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	<title>infoinsubria &#187; segreto bancario</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Le carte dell&#8217;economia ticinese (VIDEO)</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2010/04/il-ticino-ha-delle-buone-carte-da-giocare-anche-senza-segreto-bancario/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 13:00:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In occasione della tavola rotonda organizzata all&#8217;Università della Svizzera italiana da Global Opportunity Investments SA e  Taurus Asset Management si è parlato anche del futuro della piazza finanziaria di Lugano. Infoinsubria ha avvicinato l&#8217;avvocato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della <a href="/2010/03/la-germania-la…rnare-al-marco/ ">tavola rotonda</a> organizzata all&#8217;Università della Svizzera italiana da Global Opportunity Investments SA e  Taurus Asset Management si è parlato anche del futuro della piazza finanziaria di Lugano. <span id="more-203"></span>Infoinsubria ha avvicinato l&#8217;avvocato e finanziere Tito Tettamanti per raccogliere la sua opinione sui punti di forza dell&#8217;economia ticinese (VIDEO INFOINSUBRIA).</p>
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		<title>Piazza finanziaria svizzera: fondi neri addio?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 13:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7161" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2010/11/ZH_CS_Paradeplatz.jpg"><img class="size-medium wp-image-7161" title="ZH_CS_Paradeplatz" src="/wp-content/uploads/2010/11/ZH_CS_Paradeplatz-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">Zurigo Paradeplatz, il cuore della piazza finanziaria svizzera</p></div>
<p><strong>Le piccole banche e fiduciarie svizzere specializzate nell&#8217;amministrazione di depositi stranieri non dichiarati vanno incontro a tempi duri. Lo affermano gli specialisti chiamati ad esaminare le conseguenze della &#8220;strategia del denaro pulito&#8221; che la piazza finanziaria svizzera  sta progressivamente adottando.</strong></p>
<p><span id="more-7160"></span> Nel corso di un convegno tenutosi a Zurigo la scorsa settimana, su cui riferisce la Neue Zürcher Zeitung del 6 novembre, un centinaio di specialisti invitati dalla Ernst and Young ha cercato di immaginare le conseguenze di questo cambiamento di rotta.</p>
<p>La &#8220;strategia del denaro pulito&#8221; era stata anticipata in primavera dal presidente del partito liberale radicale Fulvio Pelli. Concretamente essa prevede che la Svizzera in futuro si impegni a non più accettare denaro in fuga dal fisco dei paesi vicini, mentre per i soldi neri che giacciono nei forzieri delle banche svizzere si vuole negoziare una legalizzazione, accompagnata dal versamento di una tassa liberatoria.</p>
<p>Si tratta in fondo di uno scudo fiscale, questa volta non imposto dall&#8217;estero, ma gestito direttamente dalla Svizzera stessa. I rappresentanti delle grosse banche si sono detti fiduciose di poter affrontare la sfida. Secondo gli esperti il deflusso di fondi neri verso paradisi fiscali più sicuri, come Singapore o Hongkong non va sopravalutato. Sarà difficile che il dentista tedesco che ha nascosto mezzo milione in Svizzera si prenda la briga di trasferire il suo gruzzolo in Oriente. Diverso è il discorso per le società che dispongono di depositi più ingenti. Ma è immaginabile pure che la possibilità di legalizzare i mezzi che sono stati nascosti alle tasse possa portare in Svizzera nuovi fondi provenienti proprio da questi paradisi fiscali.</p>
<p>Vantaggi e svantaggi insomma potrebbero compensarsi. E a lunga scadenza, affermano gli specialisti, la piazza finanziaria svizzera potrebbe approfittarne, acquistando maggiore libertà d&#8217;azione sui mercati esteri, mettendo in campo la qualità e la professionalità delle proprie prestazioni.</p>
<p>Non tutti gli attuali attori della piazza finanziaria saranno in grado di addattarsi senza problemi alla nuova situazione. I piccoli istituti finanziari e le fiduciarie che si dedicano soprattutto all&#8217;amministrazione di soldi nascosti al fisco potrebbero andare incontro a tempi difficili. All&#8217;insegna di una fase di consolidamento, secondo lo studio, si assisterà a una concentrazione delle attività nelle mani delle istituzioni più solide e meglio in grado di dimostrarsi concorrenziali a livello internazionale.</p>
<p><strong>Michele Andreoli</strong></p>
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		<title>Il segreto bancario è morto, viva l’evasione fiscale.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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<p><strong></p>
<div id="attachment_2026" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="/wp-content/uploads/2010/03/paradeplatz_bahnhohstrasse.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2026" title="Paradeplatz_Bahnhohstrasse" src="/wp-content/uploads/2010/03/paradeplatz_bahnhohstrasse.jpg" alt="" width="150" height="94" /></a><p class="wp-caption-text">Zurigo Paradeplatz</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>La piazza finanziaria svizzera è da mesi sotto una terribile pressione. Il segreto bancario sta vacillando. Eppure, gli gnomi della Bahnhofstrasse, non demordono. Infatti, stanno promuovendo un nuovo strumento per aiutare i cittadini esteri -soprattutto i più ricchi- a continuare a evadere il fisco del loro paese. Si tratta del segreto assicurativo.<span id="more-2025"></span><br />
</strong></p>
<p>Non si può certo dire che i banchieri svizzeri stiano con le mani in mano. Messi sotto pressione dallo scandalo UBS, dalla crisi finanziaria mondiale, dallo scudo Tremonti e ora dai CD con i conti segreti che la Germania sta comprando da ignoti trafficanti, hanno pensato bene di correre ai ripari. Hanno delegato alla politica e in particolare al governo federale le estenuanti e spesso infruttuose trattative diplomatiche. Loro, discretamente, hanno studiato le contromosse per salvare il salvabile.</p>
<p>Polizze vita su misura</p>
<p>Ed ecco farsi strada le polizze vite. Strumenti formidabili, adatti soprattutto a facoltosi cittadini stranieri poco inclini a farsi pizzicare dal fisco dei paesi di origine.</p>
<p>Il sistema è abbastanza semplice: le polizze, vengono messe sul mercato internazionale attraverso filiali estere, domiciliate in Lichtenstein, Singapore o Lussemburgo. A venderle, su queste piazze, ci pensano banche private, fiduciari o avvocati d’affari.<br />
Il premio “una tantum” che il cliente estero versa, viene investito dalla compagnia svizzera presso un amministratore di patrimoni (una banca svizzera). Se a decidere la strategia di investimento è il cliente, il proprietario legale del denaro diventa la società assicurativa. Il nome dell&#8217;assicurato, infatti, non compare nei conti. Diventano così inutili anche eventuali fughe di notizie come i CD piratati e venduti alla Germania. Impossibile o quasi identificare il vero beneficiario del conto.</p>
<p>Capito il giochino? Invece di portare la valigetta in una banca svizzera, e aprire un conto cifrato, ormai sempre più a rischio, basta sottoscrivere un’assicurazione-vita e farci affluire i propri soldi. Il vantaggio, non è solo quello di evadere il fisco. Gli assicurati, essendo, cittadini stranieri, in Svizzera non pagano le tasse sugli interessi derivanti dal capitale assicurato. I cittadini francesi, poi, visto che nel loro paese non esiste la tassa di successione sulle assicurazione-vita, fanno pure un bel regalo ai loro eredi.<br />
Nuova offensiva anti-elvetica?</p>
<p>Le grandi compagnie assicurative elvetiche, anche se non sempre in modo esplicito, fanno intendere che il “business” sta andando a gonfie vele. Zurich ad esempio ha comunicato che nel 2009 l’afflusso netto di nuovi fondi è stato pari a 186 milioni di dollari. Anche Swiss Life si dice molto soddisfatta: durante gli ultimi quattro anni il valore delle polizze vita è passato da qualche centinaio di milioni a 12 miliardi di franchi.<br />
L’ampliarsi del fenomeno, sta però insospettendo il fisco di mezza Europa. Nei paesi dell’UE le assicurazioni-vita sono legali. Tuttavia, se queste diventano uno strumento per evadere il fisco allora si rischia, in un prossimo futuro, una nuova offensiva simile a quella scatenata contro il segreto bancario.  E’ quantomeno ciò che prevedono diversi esperti finanziari. Di tutt’altro avviso sono invece gli assicuratori svizzeri convinti della bontà del loro nuovo “ritrovato”. “Noi sollecitiamo i clienti stranieri ad annunciare al fisco la loro intenzione di sottoscrivere un’assicurazione-vita. Più trasparenti di così!” E ancora. “Ogni stato ha tutto l’interesse che i propri cittadini si preoccupino della loro previdenza”.</p>
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		<title>Caso HSBC: la Francia fa marcia indietro</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 21:17:02 +0000</pubDate>
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La possibile ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/12/geneve_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1762" title="Geneve_" src="/wp-content/uploads/2009/12/geneve_.jpg?w=300" alt="" width="300" height="196" /></a>La giustizia francese ha accettato di trasmettere a quella svizzera i documenti sequestrati all&#8217;inizio dell&#8217;anno in casa di Hervé Falciani, l&#8217;ex-impiegato della banca HSBC accusato del furto di dati presso la succursale ginevrina.<span id="more-1761"></span><br />
 </strong></p>
<p>La possibile utilizzazione di questo materiale da parte delle autorità fiscali francesi ha suscitato tensioni tra Parigi e Berna.  La disponibilità a trasferire le informazioni è stata comunicata oggi dal procuratore generale di Aix-en-Provence, François Faletti. I documenti erano chiesti da Berna nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine sulla banca d&#8217;affari HSBC Private Bank (Svizzera). Faletti ha ricordato che la Francia aveva dato seguito a parte della richiesta elvetica già a inizio anno, dopo la perquisizione eseguita il 20 gennaio su domanda delle autorità svizzere. Il verbale degli interrogatori e della perquisizione erano stati trasmessi a Berna.  La Francia trasmetterà ora gli «altri elementi complementari», ossia i file informatici sequestrati, «molto rapidamente». In Francia, Falciani è sospettato di riciclaggio. L&#8217;inchiesta svizzera si concentra invece sull&#8217;aspetto informatico (pirateria). Hervé Falciani, informatico franco-italiano di 38 anni, ha consegnato alle autorità francesi una lista che dovrebbe contenere i dati di 130&#8242;000 clienti di HSBC, fra i quali, oltre a francesi, anche molti colombiani e italiani nonché funzionari cinesi.</p>
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		<title>Banche svizzere: mai più soldi non dichiarati</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:32:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mai più soldi non dichiarati al fisco su conti bancari elvetici: è l&#8217;obiettivo del presidente dell&#8217;Associazione svizzera dei banchieri (ASB) Patrick Odier. &#8220;Dobbiamo introdurre un nuovo modello di affari basato sull&#8217;onestà fiscale al momento dell&#8217;accettazione di nuovi fondi&#8221;, ha spiegato Odier in un&#8217;intervista pubblicata oggi dalla &#8220;NZZ am Sonntag&#8221;.<span id="more-1609"></span><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dettagli non sono ancora stati elaborati, ma secondo il banchiere è ad esempio pensabile che i clienti debbano dichiarare per iscritto di aver regolarmente annunciato all&#8217;autorità tributaria i loro averi. Una normativa di questo tipo dovrebbe valere per il denaro proveniente da paesi con cui la Svizzera ha un accordo di imposizione alla fonte. Se la sfera privata dei clienti sarà protetta a lungo termine la maggioranza delle banche sarà favorevole a misure di questo tipo, si è detto convinto Odier. In tal modo si garantirebbe la confidenzialità dei dati bancari, ciò che assicurerebbe di conseguenza alla piazza finanziaria elvetica un vantaggio concorrenziale, ha aggiunto il successore di Pierre Mirabaud. L&#8217;obiettivo è imporre l&#8217;imposta alla fonte quale alternativa allo scambio automatico di informazioni propugnato dall&#8217;UE. ATS</p>
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		<title>Tremonti e il segreto di Pulcinella</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 21:29:42 +0000</pubDate>
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Il ministro italiano dell&#8217;economia, Giulio Tremonti, da Lussemburgo &#8211; dove ha partecipato alla riunione dell&#8217;Ecofin &#8211; insiste: l&#8217;euroritenuta (imposta sui conti esteri dai Paesi europei che non partecipano al sistema Ue di scambio di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_1482" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1482" href="/2009/10/tremonti-e-il-segreto-di-pulcinella/g-20_london_summit_2009-3/"><img class="size-medium wp-image-1482" title="G-20_London_Summit_2009" src="/wp-content/uploads/2009/10/g-20_london_summit_20092.jpg?w=300" alt="G-20 Londra, 2009" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">G-20 Londra, 2009</p></div>
<p><strong>Il ministro italiano dell&#8217;economia, Giulio Tremonti, da Lussemburgo &#8211; dove ha partecipato alla riunione dell&#8217;Ecofin &#8211; insiste: l&#8217;euroritenuta (imposta sui conti esteri dai Paesi europei che non partecipano al sistema Ue di scambio di informazioni) &#8220;é stata evasa sistematicamente, perché il gettito non corrisponde alle grandezze macroeconomiche e al comune buon senso&#8221;.</strong><span id="more-1477"></span></p>
<p>&#8220;L&#8217;euroritenuta<a href="http:/tutorossi.wordpress.com/2009/06/16/euroritenuta-tremonti-svizzera-ticino-e-lugano/" target="_self"> </a>- ha ribadito Tremonti &#8211; è stato il prezzo che l&#8217;Europa ha imposto per il mantenimento del segreto bancario in alcuni Paesi, compreso la Svizzera. Ma è stato un compromesso verso il basso. Ed il punto vero &#8211; ha aggiunto &#8211; è che l&#8217;euroritenuta è stata anche evasa sistematicamente, e tutti i Paesi ne hanno subito le conseguenze&#8221;. Tremonti ha quindi affermato come l&#8217;Italia sta agendo &#8220;nello spirito del G20&#8243; che ha invitato a cambiare il sistema.</p>
<p>A proposito della possibilità che la Svizzera pensi a ritorsioni verso l&#8217;Italia, anche per le questioni relative allo scudo fiscale e al rientro dei capitali, Tremonti si è limitato a dire: &#8220;Non sono ipotesi contenute nei trattati&#8221;.</p>
<p><strong>Il segreto di Pulcinella</strong></p>
<p>Che Tremonti contesti l’efficacia della tassa, è un fatto evidente soprattutto nel pieno dell’ offensiva che il ministro delle finanze italiano ha lanciato -in particolare- contro il sistema bancario elvetico. D’altra parte, l’euroritenuta è stato il frutto di una lunga trattativa e infine di un accordo che Bruxelles ha sottoscritto con i paesi che dispongono del segreto bancario. Ha ragione Tremonti ad affermare in sostanza che la misura si è rivelata da subito un colabrodo, ma la cosa era da tempo chiara a tutti. Insomma, Tremonti, svela semplicemente il segreto di Pulcinella.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
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		<title>Svizzera salva, Italia con un palmo di naso</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 11:25:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1230" href="http://ellieglialtri.wordpress.com/2009/09/25/svizzera-salva-italia-con-un-palmo-di-naso/800px-8127_-_roma_-_piazza_colonna_-_foto_giovanni_dallorto_29-mar-2008/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1230" title="800px-8127_-_Roma_-_Piazza_Colonna_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto,_29-Mar-2008" src="/wp-content/uploads/2009/09/800px-8127_-_roma_-_piazza_colonna_-_foto_giovanni_dallorto_29-mar-2008.jpg?w=150" alt="800px-8127_-_Roma_-_Piazza_Colonna_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto,_29-Mar-2008" width="150" height="99" /></a>Lo afferma il responsabile della finanza pubblica del PD, Stefano Fassina. Per Fassina, ora che la Svizzera ha firmato il 12mo accordo di doppia imposizione, ritrovandosi fuori dalla lista grigia, si trova in una posizione di forza e non sarà più disposta a fare molte concessioni. L’Italia, che a differenza di Francia e Germania, Regno Unito e Stati Uniti, non ha stipulato in tempo un nuovo accordo con il Governo elvetico e rischia di rimanere con le pive nel sacco.<span id="more-1228"></span><br />
</strong></p>
<p>&#8221;Il ministro Tremonti ha irrimediabilmente lasciato scivolare via la possibilita&#8217; di rinegoziare un efficace allargamento del segreto bancario con la Svizzera. Oggi, la Svizzera conclude il dodicesimo accordo bilaterale con uno Stato sovrano e, pertanto, nella classifica dell&#8217;Ocse dedicata ai paradisi fiscali, passa dalla &#8221;grey list&#8221; alla &#8221;white list&#8221;, ossia la lista dei &#8221;paradisi sostanzialmente in regola&#8221;.</p>
<p><strong>Lo afferma in una nota Stefano Fassina</strong>, responsabile finanza pubblica PD sottolineando che questa e&#8217; &#8221;una pessima notizia per l&#8217;Italia: arrivare a rinegoziare il trattato bilaterale dopo il dodicesimo Paese vuol dire cimentarsi in un&#8217;impresa gia&#8217; difficilissima senza avere alcun potere, dato che da oggi la Svizzera non ha interesse a fare ulteriori significative concessioni. Francia, Regno Unito e Stati Uniti sono arrivati tra i primi 12. Hanno, cosi&#8217;, potuto accompagnare i loro &#8216;&#8217;scudi fiscali&#8221; ad una credibile deterrenza e, quindi, richiedere un onere rilevante per la regolarizzazione dei capitali evasi, oltre al nome del beneficiato&#8221;.</p>
<p><strong>Per Fassina, il ritardo del ministro Tremonti</strong> nel negoziato con la Svizzera &#8221;conferma che per il Governo italiano la lotta ai paradisi fiscali e&#8217; una foglia di fico dietro la quale tentare di raccogliere un obolo subito senza incidere sulle possibilita&#8217; per grandi evasori e criminali di continuare ad evadere ed esportare illegalmente all&#8217;estero&#8221;. Asca e Ellieglialtri</p>
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		<title>Svizzera: fuori dalla lista grigia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 07:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1207" href="/economia/svizzerafuori-dalla-lista-grigia/attachment/230px-bundeshaus_-_parlamentsgeb%c3%a4ude_nordfassade_-_001/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1207" title="230px-Bundeshaus_-_Parlamentsgeb%C3%A4ude_Nordfassade_-_001" src="/wp-content/uploads/2009/09/230px-bundeshaus_-_parlamentsgebc3a4ude_nordfassade_-_001.jpg?w=150" alt="230px-Bundeshaus_-_Parlamentsgeb%C3%A4ude_Nordfassade_-_001" width="150" height="96" /></a>La Svizzera dovrebbe uscire venerdì dalla &#8220;lista grigia&#8221; Ocse dei cosiddetti &#8220;paradisi fiscali&#8221;, in cui era stata inserita lo scorso aprile. Questo importante traguardo giunge dopo che Berna ha rivisto 12 Convenzioni di doppia imposizione (CDI), proprio come chiedeva l&#8217;Ocse.<span id="more-1203"></span><br />
</strong></p>
<p>&#8220;Attendiamo che la Svizzera abbia firmato l&#8217;ultimo accordo, il 12o, entro la fine della settimana &#8211; ha indicato oggi all&#8217;ATS Nicholas Bray, portavoce dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico -. Se ci sarà la firma, uscirà dalla lista grigia&#8221;. La notizia dell&#8217;imminente cancellazione era circolata in mattinata. Oggi Berna dovrebbe firmare il nuovo accordo con gli Stati Uniti e domani quello con il Qatar. Dal 13 marzo, quando il Consiglio federale decise di adeguarsi alle norme dell&#8217;Ocse in fatto di scambio di informazioni fiscali, la Svizzera ha firmato nuove CDI con Austria, Danimarca, Francia, Finlandia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Norvegia, Messico e Isole Far Oer. Il 12o accordo sarà quello con la Spagna, ma in questo caso si tratta di una convenzione particolare: quando venne firmata il 29 giugno 2006, in un protocollo separato era contenuta una clausola che accordava a Madrid l&#8217;applicazione automatica delle nuove disposizioni firmata dalla Svizzera con altri paesi europei, ha spiegato François Bastian dell&#8217;Amministrazione federale delle contribuzioni. (ats)</p>
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		<title>UBS-USA: è fatta</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 07:37:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I problemi dell&#8217;UBS con il fisco americano sembrano risolti e molto probabilmente la grande banca non dovrà comparire in tribunale per difendersi dall&#8217;accusa di aver aiutato clienti abbienti ad evadere le tasse. Le parti hanno ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I problemi dell&#8217;UBS con il fisco americano sembrano risolti e molto probabilmente la grande banca non dovrà comparire in tribunale per difendersi dall&#8217;accusa di aver aiutato clienti abbienti ad evadere le tasse. Le parti hanno annunciato ieri, nel corso di una conferenza telefonica, di aver raggiunto un accordo extragiudiziale che pone fine al contenzioso fiscale. Non hanno però fornito dettagli sui contenuti dell&#8217;intesa.<span id="more-1103"></span><br />
</strong></p>
<p>L&#8217;accordo sarà firmato tra breve e una volta apposte le sigle le accuse a carico della grande banca elvetica cadranno, ha precisato il legale rappresentante il dipartimento di giustizia statunitense. Il giudice Alan Gold intende quindi annullare le audizioni per l&#8217;inizio del processo, previste per lunedì.</p>
<p>Salvato -almeno in parte- il segreto bancario?</p>
<p>Intentando la causa civile, gli USA volevano costringere UBS a rivelare i nomi di 52 mila clienti americani sospettati di reati fiscali. Per tre volte di seguito il giudice Gold aveva concesso rinvii del processo per permettere una soluzione extragiudiziale. Ai negoziati hanno partecipato anche rappresentanti delle autorità elvetiche per fare in modo che l&#8217;intesa non violi le disposizioni svizzere relative al segreto bancario.</p>
<p>Il 31 luglio era stato rivelato che le parti avevano raggiunto un accordo sulle questioni di fondo ma che rimanevano in sospeso numerosi dettagli tecnici. Anche il presidente della Confederazione Hans Rudolf Merz, domenica, aveva affermato che le trattative erano in fase conclusiva, anche se non tutti i nodi erano stati sciolti. I rinvii non avevano nulla a che vedere con UBS, ma unicamente con le modalità di applicazione della procedura.</p>
<p>I contenuti dell’ accordo: ancora segreti</p>
<p>Secondo precedenti indiscrezioni di stampa non confermate, UBS dovrebbe fornire indicazioni su circa 5-10 mila conti e in cambio non verrebbe costretta a pagare una multa. In febbraio, su ordine dell&#8217;autorità di vigilanza dei mercati finanziari FINMA, UBS aveva già comunicato al fisco statunitense i dati di 250 clienti americani sospettati di evasione: in quell&#8217;occasione aveva inoltre dovuto versare una multa di 780 milioni di dollari. <strong>Ellieglialtri,Ats</strong></p>
<p><a href="http:/tutorossi.wordpress.com/" target="_self">Per saperne di più:</a></p>
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		<title>Accordo tra Ubs e governo Usa</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 20:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[BANCHE]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Giudice Gold]]></category>
		<category><![CDATA[L'Internal Revenue Service]]></category>
		<category><![CDATA[segreto bancario]]></category>
		<category><![CDATA[UBS]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Si avvicina a un punto di svolta il muro contro muro tra Ubs, il Governo elvetico e quello americano su un caso spinoso, diventato un vero e proprio braccio di ferro diplomatico.
 
 Nella causa per frode, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si avvicina a un punto di svolta il muro contro muro tra Ubs, il Governo elvetico e quello americano su un caso spinoso, diventato un vero e proprio braccio di ferro diplomatico.<span id="more-1049"></span></strong></p>
<p> </p>
<p> Nella causa per frode, il colosso bancario elvetico e il dipartimento di Giustizia statunitense hanno raggiunto un accordo di patteggiamento, nell&#8217;ambito del quale Ubs potrebbe vedersi obbligata a rivelare l&#8217;identità di migliaia di propri correntisti. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Stuart Gibson, legale della divisione del dipartimento di Giustizia che si occupa di questioni fiscali, non ha dato ulteriori indicazioni sui dettagli dell&#8217;accordo nel corso di una conferenza alla quale hanno partecipato anche il giudice Alan Gold e i rappresentanti legali di Ubs e del Governo svizzero. L&#8217;udienza, che era stata rimandata al 3 e 4 agosto, è stata ulteriormente posticipata al 10 agosto, in modo da dare tempo alle parti in causa di precisare meglio i dettagli dell&#8217;accordo, che dovrebbero essere diffusi entro quella data. A questo proposito, un&#8217;altra conference call è stata fissata per il prossimo venerdì. L&#8217;Internal Revenue Service, il Fisco americano, ha chiesto che sia rivelata l&#8217;identità di 52.000 correntisti americani di Ubs, che avrebbero evaso le tasse negli Stati Uniti appunto trasferendo i propri asset in Svizzera. Ubs e il Governo fiscale avevano opposto resistenza, sostenendo che la legge elvetica sul segreto bancario vietava di rendere noti i nomi. L&#8217;indagine, avviata con l&#8217;aiuto di un ex dipendente di Ubs, lo scorso febbraio ha obbligato la banca svizzera ad accettare un patteggiamento da 780 milioni di dollari per accuse penali e a rendere noti i nomi di oltre 200 correntisti. La causa civile in corso, intentata dall&#8217;Irs, costringerebbe la banca a rivelare appunto i nomi di altre migliaia di correntisti. Da Sole24ore</p>
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