Como e Varese presto nuovi Cantoni svizzeri?

Dogana presto inutile?
Giorni contati per la frontiera? (foto Infoinsubria)

Anche l’esponente della Lega dei Ticinesi Norman Gobbi ha sottoscritto l’atto parlamentare presentato da 27 deputati dell’Unione democratica di centro in cui si chiede al governo di Berna di creare le premesse istituzionali affinché le regioni limitrofe possano aderire alla Confederazione svizzera.

Concretamente la mozione propone al Consiglio federale di prevedere un quadro costituzionale e legale che permetta di integrare le regioni degli Stati vicini confinanti con la Svizzera quali nuovi Cantoni, se ciò venisse richiesto della maggioranza della popolazione.

La proposta elenca diverse regioni che avrebbero già espresso in passato la volontà di aderire alla Confederazione svizzera. Fra queste l’Alsazia, la valle d’Aosta, Bolzano il Giura francese, il Voralberg austriaco, la Savoia francese, il Baden-Würtenberg e appunto Como e Varese.

Queste regioni, si afferma nella mozione, dispongono di una lunga tradizione di sovranità dei loro cittadini, di democrazia di prossimità a dimensione d’uomo. La loro integrazione nella Confederazione gioverebbe a entrambe le parti e non causerebbe problemi politici irrisolvibili. Si tratterebbe di un segnale politico di apertura all’estensione di un modello di sovranità svizzera quale alternativa all’adesione all’Unione europea, le cui istituzioni centralizzatrici sono ben lungi dalle aspirazioni dei suoi cittadini.

Il governo svizzero non condivide le velleità espansioniste dei firmatari dell’atto parlamentare. Una revisione della Costituzione federale che permetta alle regioni limitrofe di unirsi alla Confederazione – afferma il Consiglio federale nella sua risposta – costituirebbe un atto politico ostile, che gli Stati vicini potrebbero considerare, a giusto titolo, provocatorio e nuocerebbe gravemente alle relazioni con i paesi in questione.

Una tale revisione violerebbe anche le regole fondamentali del diritto internazionale, che non riconosce un diritto generale alla secessione. Il diritto di secessione costituisce soltanto l’ultima ratio in circostanze eccezionali, che evidentemente non sono date nella fattispecie.

ll Parlamento svizzero non si è ancora pronunciato sulla proposta.

Red.