Quando Milano apparteneva agli Svizzeri

Castello Sforzesco: svizzero per tre anni (foto cc Bernd Rostad)Il dominio svizzero a Milano è durato solo tre anni, e risale a 500 anni fa. Il fatto che se ne parli proprio ora non è un caso. Il tema è stato affrontato al convegno organizzato a Melegnano, sul cui territorio si svolse la battaglia di Marignano, dall’Associazione Terra Insubre. Il relatore Renato Ornaghi, ci ha spiegato che l’interesse per questo momento storico si colloca nel contesto della discussione sulla possibilità di una adesione delle regioni italiane di confine alla Svizzera.

“Nella storia tutto quello che è dato per definitivo non lo è. La storia a noi pare cristallizzata, ma in realtà può aprire spazi e sviluppi sicuramente complessi. Sapere che in passato c’è già stata una presenza concreta e operativa svizzera in Italia è un elemento che dimostra come la storia possa seguire strade che apparentemente sembrano impossibili,” ci ha spiegato Ornaghi, ingegnere di professione e storico per passione.

“Tre anni non sono tantissimo, ma sono sufficienti per dimostrare come tra la Svizzera e l’Italia ci sia una contiguità sostanziale, e la Svizzera ticinese è lì a dimostrare che la cosa è possibile. Per alcuni è un sogno, per altri una ambizione, per altri una opportunità. Per me è una possibilità. Nessuna organizzazione statuale è infinita. Nella storia tutto quello che è dato per definitivo non lo è.”

La conquista del controllo sul ducato di Milano da parte dei Cantoni svizzeri è una conseguenza della potenza militare acquisita dai mercenari svizzeri all’inizio del 1500. In quel periodo la federazione dei Cantoni svizzeri era la maggior forza militare europea. I mercenari svizzeri erano la garanzia del successo in ogni battaglia. Non sorprende che in questa situazione i Cantoni svizzeri si siano lasciati tentare dalla possibilità di estendere il proprio territorio.

Gli Urani nel corso del 1400 avevano progressivamente acquistato il controllo delle valli superiori del Ticino. Il relatore Roberto Stefanazzi ha presentato gli episodi chiave di questa progressiva discesa verso Sud. Nel 1500, approfittando del vuoto di potere creatosi a Milano in seguito alla lotta per il ducato fra il sovrano francese Luigi XII e Ludovico il Moro, Uri, Svitto e Untervaldo si impossessarono della fortezza di Bellinzona.

Il mancato riconoscimento francese del dominio su Bellinzona porta gli Svizzeri a sostenere la Lega Santa antifrancese create da Giulio II. Nel 1512 a Verona, con il contributo determinante di 18’000 mercenari grigionesi, le truppe francesi vengono sconfitte e gli Svizzeri si trovano a dominare il Nord Italia. La Dieta federale decide di trasformare Milano in un protettorato e il 29 dicembre 1512 il landamano di Zugo Giovanni Schwarzmurer consegna a Massimiliano Sforza, primogenito di Ludovico il Moro, le chiavi di Milano, dopo aver tenuto un discorso in latino.

Come ha sottollineato Renato Ornaghi, Massimiliano governa solo apparentemente. Di fatto a comandare sono gli inviati della Dieta federale. L’anno dopo, il 6 giugno, i mercenari svizzeri al servizio della Lega Santa sconfiggono nuovamente i soldati del re di Francia Luigi XII nella battaglia dell’Ariotta, alle porte di Novara. La Francia tenta allora di rientrare in possesso di Milano per via diplomatica, o meglio economica. In cambio del ducato offre un milione di corone. Sulle prime i Confederati decidono di accettare, e nel 1515 l’accordo viene siglato con il Trattato di Gallarate.

Ma l’intervento del cardinale vallesano Schiner, che esorta gli Svizzeri a rimanere fedeli all’alleanza antifrancese – peraltro in via di dissoluzione – riesce a convincere parte dei Cantoni. Berna, Soletta e Friburgo, si ritirano, ma gli altri Cantoni decidono di scendere in campo contro i francesi, che nel frattempo, sotto il comando del nuovo re Francesco I, avevano fatto arrivare in Italia un nuovo esercito.

Lo scontro avviene il 13 settembre del 1515 nella pianura di Marignano, deformazione del nome di Melegnano. Gli Svizzeri combattono eroicamente, ma

La battaglia di Marignano

questa volta i Francesi hanno portato con sè anche 70 cannoni. Per la prima volta su di un campo di battaglia viene impiegata in forze l’artiglieria. Le nuove armi si rivelano probabilmente determinanti. Dopo due giorni di battaglia gli Svizzeri si ritirano sconfitti, e la Francia riacquista il controllo di Milano. Un’anno dopo, la Dieta federale e la Francia firmeranno a Friborgo il trattato di Pace Perpetua, che concede ai Cantoni svizzeri il controllo sui baliaggi ticinesi, ma comporta la rinuncia definitiva a Milano. In cambio i Cantoni riescono quantomeno a incassare ancora 400’000 corone.

Al convegno di Melegnano, le fasi salienti del combattimento e i suoi protagonisti sono stati presentati da Filippo Donvito, autore, assieme a Luca Cristini, del libro su Marignano “La battaglia dei giganti”. Le illustrazioni tratte dal libro hanno permesso di ricostruire in modo suggestivo la realtà della battaglia.

Con Marignano terminano le ambizioni espansionistiche della Confederazione, e inizia anche nei Cantoni svizzeri un ripensamento che decreterà la fine del mercenariato. Marignano è stata una dura lezione da cui i Confederati hanno saputo approfittare, imparando a tenersi lontani dai conflitti per concentrarsi sulla costruzione del benessere del loro Stato. Più tardi la lezione fu riassunta dal motto “Ex clade salus”, dalla sconfitta alla vittoria. Chissà che i fermenti autonomisti che si manifestano attualmente nelle regioni di confine non contribuiscano ad aprire di nuovo un capitolo di storia più movimentato.

Michele Andreoli