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	<title>infoinsubria &#187; Svizzera</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Italiani alla guida di auto svizzere. Altri 50 sequestri</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2015 17:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[Italiani che guidano auto con targa svizzera. In alcuni casi non si può. Risultato: dall’inizio dell’anno il Comando provinciale della Guardia di finanza di Varese ha sequestro oltre 50 autovetture di varie marche e cilindrata ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/11/Valico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40598" title="Valico" src="/wp-content/uploads/2015/11/Valico-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Italiani che guidano auto con targa svizzera. In alcuni casi non si può. Risultato: dall’inizio dell’anno il Comando provinciale della Guardia di finanza di Varese ha sequestro oltre 50 autovetture di varie marche e cilindrata nei vari valichi di confine col Canton Ticino. I “colpevoli” sono persone residenti in Italia che, senza l’autorizzazione doganale e in violazione della convenzione di Istanbul, erano alla guida di un’auto immatricolata nella vicina Confederazione elvetica.<span id="more-40599"></span></strong></p>
<p>Gli oltre 50 cittadini italiani sono stati segnalati all’Agenzia delle Dogane in quanto si sono resi responsabili dell’illecito amministrativo di contrabbando che prevede una sanzione che va da due a dieci volte i diritti doganali (dazi ed Iva), gravanti sul valore del mezzo di trasporto sequestrato. Entrando nel dettaglio della Convenzione di Istanbul, la norma (entrata in vigore in Italia dal 1995) prevede la regola secondo la quale, i mezzi di trasporto immatricolati fuori del territorio doganale comunitario (come appunto la Svizzera), ad uso privato ed intestate a persone stabilite fuori dal detto territorio, possono circolare nel territorio della Comunità in regime di ammissione temporanea senza dover assolvere le formalità doganali previste (dazi ed IVA), per un periodo massimo pari a sei mesi, anche non consecutivi, a decorrere dal primo ingresso nel paese.</p>
<p>Il veicolo può essere utilizzato esclusivamente dall’intestatario, ovvero da un congiunto entro il terzo grado fuori dal territorio doganale comunitario, oppure da altra persona stabilita fuori dal territorio doganale, purchè debitamente autorizzata dal titolare, a condizione che il titolare o un suo congiunto, entro il terzo grado, si trovi a bordo del veicolo. La medesima norma prevede, in deroga a quanto disciplinato, la possibilità che il veicolo immatricolato fuori del territorio doganale comunitario e utilizzato per uso privato, possa essere utilizzato, in determinati casi e con determinati limiti temporali anche da persone fisiche stabilite all’interno della comunità, in possesso di apposite autorizzazione rilasciata dal competente Ufficio doganale. A quanto pare in molti ancora non lo sanno. Risultato: sequestro e multa.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Svizzera: quasi due milioni gli stranieri residenti</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 09:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine di settembre 2015 vivevano in Svizzera 1 987 706 cittadini stranieri. Il 68 per cento della popolazione residente permanente straniera proviene da Stati dell’UE-28/AELS. Il saldo migratorio del terzo trimestre si è attestato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_40587" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/10/immigrati.png"><img class="size-medium wp-image-40587" title="immigrati" src="/wp-content/uploads/2015/10/immigrati-300x258.png" alt="" width="300" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">Immigrati (foto sem.admin.ch)</p></div>
<p><strong>Alla fine di settembre 2015 vivevano in Svizzera 1 987 706 cittadini stranieri. Il 68 per cento della popolazione residente permanente straniera proviene da Stati dell’UE-28/AELS. Il saldo migratorio del terzo trimestre si è attestato a +54 281 persone, in calo del 3,9 per cento rispetto all’anno scorso. Alla fine del 2014 il 24,3% degli abitanti della Svizzera erano stranieri.</strong></p>
<p><span id="more-40586"></span>Nel periodo tra gennaio e settembre 2015 il saldo migratorio è leggermente inferiore a quello osservato durante il medesimo periodo dello scorso anno. Nel periodo in esame, 114 376 persone sono immigrate in Svizzera a titolo permanente e 55 670 hanno lasciato il nostro Paese.</p>
<p>Da gennaio a settembre 2015, 112 689 cittadini di Stati dell&#8217;UE-28/AELS sono immigrati in Svizzera per assumervi un impiego. Queste cifre includono anche i titolari di un permesso di soggiorno di breve durata. L&#8217;immigrazione di cittadini di Stati dell&#8217;UE-28/AELS con attività lucrativa è pertanto rimasta a livelli pressoché stabili rispetto al terzo trimestre 2014 (-1,3%).</p>
<p>Sempre nel periodo in esame, sono state ammesse in Svizzera in via permanente, nel quadro del ricongiungimento familiare, 35 982 persone, di cui poco meno del 19 per cento ha raggiunto in Svizzera un familiare di nazionalità svizzera.</p>
<p><strong>Il maggiore aumento registrato tra i cittadini francesi</strong></p>
<p>In ordine d&#8217;importanza, la progressione più netta da gennaio a settembre 2015 è data dai cittadini francesi (+7236 persone), seguiti dai cittadini portoghesi (+6582) e italiani (+6546). Il maggior calo si è osservato tra i cittadini di Serbia (-5253), Croazia (-558) e Bosnia ed Erzegovina (-463). Alla fine del 2014 la popolazione straniera più importante era costituita da quella degli italiani (15,3%), seguita dai tedeschi (14,9%), dai portoghesi (13,1%), dai francesi (5,8%</p>
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		<title>Elezioni in Svizzera: avanza la destra</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 20:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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Successo oltre le previsioni dell’Unione democratica di centro (Udc) nelle elezioni parlamentari svizzere. La formazione di destra, promotrice di misure più restrittive sull’immigrazione, secondo le prime proiezioni guadagna 11 seggi. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_32454" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2013/06/consiglio-nazionale-sala-parl.ch.jpg"><img class="size-medium wp-image-32454" title="consiglio nazionale sala, parl.ch" src="/wp-content/uploads/2013/06/consiglio-nazionale-sala-parl.ch-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">La sala del Consiglio nazionale (parlament.ch)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Successo oltre le previsioni dell’Unione democratica di centro (Udc) nelle elezioni parlamentari svizzere. La formazione di destra, promotrice di misure più restrittive sull’immigrazione, secondo le prime proiezioni guadagna 11 seggi. Avanza anche il Partito liberale radicale (Plr) che ottiene 3 mandati in più. Il Partito socialista perde 2 seggi, rimanendo però il secondo partito presente in Parlamento. In calo anche il Partito popolare democratico (-1). Grave sconfitta per i Verdi (-5) e i Verdi liberali: questi ultimi vedono dimezzata la loro deputazione (-6).</strong></p>
<p><span id="more-40566"></span>Complessivamente l’Udc raccoglie il 29,5% dei consensi, il miglior risultato della sua storia. Le preoccupazioni suscitate dalle attuali ondate migratorie hanno contribuito a rafforzare la formazione di destra. In crescita anche il Plr, che secondo le proiezioni sale al 16,3% (+1,2%). l socialisti hanno ottenuto il 18,9% (+0,2) dei consensi, il PLR il 16,3% (+1,2), il PPD il 12,1% (-0,2), i Verdi il 6,9% (-1,5), i Verdi liberali 4,6% (-0,8).</p>
<p>In Ticino si registra una nuova avanzata della Lega dei ticinesi, che guadagna il 4,6 delle preferenze. La rappresentaza alle Camere federali rimane però invariata. Salvo una eccezi0ne, gli uscenti sono stati tutti confermati. Unica sorpresa l’avvicendamento in seno all’Udc, che a Berna non sarà più rappresentata dall’uscente Pierre Rusconi, avendogli gli elettori preferito il compagno di partito Marco Chiesa.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
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		<title>Norman Gobbi: interrompere le trattative fiscali con l’Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2015 10:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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L’accordo sui frontalieri non corrisponde alle aspettative del Ticino, e le trattative fiscali non contemplano l’accesso al mercato italiano da parte degli istituti finanziari svizzeri: per questo l’accordo in corso di negoziazione fra Italia ...]]></description>
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<p><strong></p>
<div id="attachment_17062" class="wp-caption alignleft" style="width: 200px"><a href="/wp-content/uploads/2012/01/gobbinorman.jpg"><img class="size-full wp-image-17062" title="gobbinorman" src="/wp-content/uploads/2012/01/gobbinorman.jpg" alt="" width="190" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">Norman Gobbi (foto ti.ch ©Monika Flueckiger)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>L’accordo sui frontalieri non corrisponde alle aspettative del Ticino, e le trattative fiscali non contemplano l’accesso al mercato italiano da parte degli istituti finanziari svizzeri: per questo l’accordo in corso di negoziazione fra Italia e Svizzera è inutile e il dialogo con Roma potrebbe anche venir interrotto. Lo afferma il presidente del governo ticinese Norman Gobbi in una intervista rilasciata al quotidiano zurighese Neue Zürcher Zeitung.</strong></p>
<p><span id="more-40523"></span>Norman Gobbi lascia intendere di ritenere insoddisfacente i risultati ottenuto finora nel negoziato con l’Italia. Tanto vale quindi interrompere la trattativa. Nell’intervista Gobbi difende anche la decisione di chiedere l’estratto del casellario giudiziario per ottenere il permesso di lavoro in Ticino, misura, ha sottolineato, sostenuta anche dal Parlamento cantonale.</p>
<p>Con la decisione di Berna di accettare lo standard internazionale per lo scambio automatico di informazioni la Svizzera ha posto le premesse per venir cancellata dalle liste nere italiane. Il margine di manovra della trattativa si è però ristretto e secondo Gobbi la Confederazione ha giocato le sue carte migliori.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
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		<title>Svizzera: aumento della popolazione del 1,2% nel 2014</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 12:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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Nel 2014 la popolazione della Svizzera è aumentata dell&#8217;1,2%. Tale evoluzione, che si manifesta in tutti i Cantoni, è il risultato del saldo migratorio positivo, dell’incremento delle nascite e della diminuzione dei decessi. Le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_40513" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/09/stazioneZH-bigbirdz.jpg"><img class="size-medium wp-image-40513" title="stazioneZH-bigbirdz" src="/wp-content/uploads/2015/09/stazioneZH-bigbirdz-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">La stazione di Zurigo (foto CC bigbirdz)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Nel 2014 la popolazione della Svizzera è aumentata dell&#8217;1,2%. Tale evoluzione, che si manifesta in tutti i Cantoni, è il risultato del saldo migratorio positivo, dell’incremento delle nascite e della diminuzione dei decessi. Le acquisizioni della nazionalità restano il maggior fattore di crescita della popolazione di nazionalità svizzera. Sono questi i risultati definitivi della statistica della popolazione e delle economie domestiche dell’Ufficio federale di statistica (UST).</strong></p>
<p><span id="more-40510"></span>Alla fine del 2014, la popolazione residente permanente della Svizzera contava 8&#8242;237&#8242;700 persone, in aumento di 98&#8242;000 persone (+1,2%) rispetto al 2013. La crescita è da ricondurre principalmente al saldo migratorio pari a 76&#8242;200 persone, ovvero alla differenza tra immigrazioni ed emigrazioni. Gli altri fattori sono la crescita naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, pari a 21&#8242;300 persone, nonché vari adattamenti statistici (+500). L&#8217;incremento di 98&#8242;000 persone riguarda sia la popolazione svizzera (+37&#8242;000 persone) che quella straniera (+61&#8242;000).</p>
<p><strong>Immigrazione: i Tedeschi in testa</strong></p>
<p>Nel 2014 la Svizzera ha registrato 187&#8242;300 immigrazioni, in diminuzione del 3,1% rispetto al 2013, di cui 26&#8242;200 persone di nazionalità svizzera e 161&#8242;100 di nazionalità straniera. I principali gruppi di stranieri che arrivano in Svizzera sono tedeschi (24&#8242;700), italiani (19&#8242;000), portoghesi (15&#8242;200), francesi (14&#8242;500) e spagnoli (8100). Questi cinque gruppi raggiungono da soli la metà delle immigrazioni di stranieri in Svizzera.</p>
<p>Il numero di emigrazioni si eleva a 111&#8242;100, pari a un aumento del 4,6% rispetto al 2013, di cui 28&#8242;500 persone di nazionalità svizzera e 82’600 di nazionalità straniera. Come nel 2013, la Francia resta la destinazione preferita dagli emigranti svizzeri (14,0% nel 2014 contro 13,8% nel 2013), seguita dalla Germania (9,4%) e dagli Stati Uniti (6,9%). I principali gruppi di stranieri che lasciano la Svizzera sono tedeschi (16&#8242;300 emigranti), italiani (7000), francesi (6700), portoghesi (5900) e britannici (3800). Questi cinque gruppi raggiungono da soli quasi la metà delle emigrazioni di stranieri dalla Svizzera</p>
<p><strong>Comunicato</strong></p>
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		<title>Trasporti, energia e banda larga affrontati a Roma nell&#8217;incontro italo-svizzero</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 13:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[La ministra svizzera dei Trasporti Doris Leuthard, accompagnata dal consigliere di Stato ticinese Claudio Zali, ha incontrato oggi a Roma i suoi omologhi italiani Federica Guidi, Ministro dello Sviluppo economico, e Graziano Delrio, Ministro delle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2011/04/Doris-Leuthard-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10279" title="Doris-Leuthard-3" src="/wp-content/uploads/2011/04/Doris-Leuthard-3-300x199.jpg" alt="Doris Leuthard" width="300" height="199" /></a>La ministra svizzera dei Trasporti Doris Leuthard, accompagnata dal consigliere di Stato ticinese Claudio Zali, ha incontrato oggi a Roma i suoi omologhi italiani Federica Guidi, Ministro dello Sviluppo economico, e Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. I colloqui erano incentrati sulla politica energetica, sull&#8217;economia digitale e su temi attinenti ai trasporti.</strong></p>
<p><span id="more-40494"></span>Si è parlato anche della galleria di base del San Gottardo. La consigliera federale Leuthard ha invitato il ministro Delrio alla festa di inaugurazione che avrà luogo il 1° giugno 2016. La Svizzera e l&#8217;Italia hanno inoltre raggiunto il consenso in merito a un accordo sul riconoscimento reciproco delle licenze di condurre.</p>
<p>La consigliera federale Leuthard ha dapprima incontrato Federica Guidi che, in quanto ministro dello Sviluppo economico, è responsabile della politica energetica. Sia la Svizzera che l&#8217;Italia puntano su una maggiore efficienza energetica e sul potenziamento delle energie rinnovabili. La Svizzera chiede all&#8217;Italia il riconoscimento delle garanzie di origine svizzere per l&#8217;etichettatura dell&#8217;elettricità. Sono anche state affrontate questioni concernenti il commercio di energia elettrica e le infrastrutture per il trasporto del gas. La consigliera federale e il ministro italiano hanno inoltre parlato del potenziamento a tappe forzate della rete a banda ultralarga che l&#8217;Italia sta portando avanti e delle relative questioni regolatorie. Si tratta di un tema di particolare importanza per Fastweb, affiliata italiana di Swisscom, che è un operatore leader in Italia per quanto riguarda le reti a banda larga.</p>
<p>Nel colloquio con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio si è quindi parlato della NFTA e della galleria di base del San Gottardo. La Consigliera federale Leuthard ha invitato il suo omologo italiano alla festa di inaugurazione che avrà luogo il 1° giugno 2016. Per quanto riguarda la realizzazione del corridoio da 4 metri sull&#8217;asse del San Gottardo, che consentirà il trasporto di semirimorchi con altezza agli angoli di 4 metri, i lavori inizieranno nel 2016. La Svizzera e l&#8217;Italia hanno concordato, fra l&#8217;altro, interventi sulla tratta Chiasso-Milano e sulla linea di Luino, importante per la politica di trasferimento del traffico in quanto collega i terminal di Busto Arsizio e Gallarate. La Svizzera desidera che questa linea sia equipaggiata con il sistema europeo di controllo della marcia dei treni ETCS. Si è parlato anche della linea Mendrisio-Varese, che collega il Ticino all&#8217;aeroporto della Malpensa. La Consigliera federale ha ringraziato il Ministro Delrio per il suo impegno a favore della ripresa dei lavori sul lato italiano. Sul lato svizzero, a fine 2014 ha preso avvio l&#8217;esercizio fra Como e Stabio via Mendrisio.</p>
<p>Si registrano anche progressi in materia di licenze di condurre: la Svizzera e l&#8217;Italia hanno elaborato un accordo sul riconoscimento reciproco delle licenze di condurre e dei certificati di capacità dei conducenti professionali. La firma dell&#8217;accordo avverrà a Lugano.</p>
<p>La Consigliera federale Leuthard ha infine discusso con il Ministro Delrio della navigazione sul Lago Maggiore, oggi gestita da un&#8217;impresa italiana, che si basa, come quella sul lago di Lugano, su una convenzione fra la Svizzera e l&#8217;Italia e su una concessione che scadrà a fine 2016. La Consigliera federale Leuthard e il suo omologo italiano vorrebbero sfruttare quest&#8217;occasione per garantire un&#8217;offerta più attrattiva. Gli esperti dei due Paesi elaboreranno entro la fine di quest&#8217;anno proposte a tale riguardo. Anche il Cantone Ticino considera questo tema importante e, in vista del rinnovo della concessione, ha commissionato, insieme all&#8217;Ente Regionale per lo Sviluppo del Locarnese e Vallemaggia, uno studio sul potenziale turistico della navigazione sul Lago Maggiore.</p>
<p><strong>Comunicato</strong></p>
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		<title>Schianto fatale con la Porsche, muore l&#8217;Ingegner Claudio Salini</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2015 09:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Insubria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[ E’ finito con la Porsche contro un albero: un impatto impressionante che gli è costato la vita. E’ morto nella notte fra domenica e lunedì Claudio Salini, uno degli imprenditori più conosciuti degli ultimi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/08/ClaudioSalini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40432" title="ClaudioSalini" src="/wp-content/uploads/2015/08/ClaudioSalini-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a> E’ finito con la Porsche contro un albero: un impatto impressionante che gli è costato la vita. E’ morto nella notte fra domenica e lunedì Claudio Salini, uno degli imprenditori più conosciuti degli ultimi anni sulla linea di confine fra Canton Ticino e Italia. La sua azienda, la Ics (Ingengner Claudio Salini) era a capo del gruppo di imprese che ha realizzato la ferrovia Mendrisio-Stabio, mentre su territorio italiano il cantiere ha avuto enormi problemi tanto che al posto della “Salini” l’opera ora è stata affidata alla Salcef.<span id="more-40431"></span></strong></p>
<p>Il dramma è avvenuto a Roma: l’amministratore delegato del gruppo imprenditoriale, 46 anni, si è schiantato contro un albero al volante della sua nuova Porsche 911. Un impatto violentissimo, che non ha lasciato scampo al manager, deceduto poco dopo all’ospedale Sant’Eugenio. L’incidente è avvenuto poco dopo le ore 23 di domenica, all’altezza di viale Giustiniano Imperatore in direzione Eur. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco, il 118 e la polizia locale. I pompieri hanno dovuto sventrare la carrozzeria della Porsche per liberare il conducente dall’abitacolo accartocciato. Una volta estratto dalle lamiere, le sue condizioni sono apparse subito disperate, tanto che l’uomo, nonostante il trasporto in ospedale, è deceduto. La dinamica dell’incidente è al vaglio degli inquirenti che sentiranno eventuali testimoni e analizzeranno la traiettoria dello schianto e i resti del veicolo.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Ponte Tresa, i profughi arrivano al confine</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2015 11:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Insubria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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Fino a tre anni fa ospitava decine di finanzieri, da settembre vi alloggeranno fra i trenta e i quaranta migranti per almeno sei mesi. Dopo giorni di voci incontrollate dalla Valceresio alla Valganna sul ...]]></description>
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<div id="attachment_40416" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/08/Ponte-Tresa-dogana-1.jpg"><img title="Ponte-Tresa-dogana-1" alt="" width="300" class="size-medium wp-image-40416" src="/wp-content/uploads/2015/08/Ponte-Tresa-dogana-1-300x199.jpg" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il valico di Ponte Tresa</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Fino a tre anni fa ospitava decine di finanzieri, da settembre vi alloggeranno fra i trenta e i quaranta migranti per almeno sei mesi. Dopo giorni di voci incontrollate dalla Valceresio alla Valganna sul possibile arrivo di profughi, ora è giunta l’ufficialità. Sarà l’ex caserma della Guardia di finanza “Luigi Moi” di via Marconi a ospitare una parte della seconda ondata di profughi affidati al Varesotto. Da queste parti si tratterebbe del contingente più cospicuo, almeno come quello di Marzio soltanto che, stavolta, gli stranieri non sarebbero alloggiati in un albergo in mezzo alle montagne, ma nel cuore di Lavena Ponte Tresa: a due passi dal confine col Canton Ticino, dal lungolago e dalle scuole dove studiano 400 alunni. Inoltre sarebbe il secondo contingente a due passi dalla frontiera col Canton Ticino, dopo quello di Rodero (Como).<span id="more-40415"></span></strong></p>
<p>Lo ha annunciato il sindaco Pietro Roncoroni durante l’ultimo Consiglio comunale: “Arriveranno nel mese di settembre e occuperanno soltanto un piano dell’edificio – afferma il sindaco – quindi per questioni di sicurezza potranno essere al massimo cinquanta persone, anche se il prefetto Giorgio Zanzi ha rassicurato che non supereranno la quarantina di unità. Ad ogni modo esprimiamo tutte le nostre perplessità sull’operazione. Innanzitutto perché fino alla sua chiusura del dicembre 2012, la caserma è stato un presidio di sicurezza e ora potrebbe diventare l’esatto contrario. Inoltre l’edificio si trova a pochi passi da scuola, palestra, da siti e attività turistiche e commerciali e soprattutto dal valico con la Svizzera. Siamo proprio a due passi dal lago Ceresio e ciò può rappresentare una tentazione per i profughi. Già in passato qualcuno ha tentato di attraversare il golfo a nuoto ed è annegato: in tal senso siamo molto preoccupati”. Roncoroni teme pure le reazioni delle autorità elvetiche che hanno già inviato ai valichi con l’Italia una dose massiccia di forze dell’ordine per presidiare maggiormente i passaggi presi d’assalto da chi cerca di andare nel nord Europa: “Ciò potrebbe provocare – dice Roncoroni – un aumento dei controlli e quindi delle colonne in dogana”, che è già congestionata di suo.</p>
<p>E poi vi è il problema della sicurezza: “Nel corso degli anni qui sono diminuiti i presidi e gli uomini di controllo. Con l’arrivo dei migranti chiederemo che la zona venga presidiata con l’arrivo di nuove unità”, come richiesto anche dall’assessore alla Polizia locale Pietro Muraca. Altro fronte, altra perplessità: “Ci hanno assicurato che il centro verrà aperto soltanto fra i sei e i dodici mesi. Ma noi temiamo che la soluzione non sia temporanea perché all’interno vi è stata una spesa imponente per sistemare i locali fatiscenti”.</p>
<p>Assieme ai dubbi e alle paure per l’arrivo di un gruppetto di profughi, la prefettura e la Caritas diocesana di Como che si occuperà dell’accoglienza assieme ad alcune cooperative, hanno voluto tranquillizzare il sindaco con una serie di garanzie. Oltre al numero che non supererà le quaranta unità, quello sul lago Ceresio sarà un centro di prima accoglienza: “I profughi – dichiara Roncoroni elencando le rassicurazioni avute &#8211; arriveranno da Milano, saranno inquadrati qui a piccoli gruppi, ma soltanto per qualche mese e poi verranno inviati in altre strutture del Varesotto. Nell’ex caserma resteranno per poco tempo e quindi non si potranno creare delle situazioni spiacevoli legate alla sedentarietà e alla formazione di gruppuscoli dediti a situazioni poco piacevoli. In tal senso ci sarà comunque un regolamento e chi non si adeguerà, verrà rispedito a Milano o espulso dal Paese”.</p>
<p>Dal punto dell’organizzazione, come ha sottolineato anche l’assessore ai Servizi sociali Nicola Fierravanti “si stanno valutando gli orari di ingresso e uscita dei migranti, affinché non vadano a sovrapporsi con quello delle scuole”. L’ex caserma avrà un custode notturno, mentre di giorno si lavorerà all’integrazione: “Abbiamo chiesto – aggiunge Roncoroni – che i profughi, oltre ai corsi di italiano e altre attività, vengano integrati con la popolazione. E quindi ci saranno incontri con le scuole e la cittadinanza e, su base volontaria, essi potranno compiere piccoli lavori per la collettività, in collaborazione pure con la parrocchia”.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Cittadinanza svizzera preclusa ai beneficiari dell’assistenza sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2015 13:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[In vista della revisione della legge che definisce i criteri per ottenere la cittadinanza svizzera, il governo elvetico ha messo in consultazione le sue proposte. È stato in particolare precisato il livello di conoscenze linguistiche ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/08/passaporto.png"><img class="alignleft size-full wp-image-40412" title="passaporto" src="/wp-content/uploads/2015/08/passaporto.png" alt="" width="168" height="172" /></a>In vista della revisione della legge che definisce i criteri per ottenere la cittadinanza svizzera, il governo elvetico ha messo in consultazione le sue proposte. È stato in particolare precisato il livello di conoscenze linguistiche richiesto. La naturalizzazione sarà inoltre preclusa a chi ha beneficiato delle prestazioni dell’assistenza nei tre anni prima della richiesta.</strong></p>
<p><span id="more-40411"></span>La nuova legge prevede la naturalizzazione per i titolari di un permesso di domicilio residenti in Svizzera da almeno dieci anni e integrati nella comunità svizzera. Uno straniero è considerato integrato se possiede le necessarie conoscenze di una lingua nazionale, rispetta la sicurezza e l’ordine pubblici nonché i valori della Costituzione federale, partecipa alla vita economica e si adopera per l’integrazione della sua famiglia. I candidati alla naturalizzazione devono inoltre avere familiarità con la realtà svizzera e non devono compromette la sicurezza interna o esterna del Paese.</p>
<p>L’ordinanza sulla cittadinanza, posta in consultazione mercoledì, precisa i criteri d’integrazione determinanti per la naturalizzazione. Il Consiglio federale propone, ad esempio, che i candidati abbiano raggiunto per la lingua parlata il livello di riferimento B1 e per quella scritta il livello di riferimento A2 del Quadro di Riferimento Europeo Comune per le lingue. Questi livelli rappresentano conoscenze linguistiche orali e scritte sufficienti per la comunicazione nella vita quotidiana. Il richiedente deve documentare il proprio livello linguistico, ad esempio esibendo un certificato di conoscenza della lingua. Sono esonerate le persone la cui lingua madre è una delle lingue nazionali o che hanno frequentato le scuole o svolto una formazione in Svizzera.</p>
<p>Viene inoltre modificata la prassi applicabile ai casi di precedenti penali o di dipendenza dall’aiuto sociale. Le sentenze penali costituiscono già oggi un ostacolo alla naturalizzazione e le relative richieste sono respinte dalla Confederazione se l’estratto del casellario giudiziale riporta un’iscrizione. La naturalizzazione sarà inoltre preclusa ai candidati che nei tre anni precedenti la domanda hanno usufruito dell’aiuto sociale o ne dipendono durante la procedura di naturalizzazione.</p>
<p>Infine, tutti i candidati alla naturalizzazione dovranno firmare una dichiarazione di lealtà, con cui si impegnano a rispettare i diritti fondamentali definiti dalla Costituzione, i principi dello Stato di diritto e l’ordinamento fondamentale democratico e libero della Svizzera.</p>
<p>L’ordinanza sulla cittadinanza disciplina anche la collaborazione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) con gli altri enti federali e le autorità cantonali competenti in materia di naturalizzazione. Ne risultano direttive unitarie per le relazioni sui candidati e i termini di disbrigo. Saranno inoltre apportate delle modifiche agli emolumenti della Confederazione, che in base alle nuove norme dovranno essere versati in anticipo. In questo modo si assicura che anche nei casi in cui la domanda di naturalizzazione sia respinta o ritirata gli oneri che ne derivano siano compensati.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
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		<title>Ferrovie svizzere e italiane, avanti tutta</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 16:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>

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A un anno di distanza dall’avvio dei festeggiamenti per l’apertura della Galleria di base del San Gottardo si è svolto oggi (lunedì 3 agosto) nel quadro di Expo ...]]></description>
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<div id="attachment_40320" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/08/INFOINSUBRIA.jpg"><img class="size-medium wp-image-40320" title="INFOINSUBRIA" src="/wp-content/uploads/2015/08/INFOINSUBRIA-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Graziano Delrio, ministro dei Trasporti e Infrastrutture</p></div>
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<p><strong>A un anno di distanza dall’avvio dei festeggiamenti per l’apertura della Galleria di base del San Gottardo si è svolto oggi (lunedì 3 agosto) nel quadro di Expo 2015 a Milano l’incontro tra il management delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS) e delle Ferrovie dello Stato Italiane (FS). Il vertice si iscrive nell’ambito dell’”Accordo dei Castelli”, un’intesa nata nel 2011 e che ha dato l’avvio a una regolare e più intensa collaborazione tra i due gruppi ferroviari, pienamente operativi per l’Expo e pronti per la prossima apertura della Galleria di base del San Gottardo. Gli obiettivi perseguiti, tramite il potenziamento e l’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie tra le due nazioni confinanti che proseguiranno fino al 2020, sono in particolare lo sviluppo dell’offerta internazionale e regionale Tilo.<span id="more-40319"></span></strong></p>
<p>Per quanto concerne lo sviluppo dell’offerta internazionale tra Svizzera e Italia con l’apertura della Galleria di base del San Gottardo, Michele Mario Elia, amministratore delegato di FS, ha annunciato ad Andreas Meyer, Ceo di FFS, la messa in servizio dei treni ETR 610 già per la fine del 2015. Durante il vertice è stata dedicata particolare attenzione alle sfide necessarie per apportare soluzioni al piano orario e al futuro della linea FMV Mendrisio-Stabio-Arcisate-Varese (Malpensa). In tal senso, sempre oggi il cantiere italiano è stato visitato dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio e Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia, che hanno annunciato la ripresa operativa dei lavori a settembre e la messa in esercizio dei treni per dicembre 2017.</p>
<p>Sono emerse novità anche per la tratta del Lago Maggiore: per potenziare l’offerta del traffico merci entro il 2020 saranno necessari cantieri e alcune interruzioni della tratta ferroviaria da e per Luino. Tra le principali misure rientrano l’aumento del profilo delle gallerie con altezza a 4 metri, la realizzazione di binari d’incrocio per permettere il transito di convogli merci di 750 metri e l’adozione dello standard di sicurezza ETCS Level 2. Tutto ciò deve avvenire sia in Svizzera che in Italia. Entrambi i partner si impegnano per garantire ai clienti del traffico merci il massimo della capacità e vi saranno comunicazioni nel mese di dicembre. Il programma di potenziamento infrastrutturale è conforme all’”Accordo dei Castelli” e buona parte dei finanziamenti sono garantiti.</p>
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