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	<title>infoinsubria &#187; Lavoro</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Ligornetto chiude alle auto dei frontalieri. Sarà caos?</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 10:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
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Ligornetto chiude e si prospetta un lunedì e un anno da incubo per i frontalieri. Dal 26 ottobre e per dodici mesi, scatterà infatti la chiusura del centro storico del borgo situato al confine con ...]]></description>
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<div id="attachment_40579" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/10/Ligornetto.png"><img class="size-medium wp-image-40579" title="Ligornetto" src="/wp-content/uploads/2015/10/Ligornetto-300x221.png" alt="" width="300" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">La mappa coi divieti</p></div>
<p>Ligornetto chiude e si prospetta un lunedì e un anno da incubo per i frontalieri. Dal 26 ottobre e per dodici mesi, scatterà infatti la chiusura del centro storico del borgo situato al confine con l’Italia. Dalle ore 5 alle 8 e dalle 16.30 alle 19.30, da lunedì a venerdì, non si potrà transitare da una delle scorciatoie preferite dai lavoratori varesini pendolari col Canton Ticino. Sostanzialmente verrà bloccato al traffico il passaggio a valle del valico di Clivio Bellavista e migliaia di automobilisti che ogni giorno passavano da lì avranno davanti tre soluzioni. Uno: passare da Stabio, anche attraverso il valico di Clivio San Pietro. Due: scegliere Gaggiolo. In entrambi i casi, quasi certamente, l’effetto imbuto causato dal blocco di Ligornetto causerà un notevole aumento dei tempi di percorrenza in orari in cui il traffico è già fortemente congestionato. Terza soluzione: allungare la strada di chilometri e transitare da Saltrio-Arzo.<span id="more-40578"></span></strong></p>
<p>Ad ogni modo dopo un referendum, ricorsi e contro ricorsi sul provvedimento che salva il centro di Ligornetto dalle auto italiane, ora si è arrivati al dunque. E a farne le spese sono i lavoratori varesini. “Tramite Bellavista – dice il sindaco di Clivio Ida Petrillo – si tagliava tutto Stabio e la coda. Ora non più. Si finirà incolonnati al semaforo e agli stop e temo che sarà il caos. Ad ogni modo lunedì metteremo in campo tutte le nostre forze di Polizia locale e del Comune per affrontare la situazione. Vediamo che succede. Anche i frontalieri sono stati avvisati: da qualche parte dovranno passare e, forse, decideranno di allungare da Saltrio piuttosto che rimanere bloccati”. La decisione d’oltreconfine ha tenuto banco per anni tanto che l’europarlamentare varesina Lara Comi aveva presentato un’interrogazione alla Commissione e al Consiglio europeo ipotizzando la violazione del diritto al lavoro e del Trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Niente da fare: Ligornetto (che oggi è passato sotto il Comune di Mendrisio) ha tirato dritto per la sua strada, chiudendo la scorciatoia dei frontalieri: “Loro – aggiunge sconsolata Petrillo &#8211; preservano il centro storico da cui passano circa 5mila auto al giorno. D’altro canto noi non possiamo farlo, altrimenti da dove passano i nostri lavoratori? Vediamo cosa succede. Se si creano problemi enormi, dovrò ricontattare l’amministrazione elvetica e capire come organizzarsi. Sappiamo che anche la Polizia di Stabio si è organizzata da lunedì in avanti. E anche loro verificano cosa succederà”. Già perché sullo sfondo resta il quesito: e se anche Stabio decidesse di chiudere il centro? Tutti dovranno passare da Saltrio o riversarsi su Gaggiolo. E per quest’ultima si rischierebbe il collasso.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Svizzera, tornano le indennità per il lavoro ridotto</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 14:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli effetti della rivalutazione del franco svizzero su economia e mercato del lavoro hanno indotto la Confederazione a reintrodurre le indennità per il lavoro ridotto.
Il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann ha incaricato la Segreteria di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2011/08/franchi1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12460" title="franchi" src="/wp-content/uploads/2011/08/franchi1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Gli effetti della rivalutazione del franco svizzero su economia e mercato del lavoro hanno indotto la Confederazione a reintrodurre le indennità per il lavoro ridotto.</strong></p>
<p><strong><span id="more-39516"></span></strong>Il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann ha incaricato la Segreteria di Stato per l&#8217;economia SECO di permettere le indennità per lavoro ridotto viste le attuali fluttuazioni del corso del cambio. Scopo del Dipartimento federale dell&#8217;economia, della formazione e della ricerca DEFR è di neutralizzare gli effetti dell&#8217;eccezionale rivalutazione del franco svizzero, dopo la decisione della Banca nazionale svizzera BNS.</p>
<p>La SECO ha di conseguenza invitato oggi gli organi d&#8217;esecuzione dell&#8217;assicurazione contro la disoccupazione a considerare computabili le perdite di lavoro dovute alla fluttuazione del cambio. Previa soddisfazione degli altri presupposti del diritto, vengono approvate da subito le richieste di concessione d&#8217;indennità per lavoro ridotto a causa delle fluttuazioni del cambio. In tal modo vien messo a disposizione delle imprese, sotto pressione dalla forte rivalutazione del franco, uno strumento supplementare volto a garantire i posti di lavoro, strumento che ha fatto le sue prove già durante la crisi finanziaria del 2008.</p>
<p>Secondo la legge sull&#8217;assicurazione contro la disoccupazione, determinate perdite di lavoro dovute alle condizioni economiche e probabilmente temporanee danno diritto a un&#8217;indennità per lavoro ridotto. Il diritto a questa indennità non esiste se la perdita di lavoro è dovuta a circostanze che fan parte del normale rischio dell&#8217;azienda.</p>
<p>Le fluttuazioni del corso del cambio fan parte del rischio normale di un&#8217;azienda. È un fenomeno che si presenta regolarmente e può colpire ogni impresa. Le fluttuazioni monetarie subentrate dopo la liberazione del corso minimo del cambio da parte della BNS sono invece da considerare eccezionali dato il volume e l&#8217;ampiezza delle ripercussioni. Non potevano quindi essere considerate alla stregua di un normale rischio aziendale.</p>
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		<title>Maroni: &#8220;Frontalieri, nessun aumento fiscale&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 13:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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Nessuna stangata in arrivo per i frontalieri. Lo ha annunciato Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, ospite dei festeggiamenti per il ventennale della Regio Insubrica organizzato stamattina nella sede di Mezzana, a Balerna (Canton Ticino). ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_39452" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/01/Maroni.jpg"><img class="size-medium wp-image-39452" title="Maroni" src="/wp-content/uploads/2015/01/Maroni-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il tavolo delle autorità al ventennale della Regio Insubrica</p></div>
<p>Nessuna stangata in arrivo per i frontalieri. Lo ha annunciato Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, ospite dei festeggiamenti per il ventennale della Regio Insubrica organizzato stamattina nella sede di Mezzana, a Balerna (Canton Ticino). L&#8217;evento, giunto in un momento di grande fermento sulla linea di confine a causa del crollo dell&#8217;euro sul franco e della bozza di accordo fiscale fra Italia e Svizzera, è andato quindi ben oltre le celebrazioni dei venti anni dalla nascita dell&#8217;istituzione transfrontaliera.<span id="more-39451"></span></strong></p>
<p>E a entrare maggiormente nel dettaglio delle questioni bollente è stato il governatore lombardo: “L&#8217;accordo fiscale italo-svizzero – ha detto Maroni &#8211; per ora è stato solo annunciato. Ho parlato proprio ieri con il ministro italiano dell&#8217;Economia Pier Carlo Padoan e con il negoziatore Vieri Ceriani: entrambi mi hanno dato garanzie su alcune questioni importanti, come la tassazione per i lavoratori transfrontalieri e, soprattutto, sui ristorni ai Comuni. È vero che il sistema dei ristorni verrà meno con il nuovo accordo, ma il Governo italiano si è impegnato a garantire ai Comuni di frontiera lo stesso importo. Se sarà così, penso sarà un accordo positivo. In tal senso si eviteranno anche i problemi di eventuale blocco da parte del Canton Ticino&#8221;. Tradotto: secondo le rassicurazioni dell&#8217;esponente leghista non ci saranno inasprimenti fiscali per i lavoratori pendolari con la Svizzera, mentre ai Comuni di frontiera i soldi dei ristorni arriveranno tali e quali a prima. Compiranno soltanto un altro giro.</p>
<p>Ma Maroni ha annunciato un altro intervento, ancor più attuale: sarà la Regione Lombardia a coprire per il 2015 il contributo che le Province lombarde versano alla Regio Insubrica. Si tratta di 30.000 franchi (che oggi, sono saliti praticamente a 30.000 euro) ciascuna fra Varese, Como e Lecco, vale a dire le tre realtà che, con le piemontesi Novara e Vco e il Canton Ticino, oggi compongono la Comunità di Lavoro, nata esattamente 20 anni fa, il 19 gennaio 1995. “La riforma delle Province – ha aggiunto Maroni – mette in difficoltà il bilancio di questi enti. In attesa di chiarezza sulle regioni di area vasta, copriremo noi il contributo per permettere la continuazione della Regio: un progetto in cui crediamo”. Stesso auspicio anche da parte svizzera: “La Regio – ha affermato Manuele Bertoli, presidente del Consiglio di Stato cantonale – deve contribuire a non peggiorare il clima sul confine. Dobbiamo essere concreti, solo così questo ente ha un futuro”. Già perché le incomprensioni di questi anni non sono mancate: “Si poteva osare e ottenere di più – ha ricordato Gianpietro Gianella, segretario della Regio – ma abbiamo subito dinamiche contraddittorie che spingevano più alle distinzioni che alla condivisione. La volontà di proseguire c&#8217;è: si tratterà di consolidare la struttura organizzativa, di fissare obiettivi e programmi corrispondenti alle esigenze del territorio”.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Ticino, venti di bufera per il dumping salariale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2014 11:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sta scatenando una giusta bufera in Ticino a causa di due offerte di lavoro con stipendi letteralmente da fame. Ieri a Chiasso un&#8217;azienda in cerca di una segretaria/centralinista offriva uno stipendio di 600 franchi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2014/12/alpengate.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-39318" title="alpengate" src="/wp-content/uploads/2014/12/alpengate-271x300.png" alt="" width="271" height="300" /></a>Si sta scatenando una giusta bufera in Ticino a causa di due offerte di lavoro con stipendi letteralmente da fame. Ieri a Chiasso un&#8217;azienda in cerca di una segretaria/centralinista offriva uno stipendio di 600 franchi mensili, oggi a Lugano ad un webdesigner si propongono dagli 800 ai 1&#8242;500 euro al mese. Dito puntato sui datori di lavoro locali che alimentano il dumping salariale.</strong></p>
<p><span id="more-39317"></span>Ieri anche il Sindaco di Chiasso Moreno Colombo era sbottato alla vista di un annuncio per la ricerca di una segretaria/centralinista occupata quattro ore al giorno con uno stipendio di 600 franchi mensili. &#8220;Adesso basta&#8221; aveva dichiarato il Sindaco, esasperato dai datori di alvoro locali che moltiplicano il fenomeno del dumping salariale reclutando principalmente lavoratori frontalieri a prezzi stracciati, e aveva inoltrato una segnalazione ai sindacati e all&#8217;autorità di vigilanza cantonale. Stipendi da fame, invero, che letteralmente ammazzano il mercato del lavoro cantonale.</p>
<p>Oggi è la volta di un&#8217;azienda di Lugano che sul portale italiano &#8220;lavoricreativi&#8221; ha pubblicato un&#8217;offerta di lavoro per un webdesigner a tempo pieno retribuito dagli 800 ai 1&#8242;500 euro mensili.</p>
<p>In Ticino la reazione è di sdegno. Il fenomeno è schizofrenico, con la popolazione irrigidita di fronte all&#8217;aumento del numero di lavoratori frontalieri e dall&#8217;altra i datori di lavoro, spesso a loro volta ticinesi, che praticano il dumping salariale, offrendo stipendi minimi, improponibili ai residenti nel Cantone. Sindacati ed autorità di vigilanza si stanno occupando dei casi segnalati, certamente non gli unici in Ticino.</p>
<p><strong>Red.</strong></p>
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		<title>Svizzera e Ticino, in aumento la disoccupazione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2014 08:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[
In Svizzera alla fine di agosto 2014 si sono registrati 128’434 disoccupati, 1’380 in più rispetto al mese precedente. In Ticino le persone senza lavoro sono 6036, l’1,4% in più rispetto al mese precedente.


Il tasso ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_24219" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2012/07/disoccupati-ocse.png"><img class="size-medium wp-image-24219" title="disoccupati-ocse" src="/wp-content/uploads/2012/07/disoccupati-ocse-300x198.png" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">(foto OCSE)</p></div>
<p>In Svizzera alla fine di agosto 2014 si sono registrati 128’434 disoccupati, 1’380 in più rispetto al mese precedente. In Ticino le persone senza lavoro sono 6036, l’1,4% in più rispetto al mese precedente.</strong></p>
<p><strong><span id="more-38579"></span><br />
</strong></p>
<p>Il tasso di disoccupazione in Svizzera è salito dal 2,9% nel mese di luglio 2014 al 3,0% nel mese in rassegna. Sono, infatti, saliti a 128&#8242;434 i senza lavoro nella Confederazione. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il numero di disoccupati è diminuito di 1’522 unità (-1,2%).In Ticino i disoccupati iscritti agli Uffici Regionali di Collocamento sono stati in agosto 6.036. L&#8217;aumento registrato rispetto al mese precedente è di 82 unità in più, pari all&#8217;1,4%. Il tasso di disoccupazione a sud delle Alpi è aumentato dello 0,1% , raggiungendo il 3,8%.</p>
<p>I distretti della Riviera (5.0%), di Bellinzona (4.2%) e di Mendrisio (3.9%) sono quelli più colpiti, con un tasso di disoccupazione che risulta superiore a quello cantonale (3.8%).</p>
<p>L’aumento più consistente del numero di disoccupati si è registrato nelle Professioni commerciali e amministrative (+59 unità; +6.8%),  ma occorre segnalare anche gli incrementi che hanno interessato le Professioni dei trasporti e della circolazione (+10 unità, +5.5%) e le Professioni alberghiere e dell’economia domestica (+10 unità; +1.0); in controtendenza invece le Professioni della pulizia e dei servizi personali (-14 unità; -5.1%) e le Professioni commerciali e della vendita (-9 unità; -1.5%).</p>
<p><strong>Red./Com.</strong></p>
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		<title>Svizzera: troppi disoccupati stranieri?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2014 08:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katya</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo i dati pubblicati dall&#8217;Ufficio federale dell&#8217;IMmigrazione sarebbe in forte aumento in Svizzera il numero di cittadini UE al beneficio delle indennnità di disoccupazione.
Secondo quanto riferisce oggi Il Mattino della Domenica riferendosi ai dati pubblicati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2010/03/cantiere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-165" title="Operaio al lavoro" src="/wp-content/uploads/2010/03/cantiere-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" /></a>Secondo i dati pubblicati dall&#8217;Ufficio federale dell&#8217;IMmigrazione sarebbe in forte aumento in Svizzera il numero di cittadini UE al beneficio delle indennnità di disoccupazione.</strong></p>
<p><span id="more-38002"></span>Secondo quanto riferisce oggi Il Mattino della Domenica riferendosi ai dati pubblicati dall’Ufficio federale dell’Immigrazione, in Svizzera il numero di lavoratori dell’UE al beneficio delle indennità di disoccupazione sarebbe aumentato del 30% fra il 2012 e il 2013 con una lievitazione dei costi a carico dello Stato che passa da 21 a 31 milioni di franchi annui. Si tratterebbe in particolare di persone che, emigrate in Svizzera, entro un anno dal loro arrivo perdono il posto di lavoro e possono far capo alle indennità di disoccupazione potendo sommare i giorni di lavoro effettuati nella Confederazione con quelli già avvenuti in stati facenti parte dell&#8217;Unione Europea. L’autorità federale ha commissionato uno studio per valutare il fenomeno ed eventualmente elaborare dei correttivi.</p>
<p><strong>Red.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scuola: il concorso lo vince un frontaliere, il posto va alla ticinese</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 07:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partecipa a un concorso pubblico per insegnare musica alle scuole superiori del Canton Ticino. Arriva primo, ottenendo il giudizio di “ottimo” ma, una volta giunti ad assegnare la cattedra, vince la seconda arrivata, che aveva ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2014/07/ConcorsoScolastico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-37754" title="ConcorsoScolastico" src="/wp-content/uploads/2014/07/ConcorsoScolastico.jpg" alt="" width="299" height="168" /></a>Partecipa a un concorso pubblico per insegnare musica alle scuole superiori del Canton Ticino. Arriva primo, ottenendo il giudizio di “ottimo” ma, una volta giunti ad assegnare la cattedra, vince la seconda arrivata, che aveva ottenuto “buono”. Forse perché lui è italiano e lei è svizzera? Chissà. A denunciare la vicenda è L.P., varesino di 33 anni, che sta combattendo a suon di ricorsi quella che ritiene un&#8217;ingiustizia. Un caso personale, certo, ma che potrebbe essere conseguenza dei pessimi rapporti di questi anni fra l&#8217;Italia e i vicini di casa ticinesi.<span id="more-37755"></span></strong></p>
<p>Dopo aver appreso di essere stato scavalcato in classifica, l&#8217;aspirante professore di musica inizia una battaglia legale, cercando di riconquistare quanto aveva “vinto” sul campo. Ma il Decs, il Dipartimento Educazione, cultura e sport ticinese non è d&#8217;accordo: “Secondo loro &#8211; dice – chi nomina il vincitore può deciderlo all&#8217;interno di una rosa di idonei e non scegliere il migliore. Giova però sottolineare come qualsiasi candidato in possesso dei requisiti posti nel bando è già idoneo all&#8217;insegnamento, mentre la giustificazione emersa non è presente da nessuna parte. Anzi. Nel Canton Ticino esiste una legge molto chiara sull&#8217;ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti, che disciplina le assunzioni nel comparto della scuola. Si dispone senza mezzi termini che qualunque criterio preferenziale (da cui deriva la rivendicata discrezionalità dell&#8217;autorità di nomina) può valere solo e soltanto a parità di requisiti di idoneità tra due o più candidati”.</p>
<p>Mentre stando alle carte, il frontaliere ha preso “ottimo”, l&#8217;altro “buono”. “È davvero desolante – aggiunge il varesino &#8211; leggere certe motivazioni da parte della autorità cantonali quando questi per primi, in qualità di professionisti nel settore dell&#8217;istruzione, sanno che una valutazione &#8220;sufficiente&#8221; non coincide con una valutazione &#8220;buona&#8221;, &#8220;molto buona&#8221; nè tantomeno &#8220;ottima&#8221;”. E ancora: “In buona sintesi, secondo il Decs, i concorsi pubblici non hanno il compito di individuare i candidati più meritevoli, ma di offrire all&#8217;autorità di nomina la possibilità di esercitare il proprio apprezzamento, facendo prevalere, come nella fattispecie, i soli criteri preferenziali. Viene da sè che un candidato che non abbia frequentato le scuole in Svizzera, non abbia esperienza professionale in Svizzera, non conosca parimenti il territorio e la cultura svizzera, sarà sconfitto in partenza”. “Peccato – dice ancora il varesino &#8211; che in ogni parte del mondo un concorso equivalga ad una competizione e chi ottiene la valutazione/punteggio migliore prevale. Vince. Qui no. I cittadini ticinesi devono sapere che il personale della scuola pubblica viene assunto mediante procedure concorsuali in cui le Commissioni svolgono di fatto una funzione meramente consultiva, svuotando di significato il loro importante lavoro e mortificando al contempo l&#8217;operato degli esaminatori e i meriti dei candidati migliori”.</p>
<p>Va detto che un po&#8217; ovunque, pure in Italia, si registrano casi di concorsi non proprio cristallini. I ricorsi, insomma, fioccano. A volte si dà ragione al ricorrente, a volte no. Cosa succederà in questo caso? Si vedrà. Già perché il Decs, contattato attraverso il direttore Manuele Bertoli si limita a replicare: “Essendo il caso di cui lei si sta occupando tuttora sub judice, capirà che mi è impossibile prendere posizione rispetto alle domande che lei mi pone”. Per ora, insomma, è tutto rimandato. A settembre.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Ponte Tresa, il parcheggio dei frontalieri sarà a pagamento</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2014 08:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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<div id="attachment_37339" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="/wp-content/uploads/2014/05/Parchimetri.jpg"><img class="size-medium wp-image-37339" title="Parchimetri" src="/wp-content/uploads/2014/05/Parchimetri-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Parchimetri pronti a entrare in azione</p></div>
<p>In piazza Mercato partirà a breve l&#8217;era del parcheggio a pagamento e, come sempre avviene in questi casi, scatta la polemica. Il Comune ha infatti deciso di far pagare i 400 posti auto dell&#8217;area di sosta come segue: dal lunedì al venerdì (dalle 7 alle 19) le prime due ore saranno gratuite, poi si dovrà acquistare un ticket di 1 euro al giorno. Sabato ci sarà il mercato, mentre la domenica si posteggerà gratis. Sono possibili abbonamenti mensili a 20 euro, semestrali a 110 e annuali a 200, mentre i frontalieri residenti non dovranno pagare mai. <span id="more-37340"></span></strong></p>
<p>Le nuove regole sembrano proprio “tagliate” sui frontalieri: molti lavoratori che raggiungono il Luganese o Bellinzona, lasciano l&#8217;auto a Ponte Tresa per poi prendere il treno con partenza appena al di là del confine. Risultato: il parcheggio è perennemente pieno di vetture per tutto il giorno. Ora queste persone, se vorranno continuare ad evitare gli incolonnamenti nel Malcantone, dovranno pagare un obolo. “La regolamentazione del parcheggio – spiega il sindaco Pietro Roncoroni il cui Comune sborserà 15.000 euro per la segnaletica e i parcometri – era doverosa. In primis perché ormai si piazzavano le auto una sopra l&#8217;altra. Poi ci auguriamo che con questa mossa, il Canton Ticino ci segua nella promozione del park &amp; ride”. L&#8217;idea è: quello che i frontalieri pagheranno a Lavena Ponte Tresa, lo risparmieranno sul treno. Per le autorità ticinesi la promozione del treno è una soluzione quasi vitale su un asse bloccato dal traffico, soprattutto legato ai frontalieri. “Vogliamo far uscire allo scoperto il Cantone – prosegue Roncoroni &#8211; sulla ferrovia. Da sempre insistiamo da soli sull&#8217;integrazione dei mezzi di trasporto: ma la diplomazia, evidentemente, non basta. Speriamo che gli svizzeri vengano a cooperare. Inoltre la tariffa è molto modesta: 1 euro al giorno è niente, soprattutto per un posto come Ponte Tresa”.</p>
<p>La mossa, che secondo i calcoli dovrebbe portare a incassi pari a circa 100.000 euro l&#8217;anno, guarda anche all&#8217;Italia: “Il parcheggio – aggiunge ancora Roncoroni &#8211; è diventato palesemente insufficiente. Per abbattere il traffico su gomma servirebbe una struttura multipiano finanziata anche da enti superiori. Non solo: i dati sugli abbonati ci serviranno a capire da dove vengono e quindi a pensare a nuove formule di trasporto dai Comuni attorno a Lavena Ponte Tresa. Infine i cambiamenti ci sembrano un atto di buon senso verso i nostri residenti e commercianti: ogni giorni 300 auto si piazzano al centro del paese. Si tratta di persone che vanno a lavorare all&#8217;estero. In questo momento i Comuni non possono far finta di niente: abbiamo deciso questa soluzione anche per tutelare i nostri cittadini”.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Caro ministro, è &#8220;Meglio la Svizzera?&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Oct 2013 15:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2013/10/ItaliaSvizzera.png"><img class="alignleft size-full wp-image-34988" title="ItaliaSvizzera" src="/wp-content/uploads/2013/10/ItaliaSvizzera.png" alt="" width="300" height="199" /></a>Troppe tasse, troppa burocrazia, poco credito: così si presenta l’Italia ad un piccolo imprenditore. Poche tasse, poca burocrazia e tante opportunità: così si presenta la Svizzera ad un imprenditore italiano. E gli imprenditori si chiedono: “Meglio in Svizzera?”. Si intitola proprio così l&#8217;appuntamento organizzato lunedì prossimo (28 ottobre, alle ore 20.45) quando a MalpensaFiere le piccole imprese vicine a Confartigianato incontreranno il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. L&#8217;esponente del Governo Letta è stato invitato a Busto Arsizio: la ex Manchester d&#8217;Italia, dove un tempo si filavano così tanti chilometri di tessuto sufficienti da avvolgere l&#8217;intero pianeta. E dove oggi gli imprenditori rimasti si chiedono sempre più spesso se abbia ancora un senso continuare in Italia oppure sia meglio prendere la strada del Canton Ticino, la cui frontiera dista qualche decina di minuti.<span id="more-34987"></span></strong></p>
<p>All’iniziativa interverranno Giorgio Merletti, varesino e presidente nazionale di Confartigianato Imprese, e Dario Di Vico, giornalista del Corriere Della Sera, esperto delle vicende della piccola e media impresa. Ad oggi gli imprenditori che hanno dato la loro adesione all’incontro sono più di 800, interessati a chiedere al Ministro Zanonato cosa intende fare il Governo per alleggerire i tanti vincoli che ostacolano la competitività imprenditoriale in Italia. E&#8217; certo che il popolo delle pmi ricorderà come in un recente incontro a Chiasso, un migliaio di imprenditori italiani abbiano chiesto informazioni su come potersi trasferire in terra rossocrociata.</p>
<p>Sul tavolo, poi, ci saranno i problemi di sempre: tasse, burocrazia, credito, lavoro. Quei problemi, tutti italiani, che scoraggiano i nostri imprenditori e li spingono a guardare a Paesi, come appunto la Svizzera, dove fare impresa non è una battaglia quotidiana. Al Ministro dello Sviluppo Economico, gli imprenditori chiederanno di creare in Italia condizioni di normalità in cui fare impresa, condizioni almeno simili a quelle degli altri Paesi europei.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Lavoratori italiani: controlli a tappeto in frontiera</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Sep 2013 21:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilaterali]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Controlli in dogana]]></category>
		<category><![CDATA[distaccati]]></category>
		<category><![CDATA[infrazione legge sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[padroncini]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2013/09/Schermata-09-2456562-alle-22.58.34.png"><img class="alignleft size-full wp-image-34513" title="Schermata 09-2456562 alle 22.58.34" src="/wp-content/uploads/2013/09/Schermata-09-2456562-alle-22.58.34.png" alt="Il valico di Gaggiolo (YT)" width="277" height="240" /></a>Durante le prime ore della giornata di oggi, la Polizia cantonale ticinese, quelle dei comuni di frontiera e le Guardie di confine svizzere, hanno eseguito una serie di controlli a tappeto sulle vetture provenienti dall’Italia. Su 27 veicoli sono state riscontrate delle infrazioni, in particolare per ciò che riguarda la legge sul lavoro e le notifiche, a cui si devono attenere gli indipendenti e i distaccati.<span id="more-34512"></span></strong></p>
<p>Ventisette infrazioni alla legge federale sul lavoro. E’ il bilancio dell’operazione, in grande stile, eseguita stamattina, a tutti i valichi di frontiera del Mendrisiotto, dalla Polizia ticinese con la collaborazione delle Polizie comunali di Stabio, Mendrisio e Chiasso, dalle Guardie di confine e dall&#8217;Ufficio cantonale della manodopera estera. &#8220;L&#8217;obiettivo dell&#8217;operazione era di verificare l&#8217;adempimento delle condizioni legate al mercato del lavoro -le cosiddette notifiche- a cui si devono attenere gli indipendenti (padroncini) e i distaccati, oltre all&#8217;osservanza delle prescrizioni doganali. Le forze dell’ordine hanno controllato in modo approfondito 27 automezzi. Su tutti sono state riscontrate delle infrazioni.</p>
<p>Il paradosso è che proprio questa mattina, a Chiasso, si inaugurava “Benvenuta impresa” una manifestazione che ha attirato svariate centinaia di imprenditori italiani, interessati a spostare le loro attività in Svizzera. Forse le autorità cantonali e federali, proprio oggi, hanno voluto mandare un messaggio a tutti sulla necessità di rispettare le regole soprattutto per ciò che attiene la legge sul lavoro. I controlli simili, hanno fatto sapere le autorità, saranno ripetuti anche nei prossimi mesi. Uomo avvisato…..</p>
<p><strong>MB</strong></p>
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