Eutanasia: in Svizzera seicento l’anno. Aumentano gli italiani

Sono circa 600 le persone che ogni anno scelgono la Svizzera per una ‘dolce morte’. Per un terzo si tratta di stranieri, in maggioranza tedeschi. Ma anche il numero degli italiani sta crescendo: circa 30 solo nel 2012.

La Svizzera, che dispone di una prassi giuridica molto permissiva per quanto riguarda “la dolce morte”, sta attirando, dall’estero, sempre più persone, in condizioni di salute disperate che chiedono di essere accompagnate verso “l’ultimo viaggio”.

Lo scorso anno sono state circa 600 le persone che hanno fatto ricorso al suicidio assistito: un terzo (il numero più alto di stranieri) proveniva dalla Germania. Ma anche l’Italia guarda sempre più spesso oltre confine. Nel 2012 sono stati una trentina gli italiani che hanno scelto di morire in esilio. Il loro numero continua a crescere. Ad affermarlo è Emilio Coveri, presidente di Exit Italia, che in occasione della campagna “EutanaSiaLegale”, rivela come ogni settimana riceva decine di telefonate di persone gravemente che chiedono informazioni su come ricorrere al suicidio assistito in Svizzera.

“In totale, all’associazione svizzera Dignitas – spiega Coveri – sono arrivate, lo scorso anno, circa 1’500 richieste di suicidio assistito di malati terminali provenienti da diversi Paesi. Il 40% delle richieste viene, però, rigettato. Prima di qualsiasi autorizzazione, i medici svizzeri devono valutare a fondo la situazione di ogni paziente.

MB