Contrassegno autostradale giornaliero a 5 franchi

A Berna si discute di portare a Fr. 100.- il prezzo del contrassegno autostradale necessario per circolare sulle autostrade svizzere. Un tale passo potrebbe scoraggiare ulteriormente il turismo di giornata, già alle prese con i problemi creati dal franco forte. L’imprenditore ticinese Rocco Cattaneo propone una contromisura immediata e concreta: il contrassegno autostradale giornaliero al prezzo di Fr. 5.-.

“Se l’apprezzamento del franco nei confronti dell’Euro sta facendo soffrire 
l’economia svizzera nel suo insieme, sono senza dubbio le regioni di confine ad essere messe in particolare a durissima prova. Di fronte a questa situazione
obiettivamente sempre più difficile, gli osservatori si dividono tra i
sostenitori di ogni forma di intervento pubblico a difesa degli equilibri
interni del sistema e coloro che ritengono invece che tocchi proprio ai diversi
attori del mondo economico – e non alla politica, dunque – trovare le
contromisure più adeguate ed efficaci per arginare gli effetti che la tendenza
negativa del mercato dei cambi sta provocando.

Lascio agli esperti il complesso dibattito sugli aspetti macroeconomici di questo delicatissimo problema, preferendo concentrarmi su una misura concreta che potrebbe rivelarsi positiva per tutte le aree di confine confrontate con una crescente perdita di attrattività agli occhi della potenziale clientela
straniera, da sempre una delle principali risorse di molte realtà economiche
svizzere.

La constatazione è imprescindibile quanto preoccupante : il nostro paese sta diventando quasi inaccessibile per tutti coloro che, in provenienza
dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania o dall’Austria, volessero concedersi
un’escursione oltre confine. Se poi l’intenzione di chi vive, lavora e guadagna
al di là delle diverse frontiere svizzere fosse addirittura quella di
« andare dall’altra parte per fare un po`di shopping, per un pranzo o per
una cena al ristorante », bè, tanto varrebbe mettersi subito il cuore in
pace : il numero di questi temerari, in grado di sfidare le leggi del
mercato – e qualche volta anche del buon senso – è inesorabilmente destinato a ridursi drasticamente. Almeno sino a quando ci ritroveremo confrontati con il
rapporto di forza che determina attualmente la nostra posizione sul fronte
valutario europeo.

Che fare, allora ? Rassegnarsi e attendere tempi migliori ? Potrebbe
essere un’opzione. Anche se non la migliore, credo. Perchè non provare invece a fare uno sforzo di creatività, che possa rivelarsi un autentico incentivo per i
visitatori-clienti che stanno purtroppo perdendo l’abitudine – e soprattutto lo
stimolo economico – in grado di far nuovamente scattare in loro la molla che
tornerebbe a motivarli a varcare quel confine che in altri tempi era certamente
più finanziario che geografico.

I tempi sono certamente cambiati, e come detto il quadro generale ha subito profonde variazioni che ne hanno alterato – forse in misura più profonda di quanto non riusciamo ad immaginare – le caratteristiche di fondo.

Ciò che possiamo fare, tuttavia, è immaginare e realizzare un contesto in cui la gita fuori porta che consenta di indugiare nelle vie del centro di una delle nostre città, visitando magari un centro commerciale e decidendo di fermarsi a pranzo in un ristorante, non risulti inutilmente appesantita dal fardello di una spesa eccessiva come quella della vignetta autostradale.

Il discorso, evidentemente, non tocca le migliaia di frontalieri che all’occasione si trasformano da lavoratori in potenziali clienti. Esiste tuttavia una massa più che rilevante di visitatori estremamente interessanti dal punto di vista economico, che potrebbe risultare scoraggiata da quei quaranta franchi
reclamati ad ogni accesso autostradale del nostro paese.

Provate a mettervi nei loro panni : siete stranieri, e volete passare una piacevole giornata a Ginevra, Sciaffusa, o Lugano. Siete disposti a spendere per questo, ma non potete evitare di provare un certo fastidio al momento di versare quella che vi sembra una tassa del tutto sproporzionata nelle casse della Confederazione per quei pochi chilometri che vi accingete a percorrere.

E se vi fosse proposto di acquistare una vignetta giornaliera ? Al prezzo assai
più ragionevole e abbordabile di cinque franchi ? Chissà, magari ci
verreste persino tre volte in un anno, risparmiando comunque un quarto di
quell’irritante investimento cui siete chiamati attualmente. Senza che la
Confederazione abbia a dover sopportare spese amministrative supplementari – il personale di vendita della vignetta è già attivo ai posti di confine – ma
incrementando magari le entrate, visto che cio` potrebbe determinare un aumento complessivo del numero di visitatori.

Un altro aspetto da non sottovalutare: creando una vignetta giornaliera a prezzo interessante andremmo pure a ridurre, anche se di poco, il traffico sulle
strade cantonali nelle fasce di confine, cosa che non fa certo male.

Una proposta banale ? Forse, anche se qualsiasi tentativo di agire di fronte
all’inquietante immobilismo con cui stiamo rispondendo a una crisi che non può e non deve lasciarci indifferenti merita senza dubbio di essere preso in
considerazione. In tutti i Cantoni di frontiera della Svizzera questa
innovazione potrebbe infatti essere introdotta velocemente, e le conseguenza
sarebbero molto facili da valutare. Non è da escludere che la manovra passa
oltretutto essere, per le casse della Confederazione, di segno positivo.

Abbiamo tutti il dovere di fare qualcosa per dare un contributo tangibile a chi sta soffrendo per una crisi che non ha certo contribuito a creare. E il primo passo potrebbe davvero essere quello di non avere paura di tutti quegli accorgimenti – magari provvisori, comunque inediti e stimolanti – che potrebbero aiutarci a sbloccare la situazione.

Un giorno in Svizzera al prezzo di cinque franchi : perchè no, in 
fondo ?”

Rocco Cattaneo

www.roccocattaneo.ch