Nell’origine del cognome il retaggio di antichi mestieri

Il casaro (foto Luzerner-alpen.ch)

Nei cognomi si ritrova spesso il retaggio di mestieri antichi. I cognomi e i nomi di luogo riecheggiano la quotidianità del passato e le risorse da cui si ricavava da vivere. Il linguista Ottavio Lurati ha proposto le seguenti riflessioni sull’origine del nome di famiglia Casartelli.

Il nome di famiglia Casartelli è ben radicato da secoli nelle comunità che attorniano il Lago di Como. Lo pronunciano con ssonora. Poi dalle zone di mezza costa sopra il Lario si spingeranno, soprattutto nel Settecento e Ottocento, anche a Como, nei villaggi vicini e nel Varesotto. Nel Mendrisiotto (sia a Chiasso, sia a Morbio e Mendrisio) sono attivi almeno dalla seconda metà dell’Ottocento, alcuni giunti a Chiasso dopo il 1848 (come cortesemente mi suggerisce il collega Piergiorgio Casartelli, radicato a Chiasso). Piace segnalare la generosità di Giuseppe Casartelli che nel 1848 nasce nel comune di Breccia. Come molti comaschi emigra in America del Sud. Vi farà fortuna. Nel 1939 lascia al suo paese terreni e denaro perché crei un asilo infantile, appunto quello di Breccia.

Il cognome rientra nella vasta corona dei nomi che da secoli (almeno dal Milleduecento) sono attestabili a mezza costa nei villaggi del Comasco. Si potrebbe fare una lunga lista. Citeremo almeno il casi di Casargo , che costituiva e costituisce una contrada di Canzo (in provincia di Como). Aggiungi Casargo, comune della Valsassina, in dialetto appunto Casark . Inoltre Casàrico , località di Moltrasio e anche di Montano Lucino. Bello il riscontro offerto dal nome di luogo Casàrico sia a Mendrisio nei pressi di Penate sia a Morbio Superiore e altrove: toponimi che segnavano il posto dove si faceva il formaggio.

Si è ricondotti all’importante funzione (non solo nelle nostre zone) del casaro, dell’uomo che sapeva trasformare il latte e conservarlo come formaggio. Da casaro si ebbero ad esempio i milanesi Casè (poi passati anche a Minusio). Ma la pratica del casà , del «preparare il formaggio» si riverberò anche in Casàrico , che significava «cascina in cui la comunità preparava il formaggio». Da Casarico poi, con la normale caduta della vocale postonica (collocata cioè dopo l’accento) i dialetti giungevano a Casarg e Casarga . Un riferimento al casaro anche in Casasco, nome che mantiene tuttora una bella località della val d’Intelvi. Da Casaro + elli si giungeva ai Casartelli .

Appena necessario ricordare a chi legge che dal latino caseum si desunse sia il germanico Käse «formaggio», sia Käser «casaro» sia Käserei «caseificio». Da parte loro ai Casartelli era stato assegnato un diminutivo affettivo, come si ebbero i Locatelli (da Locate), i Resinelli (da resina, intesi coloro che estraevano la resina dalle picee albe), come i Mazzuc(c)helli , i Marinelli (in val Trompia), i Rampa eRampinelli e via di seguito. Solo una giunta, per segnalare che oggi vivono dei giovani Casartelli anche ad Agra, sulla Collina d’oro.

Approfittiamo dell’occasione per correggere le nostre ipotesi sull’origine del nome Correggioli. Per i Correggio, Correggioli non addurremmo il significato di base di «terreno che si presenta con una estensione allungata», bensì un’eco del nome di Coraggio che si dava ad un figlio affinché crescesse coraggioso e impavido al combattimento: che era una delle doti più richieste in passato. In compenso, ben pochi, a guardar bene, i Dolcino : che era ad esempio cognome portato a Chiavenna da un personaggio che capeggiò una rivolta contro le truppe austriache nel marzo 1848. Ma in sé è nome raro, giacché in genere, le comunità dell’Italia settentrionale riservavano (e in parte lo fanno ancora) la qualifica di Dolce a un tipo un poco inetto, allo stupidotto del paese: quell l’è dolz …

Ottavio Lurati

(per gentile concessione di Azione, settimanale di Migros Ticino)