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	<title>infoinsubria &#187; Frontalieri</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>No della Lega Nord all’accordo fiscale fra Svizzera e Italia</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2016/02/no-della-lega-nord-all%e2%80%99accordo-fiscale-fra-svizzera-e-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 15:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[L’accordo fiscale Italia &#8211; Svizzera penalizza i frontalieri. Lo afferma la Lega Nord, che ha presentato due mozioni identiche, una alla Camera e una al Senato, per chiedere al Governo italiano di fare dietrofront sul ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2010/05/Frontalieri-dogana-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4324" title="Frontalieri-dogana-3" src="/wp-content/uploads/2010/05/Frontalieri-dogana-3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>L’accordo fiscale Italia &#8211; Svizzera penalizza i frontalieri. Lo afferma la Lega Nord, che ha presentato due mozioni identiche, una alla Camera e una al Senato, per chiedere al Governo italiano di fare dietrofront sul nuovo regime fiscale  che potrebbe costare, secondo le stime del Carroccio, un peso in termini di tasse pari a 3mila euro in piu&#8217; a testa.</strong></p>
<p><span id="more-40715"></span>L&#8217;obiettivo del Carroccio e&#8217; che anche le altre forze politiche, a partire dal Pd &#8211; come osserva Umberto Bossi &#8211; sottoscrivano le richieste avanzate dalla Lega. L&#8217;accordo stretto tra Italia e Confederazione elvetica, sottolineano i senatori della Lega Jonny Crosio e Paolo Arrigoni, &#8220;pone fine al meccanismo del ristorno ai comuni di frontiera nonche&#8217; prevede la doppia tassazione per i lavoratori, che si ritrovano a pagare le tasse sui redditi per il 70% in Svizzera e per il 30% in Italia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Insomma, una vera e propria stangata. Questo è stato un baratto: Renzi &#8211; dice il deputato del Carroccio Nicola Molteni &#8211; ha svenduto i frontalieri italiani per il rientro dei capitali. E ora al governo, chiediamo chiarezza e garanzie&#8221;.</p>
<p>“Due mozioni &#8211; puntualizzano i senatori della Lega Stefano Candiani e Arrigoni – per impegnare il governo a mantenere, per i frontalieri italiani che lavorano in Svizzera, una tassazione simile a quella precedente la convenzione. Come Lega – conclude il deputato della Lega, Paolo Grimoldi – vogliamo che i frontalieri conoscano i responsabili politici di questa scelta perché, ancora una volta, il governo Renzi aumenta di fatto le tasse e aiuta le banche facendo pagare tutto a lavoratori e comuni che erogano servizi ai cittadini”.</p>
<p><strong>Red./Comunicato</strong></p>
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		<title>I frontalieri contrari all’accordo italo-svizzero</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 14:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Le novità previste dall’accordo fra Italia e Svizzera non piacciono ai frontalieri, che hanno manifestato la loro preoccupazione durante l’incontro organizzato da gruppo Facebook „Frontalieri Ticino“ sabato a Ponte Tresa. Più di 500 frontalieri sono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2012/01/Ponte-Tresa-Bennet-2a.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16983" title="Ponte-Tresa-Bennet-infoinsubria" src="/wp-content/uploads/2012/01/Ponte-Tresa-Bennet-2a-300x160.jpg" alt="" width="300" height="160" /></a>Le novità previste dall’accordo fra Italia e Svizzera non piacciono ai frontalieri, che hanno manifestato la loro preoccupazione durante l’incontro organizzato da gruppo Facebook „Frontalieri Ticino“ sabato a Ponte Tresa. Più di 500 frontalieri sono accorsi al Bennet di Ponte Tresa per far sentire la loro voce.</strong></p>
<p><span id="more-40704"></span>La preoccupazione principale riguarda il cambiamento delle modalità di tassazione. Gli accordo prevedono infatti uno splitting del prelievo fiscale: in parte anche il fisco italiano procederà alla tassazione del reddito realizzato in Svizzera. Finisce insomma l’esenzione dal dichiarare il reddito svizzero in Italia, e molte preoccupazioni, evidentemente, sull’aliquota che chiederà l’Italia. Ma non ci sono ancora valutazioni concrete sul prelievo che verrà effettuato, ed evidentemente i politici presenti hanno promesso di fare il possibile per evitare un peggioramento della situazione.</p>
<p>Altro tema sollevato quello della partecipazione ai costi della sanità. Gli accordi europei sottoscritti anche dalla Svizzera prevedono infatti che la copertura per le spese sanitarie debba essere assicurata nel paese in cui si lavora. I frontalieri possono però chiedere di venir esentati dall’assicurarsi in Svizzera. In diverse situazioni, sopratutto nella provincia di Varese, il sistema sanitario italiano ha ritenuto che in questo caso i frontalieri vadano considerati come lavoratori esteri, chiedendo una partecipazione ai costi. Anche a questo proposito i politici presenti hanno assicurato di voler intervenire per mantenere lo stato quo.</p>
<p>Ma questi interventi si sono scontrati con una grande diffidenza, e dalla sala si sono spesso levate bordate di fischi. Uno dei pochi applausi è andato al rappresentante della Lega Sud ticinese Luciano Milan Danti, che ha criticato la Lega dei Ticinesi e la Lega Nord, forze politiche che secondo Danti sono unite nel „gettare fango contro i frontalieri“.</p>
<p>Ha raccolto consensi anche l’intervento di Eros Sebastiani, iniziatore del sito frontalieri.it, che ha ventilato una risposta politica del frontalierato che potrebbe far valere la sua forza elettorale nelle regioni di frontiera.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
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		<title>Bellinzona: marcia indietro sui permessi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 09:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governo ticinese rinuncia a richiedere il “certificato carichi pendenti” agli italiani desiderosi di stabilirsi o lavorare in Svizzera. Il provvedimento, che viola i trattati bilaterali con l’Unione europea e ha provocato lo stallo dei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2009/10/bellinzona_017.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1311" title="Bellinzona_017" src="/wp-content/uploads/2009/10/bellinzona_017-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il governo ticinese rinuncia a richiedere il “certificato carichi pendenti” agli italiani desiderosi di stabilirsi o lavorare in Svizzera. Il provvedimento, che viola i trattati bilaterali con l’Unione europea e ha provocato lo stallo dei negoziati fiscali con l’Italia, era stato introdotto in aprile dal Dipartimento delle istituzioni.</strong></p>
<p><span id="more-40617"></span>Rimane invece in vigore, per ottenere il rilascio o il rinnovo dei permessi di dimora o di lavoro, la richiesta di allegare il certificato generale del casellario giudiziario. La marcia indietro del governo ticinese avviene a pochi giorni dalla consegna di una petizione promossa dalla Lega dei Ticinesi a sostegno di entrambe le misure, che ha raccolto 12’192 firme.</p>
<p>In concomitanza con la candidatura del Capo del dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi alla carica di Consigliere federale, il governo ticinese sembra adeguarsi a posizioni più in linea con quelle seguite dagli altri cantoni svizzeri e dal governo federale. La decisione di Bellinzona dovrebbe inoltre contribuire a sbloccare la conclusione del negoziato fiscale con l’Italia.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ligornetto chiude alle auto dei frontalieri. Sarà caos?</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 10:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>

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Ligornetto chiude e si prospetta un lunedì e un anno da incubo per i frontalieri. Dal 26 ottobre e per dodici mesi, scatterà infatti la chiusura del centro storico del borgo situato al confine con ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_40579" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/10/Ligornetto.png"><img class="size-medium wp-image-40579" title="Ligornetto" src="/wp-content/uploads/2015/10/Ligornetto-300x221.png" alt="" width="300" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">La mappa coi divieti</p></div>
<p>Ligornetto chiude e si prospetta un lunedì e un anno da incubo per i frontalieri. Dal 26 ottobre e per dodici mesi, scatterà infatti la chiusura del centro storico del borgo situato al confine con l’Italia. Dalle ore 5 alle 8 e dalle 16.30 alle 19.30, da lunedì a venerdì, non si potrà transitare da una delle scorciatoie preferite dai lavoratori varesini pendolari col Canton Ticino. Sostanzialmente verrà bloccato al traffico il passaggio a valle del valico di Clivio Bellavista e migliaia di automobilisti che ogni giorno passavano da lì avranno davanti tre soluzioni. Uno: passare da Stabio, anche attraverso il valico di Clivio San Pietro. Due: scegliere Gaggiolo. In entrambi i casi, quasi certamente, l’effetto imbuto causato dal blocco di Ligornetto causerà un notevole aumento dei tempi di percorrenza in orari in cui il traffico è già fortemente congestionato. Terza soluzione: allungare la strada di chilometri e transitare da Saltrio-Arzo.<span id="more-40578"></span></strong></p>
<p>Ad ogni modo dopo un referendum, ricorsi e contro ricorsi sul provvedimento che salva il centro di Ligornetto dalle auto italiane, ora si è arrivati al dunque. E a farne le spese sono i lavoratori varesini. “Tramite Bellavista – dice il sindaco di Clivio Ida Petrillo – si tagliava tutto Stabio e la coda. Ora non più. Si finirà incolonnati al semaforo e agli stop e temo che sarà il caos. Ad ogni modo lunedì metteremo in campo tutte le nostre forze di Polizia locale e del Comune per affrontare la situazione. Vediamo che succede. Anche i frontalieri sono stati avvisati: da qualche parte dovranno passare e, forse, decideranno di allungare da Saltrio piuttosto che rimanere bloccati”. La decisione d’oltreconfine ha tenuto banco per anni tanto che l’europarlamentare varesina Lara Comi aveva presentato un’interrogazione alla Commissione e al Consiglio europeo ipotizzando la violazione del diritto al lavoro e del Trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Niente da fare: Ligornetto (che oggi è passato sotto il Comune di Mendrisio) ha tirato dritto per la sua strada, chiudendo la scorciatoia dei frontalieri: “Loro – aggiunge sconsolata Petrillo &#8211; preservano il centro storico da cui passano circa 5mila auto al giorno. D’altro canto noi non possiamo farlo, altrimenti da dove passano i nostri lavoratori? Vediamo cosa succede. Se si creano problemi enormi, dovrò ricontattare l’amministrazione elvetica e capire come organizzarsi. Sappiamo che anche la Polizia di Stabio si è organizzata da lunedì in avanti. E anche loro verificano cosa succederà”. Già perché sullo sfondo resta il quesito: e se anche Stabio decidesse di chiudere il centro? Tutti dovranno passare da Saltrio o riversarsi su Gaggiolo. E per quest’ultima si rischierebbe il collasso.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Controlli in vista per frontalieri con residenza fittizia in zona di confine ?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 16:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono certamente pochi i frontalieri con la famiglia che risiede oltre la fascia dei 20 km dal confine svizzero che si sono dotati di un pied-à-terre in zona di confine per figurare come frontalieri ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2012/09/frontalieri-5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26802" title="frontalieri-5" src="/wp-content/uploads/2012/09/frontalieri-5.jpg" alt="" width="297" height="195" /></a>Non sono certamente pochi i frontalieri con la famiglia che risiede oltre la fascia dei 20 km dal confine svizzero che si sono dotati di un pied-à-terre in zona di confine per figurare come frontalieri e non dover dichiarare il reddito svizzero in Italia. Questa situazione non è sconosciuta all’Agenzia delle entrate, che si preparerebbe ad effettuale delle verifiche per chiarire se non si tratti di una residenza fittizia.</strong></p>
<p><span id="more-40252"></span>Incrociando per esempio il dato di residenza con lo stato di famiglia l’autorità fiscale può scoprire chi non abita con la famiglia. Secondo la regola del centro degli affetti, se non supportata da prove sufficienti a dimostrare che la residenza lontano dalla famiglia sia effettiva, questi persone potrebbero venir considerate frontalieri fuori zona evasori. Il loro reddito potrebbe quindi essere completamente ritassato in Italia, con il rischio di non vedersi riconosciuto a scomputo l’imposta alla fonte pagata.</p>
<p>In vista della scadenza del termine per la dichiarazione volontaria (in italiano „voluntary disclosure“&#8230;) è chiaro che l’Agenzia delle entrate sta facendo anche della guerra psicologica per motivare i contribuenti a partecipare al provvedimento. È difficile quindi valutare l’attendibilità dia questi segnali. È comunque opportuno che chi non è in regola valuti attentamente l’opportunità di regolarizzare la propria posizione.</p>
<p>Red.</p>
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		<title>Frontalieri con conti svizzeri: è ora di mettersi in regola</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 13:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA["voluntary disclosure"]]></category>
		<category><![CDATA[Conti bancari in Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo pilastro]]></category>

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Tira un&#8217;aria nuova nelle banche svizzere. Se ne sono accordi anche molti ex frontalieri: in più di un caso chi per esempio ha cercato di effettuare un prelevamento ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_7752" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2010/12/Frontalieri-dogana-11.jpg"><img class="size-medium wp-image-7752" title="Frontalieri-dogana-1" src="/wp-content/uploads/2010/12/Frontalieri-dogana-11-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text"> (foto Infoinsubria)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Tira un&#8217;aria nuova nelle banche svizzere. Se ne sono accordi anche molti ex frontalieri: in più di un caso chi per esempio ha cercato di effettuare un prelevamento importante in una banca di Lugano ha incontrato difficoltà se non era in grado di dimostrare che il conto era regolarmente dichiarato al fisco italiano.</strong></p>
<p><span id="more-40174"></span>Sono le prime conseguenze delle nuove norme sull’evasione e sul riciclaggio approvate dal governo italiano lo scorso anno, che inaspriscono le sanzioni per chi detiene irregolarmente conti all’estero, rendendo complici anche le banche di eventuali irregolarità. Per evitare di venir arrestati magari al sabato facendo la spesa a Como, i funzionari di banca svizzeri sono così diventati estremamente prudenti.</p>
<p>Tanto più che la Svizzera si è impegnata, a partire dal 2018, ad introdurre lo scambio automatico di informazioni fiscali con gli altri paesi dell’Unione europea. Il fisco italiano, a certe condizioni, potrà quindi chiedere informazioni sugli averi depositati in Svizzera dai propri soggetti fiscali.</p>
<p>Le nuove norme prevedono però anche la possibilità di regolarizzare la propria situazione, attraverso la cosiddetta “voluntary disclosure” (VD), ovvero la dichiarazione volontaria. Questa normativa consente a tutti i soggetti che sono fiscalmente residenti in Italia, di far emergere, regolarizzare e quindi, se desiderato, rimpatriare i capitali detenuti irregolarmente all’estero.</p>
<p>Si tratta insomma di una sorta di condono, con due caratteristiche assolutamente nuove e innovative rispetto alle normative simili degli anni passati:</p>
<p>1) la dichiarazione volontaria è nominativa, ovvero viene effettuata dal contribuente, quindi non è anonima;</p>
<p>2) le imposte evase vengono totalmente pagate senza alcuna riduzione.</p>
<p>Per i frontalieri ed ex frontalieri con delle situazioni irregolari si tratta di una possibilità rimettere a posto le cose, e di evitare problemi più gravi in futuro. Non c’è più molto tempo per farlo: la scadenza è fissata per il 30 settembre 2015 e al momento non sono previste proroghe.</p>
<p>Per chiarire in modo più preciso le implicazioni delle nuove normative per il frontalierato, abbiamo posto alcune domande ad Andrea Bottoni  commercialista a Viggiù  e specializzato nella soluzione degli specifici problemi fiscali in cui sono confrontati i frontalieri.</p>
<p><strong>Cosa c’entrano i frontalieri con la “dichiarazione volontaria”?</strong></p>
<p>Innanzitutto va ricordato che anche i frontalieri sono soggetti fiscalmente italiani e come tali sono obbligati a pagare le imposte italiane su:</p>
<p>1) salari e stipendi per attività lavorativa in Svizzera. Fanno eccezione i frontalieri residenti in una fascia di 20 chilometri dal Cantone in cui lavorano (va verificata l’appartenenza alla fascia del singolo comune italiano);</p>
<p>2) guadagni di capitali, ovvero interessi attivi derivanti da conti correnti, dividendi, cedole e altri tipi di interessi percepiti su investimenti finanziari;</p>
<p>3) plusvalenze derivanti dalla compravendita di titoli, obbligazioni e altri strumenti finanziari, incluso oro e valuta.</p>
<p>Oltre alle imposte da pagare, i soggetti fiscalmente residenti in Italia sono obbligati a compilare il quadro RW per tutte le attività finanziarie detenute all’estero (conti correnti, investimenti, oro, ecc.) e tutti i beni (auto, immobili, ecc.). Tale obbligo vige dal 1990.</p>
<p>Per tale secondo obbligo vige un esonero da verificare annualmente per coloro che sono frontalieri al 31.12 di ogni anno e lo sono stati per almeno la metà dell’anno stesso.</p>
<p>Molti frontalieri ed ex frontalieri sono però poco informati sugli obblighi ai quali sono sottoposti e negli anni passati li hanno ignorati. La situazione è ancora più grave per gli ex frontalieri, ovvero soggetti che hanno cessato la loro attività prima del 2014 e che hanno continuato a detenere in Svizzera denaro o altri beni. Per tali soggetti i rischi sono maggiori in quanto non hanno più, di fatto, nessun esonero.</p>
<p><strong>Quali sono i beni che potrebbero essere interessati dalla dichiarazione volontaria?</strong></p>
<p>Gli obblighi dichiarativi riguardano due tipologie di informazioni:</p>
<p>1) redditi prodotti (stipendi, interessi attivi, plusvalenze) che devono essere tassati in Italia;</p>
<p>2) le attività, ovvero tutti i beni (depositi, saldi dei conti correnti, immobili, auto, gioielli, denaro, automobili, opere d’arte, oro, ecc.) che di per sè sono presumibilimente in grado di produrre un reddito.</p>
<p>La VD consente di regolarizzare entrambe le tipologie, sanando definitivamente il rapporto con il fisco italiano a tutto il 31.12.2013, fermo restando l’obbligo di produrre la dichiarazione per l’anno 2014 e successivi.</p>
<p><strong>Dalla sua esperienza i frontalieri ed ex frontalieri sono consapevoli della problematica?</strong></p>
<p>Personalmente mi occupo di problematiche fiscali relative ai frontalieri da diversi anni. Ritengo che ad oggi ancora molti frontalieri non siano consapevoli della problematica, soprattutto quelli residenti nella fascia dei 20 chilometri, i quali tendono a confondere l’esonero dalla tassazione italiana degli stipendi percepiti in Svizzera (cosa vera) con tutti gli altri adempimenti previsti. E quindi, erroneamente, ritengono di essere nel giusto e di non dover regolarizzare alcunché. In diversi casi è facile riscontrare inadempimenti, a volte di rilevanza minima, a volte più importanti. Le situazioni che più facilmente sono da regolarizzare riguardano:</p>
<p>- il secondo pilastro incassato sia come capitale che sotto forma di rendita;</p>
<p>- le procure rilasciate ad altri soggetti sui conti correnti;</p>
<p>- gli interessi percepiti sia sul conto salario che sui conti deposito/risparmio e su altri investimenti;</p>
<p>- alcuni tipi di rendite (prepensione, assicurazioni private, ecc.)</p>
<p><strong>Cosa deve fare un frontaliere per sapere se la sua posizione è regolare?</strong></p>
<p>Deve necessariamente far esaminare la propria posizione da un consulente fiscale italiano al fine di verificare attentamente se e quali inadempimenti vi siano da regolarizzare e se vi siano le condizioni per usufruire della procedura della “voluntary disclosure”.</p>
<p><strong>Quali sono i vantaggi della “voluntary disclosure”?</strong></p>
<p>Senza entrare nel merito politico se sia giusto od opportuno aver legiferato tale norma, è certo che per sanare gli inadempimenti fiscali la VD sia una opportunità da valutare attentamente. In particolare accedendo alla VD un contribuente ottiene i seguenti vantaggi:</p>
<p>1) Le sanzioni previste vengono ridotte rispetto a quelle ordinarie. In alcuni casi le differenze sono notevoli.</p>
<p>2) Con la VD il fisco italiano richiede il pagamento delle imposte e delle sanzioni dal 2009 (in alcuni casi anche solo dal 2010) al 2013, e ritiene “condonato” il periodo precedente;</p>
<p>3) Aderendo alla VD si regolarizzano i capitali detenuti in Svizzera, e, di conseguenza, non si avranno problemi in futuro qualora tali capitali vengano utilizzati in Italia per qualsiasi motivo oppure semplicemente depositati su conti correnti italiani;</p>
<p>4) La VD prevede una depenalizzazione da tutta una serie di reati penali legati all’evasione fiscale e al riciclaggio;</p>
<p>5) Con la VD è anche possibile, a mio parere, risolvere alcune questioni che oggi non sono chiare. Mi riferisco in particolare alla tassazione del secondo pilastro come capitale, e all’annosa questione delle procure di firma sui propri conti correnti detenuti in Svizzera rilasciate da tanti frontalieri (che sono esonerati dalla compilazione del quadro RW), a parenti o altri soggetti che non sono frontalieri e per i quali, quindi, l’esonero non è certo che venga applicato. Su tale ultimo punto si è in attesa di delucidazioni da parte dell’Agenzia delle entrate.</p>
<p><strong>Cosa si rischia se non si regolarizza la posizione con il fisco italiano?</strong></p>
<p>La sottoscrizione dell’accordo Italia-Svizzera dello scorso 23 febbraio ha radicalmente cambiato le prospettive future facendo di fatto decadere il segreto bancario. Tale accordo, che produrrà effetti nei prossimi anni, in linea di principio consentirà uno scambio automatico di informazioni economiche e finanziarie sensibili che potranno essere utilizzate dal fisco italiano per effettuare accertamenti sui contribuenti italiani, anche frontalieri.</p>
<p>Le conseguenze di carattere sanzionatorio possono essere anche rilevanti. Per fare un esempio, la mancata compilazione del quadro RW può essere sanzionata, per la Svizzera, oggi, dal 6% fino al 30% dell’importo omesso per ogni anno e, essendo oggi ancora considerato un paese “black list” (per la normativa che definisce gli anni accertabili), potenzialmente possono essere accertati fino a 10 annualità.</p>
<p><strong>Cosa succede con i conti svizzeri una volta regolarizzata la situazione?</strong></p>
<p>La regolarizzazione consente ai frontalieri ed ex frontalieri di decidere serenamente, una volta regolarizzata la propria posizione, se il capitale resta in Svizzera o viene rimpatriato, ma soprattutto consente di firmare senza nessun rischio la dichiarazione che gli istituti di credito elvetici stanno richiedendo in questo periodo per “sbloccare” l’utilizzo dei conti correnti e degli altri strumenti bancari (carte di credito).</p>
<p><strong>MA/Studio Bottoni, via Roma 33, Viggiù, +39 0332 488 910</strong></p>
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		<title>Contestato a Bruxelles l’aumento dell’aliquota d’imposta ai frontalieri</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 05:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>

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L’Italia contesta davanti alla Commissione dell’Unione europea l’aumento del moltiplicatore d’imposta deciso dal Ticino per il calcolo dell’imposta alla fonte dei frontalieri. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 1 gennaio, prevede l’innalzamento della relativa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6462" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2010/09/ImpostaFonte-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-6462" title="ImpostaFonte-2" src="/wp-content/uploads/2010/09/ImpostaFonte-2-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Moduli per la dichiarazione delle imposte alla fonte</p></div>
<p>L’Italia contesta davanti alla Commissione dell’Unione europea l’<a href="/2014/11/frontalieri-alla-cassa-approvato-l%E2%80%99aumento-del-moltiplicatore-dellimposta-alla-fonte/">aumento del moltiplicatore d’imposta deciso dal Ticino per il calcolo dell’imposta alla fonte dei frontalieri</a>. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 1 gennaio, prevede l’innalzamento della relativa aliquota dal 78% &#8211; pari alla media di quelle applicate dai comuni &#8211; al 100%.</strong></p>
<p><span id="more-40182"></span>Secondo il governo italiano il provvedimento sarebbe discriminatorio e violerebbe gli accordi sulla libera circolazione. L’art. 9 dell’accordo sulla libera circolazione del 1999 statuisce che “il lavoratore cittadino di una parte contraente non può ricevere sul territorio dell&#8217;altra parte contraente, a motivo della propria cittadinanza, un trattamento diverso da quello riservato ai lavoratori dipendenti nazionali».</p>
<p>Il passo intrapreso da Roma è stato confermato dalla portavoce della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali Anne César.</p>
<p><strong>Red</strong>.</p>
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		<title>Ticino-frontalieri. Su Facebook è guerra di insulti</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 11:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Insubria]]></category>

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		<description><![CDATA[L’incontro fra Roberto Maroni e Norman Gobbi ha rinnovato, almeno sulla carta, la dichiarazione d’intesa con la quale si vuole favorire i contatti e la collaborazione in diversi settori fra Regione Lombardia e Canton Ticino. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/06/FrontalieriCzz.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-40128" title="FrontalieriCzz" src="/wp-content/uploads/2015/06/FrontalieriCzz-300x127.png" alt="" width="300" height="127" /></a>L’incontro fra Roberto Maroni e Norman Gobbi ha rinnovato, almeno sulla carta, la dichiarazione d’intesa con la quale si vuole favorire i contatti e la collaborazione in diversi settori fra Regione Lombardia e Canton Ticino. Su internet, invece, alcune pagine fanno pensare invece come i rapporti fra i due popoli siano ai minimi storici.<span id="more-40127"></span></strong></p>
<p>Il caso più esemplificativo è quello del gruppo “C.zzo vuoi frontaliere di m.”. Due insulti su cinque parole ma oltre 1.300 “Mi piace”. E’ polemica su Facebook fra il gruppo contro i lavoratori italiani in Canton Ticino e i frontalieri che hanno chiesto al social network di chiudere la pagina. Per molti frontalieri, è infatti incomprensibile come Facebook, zelante per molto meno, non abbia ancora cancellato la pagina, nonostante la denuncia di decine di utenti. Fra le immagini più ricorrenti del gruppo vi sono quelle di auto italiane parcheggiate un po’ a casaccio, a volte con la targa visibile, in barba alla privacy. Sotto, spesso, appaiono dei commenti di fuoco con veri e propri insulti, dove chi attacca viene a sua volta contrattaccato con epiteti di ogni genere. Talvolta però ci sono anche alcuni post ironici, ma chiaramente il “taglio” dei commenti viene imbastardito dal titolo della pagina. Tanto che ci sono anche svizzeri che si dissociano dai pesanti epiteti, ritenendoli razzisti e difendendo i lavoratori tricolori.</p>
<p>D’altro canto, anche alcuni post di frontalieri riferiti agli svizzeri non sprizzano certo di amore, tanto che, su entrambi i lati del confine, viene da sottoscrivere in toto la recente dichiarazione di Umberto Eco su internet: &#8220;I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E&#8217; l&#8217;invasione degli imbecilli&#8221;.</p>
<p>Ha invece 675 like il gruppo “Frontalieri che posteggiano come cani in Ticino” che invita a pubblicare foto del metodo “all’italiana” con cui alcuni automobilisti piazzano i veicoli oltreconfine. Un altro gruppo anti-frontalieri è intitolato “Basta frontalieri, ci rovinate le strade del Cantone”. Una verità assoluta per chi si trova per strada durante le ore di circolazione da e verso l’Italia quando i 60.000 lavoratori tricolori si muovono sul tragitto casa-lavoro-casa. In tal senso il problema di viabilità è decisamente complicato da risolvere, vista la conformazione geografica del Cantone. Più facile (ma è dura) che in un prossimo futuro vengano moderati i toni di odio su internet.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Frontalieri varesini: +50% in otto anni</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 11:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Varesini superano comaschi. Arriva dalla Provincia di Varese il più ampio contingente di lavoratori che giornalmente si spostano nel Canton Ticino per lavoro. Alla fine del 2014 hanno raggiunto la quota 25.751, con un incremento ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/06/Frontalieri2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-40132" title="Frontalieri2" src="/wp-content/uploads/2015/06/Frontalieri2.jpg" alt="" width="297" height="195" /></a>Varesini superano comaschi. Arriva dalla Provincia di Varese il più ampio contingente di lavoratori che giornalmente si spostano nel Canton Ticino per lavoro. Alla fine del 2014 hanno raggiunto la quota 25.751, con un incremento del 4,7% nell’arco di dodici mesi. Di questi, il 60,3% è rappresentato dalla componente maschile e il restante 39,7% da quella femminile, come indica l&#8217;analisi effettuata dall&#8217;Ufficio studi e statistica della Camera di commercio di Varese, resa disponibile sul portale statistico OsserVa.<span id="more-40133"></span></strong></p>
<p>I lavoratori della provincia di Varese sono i più numerosi tra i frontalieri italiani in Canton Ticino (42,1%), seguiti dai comaschi (40,1%) e, più distanti, dagli abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola (8,7%) e da quelli di Lecco e Sondrio (entrambi allo 0,6%). C&#8217;è però da considerare che, per quanto riguarda la Valtellina, il flusso più forte dei frontalieri è diretto verso il Canton Grigioni ma, ad ogni modo, non si avvicina minimamente ai numeri del Varesotto e del Comasco.</p>
<p>Aumentano i lavoratori varesini in Ticino e, a braccietto, si registra finalmente un calo anche della disoccupazione, dove in un anno si è passati dall’8,6% all’8,3%. Un dato che, tuttavia, non è stato sufficiente a fermare il flusso dei lavoratori verso lo stesso Canton Ticino. Basti pensare che nel 2006 i frontalieri varesini erano 17.246 e, dunque, complessivamente negli ultimi otto anni si è registrato un incremento impressionante, pari al 49,3%. ”L’analisi conferma poi il sempre più alto livello d’istruzione dei frontalieri – evidenzia Elena Provenzano, responsabile dell’Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio di Varese –. Così, dal 2000 a oggi il numero dei laureati è cresciuto dal 6% al 17%. Dati che si riflettono sulle professioni esercitate dai frontalieri: per esempio nell’ambito tecnico, se alla fine degli anni Novanta si contavano circa 2.000 unità, adesso siamo intorno alle 5.500, Nelle professioni intellettuali e scientifiche, poi, le cifre si sono addirittura quadruplicate, passando da poco più di 900 a oltre 4.000 addetti. Una dinamica che si ripete anche sul versante dei dirigenti e dei quadri superiori, dove partendo da quasi 500 unità si è arrivati a 2.000 frontalieri occupati”.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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		<title>Voluntary disclosure: &#8220;Proroga necessaria&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 07:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Frontalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Si rischia il penale? Quanto si dovrà pagare per regolarizzarsi? Si possono lasciare ugualmente i soldi in Svizzera? Mancano poche settimane alla scadenza del 30 settembre, il termine in cui, almeno finora, scade l’adesione alla ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/06/Voluntary.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40112" title="NSA-BS0011748" src="/wp-content/uploads/2015/06/Voluntary-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Si rischia il penale? Quanto si dovrà pagare per regolarizzarsi? Si possono lasciare ugualmente i soldi in Svizzera? Mancano poche settimane alla scadenza del 30 settembre, il termine in cui, almeno finora, scade l’adesione alla Voluntary disclosure, vale a dire la sanatoria per “ripulire”, in accordo col fisco, i capitali italiani tenuti in Svizzera. Eppure ancora oggi i professionisti attendono regole certe dell’Agenzia delle Entrate e quindi è praticamente certa una proroga almeno fino alla fine dell’anno, se non oltre. D’altronde in Italia si è abituati alle proroghe su tutto e quindi viene dato per scontata anche su una questione così delicata: già, ma nel frattempo, dopo un primo periodo di adesione “entusiastica” al rimpatrio dei capitali, si è arrivati a un punto di stallo. Mancano delle circolari basilari e quindi le situazioni più problematiche (che coincidono spesso coi patrimoni più ingenti) sono “bloccate in dogana”.<span id="more-40111"></span></strong></p>
<p>Per dare qualche certezza alle centinaia di varesini coinvolti in questa operazione, Confesercenti ha messo in campo un’iniziativa per aiutare i propri associati interessati. “Vogliamo consentire – ha detto Christian Spada, vice-presidente territoriale durante l’incontro nella sede di viale Milano, a Varese – di risanare la propria posizione con lo Stato, pagando le relative imposte e le sanzioni in forma ridotta”. Per questo l’associazione ha presentato ai suoi soci due super esperti: il commercialista Salvatore Giallo e l’avvocato Stefano Amirante. “Una proroga verrà concessa sicuramente – ha detto il vice-presidente dei commercialisti varesini – perché mancano ancora delle circolari che spiegano bene il da farsi su alcune questioni chiave e, con di mezzo l’estate, ci auguriamo che l’Agenzia delle entrate compia una scelta saggia. Ci sono diversi lati oscuri che il fisco dovrebbe chiarire, anche perché l’incertezza frena la presentazione delle domande. Ormai purtroppo le azioni da intraprendere non si spiegano più nelle leggi, ma con le circolari”. E intanto milioni di euro restano congelati nei caveau di Lugano e dintorni e centinaia di persone temono di finire nella lista degli evasori. Anche perché, com’è noto, la Voluntary è (almeno ad oggi) l’ultima possibilità di rimpatrio “pulito” prima della fine del segreto bancario elvetico. “Ci sono dubbi sulla gestione del contante – ha aggiunto Giallo – e sui reati penali. Un esempio: vengono prescritti quelli prima del 2009 oppure no?”. Insomma: le decisioni su questi due argomenti sposterebbero, e di molto, le scelte degli interessati. “Inoltre – ha sottolineato Amirante – ci sono differenze di prescrizione fra i reati tributari e penali. Nel caso dell’autodenuncia poi, si chiede una ricostruzione della provenienza dei capitali mentre con gli scudi ciò non veniva richiesto perché siamo di fronte a una sanatoria e non a un condono”. Certo, chi è coinvolto dovrà pagare una multa che si stima mediamente attorno all’11% (ma può salire di molto a seconda di quanto siano sporchi i soldi). In cambio, si chiuderà un occhio sul penale.</p>
<p>E per i frontalieri? “Chi è regolarmente assunto con un contratto – ha detto il commercialista Salvatore Giallo – non avrà problemi diversamente dagli ex o da chi è andato in pensione e ha lasciato i soldi in Canton Ticino senza dichiararli. Qui non si scappa: dovrà sanarli. Peggio andrà a chi ha delle posizioni irregolari e abita oltre i 20 chilometri dal confine: queste persone avranno grossi problemi. Infine per i pensionati è in gioco la questione del secondo pilastro. Va dichiarato ma nessuno lo ha mai fatto e la situazione non è chiara”.</p>
<p>L’Agenzia delle Entrate dovrà infatti avere la cortesia di emanare le circolari chiarificatrici, magari con qualche giorno di anticipo sull’attuale scadenza del 30 settembre.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
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