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	<title>infoinsubria &#187; Insubria</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Il Ticino come l’Italia: per i funghi ci vorrà il tesserino</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 14:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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Il governo ticinese propone di introdurre anche in Ticino l’obbligo di dotarsi di una tessera se si vuole avere il diritto di cercare funghi. Il progetto di legge propone di introdurre delle aree regolamentate, al ...]]></description>
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<div id="attachment_5654" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2010/08/funghi3.jpg"><img class="size-medium wp-image-5654" title="funghi" src="/wp-content/uploads/2010/08/funghi3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Solo con la patente (cc Urogallus)</p></div>
<p>Il governo ticinese propone di introdurre anche in Ticino l’obbligo di dotarsi di una tessera se si vuole avere il diritto di cercare funghi. Il progetto di legge propone di introdurre delle aree regolamentate, al cui interno, nel periodo compreso dal 1.agosto al 31 ottobre, la raccolta di funghi è possibile solo a condizione di aver ottenuto un’apposita tessera.</strong></p>
<p><span id="more-40542"></span>Attualmente la legge prevede solo il limite giornaliero di 3 kg pro capite e il divieto di raccolta notturna. Mancano però nella legge attuale degli strumenti di gestione della coglitura che consentano di arginare fenomeni sgraditi, come l’approccio di taluni cercatori poco rispettoso alla natura o la presenza di gruppi di organizzati che all’occasione si accaparrano tutti i funghi presenti in un’area, privando gli altri della possibilità di trovarne. Per ovviare a queste lacune, il Consiglio di Stato ha elaborato una proposta di regolamentazione della raccolta di funghi tesa ad un uso più rispettoso dell’ambiente naturale e ad una distribuzione più equa di un bene per sua natura limitato.</p>
<p>Secondo il disegno di legge, il Consiglio di Stato avrà la facoltà di istituire aree regolamentate nelle quali sarà possibile cogliere funghi solo a condizione di aver ottenuto una apposita tessera. La regolamentazione sarà in ogni caso limitata al periodo 1. agosto &#8211; 31 ottobre, al di fuori delle aree e di questo periodo la raccolta di funghi non richiederà alcuna autorizzazione.</p>
<p>La tessera ha lo scopo di limitare il numero di cercatori presente in un’area regolamentata e sarà rilasciata prioritariamente alla popolazione residente nel Cantone, la quale, facendosi carico della cura e della gestione del proprio territorio, deve poter fruire prioritariamente di un bene naturale limitato come i funghi. Ai residenti sono equiparati proprietari ed inquilini (con contratti superiori ai tre mesi) di residenze secondarie. La tessera autorizza il titolare alla raccolta nella singola area. Per i non residenti ha una validità di cinque giorni consecutivi, mentre che per i residenti e i soggetti equiparati è valida dal 1. agosto al 31 ottobre. Essa è rilasciata dal Cantone in collaborazione con i Comuni e il progetto di legge prevede la possibilità subordinarne il rilascio al prelievo di una tassa di cancelleria, dalla quale saranno esentati i residenti. L’introduzione della tessera contribuirà a facilitare i controlli e a fungere da strumento di sensibilizzazione, in favore del rispetto di tutti i funghi, compresi quelli non commestibili che dunque non vanno distrutti.</p>
<p><strong>Red./Comunicato</strong></p>
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		<title>Regio Insubrica fra riorientamento e quote non pagate</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 14:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_10888" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2011/05/Norman-Gobbi-10.jpg"><img class="size-medium wp-image-10888" title="Norman-Gobbi-10" src="/wp-content/uploads/2011/05/Norman-Gobbi-10-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Norman Gobbi, capo del Dipartimento delle istituzioni</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Se Lombardia e Piemonte non verseranno le quote arretrate, il Ticino potrebbe sospendersi dalla Regio Insubrica. Lo ha affermato il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea annuale della Comunità di lavoro transfrontaliera.</strong></p>
<p><span id="more-40502"></span>La piattaforma di dialogo e cooperazione transfrontaliera composta dal Cantone Ticino e dalle Province di Como, Lecco, Novara, Varese e Verbano Cusio Ossola, che svolge  un importante ruolo operativo su tematiche e questioni di rilevante interesse per i territori di confine, vede le sue attività rallentate dalla ridefinizione organizzativa, istituzionale e finanziaria delle Province.</p>
<p>La principale conseguenza di questa situazione è il ritardo nel pagamento delle quote delle province lombarde, in tutto 150’000 euro. Il mancato versamento di questi mezzi pregiudica il lavoro della Regio, ha sottolineato Norman Gobbi nel suo intervento, esortando le Regioni Lombardia e Piemonte a dar seguito alle promesse dei loro presidenti di voler onorare gli impegni delle Province.</p>
<p>Il segretario della Comunità di avoro Giampiero Gianella ha fatto presente che a questo punto si tratta di definire il ruolo delle Province all’interno della Regio tenendo conto dell’entrata delle Regioni a pieno titolo. L’importanza e l’interesse che gli enti di riferimento sul territorio e di prossimità con il Cantone possano assicurare la continuità del loro ruolo e funzioni è stata sottolineata anche dal presidente della Regio e della Provincia di Como Maria Rita Livio.</p>
<p>Tutti d’accordo insomma sulla necessità di mantenere in vita la Regio insubrica e sul principio di far partecipare le Regioni alla Comunità di lavoro. Si tratta però di accellerare l’inter istituzionale che permetta alle Regioni di entrare a far parte della Regio, in modo da creare le premesse per garantire anche in futuro l’esistenza della Comunità di lavoro.</p>
<p>Red./Comunicato</p>
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		<title>Armida Barelli verso la Beatificazione?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 19:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[“Potrebbe essere la volta buona per la beatificazione di Armida Barelli”. Si è vicini a una svolta nel percorso per rendere beata la cofondatrice dell’Università Cattolica, con profondi legami nel paesino della Valganna. Lo ha ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/09/ArmidaBarelli.png"><img class="alignleft size-full wp-image-40490" title="ArmidaBarelli" src="/wp-content/uploads/2015/09/ArmidaBarelli.png" alt="" width="225" height="225" /></a>“Potrebbe essere la volta buona per la beatificazione di Armida Barelli”. Si è vicini a una svolta nel percorso per rendere beata la cofondatrice dell’Università Cattolica, con profondi legami nel paesino della Valganna. Lo ha annunciato oggi (domenica 20 settembre) l’avvocato Silvia Correale durante l’inaugurazione dei lavori di restauro di Villa San Francesco, la dimora di Marzio (provincia di Varese) dove la cofondatrice dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano passò diversi anni della sua vita e vi morì il 15 agosto 1952. “La congregazione dei Santi – ha affermato la legale che sta seguendo la pratica – ci ha chiesto ulteriori chiarimenti sul possibile miracolo collegato ad Armida Barelli. Sostanzialmente si tratta di un episodio in cui una donna, dopo un incidente frontale con un camion mentre andava in bici, non solo è sopravvissuta, ma non ha subito nemmeno alcun danno neurologico”. Insomma, quello che già giornalisticamente è considerato un miracolo, ora deve essere ratificato dalle istituzioni cattoliche. “In tal senso – ha aggiunto Correale – i medici a cui ci siamo rivolti hanno preparato un fascicolo in cui si risponde alle richieste ricevute sulla vicenda e siamo fiduciosi che possa essere la volta buona per la beatificazione. Non solo: ho avuto modo di interloquire con la Segreteria di Papa Francesco e, vista anche la vicinanza del Santo Padre con l’Azione cattolica (di cui Armida Barelli, è stata vice-presidente, ndr), siamo molto fiduciosi sul buon esito della vicenda”.<span id="more-40489"></span></strong></p>
<p>L’annuncio sulla beatificazione ha ulteriormente riempito i cuori di chi è salito fino a Marzio dove grazie all’impegno dell’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo (Ism), proprietario dello stabile, e dell’architetto Massimo Sassi, si è ristrutturata Villa San Francesco, la residenza dove la Venerabile Barelli, trascorse lunghi e significativi periodi della sua vita.  “Qui – ha ricordato Fiorella Pecchioli, rappresentante dell’Ism – Armida ha passato un tempo molto fecondo e, oggi, stando sul belvedere, nella sua camera o nella cappelletta restaurata, si possono vivere momenti di grande emozione e riflessione. Il restauro, insomma, è stata una decisione più che giusta”. Lo hanno sottolineato anche il sindaco Maurizio Frontali e gli altri protagonisti della giornata, primo fra tutti don Luigi Curti, memoria vivente di Armida Barelli, che coi suoi 101 anni è il parroco più longevo d’Italia: “Di lei – ha sottolineato il sacerdote di Marzio – ricordo il grande coraggio nell’affrontare le sofferenze e il forte legame con San Francesco”. Una storia che verrà tramandata ai posteri anche dal libro scritto da Maddalena Colli, curatrice della ricerca storica sulla villa e co-autrice con Barbara Pandolfi del volume “Dalla pace di questi monti è più facile partire per il cielo. La presenza di Armida Barelli a Marzio”. Una presenza che, ancora oggi, si può sentire, nel profondo dell’anima.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Formaggi, pesce e olio di lago. Eccellenze insubriche da preservare</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 13:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[I sapori intensi del formaggio delle Prealpi, il gusto delicato dell&#8217;olio e del pesce di lago. Il tutto innaffiato da vino ticinese. Sono stati questi prodotti i protagonisti del convegno “Eccellenze alimentari e salvaguardia dell&#8217;ambiente” ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/09/Alpeggi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40471" title="Alpeggi" src="/wp-content/uploads/2015/09/Alpeggi-300x143.jpg" alt="" width="300" height="143" /></a>I sapori intensi del formaggio delle Prealpi, il gusto delicato dell&#8217;olio e del pesce di lago. Il tutto innaffiato da vino ticinese. Sono stati questi prodotti i protagonisti del convegno “Eccellenze alimentari e salvaguardia dell&#8217;ambiente” organizzato oggi (12 settembre) dai Lions per la Regio insubrica e dalla Comunità di lavoro della Regio insubrica. L&#8217;incontro, tenuto a Villa Cagnola di Gazzada Schianno (Varese), ha ospitato una dozzina di interventi di esperti dei vari settori e, dopo le relazioni, si è vissuto un momento di incontro fra i produttori e gli ospiti dell&#8217;appuntamento scientifico-alimentare.<span id="more-40470"></span></strong></p>
<p>Chiaramente si tratta di prodotti di nicchia ma, come emerso dagli interventi, essi rappresentano un valore aggiunto sia per l&#8217;alimentazione spesso rovinata dall&#8217;omologazione dei “sapori di plastica”, sia come presidio per il territorio. “In una ricerca sui formaggi lombardi – ha spiegato Milena Basca, ricercatrice dell&#8217;Ispa Cnr – abbiamo notato come in alcune aree della pianura, le aziende produttrici di latte utilizzassero tanto fieno per nutrire i bovini ma, evidentemente di medio-bassa qualità. Mentre nelle aree insubriche, specialmente fra Como e Lecco ci fossero imprese che fornivano molto più lino rispetto al tradizionale unifeed (il metodo di somministrazione degli alimenti che ha soppianta la dieta tradizionale delle vacche, ndr)”. Risultato: “All&#8217;assaggio, quasi tutti indicavano come migliori i prodotti prealpini che, fra l&#8217;altro, spiccavano anche come qualità nutrizionali”. Nella provincia dei sette laghi non poteva poi mancare un intervento sul pesce: “Una risorsa – ha sottolineato l&#8217;ittiologo Cesare Puzzi – che ora sta sviluppando ittioturismo, pescaturismo e soprattutto fornisce prodotti di qualità alla ristorazione locale. Nel Verbano e nel Ceresio sono stabili le presenze di persico e lavarello, mentre le specie esotiche come il luccioperca, il carassio e il siluro possono essere apprezzati da quelle comunità che li conoscono e li sanno cucinare meglio come gli stranieri dell&#8217;est Europa. Infine alcuni interventi nei collegamenti fra laghi e fiumi hanno permesso la ricomparsa del barbo e, sul lago di Como, è da due anni che è tornata l&#8217;alborella. Chissà mai che questo esemplare tanto abbondante in passato torni presto a popolare anche le acque varesine. Per ora comunque le eccellenze non mancano e fra i prodotti lavorati si segnalano affumicato, bottarghe, marinato e pesce in carpione”.</p>
<p>Tornando sulla terra ferna, uno dei nemici principali dell’agricoltura è il bosco: “Dobbiamo fermare l’avanzata – ha affermato Loris Ferrari, caposezione agricoltura del Dipartimento delle finanze e dell’economia del Canton Ticino – perché ogni prato che scompare è una risorsa in meno per l’alimentazione e un rischio per gli eventuali dissesti idrogeologici. Inoltre dobbiamo batterci in Confederazione affinché il 5% del budget nazionale destinato all’agricoltura resti tale e non scenda ulteriormente”.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Schianto fatale con la Porsche, muore l&#8217;Ingegner Claudio Salini</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2015 09:09:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ E’ finito con la Porsche contro un albero: un impatto impressionante che gli è costato la vita. E’ morto nella notte fra domenica e lunedì Claudio Salini, uno degli imprenditori più conosciuti degli ultimi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/08/ClaudioSalini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40432" title="ClaudioSalini" src="/wp-content/uploads/2015/08/ClaudioSalini-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a> E’ finito con la Porsche contro un albero: un impatto impressionante che gli è costato la vita. E’ morto nella notte fra domenica e lunedì Claudio Salini, uno degli imprenditori più conosciuti degli ultimi anni sulla linea di confine fra Canton Ticino e Italia. La sua azienda, la Ics (Ingengner Claudio Salini) era a capo del gruppo di imprese che ha realizzato la ferrovia Mendrisio-Stabio, mentre su territorio italiano il cantiere ha avuto enormi problemi tanto che al posto della “Salini” l’opera ora è stata affidata alla Salcef.<span id="more-40431"></span></strong></p>
<p>Il dramma è avvenuto a Roma: l’amministratore delegato del gruppo imprenditoriale, 46 anni, si è schiantato contro un albero al volante della sua nuova Porsche 911. Un impatto violentissimo, che non ha lasciato scampo al manager, deceduto poco dopo all’ospedale Sant’Eugenio. L’incidente è avvenuto poco dopo le ore 23 di domenica, all’altezza di viale Giustiniano Imperatore in direzione Eur. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco, il 118 e la polizia locale. I pompieri hanno dovuto sventrare la carrozzeria della Porsche per liberare il conducente dall’abitacolo accartocciato. Una volta estratto dalle lamiere, le sue condizioni sono apparse subito disperate, tanto che l’uomo, nonostante il trasporto in ospedale, è deceduto. La dinamica dell’incidente è al vaglio degli inquirenti che sentiranno eventuali testimoni e analizzeranno la traiettoria dello schianto e i resti del veicolo.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Ponte Tresa, i profughi arrivano al confine</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2015 11:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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Fino a tre anni fa ospitava decine di finanzieri, da settembre vi alloggeranno fra i trenta e i quaranta migranti per almeno sei mesi. Dopo giorni di voci incontrollate dalla Valceresio alla Valganna sul ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_40416" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/08/Ponte-Tresa-dogana-1.jpg"><img title="Ponte-Tresa-dogana-1" alt="" width="300" class="size-medium wp-image-40416" src="/wp-content/uploads/2015/08/Ponte-Tresa-dogana-1-300x199.jpg" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il valico di Ponte Tresa</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Fino a tre anni fa ospitava decine di finanzieri, da settembre vi alloggeranno fra i trenta e i quaranta migranti per almeno sei mesi. Dopo giorni di voci incontrollate dalla Valceresio alla Valganna sul possibile arrivo di profughi, ora è giunta l’ufficialità. Sarà l’ex caserma della Guardia di finanza “Luigi Moi” di via Marconi a ospitare una parte della seconda ondata di profughi affidati al Varesotto. Da queste parti si tratterebbe del contingente più cospicuo, almeno come quello di Marzio soltanto che, stavolta, gli stranieri non sarebbero alloggiati in un albergo in mezzo alle montagne, ma nel cuore di Lavena Ponte Tresa: a due passi dal confine col Canton Ticino, dal lungolago e dalle scuole dove studiano 400 alunni. Inoltre sarebbe il secondo contingente a due passi dalla frontiera col Canton Ticino, dopo quello di Rodero (Como).<span id="more-40415"></span></strong></p>
<p>Lo ha annunciato il sindaco Pietro Roncoroni durante l’ultimo Consiglio comunale: “Arriveranno nel mese di settembre e occuperanno soltanto un piano dell’edificio – afferma il sindaco – quindi per questioni di sicurezza potranno essere al massimo cinquanta persone, anche se il prefetto Giorgio Zanzi ha rassicurato che non supereranno la quarantina di unità. Ad ogni modo esprimiamo tutte le nostre perplessità sull’operazione. Innanzitutto perché fino alla sua chiusura del dicembre 2012, la caserma è stato un presidio di sicurezza e ora potrebbe diventare l’esatto contrario. Inoltre l’edificio si trova a pochi passi da scuola, palestra, da siti e attività turistiche e commerciali e soprattutto dal valico con la Svizzera. Siamo proprio a due passi dal lago Ceresio e ciò può rappresentare una tentazione per i profughi. Già in passato qualcuno ha tentato di attraversare il golfo a nuoto ed è annegato: in tal senso siamo molto preoccupati”. Roncoroni teme pure le reazioni delle autorità elvetiche che hanno già inviato ai valichi con l’Italia una dose massiccia di forze dell’ordine per presidiare maggiormente i passaggi presi d’assalto da chi cerca di andare nel nord Europa: “Ciò potrebbe provocare – dice Roncoroni – un aumento dei controlli e quindi delle colonne in dogana”, che è già congestionata di suo.</p>
<p>E poi vi è il problema della sicurezza: “Nel corso degli anni qui sono diminuiti i presidi e gli uomini di controllo. Con l’arrivo dei migranti chiederemo che la zona venga presidiata con l’arrivo di nuove unità”, come richiesto anche dall’assessore alla Polizia locale Pietro Muraca. Altro fronte, altra perplessità: “Ci hanno assicurato che il centro verrà aperto soltanto fra i sei e i dodici mesi. Ma noi temiamo che la soluzione non sia temporanea perché all’interno vi è stata una spesa imponente per sistemare i locali fatiscenti”.</p>
<p>Assieme ai dubbi e alle paure per l’arrivo di un gruppetto di profughi, la prefettura e la Caritas diocesana di Como che si occuperà dell’accoglienza assieme ad alcune cooperative, hanno voluto tranquillizzare il sindaco con una serie di garanzie. Oltre al numero che non supererà le quaranta unità, quello sul lago Ceresio sarà un centro di prima accoglienza: “I profughi – dichiara Roncoroni elencando le rassicurazioni avute &#8211; arriveranno da Milano, saranno inquadrati qui a piccoli gruppi, ma soltanto per qualche mese e poi verranno inviati in altre strutture del Varesotto. Nell’ex caserma resteranno per poco tempo e quindi non si potranno creare delle situazioni spiacevoli legate alla sedentarietà e alla formazione di gruppuscoli dediti a situazioni poco piacevoli. In tal senso ci sarà comunque un regolamento e chi non si adeguerà, verrà rispedito a Milano o espulso dal Paese”.</p>
<p>Dal punto dell’organizzazione, come ha sottolineato anche l’assessore ai Servizi sociali Nicola Fierravanti “si stanno valutando gli orari di ingresso e uscita dei migranti, affinché non vadano a sovrapporsi con quello delle scuole”. L’ex caserma avrà un custode notturno, mentre di giorno si lavorerà all’integrazione: “Abbiamo chiesto – aggiunge Roncoroni – che i profughi, oltre ai corsi di italiano e altre attività, vengano integrati con la popolazione. E quindi ci saranno incontri con le scuole e la cittadinanza e, su base volontaria, essi potranno compiere piccoli lavori per la collettività, in collaborazione pure con la parrocchia”.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Ticinesi, assalto a comprare le vacanze in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 12:29:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/08/Sardegna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40405" title="Sardegna" src="/wp-content/uploads/2015/08/Sardegna-300x93.jpg" alt="" width="300" height="93" /></a>Nonostante i rapporti un po’ tesi sul fronte del lavoro e della politica, da sempre l’Italia è la principale meta delle vacanze degli svizzeri. Sole, ottimo cibo e prezzi convenienti. Quest’anno, a quanto pare, la tendenza sembrerebbe essersi ulteriormente consolidata, per la gioia degli operatori turistici tricolori.<span id="more-40403"></span></strong></p>
<p>D’altronde già gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica parlano chiaro: su un totale di 20,3 milioni di viaggi intrapresi dagli svizzeri in un arco di dodici mesi, ben 12,9 milioni portano verso destinazioni estere. Italia, Grecia, Francia, Spagna e Turchia sono le destinazioni favorite, dove i turisti hanno a disposizione un pacchetto servizi che in Svizzera non potrebbero ottenere a prezzi competitivi, non per ultimo a causa del franco svizzero forte. E lo confermano pure gli operatori varesini del settore, come Massimo Colombo, recentemente premiato come titolare di una delle tre agenzie in Italia che vendono il maggior numero di viaggi per BluVacanze e Going. Nella sua azienda gli svizzeri rappresentano il 10% dell’intera clientela, nonostante la popolazione ticinese sia un numero decisamente inferiore rispetto ai vicini di casa italiani:</p>
<p>“E dall’anno scorso – dice Colombo – c’è stato un incremento quantificabile fra il 5 e il 10%. Un po’ stupisce anche noi perché, alla fine, prenotare qui non costa molto meno perché il tour operator è lo stesso. Evidentemente sono già al Centro commerciale Belforte per la spesa alimentare e decidono di fermarsi anche da noi”. Altro aspetto “Gli svizzeri vogliono a tutti i costi il tour operator italiano e quindi si rivolgono a un’agenzia tricolore per avere un filo diretto con villaggio italiano e la partenza da Malpensa”. Già perché da Agno, l’aeroporto di Lugano, i viaggi verso il mare sono praticamente inesistenti e l’alternativa Zurigo dista troppo. “Le mete più gettonate – afferma ancora Colombo – sono la Sardegna e la Puglia, mentre all’estero ai primi posti del 2015 ci sono la Grecia e la Spagna”.</p>
<p>Se i rossocrociati invadono le agenzie viaggio vicine al confine, vi è anche un fenomeno silenzioso, ma confermato anche da operatori che preferiscono rimanere anonimi: quello dei frontalieri dei viaggi in contanti. Italiani con tanti euro liquidi che vogliono “versarli” fra Chiasso, Mendrisio e Lugano. Se nel Bel Paese, infatti, il limite per il pagamento in contanti è fissato a 1.000 euro, oltre Gaggiolo non ci sono problemi. Il cash è ben accetto, soprattutto se tanto. E così, andando in un hotel a cinque stelle, si può anche ripulire denaro potenzialmente scottante. E volare verso una vacanza da sogno. Anche se, prima o poi, al check-in potrebbe materializzarsi la Guardia di Finanza.</p>
<p><strong>Nicola Antonello<br />
</strong></p>
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		<title>Decisioni unilaterali italiane sulla regolazione del Lago Maggiore</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 10:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
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Il capo del  Dipartimento del territorio del Canton Ticino Claudio Zali, in una lettera al Segretario Generale dell’Autorità di bacino del fiume Po ha stigmatizzato il modo di procedere, in merito alla regolazione del ...]]></description>
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<div id="attachment_32433" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2013/06/Castelveccana-Lago-Maggiore.png"><img class="size-medium wp-image-32433" title="Castelveccana-Lago-Maggiore" src="/wp-content/uploads/2013/06/Castelveccana-Lago-Maggiore-300x223.png" alt="" width="300" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">Il Lago Maggiore (foto vareselandoftourism.it)</p></div>
<p>Il capo del  Dipartimento del territorio del Canton Ticino Claudio Zali, in una lettera al Segretario Generale dell’Autorità di bacino del fiume Po ha stigmatizzato il modo di procedere, in merito alla regolazione del Lago Maggiore e alla recente approvazione della sperimentazione estiva dei livelli, deliberata dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino del fiume Po il 12 maggio scorso.</strong></p>
<p><span id="more-40277"></span>Questa decisione è motivo di forte preoccupazione per il Cantone Ticino, sia per quanto riguarda l’iter procedurale che ha portato a questa delibera, senza coinvolgimento e consultazione delle autorità federali e cantonali (decisione italiana unilaterale), sia per motivazioni di ordine tecnico in merito al protocollo e al programma di monitoraggio.</p>
<p>Nella comunicazione si chiede il rispetto della fascia di regolazione autorizzata dal Disciplinare di concessione del 24 gennaio 1940 e, parallelamente, il coinvolgimento del Dipartimento del territorio fra gli enti rappresentati nel Tavolo tecnico istituito dalla delibera.</p>
<p>Si richiede, altresì, che il previsto programma di monitoraggio degli effetti di tale innalzamento consideri tutti i settori potenzialmente coinvolti da questa modifica della regolazione, valorizzando i lavori recentemente finanziati nell’ambito della cooperazione transfrontaliera.</p>
<p>L’attuazione di un programma di sperimentazione, soprattutto nel caso di un comparto molto delicato quale il bacino del lago Maggiore, sul quale insistono molti interessi spesso conflittuali, richiede un approccio condiviso e partecipato che coinvolga tutti gli enti istituzionali.</p>
<p>Eventuali decisioni dovranno essere oggetto di discussioni bilaterali tra le rappresentanze di Italia e Svizzera, in particolare, nel quadro del Dialogo Ambientale Italia-Svizzera, formalizzando la ricostituzione della Commissione italo-svizzera per la regolazione del Lago Maggiore, che ha positivamente operato con funzioni di vigilanza e organo bilaterale di consultazione nel corso dei decenni scorsi.</p>
<p><strong>Comunicato</strong></p>
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		<title>Ivan Basso ha un tumore. Shock al Tour de France</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 13:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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Ivan Basso ha un tumore. E’ la notizia shock annunciata oggi (lunedì 13 luglio) a Pau, dove il ciclista di Cassano Magnago (Varese) stava effettuando il primo giorno di riposo del Tour de France prima ...]]></description>
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<div id="attachment_40247" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="/wp-content/uploads/2015/07/IvanBasso.jpg"><img class="size-medium wp-image-40247" title="IvanBasso" src="/wp-content/uploads/2015/07/IvanBasso-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ivan Basso alla presentazione del Tour 2015</p></div>
<p>Ivan Basso ha un tumore. E’ la notizia shock annunciata oggi (lunedì 13 luglio) a Pau, dove il ciclista di Cassano Magnago (Varese) stava effettuando il primo giorno di riposo del Tour de France prima di affrontare, da domani, i Pirenei. La tradizionale conferenza stampa della Tinkoff-Saxo ha assunto caratteri drammatici quando ha preso la parola il passista scalatore 38enne e padre di tre figli: “Ho un piccolo cancro nel testicolo sinistro. L’ho battuto contro la sella quando sono caduto alla quinta tappa. Era capitato anche altre volte, ma stavolta ha cominciato a darmi fastidio. Mi sono sottoposto ad alcuni esami, a una Tac e stamattina sono andato da un urologo a Pau. Già in serata sarò a Milano perché devo operarmi subito”.<span id="more-40246"></span></strong></p>
<p>La notizia è stata commentata dal capitano di Ivan Basso, Alberto Contador, che su Twitter ha scritto: “Oggi è una giornata dura: hanno scoperto a Ivan Basso un serio problema di salute. Sicuro che andrà tutto bene, ci vediamo a Parigi per festeggiare”. E ancora: “E’ uno shock durissimo per tutta la squadra. Non avrei mai immaginato un giorno come questo. Ivan e io abbiamo speso 120 degli 180 giorni assieme”.</p>
<p>Anche ieri Basso è stato uno degli uomini migliori durante la cronosquadre che ha permesso alla Tinkoff-Saxo di non perdere troppi secondo dagli avversari principali di Contador. Quella di “gregario di esperienza” è la quarta vita della lunghissima carriera di Ivan Basso iniziata come giovane promessa e poi sbocciato come campione in grado di vincere due Giri d’Italia (2006 e 2010), arrivare due volte sul podio del Tour de France (secondo nel 2005 e terzo nel 2004).</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Province italiane addio. La Polizia è il primo settore a chiudere</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2015 10:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Procede inesorabile lo smembramento delle Province italiane che, sulla fascia di confine, obbligherà a rivedere i rapporti fra istituzioni, in primis quello della Regio Insubrica. L&#8217;ennesimo segnale arriva da Varese dove a breve chiuderà la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/07/PoliziaProvinciale.png"><img class="alignleft size-full wp-image-40242" title="PoliziaProvinciale" src="/wp-content/uploads/2015/07/PoliziaProvinciale.png" alt="" width="246" height="205" /></a>Procede inesorabile lo smembramento delle Province italiane che, sulla fascia di confine, obbligherà a rivedere i rapporti fra istituzioni, in primis quello della Regio Insubrica. L&#8217;ennesimo segnale arriva da Varese dove a breve chiuderà la Polizia provinciale. Finora la situazione è stata affrontata soltanto nei palazzi della politica ma ora, per la prima volta, toccherà pesantemente i dipendenti di Villa Recalcati e i cittadini. Il primo pezzo ad andarsene dall’ente provinciale sarà la Polizia. Lo rivela una circolare dell’Upi (Unione delle Province italiane) che all’articolo 5 recita: “Ai fini del riordino delle Province si prevede il transito del personale della polizia provinciale nella polizia locale municipale per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale”.</strong></p>
<p><span id="more-40243"></span>Tradotto dal burocratese vuol dire che il corpo nato a Varese nel 1927, in contemporanea con la nascita della Provincia, verrà smantellato. Tutti i dipendenti delle tre sezioni (stradale, nautica e faunistica), dopo una fase di transizione di qualche mese, verranno accasati alla Regione o ai Comuni con compiti simili ma che, chiaramente, cambieranno la geografia della sicurezza sul territorio. Per i dettagli si è interpellato Fabrizio Mirabelli, consigliere delegato alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione. “I nove agenti della stradale – afferma il rappresentante del Partito democratico – passeranno ai Comuni. I municipi chiederanno gli agenti di cui hanno bisogno per completare l’organico e la Provincia coordinerà il passaggio. Prima di assumere qualcun altro dovranno pescare da Villa Recalcati”. E quindi nessuno dovrebbe rimanere senza lavoro, così come i colleghi delle altre sezioni e i funzionari.</p>
<p>Il problema è che non si capisce ancora la tempistica: “Per la sezione nautica – afferma ancora Mirabelli – ci auguriamo che, prima di muovere qualsiasi cosa, si abbia il buon senso di attendere la fine della stagione turistica. Grazie a un emendamento appoggiato anche dal Pd nell’ultima assemblea in Regione, questi agenti saranno affidati al Pirellone. Fortunatamente si è evitato il passaggio ai Comuni che sarebbero stati in grado di assolverlo solo consorziandosi con tutti i problemi economici e campanilistici che ben sappiamo. Così invece, il servizio dovrebbe essere garantito: nel Varesotto siamo gli unici in Lombardia ad avere un presidio così funzionante sui laghi, in particolare il Maggiore, fondamentale dopo il boom della nautica da diporto. Quindi il presidio di Laveno con cinque agenti, una motovedetta e un gommone dovrebbe essere confermato anche per le prossime stagioni”.</p>
<p>Infine la sezione faunistica: “In base alla legge regionale – aggiunge Mirabelli – i settori di agricoltura, caccia e pesca passeranno alla Regione di conseguenza i nostri venti agenti passeranno sotto l’ente regionale fino a esaurimento delle risorse messe a disposizione, occupandosi sempre di anti-bracconaggio, incidenti con animali selvatici, caccia, pesca e tutela del territorio. Gli altri agenti dovrebbe andare ai Comuni”.</p>
<p>Di certo vi è che il destino della Polizia provinciale è segnato: “Sarà – conclude il consigliere delegato – uno dei primi settori a sparire. Anche se non immediatamente, la prospettiva è quella lì. Per i mezzi a disposizione non abbiamo ancora capito cosa succederà. In tal senso, ma soprattutto per tenere informati i dipendenti, avremo delle riunioni per tenerci aggiornati sulla situazione. Da ultimo voglio ringraziare gli agenti e i funzionari per il lavoro di questi mesi svolto al servizio della collettività in un momento difficile per l’ente. La chiusura del corpo mi rattrista ma allo stesso tempo vi è la soddisfazione che nessun dipendente verrà lasciato a casa”.</p>
<p><strong>Nicola Antonello<br />
</strong></p>
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