<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>infoinsubria &#187; Cronaca</title>
	<atom:link href="/cronaca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.infoinsubria.com</link>
	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 May 2016 13:28:43 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Pensionato nascondeva in cantina beni per diversi milioni di euro</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/12/pensionato-nascondeva-in-cantina-beni-per-diversi-milioni-di-euro/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/12/pensionato-nascondeva-in-cantina-beni-per-diversi-milioni-di-euro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 14:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40628</guid>
		<description><![CDATA[ 
 


 
La caverna di Alì Babà si trova a Lavena Ponte Tresa ed è stata scoperta dagli agenti della Guardia di finanza di Luino. Nel corso di una perquisizione nelle ville di proprietà ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_40629" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/12/Lavena-Ponte-Tresa2.png"><img class="size-medium wp-image-40629" title="Lavena Ponte Tresa2" src="/wp-content/uploads/2015/12/Lavena-Ponte-Tresa2-300x211.png" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Il tesoro nel caveau (foto GdF)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La caverna di Alì Babà si trova a Lavena Ponte Tresa ed è stata scoperta dagli agenti della Guardia di finanza di Luino. Nel corso di una perquisizione nelle ville di proprietà di un 71enne sospettato di evadere il fisco, gli agenti hanno scoperto un caveau con tanto di porte segrete, in cui erano nascosti beni e valori per oltre 5 milioni di euro.</strong></p>
<p><span id="more-40628"></span>L’operazione di servizio, denominata “ERA GLACIALE”, ha portato alla denuncia di un cittadino italiano, C.G. di 71 anni, per i reati di riciclaggio, ricettazione, truffa, contrabbando nel movimento delle merci attraverso i confini di terra e gli spazi doganali, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato e sottrazione all&#8217;accertamento ed al pagamento dell&#8217;accisa sull&#8217;alcole e sulle bevande alcoliche.</p>
<p>L’attività d’indagine che ha visto impegnati i finanzieri, inizialmente in attività di appostamento e pedinamento e successivamente, all’approfondita analisi di rischio eseguita mediante la consultazione delle banche dati in uso al Corpo ha permesso di accertare che il soggetto indagato, seppur non ostentava all’esterno un elevato tenore di vita, disponeva di beni di valore in maniera sproporzionata alla capacità contributiva e alle dichiarazioni dei redditi presentate.</p>
<p>La perquisizione è scattata nella mattinata di ieri e ha interessato una vasta area e le 7 ville nella disponibilità dell’indagato, situate al confine con la Svizzera. Durante le operazioni di Polizia giudiziaria sono stati individuati beni di valore collocati in ogni angolo delle ville. Nel corso della perquisizione è stato individuato un vero e proprio caveau, ben occultato sotto terra, con porte a scomparsa utilizzate per occultare al meglio il contenuto delle stesse.</p>
<div id="attachment_40630" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/12/Lavena-Ponte-Tresa.png"><img class="size-medium wp-image-40630" title="Lavena Ponte Tresa" src="/wp-content/uploads/2015/12/Lavena-Ponte-Tresa-300x175.png" alt="" width="300" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">La villa (foto GdF)</p></div>
<p>Il fiuto investigativo dei militari, ha permesso di capire il funzionamento del congegno, che mediante una combinazione di interruttori per accendere le luci, permetteva l’apertura delle stanze nascoste adibite a caveau.</p>
<p>Sono state sequestrate oltre 20.000 bottiglie di whisky, vino e champagne pregiato per un valore che si aggira sui 4.500.000 euro, una zanna di mammuth, in avorio, lunga un metro e mezzo, 18 reperti archeologici per un valore non stimato, n. 75 monete d’oro 999 carati di diversa pezzatura, per un peso totale di 2 chilogrammi, 60 chilogrammi di argento, 170 lingotti in argento per un peso complessivo di 17 chilogrammi, un’auto storica FIAT 114 con cil. 2003 anno di costruzione 1966 nonchè copiosa documentazione contabile ed extracontabile di società riconducibili all’indagato.</p>
<p><strong>Red./Comunicato</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/12/pensionato-nascondeva-in-cantina-beni-per-diversi-milioni-di-euro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Italiani alla guida di auto svizzere. Altri 50 sequestri</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/11/italiani-alla-guida-di-auto-svizzera-altri-50-sequestri/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/11/italiani-alla-guida-di-auto-svizzera-altri-50-sequestri/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2015 17:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40599</guid>
		<description><![CDATA[Italiani che guidano auto con targa svizzera. In alcuni casi non si può. Risultato: dall’inizio dell’anno il Comando provinciale della Guardia di finanza di Varese ha sequestro oltre 50 autovetture di varie marche e cilindrata ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/11/Valico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40598" title="Valico" src="/wp-content/uploads/2015/11/Valico-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Italiani che guidano auto con targa svizzera. In alcuni casi non si può. Risultato: dall’inizio dell’anno il Comando provinciale della Guardia di finanza di Varese ha sequestro oltre 50 autovetture di varie marche e cilindrata nei vari valichi di confine col Canton Ticino. I “colpevoli” sono persone residenti in Italia che, senza l’autorizzazione doganale e in violazione della convenzione di Istanbul, erano alla guida di un’auto immatricolata nella vicina Confederazione elvetica.<span id="more-40599"></span></strong></p>
<p>Gli oltre 50 cittadini italiani sono stati segnalati all’Agenzia delle Dogane in quanto si sono resi responsabili dell’illecito amministrativo di contrabbando che prevede una sanzione che va da due a dieci volte i diritti doganali (dazi ed Iva), gravanti sul valore del mezzo di trasporto sequestrato. Entrando nel dettaglio della Convenzione di Istanbul, la norma (entrata in vigore in Italia dal 1995) prevede la regola secondo la quale, i mezzi di trasporto immatricolati fuori del territorio doganale comunitario (come appunto la Svizzera), ad uso privato ed intestate a persone stabilite fuori dal detto territorio, possono circolare nel territorio della Comunità in regime di ammissione temporanea senza dover assolvere le formalità doganali previste (dazi ed IVA), per un periodo massimo pari a sei mesi, anche non consecutivi, a decorrere dal primo ingresso nel paese.</p>
<p>Il veicolo può essere utilizzato esclusivamente dall’intestatario, ovvero da un congiunto entro il terzo grado fuori dal territorio doganale comunitario, oppure da altra persona stabilita fuori dal territorio doganale, purchè debitamente autorizzata dal titolare, a condizione che il titolare o un suo congiunto, entro il terzo grado, si trovi a bordo del veicolo. La medesima norma prevede, in deroga a quanto disciplinato, la possibilità che il veicolo immatricolato fuori del territorio doganale comunitario e utilizzato per uso privato, possa essere utilizzato, in determinati casi e con determinati limiti temporali anche da persone fisiche stabilite all’interno della comunità, in possesso di apposite autorizzazione rilasciata dal competente Ufficio doganale. A quanto pare in molti ancora non lo sanno. Risultato: sequestro e multa.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/11/italiani-alla-guida-di-auto-svizzera-altri-50-sequestri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Operazione di polizia sul confine, sventata una rapina in Ticino</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/10/operazione-di-polizia-sul-confine-sventata-una-rapina-in-ticino/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/10/operazione-di-polizia-sul-confine-sventata-una-rapina-in-ticino/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2015 15:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40555</guid>
		<description><![CDATA[Stamane un’operazione congiunta della polizia italiana e di quella svizzera ha portato all’arresto di sei pericolosi malviventi. I sei professionisti del crimine, tutto con precedenti penali, sono entrati in Svizzera alle 7 di stamane, con ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/10/Polizia-castelrotto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40557" title="Polizia-castelrotto" src="/wp-content/uploads/2015/10/Polizia-castelrotto-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Stamane un’operazione congiunta della polizia italiana e di quella svizzera ha portato all’arresto di sei pericolosi malviventi. I sei professionisti del crimine, tutto con precedenti penali, sono entrati in Svizzera alle 7 di stamane, con l’intenzione di rapinare un furgone portavalori di una ditta ticinese. I loro spostamenti erano però seguiti da un dispositivo di polizia, che ha portato al loro arresto a Castelrotto.</strong></p>
<p><span id="more-40555"></span>L’operazione è stata effettuata in collaborazione con la Squadra mobile di Milano della polizia italiana, che ha fornito importanti informazioni per fermare i criminali nonché con il Corpo delle guardie di confine che ha assicurato il presidio delle frontiere. L’obiettivo dei rapinatori, di età compresa tra i 25 ed i 50 anni, tutti residenti all&#8217;estero, era un furgone portavalori di una ditta ticinese, che trasportava un ingente quantitativo di denaro.</p>
<p>L’operazione, in atto da alcuni giorni e pianificata fin nei minimi dettagli, è nata grazie ad un’informazione giunta dalla Polizia di Stato italiana, che da tempo seguiva l’operato dei malviventi con numerosi precedenti penali in Italia per reati violenti legati a rapine.</p>
<p>Da questa mattina erano attesi in Malcantone per rapinare un furgone portavalori. Al fronte ad attenderli numerosi agenti della Polizia cantonale nonché delle Guardie di confine che hanno assicurato la messa in atto di quanto pianificato negli ultimi giorni.</p>
<p>I rapinatori, a bordo di un’Audi, una Bmw e un furgone Fiat Ducato bianco, sono entrati poco dopo le 7.00 da un valico secondario sulla Tresa. Sin da subito sono stati presi in consegna dal dispositivo di polizia fino al fermo a Castelrotto, avvenuto alle 7.20 circa. Un fermo rapido e dinamico che ha permesso in poco istanti, e senza l’uso della forza, di stroncare sul nascere le velleità dei sei pregiudicati. A bordo dei veicoli sono state rinvenute delle armi nonché altro materiale da utilizzare per giungere al loro obiettivo.</p>
<p>Nel comunicato pubblcato dalla Polizia cantonale ticinese si evidenzia che, ancora una volta, la collaborazione tra le forze dell’ordine operanti in Ticino e con gli inquirenti italiani ha portato ad un ottimo risultato permettendo di arrestare dei pericolosi malviventi attivi a livello transfrontaliero.</p>
<p><strong>Red./Comunicato</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/10/operazione-di-polizia-sul-confine-sventata-una-rapina-in-ticino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lombardia: oltre 1.200 beni confiscati alla mafia</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/10/lombardia-oltre-1-200-beni-confiscati-alla-mafia/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/10/lombardia-oltre-1-200-beni-confiscati-alla-mafia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 11:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40562</guid>
		<description><![CDATA[Tra aziende e immobili sono 1.266 i beni confiscati alla mafia fino a oggi in Lombardia, che è la prima regione del Nord e la quinta in Italia per beni sottratti alla criminalità organizzata. Il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2013/08/Carabinieri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-33638" title="Carabinieri" src="/wp-content/uploads/2013/08/Carabinieri.jpg" alt="" width="300" height="287" /></a>Tra aziende e immobili sono 1.266 i beni confiscati alla mafia fino a oggi in Lombardia, che è la prima regione del Nord e la quinta in Italia per beni sottratti alla criminalità organizzata. Il dato emerge da un’analisi della Coldiretti regionale su dati ANBSC in occasione dell’incontro su corruzione e agromafie organizzato a Expo nel Padiglione Coldiretti “No Farmers No Party”.</strong></p>
<p><span id="more-40562"></span>A livello regionale, le province di Como e Lecco sono rispettivamente al quarto e quinto posto con 67 e 59 beni confiscati. Fino al 2012 – spiega Coldiretti Lombardia – i beni confiscati nella nostra regione alla criminalità organizzata erano 1.186. Negli ultimi anni tre anni, quindi, si è registrata una crescita di quasi il 7 per cento. Mentre nel periodo che va dal 1 agosto 2014 al 31 luglio 2015, lo Stato ha sequestrato alla mafia beni per 123 milioni di euro.</p>
<p>Nell’ultimo anno la Lombardia è stata la prima regione del Nord Italia per proprietà sequestrate alla criminalità organizzata e la quinta a livello nazionale dopo Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Intanto vola il business dell’agromafia che con un aumento del 10 per cento in un anno ha raggiunto in Italia i 15,4 miliardi di euro nel 2014.</p>
<p>E’ quanto emerge dal terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. “Il fatto che la criminalità organizzata tenti di infiltrarsi anche nel settore agroalimentare – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – è la prova del grande valore di questo comparto e ci deve spronare a una sempre maggior tutela di quelle realtà sane che devono affrontare la concorrenza sleale generata dalle dinamiche mafiose”.</p>
<p>I capitali accumulati sul territorio dagli agromafiosi, attraverso le mille forme di sfruttamento e di illegalità – spiega Coldiretti – hanno bisogno di sbocchi, devono essere messi a frutto e perciò raggiungono le città, in Italia e all’estero, dove è più facile renderne anonima la presenza e dove possono confondersi infettando pezzi interi di buona economia. Vengono rilevati, attraverso prestanome e intermediari  compiacenti, imprese, alberghi, pubblici esercizi, attività commerciali soprattutto nel settore della distribuzione della filiera agroalimentare.</p>
<p><strong>Red./Comunicato</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/10/lombardia-oltre-1-200-beni-confiscati-alla-mafia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; insubrico il gatto più vecchio di Lombardia</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/10/e-insubrico-il-gatto-piu-vecchio-di-lombardia/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/10/e-insubrico-il-gatto-piu-vecchio-di-lombardia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2015 16:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40537</guid>
		<description><![CDATA[
Lilli ha 23 anni e, quasi sicuramente, è il gatto più longevo della Lombardia. Vive a Brenno Useria (Varese) e, coccolato dalla famiglia Grisendi, è uno dei felini più vecchi d’Italia. Pelo rosso, carattere schivo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_40538" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/10/IMG_7091-FILEminimizer.jpg"><img class="size-medium wp-image-40538" title="IMG_7091 (FILEminimizer)" src="/wp-content/uploads/2015/10/IMG_7091-FILEminimizer-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La vecchietta Lilli in giardino (foto Infoinsubria)</p></div>
<p>Lilli ha 23 anni e, quasi sicuramente, è il gatto più longevo della Lombardia. Vive a Brenno Useria (Varese) e, coccolato dalla famiglia Grisendi, è uno dei felini più vecchi d’Italia. Pelo rosso, carattere schivo e qualche acciacco dovuto all’età ma, Lilli è ancora in discreta forma. Salta qua e là, fa i suoi giretti per il bosco e mangia con regolarità. Certo, gli acciacchi non mancano: è sorda, cieca e, ormai, fatica anche a lavarsi. Intanto però tiene botta e, nella frazione di Arcisate, è considerata la “lady di ferro” degli animali domestici. Merito, forse, della tendenza a tenersi in forma girando per le aree verdi della zona a caccia di topini, ghiri e uccelli.<span id="more-40537"></span></strong></p>
<p>Ma anche e soprattutto grazie dell’affetto della famiglia che la ospita in Insubria da ormai 23 anni. “Ovviamente – racconta la signora Carmen che con Emanuela, Benedetta, Tiziano e Antonino  ha adottato la gattina – non abbiamo la data esatta della nascita. Ma siamo certi sull’anno, il 1992, vale a dire quando nacque la mia nipotina Nastasia. Lilli arrivò pochi giorni dopo e si chiamava Briciola: poi però i bambini piccoli faticavano a pronunciare quel nome e decidemmo di cambiarlo in Lilli”. Da quel giorno, sono passati ben 23 anni quando la maggior parte dei gatti fatica ad arrivare a venti. “Quando era giovane – ricorda ancora la signora Carmen – era sempre in giro. Ora, ultimamente, resta più vicina a casa, ma accarezzarla è sempre un’impresa. Voleva molto bene a mio marito Artemio, mancato poche settimane fa: tanto che, nei giorni successivi alla scomparsa, Lilli si metteva sempre in mezzo alla strada, sdraiata, come ad aspettare il suo ritorno. Dovevamo andare a spostarla perché lei, pur di star lì ad attendere il suo padrone, si sarebbe fatta investire da un’auto”. Un carattere malinconico ma che, quando serve, fa tirar fuori le unghie: “Nonostante la veneranda età, lei comanda anche sull’altro gatto, Oreste, che ha 15 anni in meno”.</p>
<p>Che Lilli sia il gatto più vecchio di Lombardia o d’Italia non ci sono prove certe. Ma l’arrivo a “spegnere” 23 candeline, quello sì, è da record. Basti ricordare che pochi mesi fa morì Gastone, il gatto mantovano più longevo della Penisola: aveva 25 anni. E, al mondo, il primato appartiene a un soriano di nome Puss che visse fra il 1903 al 1939. Ora tocca a Lilli: per la vecchietta brennese, il quarto di secolo è ormai vicino.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/10/e-insubrico-il-gatto-piu-vecchio-di-lombardia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Marzio, nascono i primi gemelli maschi. E a battezzarli un parroco di 101 anni</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/10/marzio-nascono-i-primi-gemelli-maschi-e-a-battezzarli-un-parroco-di-101-anni/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/10/marzio-nascono-i-primi-gemelli-maschi-e-a-battezzarli-un-parroco-di-101-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 10:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40527</guid>
		<description><![CDATA[
Ettore e Sebastiano Bagattini sono i primi gemelli maschi nati nella storia di Marzio, Comune in provincia di Varese. E’ almeno quanto emerso dal registro dai battesimi del paesino della Valganna, dove non risulta da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_40526" class="wp-caption alignleft" style="width: 178px"><a href="/wp-content/uploads/2015/10/Gemellini.jpg"><img class="size-medium wp-image-40526" title="Gemellini" src="/wp-content/uploads/2015/10/Gemellini-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">I gemellini Ettore e Sebastiano con mamma e papà</p></div>
<p>Ettore e Sebastiano Bagattini sono i primi gemelli maschi nati nella storia di Marzio, Comune in provincia di Varese. E’ almeno quanto emerso dal registro dai battesimi del paesino della Valganna, dove non risulta da nessuna parte la presenza di due fratellini maschi, giunti alla luce dallo stesso parto. Mentre l’ultimo arrivo di due femminucce risale agli anni Novanta, di maschi, in coppia, non se ne sono mai visti. E così quello di ieri (4 ottobre 2015), quando i due piccoli sono stati battezzati, si è rivelato essere un evento storico. <span id="more-40527"></span></strong></p>
<p>D’altronde a Marzio sono abituati ai record, visto che a immergere i neonati nel fonte battesimale è stato don Luigi Curti, il parroco più longevo al mondo, coi suoi 101 anni. Pure lui, che i nati di Marzio li ha visti passare tutti da tempo immemore, non porta memoria di due gemellini col fiocco azzurro. Per celebrare l’occasione, mamma Anita Menefoglio e papà Alessandro Bagattini, hanno deciso di chiamare uno dei due col nome del patrono del paese, Sebastiano, mentre il primo venuto al mondo in ordine cronologico, si chiama Ettore: “Entrambi – racconta mamma Anita, che è anche presidente della Pro loco – sono bravissimi. Dormono, mangiano e sono felici. L’aria di Marzio, evidentemente, fa molto bene ai gemellini ma, in generale a tutti”.</p>
<p>Lo conferma pure il sindaco, Maurizio Frontali che, negli ultimi anni, ha registrato un vero e proprio boom demografico. “Se quindici anni fa – racconta il primo cittadino – eravamo solo 250 persone, oggi siamo arrivati a 335. Di questi solo 57 sono persone con oltre 70 anni e ben 40 sono minorenni. Vuol dire che le giovani coppie che si sposano decidono di rimanere a vivere qui e qualcuno, da fuori, si sposta da noi. D’altronde quassù si sta bene: è vero, si è un po’ distanti dalla città ma, rispetto al fondovalle della Valganna, d’inverno ci sono mediamente 5-6 gradi in più. Insomma, anche quando fa freddo, si sta bene. Inoltre è un posto molto vivo: ci sono otto associazioni attivissime, e tante manifestazioni”. E ora, anche due gemellini maschi.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/10/marzio-nascono-i-primi-gemelli-maschi-e-a-battezzarli-un-parroco-di-101-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Armida Barelli verso la Beatificazione?</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/09/armida-barelli-verso-la-beatificazione/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/09/armida-barelli-verso-la-beatificazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 19:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Insubria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40489</guid>
		<description><![CDATA[“Potrebbe essere la volta buona per la beatificazione di Armida Barelli”. Si è vicini a una svolta nel percorso per rendere beata la cofondatrice dell’Università Cattolica, con profondi legami nel paesino della Valganna. Lo ha ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/09/ArmidaBarelli.png"><img class="alignleft size-full wp-image-40490" title="ArmidaBarelli" src="/wp-content/uploads/2015/09/ArmidaBarelli.png" alt="" width="225" height="225" /></a>“Potrebbe essere la volta buona per la beatificazione di Armida Barelli”. Si è vicini a una svolta nel percorso per rendere beata la cofondatrice dell’Università Cattolica, con profondi legami nel paesino della Valganna. Lo ha annunciato oggi (domenica 20 settembre) l’avvocato Silvia Correale durante l’inaugurazione dei lavori di restauro di Villa San Francesco, la dimora di Marzio (provincia di Varese) dove la cofondatrice dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano passò diversi anni della sua vita e vi morì il 15 agosto 1952. “La congregazione dei Santi – ha affermato la legale che sta seguendo la pratica – ci ha chiesto ulteriori chiarimenti sul possibile miracolo collegato ad Armida Barelli. Sostanzialmente si tratta di un episodio in cui una donna, dopo un incidente frontale con un camion mentre andava in bici, non solo è sopravvissuta, ma non ha subito nemmeno alcun danno neurologico”. Insomma, quello che già giornalisticamente è considerato un miracolo, ora deve essere ratificato dalle istituzioni cattoliche. “In tal senso – ha aggiunto Correale – i medici a cui ci siamo rivolti hanno preparato un fascicolo in cui si risponde alle richieste ricevute sulla vicenda e siamo fiduciosi che possa essere la volta buona per la beatificazione. Non solo: ho avuto modo di interloquire con la Segreteria di Papa Francesco e, vista anche la vicinanza del Santo Padre con l’Azione cattolica (di cui Armida Barelli, è stata vice-presidente, ndr), siamo molto fiduciosi sul buon esito della vicenda”.<span id="more-40489"></span></strong></p>
<p>L’annuncio sulla beatificazione ha ulteriormente riempito i cuori di chi è salito fino a Marzio dove grazie all’impegno dell’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo (Ism), proprietario dello stabile, e dell’architetto Massimo Sassi, si è ristrutturata Villa San Francesco, la residenza dove la Venerabile Barelli, trascorse lunghi e significativi periodi della sua vita.  “Qui – ha ricordato Fiorella Pecchioli, rappresentante dell’Ism – Armida ha passato un tempo molto fecondo e, oggi, stando sul belvedere, nella sua camera o nella cappelletta restaurata, si possono vivere momenti di grande emozione e riflessione. Il restauro, insomma, è stata una decisione più che giusta”. Lo hanno sottolineato anche il sindaco Maurizio Frontali e gli altri protagonisti della giornata, primo fra tutti don Luigi Curti, memoria vivente di Armida Barelli, che coi suoi 101 anni è il parroco più longevo d’Italia: “Di lei – ha sottolineato il sacerdote di Marzio – ricordo il grande coraggio nell’affrontare le sofferenze e il forte legame con San Francesco”. Una storia che verrà tramandata ai posteri anche dal libro scritto da Maddalena Colli, curatrice della ricerca storica sulla villa e co-autrice con Barbara Pandolfi del volume “Dalla pace di questi monti è più facile partire per il cielo. La presenza di Armida Barelli a Marzio”. Una presenza che, ancora oggi, si può sentire, nel profondo dell’anima.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/09/armida-barelli-verso-la-beatificazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli Svizzeri sconfitti a Melegnano (4)</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/09/gli-svizzeri-sconfitti-a-melegnano/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/09/gli-svizzeri-sconfitti-a-melegnano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 08:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Marignano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40475</guid>
		<description><![CDATA[ 
 
 
 


 
 
 
14 settembre 1515. La battaglia fra le truppe svizzere e quelle francesi scoppiata l’altro ieri nei pressi di Melegnano è durata due giorni e si è conclusa con ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_40474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/09/Graf-battaglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-40474" title="Graf-battaglia" src="/wp-content/uploads/2015/09/Graf-battaglia-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">La battaglia vista dal mercenario Urs Graf (Kunstmuseum, Basilea)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>14 settembre 1515. La battaglia fra le truppe svizzere e quelle francesi scoppiata l’altro ieri nei pressi di Melegnano è durata due giorni e si è conclusa con una pesante sconfitta degli svizzeri. Nei campi di Zivido giacciono almeno quattordicimila morti. Gli svizzeri ritiratisi a Milano dopo la sconfitta si preparano a lasciare la città al re di Francia Francesco I.</strong></p>
<p><span id="more-40475"></span>La decisione di affrontare i francesi è stata presa dai soldati svizzeri contro il parere dei loro comandanti. Istigati anche dal cardinale vallesano Schiner, molto ascoltato dagli svizzeri provenienti dai cantoni cattolici, le truppe svizzere &#8211; circa 20’000 uomini &#8211;  si sono dirette verso Melegnano, dove si trova l’accampamento francese, senza l’appoggio dei cantoni della Svizzera occidentale, che hanno preferito accettare il compenso offerto dai francesi per ritirarsi.</p>
<p>“All’una la nostra vedetta, che osservava le porte di Milano, ci avvertì che gli Svizzeri uscivano dalla città per attaccarci. Allora facemmo prendere posizione alle nostre truppe. Gli svizzeri erano divisi in tre squadroni: il primo di diecimila uomini, il secondo di ottomila, e il terzo di diecimila. Vi assicuro che venivano per farmi a pezzi”, si legge nella lettera scritta da Francesco I a sua madre dopo la battaglia.</p>
<p>Le truppe del re di Francia sono schierate poco avanti la città, verso il borgo di Santa Brigida, fra il fiume Lambro e il canale Redefossi. L’avanzata svizzera è disordinata. A fatica i comandanti riescono a mettere le truppe in formazione di battaglia. Il landamano di Zugo Werner Steiner getta una manciata di terra sulle teste dei soldati inginocchiati, e recita: &#8220;Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, dimenticate la vostra patria. Se non saremo vittoriosi, questo sarà il nostro cimitero!”.</p>
<p>L’avanguardia è comandata dal landamano di Zugo; il quadrato centrale dal borgomastro di Zurigo Marx Roist, comandante in capo. “Dopo la preghiera ci siamo alzati e  in ordine siamo andati incontro al nemico. I cannoni francesi hanno aperto il fuoco assieme agli archibugi e a tutte le armi. Sembrava che si fosse aperto il cielo e la terra dovesse crollare per il fuoco nemico. Il re aveva seimila archibugi, i confederati mille. Ci siamo lanciati contro le artiglierie avversarie, attraversando a fatica i fossi dietro i quali si erano trincerati”, scrive il cronista Werner Schodeler, cancelliere del comune di Bremgarten.</p>
<p>Gli svizzeri si sono trovati subito in difficoltà a causa dell’intenso fuoco d’artiglieria francese. Nonostante le perdite i confederati sono riusciti a raggiungere le linee avversarie, mettendo in difficoltà i corpi di battaglia di Francesco I. Ma il campo di battaglia non è stato favorevole agli svizzeri. Il Lambro da una parte e il canale Redefossi dall’altra hanno intralciano le manovre aggiranti con cui gli svizzeri hanno spesso vinto le loro battaglie. Le perdite sono pesanti.</p>
<p>Il secondo giorno di battaglia inaspettatamente è entrata in campo la cavalleria veneziana, comandata dal mercenario italiano Bartolomeo d’Alviano. I suoi cavalieri sono stradioti, mercenari albanesi. Nella confusione gli svizzeri hanno pensato di aver di fronte tutto l’esercito veneziano. Sorpresi, stanchi, decimati, i confederati non hanno reggono l’urto.</p>
<p>“Dovettero allora ritirarsi avendo subito grandi perdite, perdendo anche qualche bandiera, ma non molte. Ne conquistarono anche alcune, assieme a quattro cannoni, che portarono a Milano con loro. Da entrambe le parti sono stati abbattuti quattordicimila uomini, colpiti dalle armi da fuoco o da taglio. La metà erano svizzeri. Quelli che non erano riusciti a unirsi al grosso della truppa vennero uccisi o derubati dai Lombardi con i forconi. Una squadra di 300 che aveva cercato rifugio accanto a noi in un convento è stata circondata e bruciata viva dai Lanzichenecchi,” riferisce il cancelliere di Bremgarten.</p>
<p>Per evitare una disfatta i comandanti hanno deciso di ritirarsi ordinatamente verso Milano. I sopravvissuti hanno formano un quadrato, raccogliendo nel mezzo i feriti, le bandiere e i cannoni conquistati al nemico. I fianchi sono protetti dagli uomini migliori. Lentamente, solennemente, il quadrato si è ritirato verso Milano.</p>
<p>“La battaglia è stata lunga. Abbiamo combattuto dalle tre del pomeriggio di ieri fino alle due del pomeriggio di oggi, senza sapere se avessimo vinto o perso, senza smettere di combattere e di sparare. Ho visto i lanzichenecchi e i gendarmi tener testa alle picche degli svizzeri. Abbiamo dovuto fare trenta cariche prima di vincere la battaglia. Sono sicuro che da duemila anni non si è più vista una battaglia così fiera e così crudele”, si legge nella lettera di Francesco I a sua madre.</p>
<p>La sconfitta di Marignano evidenzia che l’apogeo del mercenariato svizzero è ormai stato superato. L’irruenza dell’attacco si era frantumato contro un impiego, forse per la prima volta coordinato, di artiglieria e fanteria. Le misure prese dai francesi, che hanno fortificato a loro favore il campo di battaglia, hanno ulteriormente  intralciato la manovra svizzera.</p>
<p>Sul destino delle terre ticinesi l’unità della Confederazione viene messa a dura prova. I cantoni occidentali, con alla testa Berna, insistono per concludere un accordo con la Francia anche a costo di perdere il controllo sui castelli ticinesi. Uri, Svitto, Zurigo, Basilea e Sciaffusa sono invece contrari a cedere alle pretese francesi.</p>
<p><strong>MA</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/09/gli-svizzeri-sconfitti-a-melegnano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Formaggi, pesce e olio di lago. Eccellenze insubriche da preservare</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/09/formaggi-pesce-e-olio-di-lago-eccellenze-insubriche-da-preservare/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/09/formaggi-pesce-e-olio-di-lago-eccellenze-insubriche-da-preservare/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 13:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Insubria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40470</guid>
		<description><![CDATA[I sapori intensi del formaggio delle Prealpi, il gusto delicato dell&#8217;olio e del pesce di lago. Il tutto innaffiato da vino ticinese. Sono stati questi prodotti i protagonisti del convegno “Eccellenze alimentari e salvaguardia dell&#8217;ambiente” ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2015/09/Alpeggi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-40471" title="Alpeggi" src="/wp-content/uploads/2015/09/Alpeggi-300x143.jpg" alt="" width="300" height="143" /></a>I sapori intensi del formaggio delle Prealpi, il gusto delicato dell&#8217;olio e del pesce di lago. Il tutto innaffiato da vino ticinese. Sono stati questi prodotti i protagonisti del convegno “Eccellenze alimentari e salvaguardia dell&#8217;ambiente” organizzato oggi (12 settembre) dai Lions per la Regio insubrica e dalla Comunità di lavoro della Regio insubrica. L&#8217;incontro, tenuto a Villa Cagnola di Gazzada Schianno (Varese), ha ospitato una dozzina di interventi di esperti dei vari settori e, dopo le relazioni, si è vissuto un momento di incontro fra i produttori e gli ospiti dell&#8217;appuntamento scientifico-alimentare.<span id="more-40470"></span></strong></p>
<p>Chiaramente si tratta di prodotti di nicchia ma, come emerso dagli interventi, essi rappresentano un valore aggiunto sia per l&#8217;alimentazione spesso rovinata dall&#8217;omologazione dei “sapori di plastica”, sia come presidio per il territorio. “In una ricerca sui formaggi lombardi – ha spiegato Milena Basca, ricercatrice dell&#8217;Ispa Cnr – abbiamo notato come in alcune aree della pianura, le aziende produttrici di latte utilizzassero tanto fieno per nutrire i bovini ma, evidentemente di medio-bassa qualità. Mentre nelle aree insubriche, specialmente fra Como e Lecco ci fossero imprese che fornivano molto più lino rispetto al tradizionale unifeed (il metodo di somministrazione degli alimenti che ha soppianta la dieta tradizionale delle vacche, ndr)”. Risultato: “All&#8217;assaggio, quasi tutti indicavano come migliori i prodotti prealpini che, fra l&#8217;altro, spiccavano anche come qualità nutrizionali”. Nella provincia dei sette laghi non poteva poi mancare un intervento sul pesce: “Una risorsa – ha sottolineato l&#8217;ittiologo Cesare Puzzi – che ora sta sviluppando ittioturismo, pescaturismo e soprattutto fornisce prodotti di qualità alla ristorazione locale. Nel Verbano e nel Ceresio sono stabili le presenze di persico e lavarello, mentre le specie esotiche come il luccioperca, il carassio e il siluro possono essere apprezzati da quelle comunità che li conoscono e li sanno cucinare meglio come gli stranieri dell&#8217;est Europa. Infine alcuni interventi nei collegamenti fra laghi e fiumi hanno permesso la ricomparsa del barbo e, sul lago di Como, è da due anni che è tornata l&#8217;alborella. Chissà mai che questo esemplare tanto abbondante in passato torni presto a popolare anche le acque varesine. Per ora comunque le eccellenze non mancano e fra i prodotti lavorati si segnalano affumicato, bottarghe, marinato e pesce in carpione”.</p>
<p>Tornando sulla terra ferna, uno dei nemici principali dell’agricoltura è il bosco: “Dobbiamo fermare l’avanzata – ha affermato Loris Ferrari, caposezione agricoltura del Dipartimento delle finanze e dell’economia del Canton Ticino – perché ogni prato che scompare è una risorsa in meno per l’alimentazione e un rischio per gli eventuali dissesti idrogeologici. Inoltre dobbiamo batterci in Confederazione affinché il 5% del budget nazionale destinato all’agricoltura resti tale e non scenda ulteriormente”.</p>
<p><strong>Nicola Antonello</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/09/formaggi-pesce-e-olio-di-lago-eccellenze-insubriche-da-preservare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Zwingli si rivolge alle truppe svizzere a Monza (3)</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2015/09/zwingli-si-rivolge-alle-truppe-svizzere-a-monza-3/</link>
		<comments>http://www.infoinsubria.com/2015/09/zwingli-si-rivolge-alle-truppe-svizzere-a-monza-3/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2015 15:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Marignano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infoinsubria.com/?p=40446</guid>
		<description><![CDATA[ 
 


 
8 settembre 1515. L’esercito francese si è accampato nei pressi di Melegnano deciso a conquistare Milano. Ma Francesco I e i suoi marescialli sperano ancora di poter evitare la battaglia. I contingenti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_40447" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2015/09/300px-MonzaArengario.jpg"><img class="size-full wp-image-40447" title="300px-MonzaArengario" src="/wp-content/uploads/2015/09/300px-MonzaArengario.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il Palazzo dell&#39;Arengario (foto Wikipedia)</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>8 settembre 1515. L’esercito francese si è accampato nei pressi di Melegnano deciso a conquistare Milano. Ma Francesco I e i suoi marescialli sperano ancora di poter evitare la battaglia. I contingenti dei cantoni della Svizzera occidentale, con alla testa Berna, si stanno già ritirando. Gli ufficiali svizzeri sono quasi tutti favorevoli a incassare l’oro che è stato loro promesso a Gallarate. I soldati invece sembrano poco propensi a ritirarsi. Per loro quella campagna è stata poco redditizia. Una bella battaglia gli avrebbe permesso di rifarsi.</strong></p>
<p><span id="more-40446"></span>“Tenemmo molte assemblee. C’era chi voleva tornare a casa e chi voleva combattere,” racconta nella sua cronaca il mercenario del canton Zugo Walter Steiner, figlio del landamano del suo cantone. Presso i mercenari svizzeri vige infatti la singolare tradizione che l’ultima parola sull’entrata in battaglia spetta all’assemblea dei soldati, la “Gemeinde”.</p>
<p>Orami tutti i mercenari svizzeri ancora in Italia si erano radunati presso Milano. I glaronesi erano a Monza. Il loro cappellano Ulrich Zwingli si è rivolto alle truppe alle truppe dal Palazzo dell’Arengario, esortandole ad accettare il patto con la Francia e a tornare in patria. Ma i soldati  invece vogliono combattere. Sono venuti in Italia affamati di bottino, il soldo si fa aspettare, non vogliono tornare a casa con le tasche vuote.</p>
<p>I comandanti tengono riunioni su riunioni nel Castello di Milano. Mentre nel cortile gruppi di mercenari attendono ancora le decisioni dei comandanti, nella Sala delle Asse il cardinale Schiner, il prelato vallesano che difende gli interessi del Vaticano, cerca di convincerli a entrare in battaglia. Il suo discorso è riportato da Francesco Guicciardini nella sua Storia d’Italia.</p>
<p>“Dunque, ha la nazione nostra sostenuto tante fatiche, sottopostasi a tanti pericoli, sparso tanto sangue, per lasciare in uno solo dì tanta gloria acquistata, tanto nome, agli inimichi Stati vinti da noi? Non son questi quegli medesimi franzesi che accompagnati da noi hanno avuto tante vittorie? Abbandonati da noi sono sempre stati vinti da ciascuno? Non sono questi quegli medesimi francesi che da piccola gente de nostri furono l’anno passato rotti, con tanta gloria, a Novara?”</p>
<p>Marx Röist, borgomastro di Zurigo e comandante delle truppe del suo Cantone, medita sulle le domande retoriche del vescovo di Sion. Il primus inter pares fra i comandanti svizzeri sa che la battaglia sarebbe difficile. “Finora siamo riusciti a far contento il magro imperatore, il grasso re di Francia, e il ciccione duca di Milano, e riuscire a farci pagare da tutti. Ma non si può continuare a mungere sue mucche alla volta. Ora ognuno si è preso una mucca per conto suo e se ne va per la sua strada. Berna e i suoi alleati hanno accettato i soldi francesi ed si sono messi sulla via del ritorno, mentre noi siamo qui a cercare di accontentare l’imperatore. Ma i suoi soldi non gli abbiamo ancora visti… “</p>
<p>Roist non ha molta volta voglia di rischiare una sconfitta solo per non perdere Bellinzona. Anche lui, come gli altri comandanti, propende per l’idea di accettare le offerte francesi, e tornare a casa con un bel gruzzolo. I soli decisi a rimanere a tutti i costi in Lombardia sono Uri, Svitto e Untervaldo. Da 15 anni sono in possesso dei castelli ticinesi, e non vogliono assolutamente rinunciarvi.</p>
<p><strong>MA </strong></p>
<p>(continua)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2015/09/zwingli-si-rivolge-alle-truppe-svizzere-a-monza-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using disk
Page Caching using disk (enhanced) (user agent is rejected)

Served from: www.infoinsubria.com @ 2016-05-27 12:30:47 -->