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	<title>infoinsubria &#187; Como</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Como: ancora liquami in Piazza Cavour</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 17:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
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<p><strong></p>
<div id="attachment_24609" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2012/07/Como-Piazza-Cavour1.jpg"><img class="size-medium wp-image-24609" title="Como-Piazza-Cavour" src="/wp-content/uploads/2012/07/Como-Piazza-Cavour1-300x281.jpg" alt="" width="300" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">(Foto Liliana Holländer)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Non se ne può più. Ad ogni minima pioggia dalla rete fognaria di Como si riversano in Piazza Cavour abbondanti liquami. Uno scempio maleodorante che mette a dura prova anche il mantenimento dell’igiene nel salotto buono della città, tra l’altro, piena di turisti. La causa sarebbe da ricercare nello scarico abusivo di olii e grassi verosimilmente da parte di alcuni ristoratori della zona.</strong></p>
<p><span id="more-24608"></span>Oggi è bastata un normalissimo temporale e Piazza Cavour si è nuovamente riempita di liquami. Una situazione indegna del centro città di un agglomerato italiano. Eppure è quel che accade a causa delle ripetute ostruzioni della rete fognaria determinate, pare, dallo scarico abusivo e eccessivo di olii e grassi da parte di alcuni ristoratori. Un vero e proprio tappo di sostanze oleose e grasse ostruisce completamente la rete nei pressi proprio di Piazza Cavour. E questa sarebbe una delle cause all&#8217;origine proprio della fuoriuscita di liquami nel salotto buono della città.</p>
<p>Occorre, ora, procedere ad una immediata pulizia delle tubature e alla contemporanea ricerca dei responsabili che rischiano pesantissime sanzioni. Ancora nulla si sa, per altro, dei lavori appaltati dal Comune con un investimento previsto di 100mila euro, relativi allo spurgo della canalizzazione della fognatura nera di via Volta, via Garibaldi, piazza Cavour, la sostituzione di alcune pompe e la pulizia della vasca che si trova sotto la stessa Piazza.</p>
<p><strong>Red.</strong></p>
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		<title>Lungolago di Como: incognite sulla ripresa dei lavori</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 07:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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<p><strong></p>
<div id="attachment_15675" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2011/11/como-lungolago-2-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-15675" title="como-lungolago-2-2" src="/wp-content/uploads/2011/11/como-lungolago-2-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">(foto L. Holländer)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>I lavori sul lungolago di Como non sembrano destinati a concludersi in fretta. Archiviata la soluzione temporanea del calciatore Zambrotta, che aveva ricoperto la passeggiata di erba sintetica, ci si interroga sul futuro. Il sindaco di Como, Stefano Bruni ha annunciato la ripresa dei lavori in breve tempo, ma la situazione della Sacaim, la ditta che ha in appalto i lavori preoccupa la città.</strong></p>
<p><span id="more-15674"></span>La società, in amministrazione straordinaria da agosto, naviga infatti in cattive acque, e a peggiorare la situazione Marco Cappelletto, uno dei tre commissari nominati per garantire che l’azienda riesca ad ultimare i lavori iniziati ed eviti il fallimento, si è dimesso. Il Tribunale aveva affidato all’esperto la gestione straordinaria della società per evitare il fallimento e riprendere in mano i lavori presi in appalto e non portati a termine. Le dimissioni di Cappelletto sono forse la prova della gravità della crisi che caratterizza Sacaim?</p>
<p>Se ciò fosse vero, il lungolago di Como andrebbe incontro a seri problemi e al rischio di un ulteriore ritardo nella conclusione dei lavori di costruzione delle paratie antiesondazione. Anche se, come promesso dal sindaco Bruni, il cantiere dovesse riprendere nelle prossime settimane, si ritiene che per qualche tempo sul fronte delle paratie non cambierà molto. Ci vorranno infatti alcuni mesi prima che siano disponibili i piloni d&#8217;acciaio che si vogliono piantare nel terreno per proteggere gli immobili del lungolago.</p>
<p>Mentre la città aspetta di riavere il proprio lungolago libero dal cantiere che lo circonda, le difficoltà insomma sembrano aumentare, invece di diminuire. I lavori erano iniziati nel 2008: il 2011 sta per concludersi. I dubbi su quando si potrà mettere la parola fine a questa odissea rimangono.</p>
<p>Prima di questo nuovo periodo denso di dubbi su futuro e di polemiche, c’è stata una fase di pace: a rasserenare, per qualche mese, gli animi, l’intervento del calciatore Gianluca Zambrotta, che aveva mascherato le ferite provocate dal cantiere con un tappeto di erba sintetica e un parapetto di cristallo. Il progetto realizzato dalla sua società, la Young Boys ha chiuso i battenti recentemente.</p>
<p>Tolta l’erba sintetica della Young Boys, l’ex “lungolago Zambrotta” è tornato ad essere grigio-cemento, un colore perfettamente in linea con il cantiere che lo circonda. I cittadini e gli amanti del lago di Como restano però in attesa di vedere la fine del cantiere infinito.</p>
<p><strong>Santina Buscemi</strong></p>
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		<title>Como: segnali di ripresa</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 20:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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Il “Piano anti-crisi” della provincia di Como ha cambiato nome: ora si chiama “Piano per la competitività e lo sviluppo economico”. In copertina due mani reggono una pianta: ancora giovane ma già rigogliosa. Un ...]]></description>
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<div id="attachment_3501" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2010/05/Como-golfo-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3501" title="Como-golfo-1" src="/wp-content/uploads/2010/05/Como-golfo-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Como (foto L. Holländer)</p></div>
<p><strong>Il “Piano anti-crisi” della provincia di Como ha cambiato nome: ora si chiama “Piano per la competitività e lo sviluppo economico”. In copertina due mani reggono una pianta: ancora giovane ma già rigogliosa. Un segno evidente del ritorno all&#8217;ottimismo dopo il periodo nero culminato nel 2009.</strong></p>
<p><strong><span id="more-3494"></span></strong>Il riepilogo delle notizie fosche del passato e di quelle fortunatamente positive concernenti il futuro dell&#8217;economia comasca è stato fatto stamattina a villa del Grumello, alle porte di Como, in occasione dell’ottava Giornata dell’economia. Bilanci e scenari sono stati presentati rispettivamente dal presidente della Camera di commercio di Como, Paolo De Santis, e da Mauro Frangi, consigliere camerale e membro di Giunta.</p>
<p>Le difficoltà dello scorso anno hanno messo in difficoltà soprattutto il tessuto imprenditoriale formato soprattutto da micro e piccole imprese. La flessione è stata del 12%. Tuttavia, il bilancio demografico imprenditoriale comasco è risultato ancora positivo. Eccezion fatta per il comparto artigiano. Forte ridimensionamento anche per il settore edile che – come ha sottolineato De Santis – dopo anni di crescita e di sostegno all’economia provinciale, ha invertito decisamente il suo trend. Gli effetti della crisi si sono sentiti in misura rilevante sugli scambi internazionali con conseguenze negative per l’export comasco che ha subito un calo superiore al 20%.</p>
<div id="attachment_3498" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="/wp-content/uploads/2010/05/PaoloDeSanctis-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3498" title="PaoloDeSanctis-1" src="/wp-content/uploads/2010/05/PaoloDeSanctis-1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Paolo De Santis (foto L. Holländer).</p></div>
<p>Anche il settore commerciale, ovviamente, ha risentito della minor disponibilità di reddito delle famiglie ed ha registrato flessioni del volume d’affari ben più ampie di quelle registrate l’anno precedente. Nota positiva, invece, per quanto attiene al turismo: “Dopo la stasi del 2008 ha registrato nel 2009 una buona dinamica sia in termini di arrivi che di presenze”, ha detto il presidente della Camera di commercio.</p>
<p>Per quanto concerne, infine, il mondo del lavoro, oltre alla crescita dei disoccupati si segnala il disagio di molti lavoratori che a seguito delle difficoltà produttive usufruiscono di trattamenti di integrazione salariale o mobilità con conseguente precarietà del reddito.</p>
<p>I primi segnali di ripresa si sono invece fatti sentire nel primo trimestre 2010. Ora l’economia della provincia di Como punta al futuro: oltre all’attuazione dei principi guida contenuti nel Piano per la competitività e lo sviluppo, in agenda c’è per la fine del mese di maggio l’inaugurazione del Parco Scientifico Tecnologico ComoNExT, simbolo della tanto attesa ripresa.</p>
<p><strong>Marina D&#8217;Alò</strong></p>
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		<title>Italia: società nasconde 70 milioni euro nel Liechtenstein</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2009/10/italia-societa-nasconde-70-milioni-euro-nel-liechtenstein/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 08:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;evasione fiscale da oltre 70 milioni di euro nel ramo degli articoli per home fitness. Ridimensionato il ruolo preminente di un avvocato di Lugano in un primo tempo accusato di essere l’architetto della truffa.

Non sarebbe ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1339" href="/senza-categoria/italia-societa-nasconde-70-milioni-euro-nel-liechtenstein/attachment/gdf-3/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1339" title="GDF" src="/wp-content/uploads/2009/10/gdf1.jpg?w=150" alt="GDF" width="150" height="96" /></a>Un&#8217;evasione fiscale da oltre 70 milioni di euro nel ramo degli articoli per home fitness. Ridimensionato il ruolo preminente di un avvocato di Lugano in un primo tempo accusato di essere l’architetto della truffa.<span id="more-1306"></span><br />
</strong></p>
<p>Non sarebbe infatti indagato in Italia non essendo attualmente emerse ipotesi di reato a suo carico, l’avvocato luganese citato nell’ambito di una grossa inchiesta internazionale per evasione fiscale diretta dalla Guardia di Finanza della vicina Repubblica.</p>
<p>Una frode all’erario da oltre 70 milioni di euro nel settore della commercializzazione di articoli per home fitness scoperta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Como che, al termine di 2 anni di indagini, ha denunciato alla magistratura due cittadini italiani e altrettanti del Liechtenstein. Le Fiamme Gialle, si sono concentrate su una società localizzata, in modo fittizio nel Principato, ma di fatto amministrata e gestita in Italia da un imprenditore bergamasco, che sfruttava la copertura fornita dal proprio rappresentante fiscale con sede a Como.</p>
<p><strong>L’avvocato luganese</strong>, in un primo tempo definito l’architetto della truffa, avrebbe avuto un ruolo minore. Tuttavia, nel comunicato diramato dalla Guardia di Finanza di Como, lo stesso avvocato di Lugano &#8220;attraverso un&#8217;azienda svizzera gestita personalmente, faceva da &#8216;ausilio&#8217; all&#8217;imprenditore bergamasco fornendo una serie di servizi volti a &#8216;gonfiare&#8217; costi e a garantire l&#8217;anonimato degli artefici&#8221;, si legge nel comunicato.</p>
<p>Le Fiamme Gialle hanno fra l&#8217;altro scoperto un elicottero del valore di oltre un milione di euro, anch&#8217;esso intestato alla società del Liechtenstein, che l&#8217;imprenditore utilizzava per i propri spostamenti in Italia.</p>
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		<title>Malpensa contro Lugano</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2009/08/malpensa-contro-lugano-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 07:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non piace alla Provincia di Varese, il “feeling” che si è stabilito fra Como e Lugano, in Svizzera. L’assessore al Turismo comasco, Achille Mojoli, ha infatti recentemente stipulato un accordo di marketing con l&#8217;areoporto di Lugano-Agno. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non piace alla Provincia di Varese, il “feeling” che si è stabilito fra Como e Lugano, in Svizzera. L’assessore al Turismo comasco, Achille Mojoli, ha infatti recentemente stipulato un <a href="http:/ellieglialtri.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=1026" target="_self">accordo di marketing </a></strong><strong>con l&#8217;areoporto di Lugano-Agno. In sintesi, lo scalo ticinese, si denomina, da ora, “Aeroporto dei Laghi” e cita nel logo anche Como. In cambio, sulle brochure comasche, ci sarà il logo dell’aeroporto ticinese.<span id="more-1112"></span><br />
</strong></p>
<p>Ma a Varese l’operazione non è proprio piaciuta. Mario Aspesi, capogruppo del Pd in Provincia di Varese, sindaco di Cardano al Campo e presidente Ancai (l’associazione dei comuni aeroportuali) attacca e parla di «risultato di una politica becera fatta di localismo fine a se stesso e privo di una logica complessiva» riferendosi al presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni che ieri ha ribadito che «non è un’iniziativa contro Malpensa, è solo un modo per riaffermare rapporti di buon vicinato con la Svizzera, in fondo Agno è l’aeroporto più vicino al lago di Como. Ma il primo aeroporto per noi è e rimane Malpensa». Il sindaco di Gallarate Nicola Mucci (Pdl) ha detto che«bisognerebbe essere tutti uniti e compatti, invece ci si chiede come mai gli amministratori della provincia di Como abbiano compiuto una scelta del genere che di certo non favorisce il rilancio e la riaffermazione dell’aeroporto di Malpensa». L’assessore Mojoli (Pdl) che ha ideato l’iniziativa, getta acqua sul fuoco e dice che i varesini e Malpensa non hanno nulla da temere: «Si tratta di un accordo di marketing &#8211; spiega &#8211; e tutto è partito dall’analisi della situazione in cui si trova il centro lago come Porlezza, Menaggio e Tremezzo. Il 90% dei turisti che arrivano nelle zone dell’Alto Lago atterra a Bergamo e non a Malpensa. Se teniamo conto che da Bergamo a Menaggio sono tre ore di strada è chiaro che si perde clientela sul lago. Ecco perché per queste zone Agno è una buona soluzione. Ripeto: non è Malpensa a doversi lamentare, semmai dovrebbe essere Bergamo a farlo. Su Malpensa di potrebbe però pensare a un’operazione per migliorare i collegamenti con il lago. In più si parla tanto di valorizzare l’area Insubrica, che insistono a portare avanti anche a Varese, ed è quello che stiamo facendo. L’obiettivo è quello di favorire il centro lago rispetto a Bergamo e tra l’altro non c’è stato alcun impegno di spesa da parte della Provincia» <strong>La Provincia e Ellieglialtri</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Soldi e diamanti tra Como e la Svizzera </title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 06:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La procura di Como ha chiuso l’inchiesta su una milionaria fuga di capitali all’estero, con tanto di contrabbando di diamanti e oro. In tutto sono 59 le persone accusate &#8211; a vario titolo &#8211; di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La procura di Como ha chiuso l’inchiesta su una milionaria fuga di capitali all’estero, con tanto di contrabbando di diamanti e oro. In tutto sono 59 le persone accusate &#8211; a vario titolo &#8211; di associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e contrabbando.<span id="more-1061"></span><br />
</strong></p>
<p> </p>
<p>Cinque anni di indagine che hanno portato i finanzieri a sequestrare oltre cento chili d’oro, un centinaio di carati di diamanti e ben oltre due milioni di euro in contanti (comprese buste piene di dollari e di sterline inglesi). Numeri che, da soli, non aiutano a comprendere le dimensioni del giro scoperto da gdf e procura (l’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Mariano Fadda), le quali nel solo periodo compreso tra ottobre 2004 e novembre 2005 hanno potuto accertare, grazie a intercettazioni telefoniche (ben 65 le utenze ascoltate dagli inquirenti), pedinamenti e sequestri il passaggio da Como ai forzieri del Ticino di almeno 800mila euro ogni giorno, per un totale di oltre 31 milioni di euro in poco più di un anno. Gli investigatori pensano anche di essere riusciti a ricostruire l’organigramma di una sorta di organizzazione (comunque tutta da dimostrare, alla prova dei fatti di un eventuale processo) che si occupava di prendere in deposito i risparmi che decine di imprenditori del nord Italia nascondevano al fisco per inviarli in fiduciarie e banche svizzere o verso i paradisi fiscali.Da: La Provincia</p>
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		<title>Falsi i bond americani sequestrati a Ponte-Chiasso</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 21:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Tesoro Usa non vi sono dubbi: sono sicuramente falsi i titoli di credito per 134 miliardi di dollari (pari a oltre 96 miliardi di euro) trovati nel bagaglio di due presunti cittadini giapponesi, fermati il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Al Tesoro Usa non vi sono dubbi: sono sicuramente falsi i titoli di credito per 134 miliardi di dollari (pari a oltre 96 miliardi di euro) trovati nel bagaglio di due presunti cittadini giapponesi, fermati il 4 giugno a Chiasso dalla Guardia di Finanza.<span id="more-932"></span><br />
</strong></p>
<p> </p>
<p>I due asiatici avevano passaporti giapponesi e si fingevano uomini d&#8217;affari ma, secondo informazioni apprese da varie fonti di stampa, si tratterebbe in realtà di persone di altra nazionalità, probabilmente filippini. I due asiatici avevano nascosto in un doppiofondo titoli di credito Usa per un valore nominale di 134 miliardi di dollari: 249 bond delle Federal Reserve del valore di 500 milioni di dollari l&#8217;uno e dieci &#8216;Bond Kennedy&#8217; del valore di un miliardo di dollari ciascuno. Anche se le indagini sono ancora in corso, dal Tesoro Usa a Washington è giunta la conferma che si tratta di falsi &#8211; &#8220;neanche di buona qualità&#8221; &#8211; creati probabilmente usando software domestico per la elaborazione delle immagini.</p>
<p>I funzionari del Tesoro Usa, hanno fatto notare che l’enormità della somma dei bond sequestrati indica da sola che si tratta di contraffazioni.I due asiatici sono stati bloccati dalla Guardia di Finanza a Chiasso, mentre viaggiavano su un treno regionale diretto in Svizzera. Al momento del controllo doganale avevano detto di non avere nulla da dichiarare. Ma un esame del loro bagaglio ha portato alla scoperta dei titoli nascosti. La conferma della contraffazione è avvenuta all&#8217;indomani di un avvertimento dato dal Tesoro Usa alle banche americane invitando ad una maggiore vigilanza sulla possibile circolazione di grossi quantitativi di denaro falso: l&#8217;allarme é scattato dopo indicazioni che la Corea del Nord potrebbe tentare di aggirare le sanzioni Onu con una serie di iniziative illegali.</p>
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		<title>Rogatorie a raffica per le multe</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 19:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non si ammettono scusanti! In Svizzera, le polizie cantonali, sono impietose contro chi supera i limiti di velocità. L&#8217;autovelox, su certi tratti autostradali, è fisso e sempre in funzione implacabile e preciso grazie anche alle nuove tecnologie laser. Per i malcapitati automobilisti piovono </strong><strong>le multe</strong><strong> </strong><strong>e per gli stranieri, partono le rogatorie. La stessa cosa non sempre succede invece ai contravventori svizzeri </strong><strong>in Italia<span id="more-821"></span><br />
</strong></p>
<p>Alle due del mattino un «velox» svizzero fotografa A.C.: il limite di velocità su quel tratto di autostrada è 80 km/h, ma lui viaggia a 105. Qualche mese dopo, a Roma, un agente di polizia bussa alla porta di sua sorella: A.C., che però ora risiede a Milano, deve presentarsi in tribunale il mattino successivo. Preoccupazione, ma poi sollievo. È solo un errore: le autorità elvetiche hanno inviato alla procura italiana un modulo per l&#8217;accompagnamento testimoni, non quello per la notifica di una multa. Uno sbaglio, certo, ma qualcosa suona comunque strano: una procedura penale per 25 chilometri di infrazione ai limiti di velocità? No, su questo punto l&#8217;errore non c&#8217;è: la rogatoria cui A. C. è sottoposto è l&#8217;esito naturale della larghissima estensione del penale alla violazione del Codice della strada svizzero.  Già, perchè fiumi di rogatorie &#8211; puntuali, salate e svizzere, ovviamente &#8211; arrivano dalla confederazione alle nostre procure, tanto che in città come Milano e Torino le loacali questure sono state costrette a istituire uffici appositi. Il motivo? La richiesta di accertamenti su automobili e guidatori multati da autovelox battenti bandiera rossocrociata: l&#8217;eccesso di velocità in Svizzera è sempre multa, e non semplice contravvenzione.  Nel nord Italia, dove il traffico verso i cantoni è più sostenuto, le quindici Procure che hanno risposto, nel 2008 hanno ricevuto quasi 500 rogatorie, che nell&#8217;anno in corso sfiorano già le 300 unità. Lo scorso anno, la Procura più tartassata è stata quella di Milano, che con 153 segnalazioni è quella che ha dovuto rintracciare il maggior numero di guidatori indisciplinati. Segue la più piccola Como, con le sue 84, e poi Bergamo, a quota 69. Nel 2009 &#8211; il dato relativo a Milano non è disponibile &#8211; guida l&#8217;infelice classifica la Procura di Como, che con 71 infrazioni accertate oltreconfine ha già quasi raggiunto la cifra dell&#8217;anno precedente. Torino ne ha ricevuta una sola in meno (70), Bergamo ne ha collezionate 40 e Lecco 26. Le rogatorie, solo quelle per le infrazioni più gravi, contengono un modulo da riempire con informazioni con cui tracciare un profilo economico del &#8220;fotografato&#8221;, poichè le multe, oltre che alle violazioni, sono commisurate al reddito.  Su un forum, «Yopoita» si chiede cosa potrebbe succedere se non venissero pagati i 160 euro di multa che ha preso per 16 km/h di troppo nella galleria del San Gottardo. Semplicemente non dovrebbe più entrare in Svizzera, pena il sequestro dell&#8217;auto. O peggio. Infatti quando l&#8217;eccesso di velocità supera certi limiti, il «reato federale» prevede pene fino a tre anni di carcere, convertibili in sanzioni pecuniarie le quali, se non saldate, possono portare all&#8217;arresto del guidatore sorpreso nuovamente in territorio elvetico. Il reato scatta quando nei centri abitati si sfora il limite di 25 km/h. Stessa sorte se l&#8217;andatura eccede di 35 km/h i 120 permessi nelle autostrade e di 30 km/h i 100 consentiti nelle strade definite «semi-autostrade».  Ma i limiti possono cambiare da cantone a cantone: delle ventisei federazioni, undici, su alcuni tronchi autostradali hanno ridotto la velocità massima a 80 km/h. Uno di questi è il Cantone dei Grigioni, che oltre a essere il più grosso e l&#8217;unico ufficialmente trilingue (a tedesco e italiano si aggiunge il peculiare romancio) è, dati alla mano, il più temibile. Undici delle quindici Procure interrogate fanno sapere che è proprio dai Grigioni, anche per la contiguità territoriale con l&#8217;Italia, che arriva la maggior parte, o «quasi la totalità» delle rogatorie. Da. Il sole 24 ore, 7.6.09</p>
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		<title>Chiasso-Brogeda: c’è intesa con la Svizzera</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 08:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[accordo Svizzera-Italia]]></category>
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Un piano di emergenza internazionale per i Tir in caso di nevicate che eviti di far piombare Como nel caos quando la Svizzera decide su due piedi di chiudere la dogana.E&#8217; l&#8217;obiettivo condiviso dalle autorita&#8217; ...]]></description>
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<p class="MsoNormal"><strong>Un piano di emergenza internazionale per i Tir in caso di nevicate che eviti di far piombare Como nel caos quando la Svizzera decide su due piedi di chiudere la dogana.</strong><span id="more-582"></span>E&#8217; l&#8217;obiettivo condiviso dalle autorita&#8217; che si sono riunite nel Comune di Chiasso. Presenti il consigliere di Stato Ticinese, il sindaco di Chiasso le autorita&#8217; elvetiche di frontiera e quelle italiane, la polizia stradale e, per il Comune di Como, l&#8217;assessore alla Viabilita&#8217;, Fulvio Caradonna.   Una riunione sollecitata dallo sindaco di Como, Stefano Bruni, per evitare che decisioni unilaterali e senza preavviso oltre frontiera generino il conosciuto caos in citta&#8217;. &#8220;Al tavolo di lavoro che esiste da anni per discutere sui problemi della frontiera, ora si aggiungeranno anche i Comune di Como e Chiasso&#8221;, ha annunciato Caradonna, &#8220;abbiamo ottenuto di studiare un protocollo internazionale che consenta di sapere con anticipo la chiusura della dogana cosi&#8217; da preavvertire la Societa&#8217; autostradale per l&#8217;Italia, e approntare a Lazzago un piano di emergenza per accogliere i tir in Lariotir come gia&#8217; definito nell&#8217;ultima convenzione siglata in Prefettura proprio per le emergenze&#8221;. E ha concluso: &#8220;Gli svizzeri si sono impegnati a comunicare con anticipo e a condividere alcune misure per evitare che il problema dei mezzi pesanti non ricada soltanto su Como&#8221;. Nelle prossime settimane il protocollo sara&#8217; discusso e siglato tra le parti.</p>
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		<title>Carta sconto: interviene Formigoni</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 21:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[carta sconto benzina]]></category>
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Salvare lo sconto benzina per  salvaguardare i benzinai  lombardi a ridosso del confine svizzero. Il presidente della Regione, Roberto  Formigoni, invia una proposta di  emendamento alla Finanziaria.

In questi giorni si sono alzate le voci preoccupate ...]]></description>
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<p class="MsoNormal"><span><strong>Salvare lo sconto benzina per  salvaguardare i benzinai  lombardi a ridosso del confine svizzero. Il presidente della Regione, Roberto  Formigoni, invia una proposta di  emendamento alla Finanziaria.</strong><span id="more-2088"></span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>In questi giorni si sono alzate le voci preoccupate dei  presidenti delle Province di confine come il comasco Leonardo  Carioni per la possibilità che la carta sconto sia eliminata e  il senatore del Pdl Alessio Butti ha proposto di aumentare da 9  a 10 decimi i benefici sulle accise per la Regione, in modo che  abbia più margine di manovra per gli sconti che adesso  causerebbero un &#8216;buco&#8217; di 20 milioni per la Lombardia. Ieri, in  un vertice a Varese, la Confesercenti ha proposto un emendamento  alla finanziaria e oggi è arrivata la rassicurazione del  governatore. &#8221;Ho fatto pervenire al Ministero dell&#8217;Economia &#8211; ha spiegato  Formigoni &#8211; una proposta di introduzione da parte dello Stato di  un nuovo meccanismo che permetterebbe a Regione Lombardia di non  accollarsi le perdite insostenibili di questa operazione, in un  momento in cui il Patto di Stabilità impedisce di generare dei  deficit&#8221;. Il governatore ha spiegato che finora l&#8217;operazione  sconto è stata fatta in pareggio, ma &#8220;il rafforzamento  dell&#8217;euro, la diffusione del gasolio e gli sconti attuati anche  oltre confine fanno sì che l&#8217;operazione sarebbe in passivo&#8221;. Per questo, secondo il presidente, ora è necessario  l&#8217;intervento del governo. &#8220;Ho inviato una nota &#8211; ha concluso &#8211;  a questo proposito e dai colloqui avuti personalmente e  attraverso i miei tecnici direi che si può inclinare verso  l&#8217;ottimismo&#8221;.(ANSA).</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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