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	<title>infoinsubria &#187; chiasso</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Chiasso: un italiano ferisce gravemente una donna</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 20:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[chiasso]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi a Chiasso, un cittadino italiano di 36 anni ha aggredito e ferito 3 persone. Uno dei feriti è ricoverato in ospedale in condizioni gravissime. Ignote le ragioni del gesto. L’aggressore è stato arrestato.
Un grave ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2013/11/POLIZIA-CANT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-35172" title="POLIZIA CANT" src="/wp-content/uploads/2013/11/POLIZIA-CANT-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggi a Chiasso, un cittadino italiano di 36 anni ha aggredito e ferito 3 persone. Uno dei feriti è ricoverato in ospedale in condizioni gravissime. Ignote le ragioni del gesto. L’aggressore è stato arrestato.<span id="more-35171"></span></strong></p>
<p>Un grave fatto di sangue si è prodotto oggi verso le 14.30 a Chiasso, in un appartamento di Via Chiesa. Un cittadino italiano di 36 anni residente nel Canton Vaud, durante una violenta discussione familiare, ha aggredito, con un oggetto contundente, due donne e un uomo. Una delle donne ha riportato ferite gravissime e in queste ore lotta fra la vita e la morte in ospedale. Le ragioni del grave gesto non sono ancora state chiarite. L’inchiesta è condotta dalla Polizia giudiziaria. Sul posto anche la Polizia scientifica per i rilievi del caso. Il 36enne è agli arresti.</p>
<p><strong>MB</strong></p>
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		<title>Lascia la direttrice del centro commerciale Polaris</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Centro commerciale Polaris]]></category>
		<category><![CDATA[chiasso]]></category>

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A neppure sei mesi dall’inaugurazione, la direttrice del centro commerciale Polaris di Chiasso Simona Fertilio ha rassegnato le dimissioni. Ne dà notizia il quotidiano di Bellinzona La Regione. Non si ...]]></description>
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<div id="attachment_13697" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a href="/wp-content/uploads/2011/09/Simona-Fertilio.jpg"><img class="size-medium wp-image-13697" title="Simona-Fertilio" src="/wp-content/uploads/2011/09/Simona-Fertilio-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Simona Fertilio (foto L. Holländer)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>A neppure sei mesi dall’inaugurazione, la direttrice del centro commerciale Polaris di Chiasso Simona Fertilio ha rassegnato le dimissioni. Ne dà notizia il quotidiano di Bellinzona La Regione. Non si conoscono le ragioni della decisione.</strong></p>
<p><span id="more-18000"></span>Diverse scadenze importanti attendono i responsabili del centro commerciale nelle prossime settimane. Quella principale riguarda l’apertura domenicale. Attualmente  il centro Polaris dispone di una autorizzazione accordata a titolo provvisorio, che scade il 29 marzo.</p>
<p>Situato a cavallo della frontiera e confrontato con la concorrenza di una rete di centri commerciali italiani liberi di tenere aperto quando vogliono, l’apertura domenicale potrebbe rivelarsi determinante per il successo dell’importante investimento effettuato a Chiasso dal gruppo belga-olandese Whitewood Capital.</p>
<p>Da quello che si può giudicare sulla base di informazioni incomplete e di impressioni soggettive, finora il centro ha ottenuto risultati contrastanti. L’architettura originale e la qualità dei negozi rappresenta sicuramente un elemento di attrattiva. Sembra che i risultati ottenuti in periodi natalizio siano stati soddisfacenti. Ma un centro come Polaris, in cui, anche per ragioni logistiche, difficilmente si va a fare la spesa tutti i giorni, è condannato a proporre in continuazione ai clienti degli elementi di attrattiva speciali.</p>
<p>Una sfida di non poco conto, che esige creatività, ma anche la disponibilità ad investire e a prendere dei rischi. I segnali sono contradditori. Da una parte il nuovo sito internet sembra dimostrare la volontà di affrontare attivamente le sfide poste dal mercato e dalla situazione congiunturale. D’altro canto, decisioni come quella di sospendere anticipatamente il servizio di navetta  che permetterebbe di collegare meglio il Polaris al centro di Chiasso, rivelano certa indecisione sulla strada da seguire.</p>
<p><strong>Red.</strong></p>
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		<title>Tiepolo &#8220;diabolico&#8221; al m.a.x. museo di Chiasso</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loris</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[chiasso]]></category>
		<category><![CDATA[m.a.x. museo]]></category>
		<category><![CDATA[Tiepolo]]></category>

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<div id="attachment_17619" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1784.jpg"><img class="size-medium wp-image-17619" src="/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1784-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;incisione di Tiepolo</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>È dedicata all&#8217;opera grafica di Giambattista Tiepolo (e figlio) la nuova mostra del m.a.x di Chiasso. Il pittore, noto per i suoi affreschi variopinti e luminosi eseguiti in svariate corti europee, presenta anche un lato più tenebroso e meno conosciuto, che ha trovato espressione in un&#8217;ampia produzione di stampe.</strong></p>
<p><span id="more-17618"></span>“Al m.a.x. di Chiasso è approdato il lato oscuro di Tiepolo, quello in buona parte misconosciuto, dacché alcune incisioni e matrici risultano praticamente inedite: ma oscuro soprattutto per la polemica diabolica veicolata”, ha spiegato la curatrice Nicoletta Ossanna Cavadini. L&#8217;esposizione, difatti, è divisa in tre sezioni: oltre ai capricci (disegni sincretici, in cui s&#8217;intrecciano suggestioni e forme anche molto diverse tra loro) e alla fuga in Egitto, incuriosisce soprattutto la materia d&#8217;ascendenza infernale, irta di maghi, serpenti, satiri e visi similcaprini.</p>
<div id="attachment_17620" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1775.jpg"><img class="size-medium wp-image-17620" src="/wp-content/uploads/2012/02/IMG_1775-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Presentazione della mostra</p></div>
<p>Non si tratta certo di figure deformate alla Bosch o alla Goya, poiché in Tiepolo vige sempre una sorta di verosimile convenzionale, una compostezza riflessa anche nel tratto leggero e nella pagina disposta ad accogliere ampie zone di bianco e, quindi, di luce, componente pressoché irrinunciabile all&#8217;interno della sua opera. Siamo pure distanti dalla precisione maniacale e iperdettagliata di Giovanni Battista Piranesi, altro grande incisore esposto lo scorso anno al m.a.x. Museum.</p>
<p>Il nome di Piranesi non sorge invano, perché il restauro delle matrici di Tiepolo, realizzato dall&#8217;Istituto nazionale di Roma, ha portato alla luce interventi correttori molto simili a quelli del più giovane Piranesi. Come afferma Rita Bernini dell&#8217;istituto nazionale, “non possediamo testimonianze scritte sull&#8217;eventuale incontro avvenuto a Venezia tra Tiepolo e Piranesi, ma un raffronto tra il <em>modus operandi</em> dei due porta a concludere che, con ogni probabilità, si fossero frequentati durante il triennio 1745-1747”. Inoltre tra i due intercorre un legame tematico forte, specie perché i <em>Capricci</em> e gli <em>Scherzi di fantasia</em> di Tiepolo influirono sui capricci di Piranesi e, in certa misura, sulle <em>Carceri</em>, il suo ciclo più noto e stravagante, caratterizzato da una linea libera e appesantita, conforme al senso di angosciosa bizzarrìa sciorinato dalla rappresentazione.</p>
<p>Se Piranesi ha goduto di fortuna ininterrotta e alla sua opera hanno guardato grandi scrittori ed artisti (da Victor Hugo e Baudelaire a Maurits Escher), non si può dire altrettanto per Tiepolo. Invero, anche a Tiepolo hanno guardato grandi scrittori ed artisti, ma sfortunatamente non sempre con le migliori aspettative. C&#8217;è chi lo tacciò quale scarso emulo di Paolo Veronese, c&#8217;è chi, come Goethe, lo bollò quale pittore di decoro, “un&#8217;offesa al Nostro”, spiega il Prof. Oechslin del Politecnico federale di Zurigo, “che contrariamente all&#8217;opinione del teutonico era in possesso di una profonda conoscenza della tradizione e, nondimeno, era in grado di innovarla con elementi originali. Tiepolo è un pittore colto e complesso, non etichettabile. Pertanto è giusto ricordarlo con una bella frase dell&#8217;erudito veneziano Francesco Algarotti: “Tiepolo fu pittore universale e di grandissima immaginativa [...] e con una disinvoltura di pennellata indicibile””.</p>
<p><strong>Loris Trotti</strong></p>
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		<title>Piranesi a Chiasso: la fine del futuro</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 08:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e spettacolo]]></category>
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All’inizio c’è la fierezza per quello che l’uomo è riuscito a realizzare, per come è riuscito a cambiare il mondo in cui vive. Ma non si tratta delle illustrazioni dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alambert, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9452" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2011/02/Colosseo1.jpg"><img class="size-medium wp-image-9452" title="Colosseo" src="/wp-content/uploads/2011/02/Colosseo1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il Colosseo, esposto al m.a.x museo di Chiasso (foto L. Holländer)</p></div>
<p><strong>All’inizio c’è la fierezza per quello che l’uomo è riuscito a realizzare, per come è riuscito a cambiare il mondo in cui vive. Ma non si tratta delle illustrazioni dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alambert,  che hanno l’ambizione di documentare gli strumenti di cui l’uomo dispone per costruire un mondo migliore. I soggetti delle magistrali incisioni di Piranesi esposte al m.a.x. museo di Chiasso affrontano subito temi che ci collocano al di là del quotidiano, dell’utile, dell’efficace.</strong></p>
<p><span id="more-9427"></span>Piranesi riesce ad affascinare con la rappresentazione dell’ultima fase di una civiltà, quella romana, quando tutto è portato all’estremo, quando la potenza si trasforma in hybris e poi in decadenza. Nelle Antichità romane, una documentazione di valore anche archologico, Piranesi ferma il tempo, esaltando il momento finale della decadenza di Roma nella sua terribile bellezza.</p>
<p>Le Vedute di Roma, con cui ha avuto così tanto successo fra appassionati, mercanti e viaggiatori,</p>
<div id="attachment_9769" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2011/02/Piranesi-Cavadini.jpg"><img class="size-medium wp-image-9769 " title="Piranesi-Cavadini" src="/wp-content/uploads/2011/02/Piranesi-Cavadini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Monti e Nicoletta Ossanna Cavadini (foto L. Holländer)</p></div>
<p>presentano le vestigia di una Roma che  aveva superato da tempo lo slancio conquistatore, che si mescolano con le rappresentazioni dei palazzi del potere della Roma moderna, costruita saccheggiando le macerie di quella antica. Il lusso e l&#8217;opulenza della Roma contemporanea sembrano portare dentro di sé, forse contaminate dai sassi con cui era stata costruita, il germe del degrado.</p>
<p>Mentre in Francia gli illuministi decantano le magnifiche sorti progressive, in Italia Piranesi si confronta con la decadenza. L’utopia si trasforma presto nel suo contrario. Il genio umano, dopo aver costruito strade e acquedotti, sembra stanco di  confrontarsi con la realtà e si rifugia nel grottesco, nell’immaginario. I fantasmi tenuti sotto controllo dalla necessità e dalla voglia di crescere affiorano alla superficie e prendono il sopravvento.</p>
<div id="attachment_9434" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2011/02/787px-Piranesi03.jpg"><img class="size-medium wp-image-9434" title="787px-Piranesi03" src="/wp-content/uploads/2011/02/787px-Piranesi03-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a><p class="wp-caption-text">Le Carceri</p></div>
<p>Il mondo dei Grotteschi è un mondo in disfacimento, una spedizione in un immaginario fine a sé stesso, in una realtà in cui le conquiste dell’umanità sono diventate macerie da cui emana l’inquietante fascino del declino. Un primo accenno all’esistenza di un lato scuro della civiltà, di quell’utopia negativa che si esprime pienamente nell’universo kafkiano delle Carceri.</p>
<p>In queste tavole Piranesi rappresenta un labirinto angoscioso in cui l’architettura diventa minaccia e condanna: forse una tremenda allegoria della nostra esistenza che piacerà molto al Romanticismo e al Surrealismo, e che oggi si ritrova sovente nei film di fantascienza post apocalittica.</p>
<p>Un mondo di strumenti di repressione e di tortura che illustra una volta per tutte gli abissi a cui può arrivare il genio umano. E che purtroppo non sempre rimane confinato nella dimensione dell’immaginario.</p>
<p><strong>Michele Andreoli</strong></p>
<p><a href="/agenda/?event_id=314">Giovanni Battista Piranesi, Opera Grafica, m.a.x. museo, Chiasso (TI), 17 febbraio &#8211; 1 maggio 2010</a></p>
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		<title>Trasporti pericolosi: Chiasso dice basta</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 21:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Moreno Colombo, sindaco di Chiasso non è più disposto a fare correre alla popolazione pericoli come quello di ieri. Il deragliamento di un vagone-cisterna con un carico di ossido di etilene altamente esplosivo, dimostra ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_9060" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="/wp-content/uploads/2011/02/stazione-merci.jpg"><img class="size-full wp-image-9060" title="stazione merci" src="/wp-content/uploads/2011/02/stazione-merci.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Traffico merci in stazione (foto FFS)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Moreno Colombo, sindaco di Chiasso non è più disposto a fare correre alla popolazione pericoli come quello di ieri. Il deragliamento di un vagone-cisterna con un carico di ossido di etilene altamente esplosivo, dimostra che manovre con carichi pericolosi non devono più essere autorizzate a Chiasso. La stazione merci si trova, infatti, nel bel mezzo dell’abitato.<span id="more-9059"></span><br />
</strong></p>
<p>Ai microfoni di radio 3iii, un’emittente locale, Moreno Colombo, non usa mezzi termini. &#8220;Basta manovre con treni pericolosi&#8221;. Il sindaco di Chiasso si dice molto preoccupato dopo quanto accaduto ieri mattina, sabato, nella stazione di confine. All&#8217;alba, un vagone cisterna &#8211; con all’interno residui di ossido di etilene, un gas altamente esplosivo &#8211; si è, infatti, rovesciato durante una manovra. Un&#8217;ottantina di abitanti, residenti vicini alla stazione, per precauzione, è stata evacuata durante tutta l’operazione di rimozione della cisterna. &#8220;Ritengo &#8211; ha detto Colombo &#8211; che lavori di manovra in zone abitate siano da escludere nel modo più assoluto. Se i colleghi di municipio saranno d&#8217;accordo, chiederemo alla FFS un immediato intervento”.</p>
<p>Secondo il sindaco, l’incidente non solo a messo in pericolo la sicurezza di molte persone ma ha pure avuto un effetto economico nefasto. Durante tutta la giornata di sabato, infatti, i negozi della zona sono rimasti chiusi. &#8220;La sicurezza &#8211; conclude Colombo &#8211; è un punto fondamentale per lo sviluppo dell&#8217;economia della città.&#8221; Red.</p>
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		<title>Chiasso: scongiurata sciagura</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 19:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[chiasso]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[stazione]]></category>
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Cessato allarme a Chiasso dopo una giornata di suspense per il rovesciamento di un vagone cisterna contenente residui di sostanze esplosive. L’incidente avrebbe potuto causare una vera e propria sciagura.  Per permettere agli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9039" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><strong><a href="/wp-content/uploads/2011/02/Chiasso-hupac-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-9039" title="Chiasso-hupac-2" src="/wp-content/uploads/2011/02/Chiasso-hupac-2-300x151.jpg" alt="" width="300" height="151" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">La stazione merci di Chiasso (foto L. Holländer</p></div>
<p><strong>Cessato allarme a Chiasso dopo una giornata di suspense per il rovesciamento di un vagone cisterna contenente residui di sostanze esplosive. L’incidente avrebbe potuto causare una vera e propria sciagura.  Per permettere agli specialisti di rimuovere il carico in sicurezza un’ottantina di persone residenti in via Soldini, nei pressi della stazione, è stata evacuate per precauzione.</strong></p>
<p><span id="more-9037"></span>Non è ancora chiara la dinamica del deragliamento, verificatosi stamattina verso le 5 e 30 durante un’operazione di manovra. Secondo la ricostruzione fatta finora, cinque vagoni cisterna si sono staccati dal convoglio e hanno urtato un treno merci fermo in stazione. Il penultimo vagone si è rovesciato.</p>
<p>Sembra che nel vagone ci fossero residui di ossido di etilene, un gas altamente esplosivo, che avrebbero potuto provocare un’esplosione. Dopo aver fatto evacuare gli abitanti delle case dei dintorni, i pompieri hanno cosparso la cisterna e tutta la zona circostante con della schiuma speciale per evitare qualsiasi scintilla. L’intervento di una gru ha permesso di rimettere la cisterna sui binari, e dopo 12 ore, verso le  17 e 30, l’allarme è cessato e gli abitanti di via Soldini hanno potuto rientrare nelle loro case.</p>
<p>Ma quali sono le ragioni del distacco dei vagoni cisterna? Perché uno di questi è deragliato? Quanti sono i carichi pericolosi che circolano sulla linea del San Gottardo? A quali controllo sono sottoposti? Tutte domande alle quali l’inchiesta dovrà dare una risposta.</p>
<p>Sono anche domande che preoccupano le autorità della città di confine. Intervistato da Radio 3i, il sindaco di Chiasso Moreno Colombo ha annunciato di voler chiedere che in futuro, nelle zone abitate, vengano escluse nel modo più assoluto manovre pericolose.</p>
<p><strong>Red.</strong></p>
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		<title>Gli irremovibili clandestini della stazione di Chiasso</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 11:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chiasso]]></category>

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		<description><![CDATA[La natura impone le sue leggi anche nella terra di nessuno della stazione internazionale di Chiasso. Un triste luogo di passaggio, abitato suo malgrado da una vegetazione clandestina che sopravvive nonostante l&#8217;uso dei più potenti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2010/07/flora.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5277" title="flora" src="/wp-content/uploads/2010/07/flora-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La natura impone le sue leggi anche nella terra di nessuno della stazione internazionale di Chiasso. Un triste luogo di passaggio, abitato suo malgrado da una vegetazione clandestina che sopravvive nonostante l&#8217;uso dei più potenti diserbanti chimici, e che colora questi grigi luoghi di passaggio.</strong></p>
<p><span id="more-5274"></span>Ai fiori che crescono in questo singolare habitat è dedicato il libro “Flora ferroviaria”, la storia di un singolare orto botanico monitorato da un appassionato biologo, Ernesto Schick, che dal 1969 al 1978 si impegnò ad osservare piante e fiori che infestavano la stazione internazionale di Chiasso.</p>
<p>“Un seme portato da chissà dove si è inserito alla base di un cordolo di calcestruzzo del ponte, germogliando dapprima, e poi vegetando discretamente, in quel posto impossibile.”</p>
<p>Il libro offre, oltre ad un elenco scientifico delle piante osservate (aggiornata dal biologo Nicola Schoenenberger), anche annedoti sull’uso popolare di questi vegetali, come è il caso per il &#8220;Taraxacum officinale&#8221; (volgarmente: dente di leone): “La radice, torrefatta, in tempo di guerra sostituiva il caffè, allora razionatissimo.”, o la &#8220;Clematis vitalba&#8221;: “(…) i ragazzi, quando ancora non c’erano molti svaghi, la fumavano, e la chiamavano “Avana”, col nome cioè del più classico dei sigari.”</p>
<p>Un passaggio del libro del fitospedizioniere Ernesto Schick è dedicato ad un fiore molto diffuso, il papavero. Questi fiori, che crescono &#8220;in mezzo la grigiore generale del cemento. del ferro e dell&#8217;asfalto e degli inerti, accendono le loro fiamme dondolanti al più lieve alito di vento(…)  Vivono in gruppi assai numerosi e anche se il singolo fiore non dura che una giornata, la loro presenza è assicurata durante tutta l’estate, grazie ad una continua fioritura.” Forse è stato questo suggestivo e originale approccio alla botanica ad ispirare al poeta Fabio Pusterla, a cui è affidata l&#8217;appendice del volume, la stesura del “Collage delle piante pilota”.</p>
<p>La riscoperta di questo volume, uscito nel 1980, la si deve all’intraprendenza delle due improvvisate editrici Nicoletta De Carli e Simonetta Candolfi, che, per ridare voce alle storie delle viaggiatrici clandestine, lo hanno ripubblicato creando “Florette edizioni” e lanciando il libro all’ultima edizione di Chiasso Letteraria.</p>
<p>Abbiamo chiesto a Simonetta Candolfi di rispondere ad alcune domande.</p>
<p><strong>Quando hai letto per la prima volta questo libro?</strong><br />
Trent&#8217;anni fa, quando è uscito la prima volta. Mi era sembrata un’intuizione geniale; un titolo sorprendente e una ricerca altrettanto originale. Più che la rivincita della natura sull’uomo credo che mi fosse piaciuta l’idea della forza dell’umile, l’attenzione al marginale, all’interstizio, al negletto, al trascurato&#8230; Quando poi Nicoletta, trent&#8217;anni anni dopo, ne è stata a sua volta conquistata, ci siamo dette che forse, davvero, questo libretto aveva qualcosa di speciale.</p>
<p><strong>Come mai avete deciso di lanciarvi in questa operazione editoriale?</strong><br />
Per incoscienza, e sottovalutando notevolmente l’impresa! Fare un libro non è uno scherzo e ce siamo accorte strada facendo, quando il treno era ormai in corsa. Per fortuna abboamo ricevuto molti aiuti, sostegno e solidarietà.</p>
<p><strong>Ci saranno degli sviluppi della vostra casa editrice?</strong><br />
Non volevamo aprire una casa editrice, volevamo pubblicare questo libro. Si chiama edizione Florette, al singolare, e con un nome un po’ sciocchino per non prenderci troppo sul serio. Ci ha assistito la fortuna dei principianti, meglio non sfidarla troppo, ma chissà&#8230;</p>
<p><strong>Cosa vi affascina delle piante viaggiatrici?</strong><br />
Viaggio, nomadismo, è una metafora molto forte e molto evocativa. Introduce un modo diverso di guardare al territorio e una relazione fertile tra locale e globale, come testimoniano anche i testi di Pusterla e Schoenenberger. Da una parte c’é un occhio all’altezza dei binari e un’attenzione al particolare più minuscolo di un angolo di territorio con un’identità molto forte come la stazione di Chiasso, d’altra parte, però, tutto questo esiste solo in una prospettiva di apertura e di relazione col mondo. In fondo è un altro modo di pensare le radici&#8230;</p>
<p><strong>È un libro scientifico o piuttosto un &#8220;diario di viaggio&#8221;?</strong><br />
Ha attivato sguardi diversi, quello del botanico, quello del poeta, dello studioso, dell’artista: in questo senso forse è scientifico! Da non dimenticare il lavoro dei grafici Paolo Cavalli e Marco  Cassino dello studio CCRZ che hanno dato una forma a questo lavoro. Con  loro c’è stato un confronto molto ricco, a volte serrato, ma se il libro  ha l’aspetto che ha lo si deve a loro.</p>
<p><strong>Vito Robbiani</strong></p>
<p>Ernesto Schick, Flora ferroviaria, Ed. Florette, Chiasso 2010</p>
<p><a href="http://www.chiassoletteraria.ch/">www.chiassoletteraria.ch</a></p>
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		<title>Quando a Chiasso fu evitato un bagno di sangue</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 03:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[chiasso]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3051" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2010/04/Ifattidichiasso.jpg"><img class="size-medium wp-image-3051" title="Ifattidichiasso" src="/wp-content/uploads/2010/04/Ifattidichiasso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Mostra &quot;I fatti di Chiasso&quot; (foto  L. Holländer)</p></div>
<p><strong>Grazie al&#8217;iniziativa e all&#8217;abilità diplomatica del comandante del reggimento di fanteria 32 Mario Martinoni, sessantacinque anni fa a Chiasso fu evitato uno scontro fra truppe tedesche allo sbando e partigiani, che avrebbe potuto coinvolgere anche il territorio svizzero. L&#8217;episodio viene commemorato oggi nella città di confine dal capo del governo ticinese Luigi Pedrazzini, alla presenza di Moreno Colombo, sindaco di Chiasso, e Stefano Bruni, sindaco di Como.</strong><span id="more-3027"></span></p>
<p>Il 27 aprile 1945 una colonna di militari tedeschi appartenenti alle diverse armi arriva in dogana. Le truppe svizzere poste a difesa della frontiera hanno il preciso ordine di non lasciare entrare nessun militare. I diversi colloqui che intercorrono fra ufficiali del nostro esercito e quelli germanici sono pieni di tensione. Il nervosismo traspare dai volti delle persone. I tedeschi in armi non vogliono arrendersi ai partigiani e desiderano entrare in Svizzera, con la forza se necessario. Nel frattempo si ha notizia che all’hotel Metropol di Como si è installato il Comando alleato.</p>
<p>Il colonnello Mario Martinoni, comandante del reggimento di fanteria 32, decide di prendere personalmente contatto con il Comando alleato a Como e risolvere la questione. Predisponendo una vettura che porti ben in vista  la nostra bandiera e una bandiera bianca; il colonnello Martinoni  prende posto nell’autovettura insieme l’avv. Franco Brenni, console  svizzero a Milano. A Como il col Martinoni si incontra con il maggiore  Joseph McDivitt della V armata americana, stabilendo le modalità di resa  delle truppe tedesche che sono ferme alla frontiera svizzera. I sorrisi  sui visi del colonnello e del maggiore sono un evidente dimostrazione  dell’intesa raggiunta.</p>
<div id="attachment_3050" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="/wp-content/uploads/2010/04/colMcdivitt-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3050" title="colMcdivitt-1" src="/wp-content/uploads/2010/04/colMcdivitt-1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Col. McDivitt a Chiasso (© L. Holländer)</p></div>
<p>Il maggiore McDivitt si reca con alcune jeep fino alla dogana dove, dopo breve discussione con gli ufficiali tedeschi, questi depongono le armi alle truppe americane cessando di fatto di essere una minaccia. In occasione della commemorazione, il colonnello è tornato a Chiasso.</p>
<p>Per ricostruire quanto vissuto dalla cittadina di Chiasso durante la seconda guerra mondiale, nello Spazio Officina è ststo allestito un percorso didattico composto da immagini, documenti e testimonianze, in parte inedite. La mostra rimarrà aperta fino al 2 maggio.</p>
<p><strong>Red./Gruppo di lavoro &#8220;I fatti di Chiasso&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://www.chiasso1945.ch/">Link sito I fatti di Chiasso</a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Il tesoretto dell’ avv. Pessina</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>
		<category><![CDATA[chiasso]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Pessina]]></category>
		<category><![CDATA[GdF]]></category>
		<category><![CDATA[generale Guseppe Viganolo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Grossi]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie al computer dell’avvocato Fabrizio Pessina, la Finanza recupera 12 milioni di euro depositati a Chiasso. Lo scrive il domenicale “Il Caffè” www.ilcaffe.ch

Dodici milioni di euro che erano depositati all’Ubs di Chiasso sono rientrati in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/12/gdf1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1672" title="GDF" src="/wp-content/uploads/2009/12/gdf1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="96" /></a>Grazie al computer dell’avvocato Fabrizio Pessina, la Finanza recupera 12 milioni di euro depositati a Chiasso. Lo scrive il domenicale “Il Caffè” www.ilcaffe.ch<span id="more-1655"></span><br />
</strong></p>
<p>Dodici milioni di euro che erano depositati all’Ubs di Chiasso sono rientrati in Italia. Fondi neri su un conto denominato  “Caccia e pesca” che appartengono a Giuseppe Grossi, “il re delle bonifiche ambientali”, arrestato nel corso dell’inchiesta sul risanamento dell’area milanese Montecity-Santa Giulia e al centro anche dell’indagine per una mega evasione fiscale. Indagine avviata con la scoperta nel computer dell’avvocato chiassesse Fabrizio Pessina di oltre 500 nominativi su cui grava il sospetto di aver trasferito illegalmente capitali all’estero per frodare l’erario italiano. Nel portatile dell’avvocato, arrestato nel febbraio scorso all’aeroporto di Malpensa al rientro di una vacanza in Spagna, gli inquirenti hanno trovato centomila files archiviati in 4000 cartelle: nomi di persone,  di società, numeri di conti, fatture e documenti contabili.</p>
<p>Una miniera di informazioni  per gli specialisti della Guardia di Finanza che di schermata in schermata si sono ritrovati davanti ai dati patrimoniali top secret di industriali, professionisti, commercianti e altri insospettabili ricconi, a cui Pessina faceva da consulente. E Grossi era tra i suoi più importanti clienti. Proprio qualche giorno fa il giudice delle indagini preliminari della Procura milanese ha respinto la sua richiesta di scarcerazione per motivi di salute, sebbene “il re delle bonifiche” stia aprendo i suoi forzieri  off shore. Prima dei 12 milioni di euro rientrati da Chiasso si era impegnato, già questa estate, a restituire ratealmente al fisco italiano altri 13 milioni.  Sinora con l’inchiesta sul risanamento di Montecity- Santa Giulia, gli inquirenti hanno recuperato ben 55 milioni di euro.</p>
<p>Pessina, che è stato scarcerato nel luglio scorso dopo aver passato cinque mesi nel carcere di San Vittore a Milano, agli occhi  degli investigarori è subito apparso come il grande architetto della finanza off shore. Grazie al suo computer la Guardia di Finanza è riuscita a mettere a fuoco i meccanismi più sosfisticati per aggirare il fisco. Una tecnica che, per raffinatezza e complessità,  surclassa il tradizionale gioco di scatole cinesi e di triagolazioni finanziarie messo a punto, sempre in Ticino, negli anni passati per schermare i capitali in fuga di casi ormai celebri, come quelli legati ai nomi di Fiorani, Tanzi e Cragnotti. Da quanto è emerso dalle indagini, Pessina si staglia come un personaggio chiave nella schiera di colletti bianchi, avvocati, notai, fiduciari e commercialisti, che fanno da snodo tra i grandi evasori fiscali e il sistema finanziario internazionale. “Senza la mediazione di questi personaggi non esisterebbero né paradisi fiscali né Paesi offshore” ha dichiarato il generale Guseppe Viganolo, del comando generale della Guardia di Finanza, ai microfoni di Speciale Tg1 che al caso Pessina e alla piazza finanziaria ticinese ha dedicato settimana scorsa un lungo servizio. Intanto, le indagini si stanno sviluppando in due direzioni: da una  parte l’inchiesta penale che si arricchisce di nuovi filoni  lambendo pure i Palazzi della politica, dall’altra l’accertamento fiscale a 360 gradi sui nomi della lista Pessina. <strong>Da: Il Caffè</strong><strong></strong></p>
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		<title>Le spie di Tremonti</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 20:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilaterali]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[GdF spionaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Sconfinamenti, agenti infiltrati, pedinamenti. Se finora si era trattato di pure speculazioni, ora si fa sempre più verosimile l’ipotesi che effettivamente la Guardia di finanza e gli ispettori dell’ Agenzia delle entrate, abbiano mandato proprie ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1535" href="/economia/scudo-caccia-alle-spie/attachment/ubs-wikipedia-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1535" title="UBS-WIKIPEDIA" src="/wp-content/uploads/2009/10/ubs-wikipedia1.jpg" alt="UBS-WIKIPEDIA" width="295" height="194" /></a>Sconfinamenti, agenti infiltrati, pedinamenti. Se finora si era trattato di pure speculazioni, ora si fa sempre più verosimile l’ipotesi che effettivamente la Guardia di finanza e gli ispettori dell’ Agenzia delle entrate, abbiano mandato proprie spie oltre frontiera. Chiasso ha deciso di fare intervenire la Polizia e le guardie di confine e chiede alla popolazione di collaborare denunciando persone sospette.<span id="more-1534"></span><br />
</strong></p>
<p>Una cosa simile non si era mai vista. Probabilmente solo durante il fascismo la polizia di Mussolini varcava in incognito le frontiere svizzere per stanare e possibilmente riportare in Italia i resistenti. Secondo alcuni storici, allora la base operativa era Campione d’ Italia. Dall’ enclave, di notte, con delle imbarcazioni, la polizia segreta, approdava sulle coste svizzere del Ceresio a caccia di antifascisti.</p>
<p>Episodi che sembravano superati. Eppure, leggendo l’intervista rilasciata dal governo ticinese Gabriele Gendotti, ieri, e la decisione del Municipio di Chiasso si istituire controlli di polizia per verificare la presenza di agenti infiltrati, non fa che confermare che effettivamente la Guardia di Finanza sta violando le leggi e gli accordi internazionali. Ora non si tratta più di stanare gli antifascisti ma i presunti evasori.</p>
<p><strong>Ritorsioni</strong></p>
<p>A fare la voce grossa, oggi, anche il senatore ticinese Filippo Lombardi. Lombardi ha proposto la sospensione dei negoziati sulla doppia imposizione fintanto che i rapporti fra Italia e Svizzera non saranno chiariti. Il senatore ha così voluto reagire a quella che è stata definita, dal governo svizzero, una vera e propria razzia. Lombardi, si riferisce alle perquisizioni che la Guardia di Finanza ha effettuato, martedì scorso, in 76 filiali di banche elvetiche su suolo italiano. Un’operazione, che secondo la Neue Zuercher Zeitung non ha peraltro portato a nessun risultato.</p>
<p>Lombardi &#8211; che è pure presidente della delegazione che cura le relazioni con il parlamento italiano &#8211; ha aggiunto che non bisogna sottovalutare la posizione del ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti: &#8220;con questa campagna contro la Svizzera, Tremonti vuole profilarsi anche nei confronti del premier italiano Silvio Berlusconi&#8221;.</p>
<p><strong>Tremonti: l&#8217;evasore</strong></p>
<p>Il consigliere agli Stati democristiano ha affermato che &#8220;occorre prendere molto sul serio questo attacco, poiché Tremonti è forse l&#8217;unico ministro delle finanze al mondo che nella sua precedente professione quale giurista finanziario ha lui stesso trasferito importanti somme sui conti svizzeri. Conosce quindi perfettamente la materia&#8221;, ha concluso Lombardi.</p>
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