dalla sala riunioni dell&#8217;Istituto agrario cantonale di Mezzana, sede della Regio Insubrica.</strong></p>
<p><strong><span id="more-3376"></span></strong>Durante l&#8217;incontro sono state nuovamente affrontate le divergenze in merito alla figura del segretario generale Roberto E. Forte. È noto che il presidente della Regio Insubrica, il presidente della Provincia di Varese Dario Galli, auspica un avvicendamento. Non sono però state prese decisioni, e quindi se ne riparlerà, al più tardi in occasione dell&#8217;assemblea generale di giugno.</p>
<p>Il vero problema è però quello dell&#8217;incisività dell&#8217;operato della Comunità di lavoro. Le autorità ticinesi spingono da tempo per un rilancio delle attività della Regio Insubrica. L&#8217;affievolirsi della disponibilità delle autorità federali svizzere a tutelare gli interessi di un cantone periferico e di cultura minoritaria come il Ticino, mette i governanti del Cantone di fronte alla necessità prendere maggiormente l&#8217;iniziativa per creare nuove prospettive di crescita. Una maggiore integrazione con l&#8217;Insubria, una delle regioni economicamente più dinamiche d&#8217;Europa, rappresenta per l&#8217;economia ticinese una prospettiva da non trascurare.</p>
<p>Le autorità di Bellinzona cominciano forse a chiedersi se le province, che formano con il Cantone Ticino la Comunità di lavoro, siano il partner giusto per arrivare a dei risultati. In molti campi il Ticino dispone delle prerogative di uno stato sovrano. Le province sono entità con competenze soprattutto amministrative, che non hanno voce in capitolo su molti temi importanti, basti pensare alla vicenda dello scudo fiscale. Per il Ticino il partner istituzionale appropriato è piuttosto la Regione Lombardia. Si tratta quindi di meglio definire l&#8217;ambito in cui affrontare determinati problemi. La Regio ha ottenuto risultati apprezzabili nel campo della promozione turistica, o nella creazione di strumenti per facilitare la collaborazione a livello economico o di ricerca. Il confronto in corso sulle finalità e l&#8217;assetto organizzativo della Regio potrebbe rivelarsi una crisi salutare. Ma se la Comunità di lavoro non riuscirà a trovare la strada del rilancio, il sogno di creare, nella regione dei laghi prealpini, un polo in grado di resistere alla forza di attrazione di centri come Zurigo o Milano potrebbe rimanere tale.</p>
<p><strong>Michele Andreoli</strong></p>
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		<title>Tyson in Ticino</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 11:07:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ex campione mondiale dei pesi massimi, Mike Tyson, arriva in Ticino. Soggiornerà la notte del 23 gennaio all’Albergo Giardino di Ascona, e come scrive oggi laRegioneTicino, l&#8217;hotel aprirà eccezionalmente per lui le proprie porte, attualmente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2010/01/mike_tyson_festival_de_cannes.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1794" title="Mike_Tyson_festival_de_Cannes" src="/wp-content/uploads/2010/01/mike_tyson_festival_de_cannes.jpg" alt="" width="78" height="120" /></a>L&#8217;ex campione mondiale dei pesi massimi, Mike Tyson, arriva in Ticino. Soggiornerà la notte del 23 gennaio all’Albergo Giardino di Ascona, e come scrive oggi laRegioneTicino, l&#8217;hotel aprirà eccezionalmente per lui le proprie porte, attualmente chiuse per la pausa invernale.<span id="more-1793"></span><br />
</strong></p>
<p>L&#8217;arrivo di Tyson in Ticino è previsto per il 23 di sabato pomeriggio. Arriverà da Roma, dove sarà ospite in tv. Al suo seguito ci sarà una decina di persone. L&#8217;icona del pugilato dormirà nel prestigioso “5 stelle”, già sede del ritiro della Nazionale germanica durante gli europei del 2008. Il soggiorno di Tyson in Ticino proseguirà con una cena al ristorante Seven, e infine una lunga notte di divertimento alla discoteca Vanilla di Riazzino,  che sarà così il primo locale svizzero (e il terzo in Europa) a vantare una comparsata di Tyson. <strong>Da:Tio.ch</strong></p>
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		<title>Scudo: lista nera, qualcuno gioca sporco</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2009/11/lista-nera-qualcuno-gioco-sporco/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A chi è utile sbandierare l’esistenza di una lista nera di correntisti facoltosi italiani che hanno i loro soldi in Svizzera? Sicuramente non  certo alle banche elvetiche che rischierebbero –divulgando i nomi- il loro suicidio. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A chi è utile sbandierare l’esistenza di una lista nera di correntisti facoltosi italiani che hanno i loro soldi in Svizzera? Sicuramente non  certo alle banche elvetiche che rischierebbero –divulgando i nomi- il loro suicidio. Di certo conviene di più a chi i soldi depositati nei forzieri luganesi li vuole riportare in Patria e subito. <span id="more-1589"></span></strong></p>
<p>Milano Finanza (MF) torna all’ attacco. Dopo l’articolo pubblicato ieri secondo il quale ambienti non ben identificati starebbero per rendere pubblica una lista nera di facoltosi evasori italiani in Svizzera, oggi il foglio milanese afferma che un anonimo lettore avrebbe offerto al giornale, dietro compenso, un dischetto con diversi nominativi e relativi conti. Insomma, sul mercato ci sarebbero degli intermediari pronti a cedere al miglior offerente -come fu il caso dell’ ex-bancario del Liechtenstein che vendette al fisco di Berlino la lista degli evasori tedeschi- il CD con le registrazioni di noti e facoltosi evasori italiani. Nulla si può più escludere in questa guerra fiscale italo-elvetica. E’ verosimile (come scrive MF) che qualche bancario italiano in Svizzera temendo di perdere il posto, per vendicarsi ricorra a simili stratagemmi. Tuttavia, l’operazione, appare fin troppo ben orchestrata. Finanzieri infiltrati in Ticino che però nessuno ha mai visto, un ex-banchiere anonimo che minaccia dalle pagine del Blick che se “aprisse il proverbiale libro” non ci sarebbe più pace per nessuno in Italia specialmente per i politici e per i grandi imprenditori. Ora, arriva anche la lista nera degli evasori. Insomma, la strategia della paura potrebbe essere figlia dello stesso padre: il ministero delle finanze italiano e il suo titolare, Giulio Tremonti. Non per nulla il deflusso di capitali dalla Svizzera verso l’Italia, non sembra arrestarsi. Una vera emorragia di soldi dettata più dal timore che da una valutazione razionale della situazione. Il rimpatrio giuridico<a href="http:/ellieglialtri.wordpress.com/2009/10/16/scudo-da-svizzera-ammesso-anche-rimpatrio-giuridico/" target="_self"> </a>per il cliente italiano è una realtà anche se le circolari del ministero si sono guardati bene dal pubblicizzarlo preferendo rimanere nel vago proprio per alimentare la confusione. Il segreto bancario è ancora in vigore e continua a garantire la privacy dei clienti. Non c’è che dire! La disinformazione sta sicuramente raggiungendo i suoi obbiettivi: intimorire, disorientare, incassare. D’altronde, se la regia sta veramente a Roma, il regista è uno che di queste cose se ne intende avendo fatto per anni la spola fra Sondrio, Milano e Lugano. Uno, insomma, che sa giocare sporco.</p>
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		<title>Ticino: treni in panne</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 20:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[FFS]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata ripristinata, poco dopo le 13.30, l&#8217;erogazione di corrente sulla rete delle FFS in Ticino: è quanto indica un comunicato delle ferrovie federali, in cui si precisa che &#8220;sarà necessario un periodo di circa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; stata ripristinata, poco dopo le 13.30, l&#8217;erogazione di corrente sulla rete delle FFS in Ticino: è quanto indica un comunicato delle ferrovie federali, in cui si precisa che &#8220;sarà necessario un periodo di circa un&#8217;ora e trenta minuti per riprendere a pieno regime l&#8217;esercizio ferroviario&#8221;.<span id="more-1098"></span><br />
</strong></p>
<p>La caduta di tensione si è verificata verso le 12.30 &#8220;nell&#8217;ambito di lavori di manutenzione sulla linea del San Gottardo&#8221;. Quattro convogli a lunga percorrenza sono rimasti fermi sui binari e hanno dovuto essere evacuati. I treni regionali TILO sono invece rimasti nelle stazioni, mentre tra Göschenen e Bellinzona è stato allestito un servizio sostitutivo di autobus. Le cause del guasto, si legge nella nota, sono al vaglio degli esperti delle FFS.</p>
<p>(ats)</p>
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		<title>Ticino: lavoro nero a livelli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 20:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilaterali]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro nero]]></category>
		<category><![CDATA[OCST]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono migliorate le condizioni del lavoratore del Corno d&#8217;Africa feritosi dopo essersi gettato ieri da un parapetto per sfuggire ai controlli degli ispettori del lavoro. Ma i sindacati denunciano: “l’illegalità sul lavoro in Ticino è a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono migliorate le condizioni del lavoratore del Corno d&#8217;Africa feritosi dopo essersi gettato ieri da un parapetto per sfuggire ai controlli degli ispettori del lavoro. Ma i sindacati denunciano: “l’illegalità sul lavoro in Ticino è a livelli italiani”.<span id="more-1074"></span><br />
</strong></p>
<p>A meno di 24 ore dalla terribile caduta, per sfuggire al fermo degli ispettori del lavoro, si apprende che le condizioni di salute del giovane operaio eritreo, che ha riportato fratture alla colonna vertebrale, sono migliorate. Il giovane è fuori pericolo di vita.</p>
<p>Tutti tirano, almeno parzialmente, un sospiro di sollievo anche perché non è chiaro quanto gravi siano le lesioni alla schiena del poveretto e quali possano essere le conseguenze a lungo termine.</p>
<p><strong>I sindacati denunciano</strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;">&#8220;Stiamo arrivando ai livelli dell&#8217;Italia&#8221; afferma Gabriele Milani, presidente di Unia (CGIL) che denuncia la gravità del fenomeno del lavoro nero, nel cantone. Il giovane eritreo si è slavato solo per miracolo &#8221;Era in prova da due giorni &#8211; dice Milani &#8211; ha il permesso F e non aveva documenti validi per lavorare”.</span></strong></p>
<p>Milani, punta il dito contro quegli imprenditori (svizzeri ed esteri) che assumono personale senza contratto regolare. Nel caso specifico, la ditta che ha assunto l&#8217;eritreo è ticinese: &#8220;Si occupa della posa di piastrelle ed è del bellinzonese&#8221; afferma Milani.</p>
<p>I sindacati, invitano ora le parti sociali e la politica a unirsi per combattere il lavoro nero e impedire che ci sia una degenerazione del problema. L’incidente di ieri è un preoccupante segnale. Un segnale che secondo l&#8217;OCST, il sindacato cattolico, va ricercato nel fatto che troppi imprenditori approfittano delle condizioni di necessità di molti lavoratori -soprattutto stranieri e magari extracomunitari- che accettano qualsiasi ricatto pur di lavorare. Il lavoro nero, dice l&#8217;OCST, andrebbe contrastato con sanzioni ben più pensanti di quelle attualmente comminate a chi  viola la legge. Sanzioni, che il sindacato ritiene ridicole quando invece ci vorrebbe un forte deterrente per costringere gli imprenditori ad attenersi alle regole.</p>
<p>Ellieglialtri, TiNews</p>
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		<title>Soldi e diamanti tra Como e la Svizzera </title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 06:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[GdF]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
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		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[procuratore]]></category>
		<category><![CDATA[Ticino]]></category>

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		<description><![CDATA[La procura di Como ha chiuso l’inchiesta su una milionaria fuga di capitali all’estero, con tanto di contrabbando di diamanti e oro. In tutto sono 59 le persone accusate &#8211; a vario titolo &#8211; di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La procura di Como ha chiuso l’inchiesta su una milionaria fuga di capitali all’estero, con tanto di contrabbando di diamanti e oro. In tutto sono 59 le persone accusate &#8211; a vario titolo &#8211; di associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e contrabbando.<span id="more-1061"></span><br />
</strong></p>
<p> </p>
<p>Cinque anni di indagine che hanno portato i finanzieri a sequestrare oltre cento chili d’oro, un centinaio di carati di diamanti e ben oltre due milioni di euro in contanti (comprese buste piene di dollari e di sterline inglesi). Numeri che, da soli, non aiutano a comprendere le dimensioni del giro scoperto da gdf e procura (l’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Mariano Fadda), le quali nel solo periodo compreso tra ottobre 2004 e novembre 2005 hanno potuto accertare, grazie a intercettazioni telefoniche (ben 65 le utenze ascoltate dagli inquirenti), pedinamenti e sequestri il passaggio da Como ai forzieri del Ticino di almeno 800mila euro ogni giorno, per un totale di oltre 31 milioni di euro in poco più di un anno. Gli investigatori pensano anche di essere riusciti a ricostruire l’organigramma di una sorta di organizzazione (comunque tutta da dimostrare, alla prova dei fatti di un eventuale processo) che si occupava di prendere in deposito i risparmi che decine di imprenditori del nord Italia nascondevano al fisco per inviarli in fiduciarie e banche svizzere o verso i paradisi fiscali.Da: La Provincia</p>
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